Juventus-Olympiacos 3-2. Partita emozionante, la zebra torna a correre in Europa

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La Juventus finisce cantando sotto la pioggia e torna in corsa in Champions, conquistando una vittoria a Torino in rimonta al termine di un match emozionante, altalenante, avvincente. L’Olympiacos viene punito oltre i suoi demeriti e può obiettivamente chiamare in causa la cattiva sorte, poiché due rimpalli sfortunati gli costano il match. L’avvio della Juventus è prepotente, almeno nella decisione con cui sotto la pioggia battente la squadra di Allegri domina le operazioni. L’Olympiacos, che Michel disegna con la solita attenzione e intelligenza tattica, non riesce a uscire dal bunker. Però si difende bene, Morata e Tevez ronzano attorno all’area di Roberto senza riuscire a pungerlo, ci vuole una conclusione di Marchisio, violenta ma centrale, per vedere all’opera il gigantesco portiere spagnolo del Pireo. La sua deviazione in angolo è intelligente, viste le condizioni climatiche. 
Al minuto 21 il primo sussulto della gara. Atkinson non punisce un duro intervento di Vidal a centrocampo su Milivojevic ma ordina il calcio piazzato per fallo su Pogba al limite dell’area. Pirlo, fino ad allora costretto ad appiattirsi sulla linea centrale difensiva per elemosinare un pallone (per via dell’attento lavoro di Dominguez) festeggia la sua centesima in Champions con un colpo dei suoi. La punizione è un bolide che scavalca il muro e si fionda in porta senza dare il tempo allo straordinario Roberto di intervenire. Si potrebbe pensare che il gol cambi la strategia del match. Ma due minuti dopo, quello che sembra un innocuo lancio gettata là, in area, da sinistra viene smanacciato goffamente da Buffon. Angolo. Il pareggio di Botia, in tuffo di testa, è chirurgico. Chiellini non tiene lo spagnolo che si getta sulla sfera a scendere davanti a Buffon e la mette nell’angolino.  E’ una doccia più fredda della doccia di Torino. La Juventus accusa il colpo, l’Olympiacos cresce, dominando la scena sulle fasce dove soprattutto Masuaku limita se non annulla il solito lavoro di Lichtsteiner. C’è un occasionale servizio in area per Vidal che fa gridare all’occasionissima, ma il cileno parte tardi e cade senza essere toccato da Abidal. Questo, mentre le due punte bianconere, Morata e Tevez, spariscono letteralmente dalla scena. 
La ripresa si apre con la Juventus a produrre da subito una forte pressione. L’assalto produce la solida reazione dei greci ma anche l’occasionassimo per Vidal, servito da Tevez davanti a Roberto. Il cileno non tira e l’occasione sfuma. Intanto Allegri pone fine alla serata no di Morata. dentro Llorente. Prima che il centravanti incida in modo importante sul match, l’Olympiacos mette il naso avanti, beffando ancora i bianconeri su palla inattiva e ancora sul gioco aereo. Il gol di N’Dinga sotto misura è un gioiello che premia uno dei migliori in campo. La sfera deviata dall’avanzato mediano si infila sotto l’incrocio.
Ma è destino che chi va sotto produca subito gli anticorpi per reagire. Stavolta è la Juventus a reagire prontamente e l’antibiotico si chiama Llorente che trova spazio e tempo per deviare sotto misura un cross di Lichtsteiner. Roberto è sfortunato perché la palla colpisce il palo e gli finisce addosso prima di finire la sua corsa in rete. L’Olympiacos risente del colpo subito e ingenuamente si fa trafiggere di nuovo. Ancora grazie a un rimpallo sfavorevole, Pogba infatti cerca un inutile servizio in area, poi la palla gli torna sui piedi e allora sì che usa la sciabola e trafigge Roberto. Un’azione da far vedere e rivedere al talentino francese. Il tema è “quello che nel calcio conta e quello che invece è inutile”. 
La lezione del primo tempo è servita, la Juventus ora continua ad attaccare ma con maggior giudizio. Tanto più che Michel ha visto finire la benzina al suo elemento di maggior classe, Dominguez. Però la ripresa si mantiene sempre su ritmi, idee, prove di forza che rendono lo spettacolo più che piacevole. Tanto più che Atkinson è davvero impeccabile. Quando indica a tempo scaduto il dischetto del rigore, fallo del buon Milivojevic su Tevez, il rigore è netto.  Vidal, però, è più bravo da attore nel chiamare l’urlo dello stadio che come realizzatore. Il cileno rimane, anche dopo la prova di  stasera, un rebus. Roberto si ricorda delle prodezze dell’andata e salva, almeno, la differenza reti, deviando il tiro dagli undici metri sulla traversa. Giusto: due gol di scarto questo Olympiacos non li avrebbe affatto meritati.        

