Papa Francesco: «Annullamenti Sacra Rota, basta affari». Prepensionamenti per vescovi e cardinali

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Città del Vaticano. Le due riforme sono destinate a lasciare un segno. La prima è contenuta in un «rescritto» e agevola la rimozione dei vescovi ribelli, i quali non sono più «invitati» a dare le dimissioni, ma «tenuti» a fare un passo indietro in presenza di casi gravi o imbarazzanti. I vescovi e gli arcivescovi residenziali, in pratica, potranno essere rimossi anche prima di aver compiuto i canonici 75 anni di età, limite massimo del loro servizio. La seconda riforma invece, riguarda tanti, tantissimi ex coniugi che vorrebbero ottenere una sentenza di nullità per il proprio matrimonio ma non hanno mai aperto un procedimento perché scoraggiati da difficoltà di vario genere. La novità in questo campo riguarda le procedure che per le cause di nullità diventeranno più veloci, meno farraginose di quanto non lo siano adesso, soprattutto meno costose. L’idea accarezzata da Francesco è di rendere questo servizio veramente accessibile a tutti i fedeli, poveri e ricchi, azzerando così il business sotterraneo che ruota attorno al settore. Probabilmente l’annuncio di papa Bergoglio causerà qualche malumore tra gli avvocati rotali, visto che la categoria è destinata a registrare pesanti contraccolpi in termini economici. Così come non farà piacere nemmeno a quei giudici che, contravvenendo ai divieti morali, chiedevano una specie di obolo per velocizzare una pratica piuttosto che un’altra. Fuori i mercanti dal tempio. «Io ho dovuto congedare dal tribunale una persona che diceva: 10mila dollari e ti faccio i due procedimenti, il civile e l’ecclesiastico. Per favore, questo no!», ha detto Papa Francesco. Il criterio è quello della giustizia e della carità. «Vi sono alcune procedure tanto lunghe o pesanti che non favoriscono di certo; e la gente alla fine lascia». La maggior parte dei fallimenti matrimoniali non vengono nemmeno più introdotti nei tribunali diocesani, quelli di prima istanza, perché scoraggiati dai successivi passaggi. Rivolgersi alla Rota Romana nel caso di una doppia sentenza non conforme, significa sborsare dai 3mila euro in su per le spese processuali e gli avvocati. Cifre che non sono alla portata di tutte le tasche. E così con il tempo le ex coppie di coniugi hanno preferito evitare di imboccare un sentiero al tempo stesso doloroso ed oneroso. Francesco nel discorso rivolto ieri mattina ai partecipanti al corso di prassi canonica super rato promosso dal Tribunale della Rota Romana, davanti a giudici, studenti e avvocati rotali, ha usato parole nette. «Nell’ultimo Sinodo straordinario sulla famiglia si è parlato molto delle procedure, dei processi, e si è registrata anche la preoccupazione comune di snellire al più presto le procedure, per un motivo di giustizia. Giustizia, perché le cause siano giuste, e giustizia per la gente che aspetta». Il Papa ha poi ammesso che prima di avere una sentenza solitamente occorrono anche anni. Durante i giorni del Sinodo era stato il cardinale Scola di Milano a esporre in modo compiuto l’idea di un progetto in tal senso, spezzando una lancia per scioglimenti matrimoniali più semplici. «Perché c’è tanta gente che ha bisogno di una parola della Chiesa sulla propria situazione matrimoniale, per il sì e per il no, ma che sia giusta. Alcune procedure sono tanto lunghe o tanto pesanti che non favoriscono, e la gente lascia». Bergoglio ha poi citato come esempio il Tribunale interdiocesano di Buenos Aires, che funziona per altre 15 diocesi in prima istanza. La diocesi più lontana è a 240 chilometri. «Come potete immaginare è impensabile per persone semplici, comuni, recarsi in tribunale. Significa intraprendere un viaggio, perdere giorni di lavoro, denaro, tempo. E così dicono: Dio mi capisce, e vado avanti così, con questo peso nell’anima». (Franca Giansoldati – Il Mattino)

