Napoli. La sfida di Benitez: «Turnover per arrivare fino alla fine in Europa»

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Chissà cosa passa davvero per la testa di Rafa Benitez. Lui che ha sempre trattato l’Europa League non come una patacca o una scocciatura, ma come un trofeo da conquistare. Tant’è che è l’unico ad averla vinta per due volte e con due squadre diverse, il Valencia e il Chelsea. E allora chissà se le parole che pronuncia seguono la linea dei pensieri, oppure vanno in direzione opposta e dunque l’uomo non racconta tutta la verità quando ostenta il suo ottimismo cosmico. «Non ho solo 15 titolari, ma una rosa di 25 giocatori. Devo continuare a farli ruotare, non mi piace parlare di turnover, ma se vogliamo arrivare fino in fondo a tutte le competizioni, Europa League compresa, devo far crescere nella condizione e nella forma tutti i miei giocatori. Chiunque andrà in campo darà il 100 per cento per la vittoria», mette subito le mani avanti anticipando le sue scelte per questa sera con lo Young Boys. Per dirla tutta e subito, una gara da vincere e basta. Perché questo girone ridicolo (con Slovan e Sparta) di Europa League rischia di trasformarsi in un altro percorso infernale se al San Paolo non arriveranno i tre punti con gli svizzeri, sesta forza del campionato elvetico. Dentro o fuori? Quasi. «Non è così. Possiamo anche pareggiare perché poi possiamo ancora vincere le ultime due. Una tragedia se usciamo? Sono stato ammazzato quando ho detto questa cosa prima di Bilbao. È chiaro che noi vogliamo fare tanta strada sia in Italia che in Europa e che vogliamo qualificarci». Senza dubbio il San Paolo che ospita lo Young Boys sarà un luogo di grande malinconia con i suoi 10-15 mila spettatori. L’effetto Roma non c’è stato. Anche perché l’Europa League è ancora una coppetta, soprattutto nella fase a gironi. E neanche Benitez si lascia travolgere dall’entusiasmo dopo lo spettacolare successo con la Roma. «Ci vuole equilibrio. Sempre. Non abbiamo paura tra di noi di parlare di scudetto. Ma fuori è diverso, proprio perché non sempre c’è equilibrio». È evidente che Rafone ha nella testa tre scintille per tenere l’asticella dell’attenzione altissima contro chi, appena 14 giorni fa, ha fatto toccare al Napoli uno dei punti più bassi della stagione. Dunque, primo Rafa-concetto: «Abbiamo curato lo Young Boys in ogni dettaglio, è vero che all’andata abbiamo perso ma solo per sfortuna. Perché nel primo tempo abbiamo giocato bene». Il secondo: «Le mie scelte non toccheranno la qualità, come non lo hanno mai fatto. Ma tanto so che se gioca Mertens e non Insigne o viceversa, tutti saranno pronti a criticarmi. Prendete Lopez: all’inizio l’ho dovuto gestire per non farlo distruggere dalle critiche». Il terzo: «La chiave di tutto è avere un’idea di gioco. E noi ce l’abbiamo, sempre». Punto. E a capo. La formazione sarà stravolta rispetto alle ultime tre gare di campionato. Anche perché Hamsik (influenzato) e David Lopez (distorsione alla caviglia) sono out anche se sono concrete le possibilità di riaverli disponibili per Firenze, mentre Zuniga e Michu sono ospiti fissi dell’infermeria fino a tempo ignoto. Higuain riposerà e verrà data (l’ennesima) chance a Zapata di dimostrare di non essere così inaffidabile come lo è stato fino ad adesso. Nessuno pensa che possa essere l’alter ego del Pipita, ma almeno uno su cui poter fare affidamento. Un altro esame, dunque. Come per De Guzman, a cui toccherà rimpiazzare Hamsik al centro del tridente che si muoverà alle spalle del colombiano. In difesa, difficile togliere lo scatenato Koulibaly, a far spazio a Henrique sarà Albiol. Sulle fasce possibile che Benitez si affidi a Britos e Mesto. Un Napoli-2 che va all’assalto dell’Europa League. Benitez insiste: «Vedrete alla fine: questo è l’unico modo per arrivare sulla spiaggia vivi…». (Pino Taormina – Il Mattino)