JUVENTUS – OLYMPIACOS 3-2 (1-1)

JUVENTUS: Buffon 5,5 – Lichtsteiner 6, Bonucci 6,5, Chiellini 6,5, Asamoah 6 (83′ Pereyra 6) – Vidal 5, Pirlo 6,5, Marchisio 6 (70′ Padoin 6)- Pogba 7 – Morata 5 (57′ Llorente 6,5), Tevez 6,5. All. Allegri
OLYMPIACOS: Roberto 6,5 – Elabdellaoui 6, Botia 6,5, Abidal 6,5, Masuaku 6,5 – N’Dinga 6,5 (77′ Kasami 5), Milivojevic 6 – Maniatis 6 (83′ Diamantakos 6), Dominguez 6,5 (71′ Fuster 6), Afellay 6 – Mitroglou 5. All. Michel
ARBITRO: Atkinson (Ing)
RETI: 21′ Pirlo, 24′ Botia; 61′ N’Dinga; 65′ Llorente, 66′ Pogba
NOTE: ammoniti: Tevez e Botia. recupero: 1′ e 4′. 
 

La Juventus finisce cantando sotto la pioggia e torna in corsa in Champions, conquistando una vittoria a Torino in rimonta al termine di un match emozionante, altalenante, avvincente. L'Olympiacos viene punito oltre i suoi demeriti e può obiettivamente chiamare in causa la cattiva sorte, poiché due rimpalli sfortunati gli costano il match. L'avvio della Juventus è prepotente, almeno nella decisione con cui sotto la pioggia battente la squadra di Allegri domina le operazioni. L'Olympiacos, che Michel disegna con la solita attenzione e intelligenza tattica, non riesce a uscire dal bunker. Però si difende bene, Morata e Tevez ronzano attorno all'area di Roberto senza riuscire a pungerlo, ci vuole una conclusione di Marchisio, violenta ma centrale, per vedere all'opera il gigantesco portiere spagnolo del Pireo. La sua deviazione in angolo è intelligente, viste le condizioni climatiche. 
Al minuto 21 il primo sussulto della gara. Atkinson non punisce un duro intervento di Vidal a centrocampo su Milivojevic ma ordina il calcio piazzato per fallo su Pogba al limite dell'area. Pirlo, fino ad allora costretto ad appiattirsi sulla linea centrale difensiva per elemosinare un pallone (per via dell'attento lavoro di Dominguez) festeggia la sua centesima in Champions con un colpo dei suoi. La punizione è un bolide che scavalca il muro e si fionda in porta senza dare il tempo allo straordinario Roberto di intervenire. Si potrebbe pensare che il gol cambi la strategia del match. Ma due minuti dopo, quello che sembra un innocuo lancio gettata là, in area, da sinistra viene smanacciato goffamente da Buffon. Angolo. Il pareggio di Botia, in tuffo di testa, è chirurgico. Chiellini non tiene lo spagnolo che si getta sulla sfera a scendere davanti a Buffon e la mette nell'angolino.  E' una doccia più fredda della doccia di Torino. La Juventus accusa il colpo, l'Olympiacos cresce, dominando la scena sulle fasce dove soprattutto Masuaku limita se non annulla il solito lavoro di Lichtsteiner. C'è un occasionale servizio in area per Vidal che fa gridare all'occasionissima, ma il cileno parte tardi e cade senza essere toccato da Abidal. Questo, mentre le due punte bianconere, Morata e Tevez, spariscono letteralmente dalla scena. 
