Crisi Rafael e difesa choc. Benitez si sgola in campo. Con la Roma di Gervinho è necessaria maggiore concentrazione

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Ormai è chiaro: in troppe circostanze il peggiore avversario da battere, per il Napoli, è proprio il Napoli stesso. Con le sue inconcepibili amnesie, le sue colossali topiche difensive, le sue frane psicologiche. Per ora il Napoli è questo, prendere o lasciare. Cocciuto come una meravigliosa creatura che ostenta le sue bellezze e i suoi difetti. Capace di far perdere la testa appena ancheggia in avanti con Higuain o Callejon, capace di perdere la testa ogni volta che un avversario scodella un cross dalle parti di Rafael. Prendere o lasciare. Ma a passare un dito sulla faccia del Napoli, sotto il trucco restano le rughe, alle quali Rafa Benitez dovrà porre rimedio al più presto se vorrà essere felice a lungo. Soprattutto quando incrocerà grandi attaccanti. Ed è il caso di domani pomeriggio quando, con tutto il rispetto, non ci sarà Denis ma qualcuno a scelta di Garcia tra Gervinho, Iturbe, Destro, Florenzi, Totti e così via. Il tecnico spagnolo, ancora ieri come ogni giorno, si è sgolato per raccomandare concentrazione, soprattutto là dietro. Parole gettate al vento. Ogni volta, infatti, è sempre la stessa cosa. Albiol è imbarazzante, Rafael è qualcosa di inquietante, Ghoulam quando insegue è giocatore assai diverso rispetto a quando spinge: il difensore spagnolo perde il contatto con Denis in occasione del gol atalantino, d’accordo, ma il brasiliano sul cross di Raimondi poteva e doveva stare un passo – o magari due – più avanti rispetto alla linea di porta. L’ex Santos continua a lasciar perplessi: non è bravo in uscita, inquieta nelle palle alte. Lo hanno compreso gli avversari che avanzano in massa ogni volta che c’è un calcio da fermo. Con Reina non era così: lo spagnolo era una minaccia perché in uscita era un portento e garantiva una ripartenza istantanea e precisa. Un rilancio che Rafael non ha nel suo Dna. Paradossalmente il Napoli ha ben tre portieri di riserva: Andujar, Rosati e Colombo. E se continua così, non è detto che possa scoccare l’ora per uno del terzetto. E non è detto che sia Andujar. E Albiol? Ha solo 29 anni, ma sembra stanco, scarico, disattento. Forse deve tirare il fiato, forse è stanco perché Rafa non gli consente di riposare mai anche perché di alternative non ce ne sono nella rosa azzurra. Intanto la cerniera portiere-difensore centrale è in questo momento il vero incubo per Benitez. E meno male che ai cedimenti di Albiol fa da contraltare la crescita vertiginosa del miglior colpo dell’estate: Koulibaly. Di cui colpisce anche la generosità. E’ intorno a tutto questo che ruota la vigilia di Napoli-Roma che, per fortuna, è davvero brevissima. Due attacchi stellari (17 gol il Napoli, 16 la Roma) assai simili ma la differenza, ovvio, è proprio in difesa: 4 i gol incassati dalla squadra di Garcia,12 quelli presi dal Rafa-Napoli. E in Italia funziona così: chi prende meno gol, quello sta più avanti in classifica. Forse per questo la Roma è capolista e il Napoli insegue sette punti indietro. Rafa oggi dovrà risolvere anche un altro interrogativo: è ancora Higuain il rigorista del Napoli? Perché ogni gesto per Gonzalo va visto con lo specchio che lo sdoppia come al luna park: una cosa la fa bene, un’altra no. Il secondo penalty sbagliato pesa come un macigno sulla coscienza del Pipita. Ovvio, l’altra sera non c’era neppure Hamsik in campo e quindi il dilemma non sorgeva: ma non può essere Marek la sua alternativa, nel Napoli ha infatti fallito otto rigori sui quattordici calciati. Certo, in campionato il Napoli è reduce da tre vittorie e due pareggi e questo regala una ventata d’ottimismo al Napoli: la più gradevole delle sensazioni a una manciata di ore dall’arrivo della Roma al San Paolo. Oggi Benitez terrà il suo unico, vero, allenamento prima del big match: è vero che ieri mattina a Castelvolturno la squadra azzurra si è subito ritrovata, ma come sempre solo per massaggi e sgambatura. Non c’è stato tempo neanche per la riunione tecnica, rinviata a oggi. Due le novità rispetto alla gara con l’Atalanta: Insigne per Mertens e Britos per Ghoulam. Resta da capire la condizione di Jorginho che potrebbe scalzare Lopez dai titolari. (Pino Taormina – Il Mattino)  