Città del Vaticano. Le due riforme sono destinate a lasciare un segno. La prima è contenuta in un «rescritto» e agevola la rimozione dei vescovi ribelli, i quali non sono più «invitati» a dare le dimissioni, ma «tenuti» a fare un passo indietro in presenza di casi gravi o imbarazzanti. I vescovi e gli arcivescovi residenziali, in pratica, potranno essere rimossi anche prima di aver compiuto i canonici 75 anni di età, limite massimo del loro servizio. La seconda riforma invece, riguarda tanti, tantissimi ex coniugi che vorrebbero ottenere una sentenza di nullità per il proprio matrimonio ma non hanno mai aperto un procedimento perché scoraggiati da difficoltà di vario genere. La novità in questo campo riguarda le procedure che per le cause di nullità diventeranno più veloci, meno farraginose di quanto non lo siano adesso, soprattutto meno costose. L’idea accarezzata da Francesco è di rendere questo servizio veramente accessibile a tutti i fedeli, poveri e ricchi, azzerando così il business sotterraneo che ruota attorno al settore. Probabilmente l’annuncio di papa Bergoglio causerà qualche malumore tra gli avvocati rotali, visto che la categoria è destinata a registrare pesanti contraccolpi in termini economici. Così come non farà piacere nemmeno a quei giudici che, contravvenendo ai divieti morali, chiedevano una specie di obolo per velocizzare una pratica piuttosto che un’altra. Fuori i mercanti dal tempio. «Io ho dovuto congedare dal tribunale una persona che diceva: 10mila dollari e ti faccio i due procedimenti, il civile e l’ecclesiastico. Per favore, questo no!», ha detto Papa Francesco. Il criterio è quello della giustizia e della carità. «Vi sono alcune procedure tanto lunghe o pesanti che non favoriscono di certo; e la gente alla fine lascia». La maggior parte dei fallimenti matrimoniali non vengono nemmeno più introdotti nei tribunali diocesani, quelli di prima istanza, perché scoraggiati dai successivi passaggi. Rivolgersi alla Rota Romana nel caso di una doppia sentenza non conforme, significa sborsare dai 3mila euro in su per le spese processuali e gli avvocati. Cifre che non sono alla portata di tutte le tasche. E così con il tempo le ex coppie di coniugi hanno preferito evitare di imboccare un sentiero al tempo stesso doloroso ed oneroso. Francesco nel discorso rivolto ieri mattina ai partecipanti al corso di prassi canonica super rato promosso dal Tribunale della Rota Romana, davanti a giudici, studenti e avvocati rotali, ha usato parole nette. «Nell’ultimo Sinodo straordinario sulla famiglia si è parlato molto delle procedure, dei processi, e si è registrata anche la preoccupazione comune di snellire al più presto le procedure, per un motivo di giustizia. Giustizia, perché le cause siano giuste, e giustizia per la gente che aspetta». Il Papa ha poi ammesso che prima di avere una sentenza solitamente occorrono anche anni. Durante i giorni del Sinodo era stato il cardinale Scola di Milano a esporre in modo compiuto l’idea di un progetto in tal senso, spezzando una lancia per scioglimenti matrimoniali più semplici. «Perché c’è tanta gente che ha bisogno di una parola della Chiesa sulla propria situazione matrimoniale, per il sì e per il no, ma che sia giusta. Alcune procedure sono tanto lunghe o tanto pesanti che non favoriscono, e la gente lascia». Bergoglio ha poi citato come esempio il Tribunale interdiocesano di Buenos Aires, che funziona per altre 15 diocesi in prima istanza. La diocesi più lontana è a 240 chilometri. «Come potete immaginare è impensabile per persone semplici, comuni, recarsi in tribunale. Significa intraprendere un viaggio, perdere giorni di lavoro, denaro, tempo. E così dicono: Dio mi capisce, e vado avanti così, con questo peso nell’anima». (Franca Giansoldati – Il Mattino)

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