Chissà cosa passa davvero per la testa di Rafa Benitez. Lui che ha sempre trattato l’Europa League non come una patacca o una scocciatura, ma come un trofeo da conquistare. Tant’è che è l’unico ad averla vinta per due volte e con due squadre diverse, il Valencia e il Chelsea. E allora chissà se le parole che pronuncia seguono la linea dei pensieri, oppure vanno in direzione opposta e dunque l’uomo non racconta tutta la verità quando ostenta il suo ottimismo cosmico. «Non ho solo 15 titolari, ma una rosa di 25 giocatori. Devo continuare a farli ruotare, non mi piace parlare di turnover, ma se vogliamo arrivare fino in fondo a tutte le competizioni, Europa League compresa, devo far crescere nella condizione e nella forma tutti i miei giocatori. Chiunque andrà in campo darà il 100 per cento per la vittoria», mette subito le mani avanti anticipando le sue scelte per questa sera con lo Young Boys. Per dirla tutta e subito, una gara da vincere e basta. Perché questo girone ridicolo (con Slovan e Sparta) di Europa League rischia di trasformarsi in un altro percorso infernale se al San Paolo non arriveranno i tre punti con gli svizzeri, sesta forza del campionato elvetico. Dentro o fuori? Quasi. «Non è così. Possiamo anche pareggiare perché poi possiamo ancora vincere le ultime due. Una tragedia se usciamo? Sono stato ammazzato quando ho detto questa cosa prima di Bilbao. È chiaro che noi vogliamo fare tanta strada sia in Italia che in Europa e che vogliamo qualificarci». Senza dubbio il San Paolo che ospita lo Young Boys sarà un luogo di grande malinconia con i suoi 10-15 mila spettatori. L’effetto Roma non c’è stato. Anche perché l’Europa League è ancora una coppetta, soprattutto nella fase a gironi. E neanche Benitez si lascia travolgere dall’entusiasmo dopo lo spettacolare successo con la Roma. «Ci vuole equilibrio. Sempre. Non abbiamo paura tra di noi di parlare di scudetto. Ma fuori è diverso, proprio perché non sempre c’è equilibrio». È evidente che Rafone ha nella testa tre scintille per tenere l’asticella dell’attenzione altissima contro chi, appena 14 giorni fa, ha fatto toccare al Napoli uno dei punti più bassi della stagione. Dunque, primo Rafa-concetto: «Abbiamo curato lo Young Boys in ogni dettaglio, è vero che all’andata abbiamo perso ma solo per sfortuna. Perché nel primo tempo abbiamo giocato bene». Il secondo: «Le mie scelte non toccheranno la qualità, come non lo hanno mai fatto. Ma tanto so che se gioca Mertens e non Insigne o viceversa, tutti saranno pronti a criticarmi. Prendete Lopez: all’inizio l’ho dovuto gestire per non farlo distruggere dalle critiche». Il terzo: «La chiave di tutto è avere un’idea di gioco. E noi ce l’abbiamo, sempre». Punto. E a capo. La formazione sarà stravolta rispetto alle ultime tre gare di campionato. Anche perché Hamsik (influenzato) e David Lopez (distorsione alla caviglia) sono out anche se sono concrete le possibilità di riaverli disponibili per Firenze, mentre Zuniga e Michu sono ospiti fissi dell’infermeria fino a tempo ignoto. Higuain riposerà e verrà data (l’ennesima) chance a Zapata di dimostrare di non essere così inaffidabile come lo è stato fino ad adesso. Nessuno pensa che possa essere l’alter ego del Pipita, ma almeno uno su cui poter fare affidamento. Un altro esame, dunque. Come per De Guzman, a cui toccherà rimpiazzare Hamsik al centro del tridente che si muoverà alle spalle del colombiano. In difesa, difficile togliere lo scatenato Koulibaly, a far spazio a Henrique sarà Albiol. Sulle fasce possibile che Benitez si affidi a Britos e Mesto. Un Napoli-2 che va all’assalto dell’Europa League. Benitez insiste: «Vedrete alla fine: questo è l’unico modo per arrivare sulla spiaggia vivi…». (Pino Taormina – Il Mattino)