Ormai è chiaro: in troppe circostanze il peggiore avversario da battere, per il Napoli, è proprio il Napoli stesso. Con le sue inconcepibili amnesie, le sue colossali topiche difensive, le sue frane psicologiche. Per ora il Napoli è questo, prendere o lasciare. Cocciuto come una meravigliosa creatura che ostenta le sue bellezze e i suoi difetti. Capace di far perdere la testa appena ancheggia in avanti con Higuain o Callejon, capace di perdere la testa ogni volta che un avversario scodella un cross dalle parti di Rafael. Prendere o lasciare. Ma a passare un dito sulla faccia del Napoli, sotto il trucco restano le rughe, alle quali Rafa Benitez dovrà porre rimedio al più presto se vorrà essere felice a lungo. Soprattutto quando incrocerà grandi attaccanti. Ed è il caso di domani pomeriggio quando, con tutto il rispetto, non ci sarà Denis ma qualcuno a scelta di Garcia tra Gervinho, Iturbe, Destro, Florenzi, Totti e così via. Il tecnico spagnolo, ancora ieri come ogni giorno, si è sgolato per raccomandare concentrazione, soprattutto là dietro. Parole gettate al vento. Ogni volta, infatti, è sempre la stessa cosa. Albiol è imbarazzante, Rafael è qualcosa di inquietante, Ghoulam quando insegue è giocatore assai diverso rispetto a quando spinge: il difensore spagnolo perde il contatto con Denis in occasione del gol atalantino, d’accordo, ma il brasiliano sul cross di Raimondi poteva e doveva stare un passo – o magari due – più avanti rispetto alla linea di porta. L’ex Santos continua a lasciar perplessi: non è bravo in uscita, inquieta nelle palle alte. Lo hanno compreso gli avversari che avanzano in massa ogni volta che c’è un calcio da fermo. Con Reina non era così: lo spagnolo era una minaccia perché in uscita era un portento e garantiva una ripartenza istantanea e precisa. Un rilancio che Rafael non ha nel suo Dna. Paradossalmente il Napoli ha ben tre portieri di riserva: Andujar, Rosati e Colombo. E se continua così, non è detto che possa scoccare l’ora per uno del terzetto. E non è detto che sia Andujar. E Albiol? Ha solo 29 anni, ma sembra stanco, scarico, disattento. Forse deve tirare il fiato, forse è stanco perché Rafa non gli consente di riposare mai anche perché di alternative non ce ne sono nella rosa azzurra. Intanto la cerniera portiere-difensore centrale è in questo momento il vero incubo per Benitez. E meno male che ai cedimenti di Albiol fa da contraltare la crescita vertiginosa del miglior colpo dell’estate: Koulibaly. Di cui colpisce anche la generosità. E’ intorno a tutto questo che ruota la vigilia di Napoli-Roma che, per fortuna, è davvero brevissima. Due attacchi stellari (17 gol il Napoli, 16 la Roma) assai simili ma la differenza, ovvio, è proprio in difesa: 4 i gol incassati dalla squadra di Garcia,12 quelli presi dal Rafa-Napoli. E in Italia funziona così: chi prende meno gol, quello sta più avanti in classifica. Forse per questo la Roma è capolista e il Napoli insegue sette punti indietro. Rafa oggi dovrà risolvere anche un altro interrogativo: è ancora Higuain il rigorista del Napoli? Perché ogni gesto per Gonzalo va visto con lo specchio che lo sdoppia come al luna park: una cosa la fa bene, un’altra no. Il secondo penalty sbagliato pesa come un macigno sulla coscienza del Pipita. Ovvio, l’altra sera non c’era neppure Hamsik in campo e quindi il dilemma non sorgeva: ma non può essere Marek la sua alternativa, nel Napoli ha infatti fallito otto rigori sui quattordici calciati. Certo, in campionato il Napoli è reduce da tre vittorie e due pareggi e questo regala una ventata d’ottimismo al Napoli: la più gradevole delle sensazioni a una manciata di ore dall’arrivo della Roma al San Paolo. Oggi Benitez terrà il suo unico, vero, allenamento prima del big match: è vero che ieri mattina a Castelvolturno la squadra azzurra si è subito ritrovata, ma come sempre solo per massaggi e sgambatura. Non c’è stato tempo neanche per la riunione tecnica, rinviata a oggi. Due le novità rispetto alla gara con l’Atalanta: Insigne per Mertens e Britos per Ghoulam. Resta da capire la condizione di Jorginho che potrebbe scalzare Lopez dai titolari. (Pino Taormina – Il Mattino)