Napoli. Residenze false ai cinesi, bufera sui dipendenti comunali. Migliaia le carte di identità con indirizzi fittizi

0

Napoli. Forse corrotti, ma sicuramente infedeli. Sono alcuni dipendenti comunali della II municipalità (Avvocata, Mercato, Porto, Pendino, Montecalvario) e della IV (San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale) ed uno di Soccavo al lavoro nella sede centrale anagrafica, impegnati a dare una mano agli extracomunitari, cinesi e di altre nazionalità nel cambio delle residenze e nel rilascio delle carte di identità. Operazioni poco chiare effettuate anche grazie alle tecnologie. Con lo scanner venivano copiati i moduli firmati dai dirigenti ignari di tutto e si procedeva ad emettere le carte di identità o ad effettuare altre operazioni. La grande truffa è stata sventata da un funzionario proprio della II Municipalità guidata da Francesco Chirico che si è insospettito per la richiesta fatta da un cittadino cinese di un blocco di 30 carte di identità. Un pacchetto che veniva presentato quasi a giorni alterni. Troppe carte per non avere sospetti. Tutto è passato nelle mani del nucleo di polizia giudiziaria dell’Unità operativa della municipale di San Lorenzo e sono scattati i controlli a tappeto sulle residenze effettive dei cinesi che avevano chiesto le carte di identità. Il nodo sono proprio le residenze. La trafila per riuscire ad ottenere la residenza è quella del certificato di idoneità operativa. Ed è proprio su questi che si sarebbero verificati gli illeciti ora in fase di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria. In questo caso le complicità sono molteplici. La catena sarebbe composta da tecnici compiacenti, dipendenti comunali e proprietari delle abitazioni. Ogni pratica avrebbe un prezzo che si aggira intorno ai 400 euro. In sostanza viene data l’idoneità, i proprietari degli appartamenti sono nelle condizioni di affittare magari bilocali a quattro posti a dieci persone, guadagnando cifre esorbitanti. O addirittura monolocali dove cinesi ma anche srilankesi e immigrati di altre nazionalità vivono ammassati in una stanza. È questo il risvolto più inquietante emerso dalle verifiche effettuate dal nucleo di polizia giudiziaria dell’unità operativa della Municipale San Lorenzo. Le carte di identità sarebbero infatti solo un tassello dell’inchiesta. Il cinese incappato nei controlli che ha contribuito ad alzare il velo su numerose pratiche sospette è stato sottoposto a fermo per identificazione e foto segnalamento perché privo di permesso di soggiorno. L’uomo è stato denunciato anche per immigrazione clandestina. I dipendenti comunali, invece, sono stati trasferiti in altre sedi. Per il momento sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per corruzione, falso in atto pubblico e associazione per delinquere. Al dipendente della sede anagrafica di Soccavo che avrebbe inserito migliaia di residenze fittizie di cittadini cinesi è stata tolta la password di accesso ai terminali comunali. E sulle pratiche inserite sono in corso accertamenti a 360 gradi in tutte le municipalità. Diversi i trasferimenti dei dipendenti effettuati in via cautelativa. Non sono scattate le sospensioni dal lavoro; si attende, infatti, l’inchiesta della magistratura appena avviata. Ma su quanto accade nei parlamentini tra residenze, idoneità degli alloggi e altre pratiche ci sarà la massima attenzione. Vita dura per i dipendenti che prestano scarsa attenzione alla documentazione e i corrotti verranno messi alla porta. (Elena Romanazzi – Il Mattino)

Napoli. Forse corrotti, ma sicuramente infedeli. Sono alcuni dipendenti comunali della II municipalità (Avvocata, Mercato, Porto, Pendino, Montecalvario) e della IV (San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale) ed uno di Soccavo al lavoro nella sede centrale anagrafica, impegnati a dare una mano agli extracomunitari, cinesi e di altre nazionalità nel cambio delle residenze e nel rilascio delle carte di identità. Operazioni poco chiare effettuate anche grazie alle tecnologie. Con lo scanner venivano copiati i moduli firmati dai dirigenti ignari di tutto e si procedeva ad emettere le carte di identità o ad effettuare altre operazioni. La grande truffa è stata sventata da un funzionario proprio della II Municipalità guidata da Francesco Chirico che si è insospettito per la richiesta fatta da un cittadino cinese di un blocco di 30 carte di identità. Un pacchetto che veniva presentato quasi a giorni alterni. Troppe carte per non avere sospetti. Tutto è passato nelle mani del nucleo di polizia giudiziaria dell’Unità operativa della municipale di San Lorenzo e sono scattati i controlli a tappeto sulle residenze effettive dei cinesi che avevano chiesto le carte di identità. Il nodo sono proprio le residenze. La trafila per riuscire ad ottenere la residenza è quella del certificato di idoneità operativa. Ed è proprio su questi che si sarebbero verificati gli illeciti ora in fase di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria. In questo caso le complicità sono molteplici. La catena sarebbe composta da tecnici compiacenti, dipendenti comunali e proprietari delle abitazioni. Ogni pratica avrebbe un prezzo che si aggira intorno ai 400 euro. In sostanza viene data l’idoneità, i proprietari degli appartamenti sono nelle condizioni di affittare magari bilocali a quattro posti a dieci persone, guadagnando cifre esorbitanti. O addirittura monolocali dove cinesi ma anche srilankesi e immigrati di altre nazionalità vivono ammassati in una stanza. È questo il risvolto più inquietante emerso dalle verifiche effettuate dal nucleo di polizia giudiziaria dell’unità operativa della Municipale San Lorenzo. Le carte di identità sarebbero infatti solo un tassello dell’inchiesta. Il cinese incappato nei controlli che ha contribuito ad alzare il velo su numerose pratiche sospette è stato sottoposto a fermo per identificazione e foto segnalamento perché privo di permesso di soggiorno. L’uomo è stato denunciato anche per immigrazione clandestina. I dipendenti comunali, invece, sono stati trasferiti in altre sedi. Per il momento sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per corruzione, falso in atto pubblico e associazione per delinquere. Al dipendente della sede anagrafica di Soccavo che avrebbe inserito migliaia di residenze fittizie di cittadini cinesi è stata tolta la password di accesso ai terminali comunali. E sulle pratiche inserite sono in corso accertamenti a 360 gradi in tutte le municipalità. Diversi i trasferimenti dei dipendenti effettuati in via cautelativa. Non sono scattate le sospensioni dal lavoro; si attende, infatti, l’inchiesta della magistratura appena avviata. Ma su quanto accade nei parlamentini tra residenze, idoneità degli alloggi e altre pratiche ci sarà la massima attenzione. Vita dura per i dipendenti che prestano scarsa attenzione alla documentazione e i corrotti verranno messi alla porta. (Elena Romanazzi – Il Mattino)