La ripresa si apre con la Juventus a produrre da subito una forte pressione. L'assalto produce la solida reazione dei greci ma anche l'occasionassimo per Vidal, servito da Tevez davanti a Roberto. Il cileno non tira e l'occasione sfuma. Intanto Allegri pone fine alla serata no di Morata. dentro Llorente. Prima che il centravanti incida in modo importante sul match, l'Olympiacos mette il naso avanti, beffando ancora i bianconeri su palla inattiva e ancora sul gioco aereo. Il gol di N'Dinga sotto misura è un gioiello che premia uno dei migliori in campo. La sfera deviata dall'avanzato mediano si infila sotto l'incrocio.
Ma è destino che chi va sotto produca subito gli anticorpi per reagire. Stavolta è la Juventus a reagire prontamente e l'antibiotico si chiama Llorente che trova spazio e tempo per deviare sotto misura un cross di Lichtsteiner. Roberto è sfortunato perché la palla colpisce il palo e gli finisce addosso prima di finire la sua corsa in rete. L'Olympiacos risente del colpo subito e ingenuamente si fa trafiggere di nuovo. Ancora grazie a un rimpallo sfavorevole, Pogba infatti cerca un inutile servizio in area, poi la palla gli torna sui piedi e allora sì che usa la sciabola e trafigge Roberto. Un'azione da far vedere e rivedere al talentino francese. Il tema è "quello che nel calcio conta e quello che invece è inutile". 
La lezione del primo tempo è servita, la Juventus ora continua ad attaccare ma con maggior giudizio. Tanto più che Michel ha visto finire la benzina al suo elemento di maggior classe, Dominguez. Però la ripresa si mantiene sempre su ritmi, idee, prove di forza che rendono lo spettacolo più che piacevole. Tanto più che Atkinson è davvero impeccabile. Quando indica a tempo scaduto il dischetto del rigore, fallo del buon Milivojevic su Tevez, il rigore è netto.  Vidal, però, è più bravo da attore nel chiamare l'urlo dello stadio che come realizzatore. Il cileno rimane, anche dopo la prova di  stasera, un rebus. Roberto si ricorda delle prodezze dell'andata e salva, almeno, la differenza reti, deviando il tiro dagli undici metri sulla traversa. Giusto: due gol di scarto questo Olympiacos non li avrebbe affatto meritati.        

JUVENTUS – OLYMPIACOS 3-2 (1-1)

JUVENTUS: Buffon 5,5 – Lichtsteiner 6, Bonucci 6,5, Chiellini 6,5, Asamoah 6 (83' Pereyra 6) – Vidal 5, Pirlo 6,5, Marchisio 6 (70' Padoin 6)- Pogba 7 – Morata 5 (57' Llorente 6,5), Tevez 6,5. All. Allegri
OLYMPIACOS: Roberto 6,5 – Elabdellaoui 6, Botia 6,5, Abidal 6,5, Masuaku 6,5 – N'Dinga 6,5 (77' Kasami 5), Milivojevic 6 – Maniatis 6 (83' Diamantakos 6), Dominguez 6,5 (71' Fuster 6), Afellay 6 – Mitroglou 5. All. Michel
ARBITRO: Atkinson (Ing)
RETI: 21' Pirlo, 24' Botia; 61' N'Dinga; 65' Llorente, 66' Pogba
NOTE: ammoniti: Tevez e Botia. recupero: 1' e 4'.