Napoli in ansia per le condizioni di Michu, la sua caviglia è di nuovo ko. Il calciatore salta anche la Fiorentina

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Un po’ la caviglia, la stessa che lo ha torturato la passata stagione. Un po’ la condizione atletica, che proprio non arriva. E così Michu resta il buco nero del mercato del Napoli. Oggi poteva essere la sua occasione per tornare in campo dal primo minuto, ma a sorpresa la solita caviglia lo manda ko. Lanciando un nuovo campanello d’allarme sul suo recupero. «Ha una voglia matta di giocare, ma dobbiamo monitorare il suo stato», sbotta Benitez. Una guarigione che comincia a divenire una specie di calvario. E che dà ragione al presidente De Laurentiis che, la scorsa estate, preso dai dubbi sulle sue condizioni, decise che era meglio prenderlo solo in prestito e con diritto di riscatto non obbligatorio piuttosto che a titolo definitivo come invece voleva lo Swansea a tutti i costi. Di sicuro, Michu non gioca novanta minuti per intero dal 5 aprile dello scorso anno, quando era ancora allo Swansea e affrontò l’Hull City. E per risalire alla sua ultima rete bisogna andare indietro nel tempo fino al 24 ottobre del 2013, contro il Kuban, in Europa League. Poi la caviglia che lo ha tormentato ha fatto crac ed è scattata l’operazione e uno stop di 12 settimane. Poi il rientro a rilento e la cessione al Napoli. Lo staff sanitario del Napoli, e quello della clinica di Barcellona dove il club azzurro fa riferimento in casi di questo genere, non ebbero dubbi: è idoneo. Fatto sta che l’illustre paziente pare essere ricaduto nei suoi tormenti alla caviglia. Michu, ben che vada, ne avrà per almeno 15 giorni. Grossomodo lo stesso guaio, nello stesso posto, in cui è incappato quando era in Galles e che gli ha procurato problemi già in precedenza. Dunque il mistero che aleggia intorno alla fragile muscolatura del gigante di Oviedo è ben lontano dall’essere risolto. Il nuovo stop è una mazzata, soprattutto a livello psicologico: anche perché meno si allena e più risulta complicato il recupero atletico. Perché Michu, nelle sei volte in cui ha fatto la sua apparizione nel Napoli, ha dato la sensazione di essere in ritardo nella condizione fisica e in alcuni casi persino spaesato. I guai fisici, dunque, dice Benitez, non sono alle spalle. E De Laurentiis è giustamente sempre più preoccupato. Perché se va avanti così, è chiaro che a gennaio, nella finestra di mercato, dovrà essere trovata una pedina che prenda il suo posto. Probabilmente bisogna avere ancora un po’ di pazienza. Perché la sua storia parla di un bomber capace di segnare 22 gol in Premier appena due stagioni fa. In Italia era alla ricerca della consacrazione, invece finora è stato solo una meteora. Un bel problema per Benitez che sperava di poter contare sulla sua imprevedibilità e sulla sua duttilità visto che per Rafone può essere sia prima punta che rifinitore alla Hamsik. Michu, però, è uno dei giocatori che quest’anno ha dato meno alla causa azzurra: 6 partite giocate (tra campionato, Champions ed Europa League), nessun gol segnato e in tutto 240 minuti complessivamente giocati. Eppure Michu non ha mai fatto avanti e indietro dall’infermeria, ha raramente saltato un allenamento. Ma le ultime notizie tengono Benitez sulle spine: si è fermato proprio alla vigilia della partita che poteva mostrare il suo valore. Un vero peccato. (Pino Taormina – Il Mattino)

Un po’ la caviglia, la stessa che lo ha torturato la passata stagione. Un po’ la condizione atletica, che proprio non arriva. E così Michu resta il buco nero del mercato del Napoli. Oggi poteva essere la sua occasione per tornare in campo dal primo minuto, ma a sorpresa la solita caviglia lo manda ko. Lanciando un nuovo campanello d’allarme sul suo recupero. «Ha una voglia matta di giocare, ma dobbiamo monitorare il suo stato», sbotta Benitez. Una guarigione che comincia a divenire una specie di calvario. E che dà ragione al presidente De Laurentiis che, la scorsa estate, preso dai dubbi sulle sue condizioni, decise che era meglio prenderlo solo in prestito e con diritto di riscatto non obbligatorio piuttosto che a titolo definitivo come invece voleva lo Swansea a tutti i costi. Di sicuro, Michu non gioca novanta minuti per intero dal 5 aprile dello scorso anno, quando era ancora allo Swansea e affrontò l’Hull City. E per risalire alla sua ultima rete bisogna andare indietro nel tempo fino al 24 ottobre del 2013, contro il Kuban, in Europa League. Poi la caviglia che lo ha tormentato ha fatto crac ed è scattata l’operazione e uno stop di 12 settimane. Poi il rientro a rilento e la cessione al Napoli. Lo staff sanitario del Napoli, e quello della clinica di Barcellona dove il club azzurro fa riferimento in casi di questo genere, non ebbero dubbi: è idoneo. Fatto sta che l’illustre paziente pare essere ricaduto nei suoi tormenti alla caviglia. Michu, ben che vada, ne avrà per almeno 15 giorni. Grossomodo lo stesso guaio, nello stesso posto, in cui è incappato quando era in Galles e che gli ha procurato problemi già in precedenza. Dunque il mistero che aleggia intorno alla fragile muscolatura del gigante di Oviedo è ben lontano dall’essere risolto. Il nuovo stop è una mazzata, soprattutto a livello psicologico: anche perché meno si allena e più risulta complicato il recupero atletico. Perché Michu, nelle sei volte in cui ha fatto la sua apparizione nel Napoli, ha dato la sensazione di essere in ritardo nella condizione fisica e in alcuni casi persino spaesato. I guai fisici, dunque, dice Benitez, non sono alle spalle. E De Laurentiis è giustamente sempre più preoccupato. Perché se va avanti così, è chiaro che a gennaio, nella finestra di mercato, dovrà essere trovata una pedina che prenda il suo posto. Probabilmente bisogna avere ancora un po’ di pazienza. Perché la sua storia parla di un bomber capace di segnare 22 gol in Premier appena due stagioni fa. In Italia era alla ricerca della consacrazione, invece finora è stato solo una meteora. Un bel problema per Benitez che sperava di poter contare sulla sua imprevedibilità e sulla sua duttilità visto che per Rafone può essere sia prima punta che rifinitore alla Hamsik. Michu, però, è uno dei giocatori che quest’anno ha dato meno alla causa azzurra: 6 partite giocate (tra campionato, Champions ed Europa League), nessun gol segnato e in tutto 240 minuti complessivamente giocati. Eppure Michu non ha mai fatto avanti e indietro dall’infermeria, ha raramente saltato un allenamento. Ma le ultime notizie tengono Benitez sulle spine: si è fermato proprio alla vigilia della partita che poteva mostrare il suo valore. Un vero peccato. (Pino Taormina – Il Mattino)