Amalfi – Cava de’ Tirreni Lettera dell’Arcivescovo Soricelli

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Dall’ Arcidiocesi Amalfi – Cava de’ Tirreni, di cui fa parte la Costiera amalfitana e Agerola, anche se non è in provincia di Salerno ma di Napoli, per antica consuetudine,  riceviamo e volentieri pubblichiamo la Lettera dell’Arcivescovo Orazio Soricelli 

Cara famiglia,

eccomi a te, con questa lettera, spinto da affetto sincero, sicuro di trovare, ancora una volta, la tua accoglienza e la tua disponibilità alla riflessione.

Ogni volta che, periodicamente, ti scrivo, penso a te nell’insieme e a ciascuno dei tuoi membri che, nell’intimità del perimetro domestico, condividete difficoltà e speranze, conquiste quotidiane e delusioni, l’uno accanto all’altro, nel rispetto del carattere e delle diversità di ciascuno di voi.

Mi auguro per te e per ciascuna famiglia di questo territorio, compreso tra la Costa d’Amalfi e la Valle Metelliana, di cui sono Pastore nell’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo, autentiche relazioni familiari, in un clima cordiale e sereno. Posso personalmente testimoniarti che anche per me l’apprendistato di simili relazioni è avvenuto nel consesso della mia famiglia e di questo ne sono fiero.

Nella sincerità di queste relazioni si impara ad essere attenti alle esigenze, ai fabbisogni più emergenti dei propri cari, fino ad esprimerne, nel servizio, la vicinanza e la disponibilità.

In questi giorni Il nostro pensiero devoto è rivolto anche agli altri componenti della nostra famiglia che ci hanno preceduto e che hanno già raggiunto la Patria definitiva.

Verso di essi il pensiero è costante, ma si intensifica con particolare affetto nel penultimo mese dell’anno, richiamandocene con intensità i loro sacrifici, la loro dedizione in un servizio familiare di cui non solo ne beneficiamo, ma che diventa stimolante per dilatarne l’esempio oggi, nel vissuto quotidiano.

Durante la loro permanenza in mezzo a noi, i familiari defunti sono stati servi per amore, nella fede cristiana che li ha resi capaci di prestare attenzione all’altro. Non dimentichiamo i loro sacrifici in questo: davvero li consideriamo educatori primordiali, ancor prima dei nostri insegnanti a scuola o dei nostri catechisti in parrocchia!

Pensate spesso ad essi, soprattutto quando può insorgere la smania della ricerca del potere in famiglia. Chi deve comandare di più: il marito o la moglie … i genitori o i figli?

Papa Francesco in un’omelia dell’anno scorso ha ricordato che, “nella Chiesa, il vero potere è il servizio”. Se la Chiesa è la famiglia delle famiglie, allora questa affermazione del Pontefice, in partenza, è per ogni famiglia: in famiglia comanda di più: chi maggiormente indossa il grembiule, chi maggiormente serve, prodigandosi per i propri familiari!

Se questa logica diventa la primaria bussola per il comportamento all’interno di te stessa, ognuno dei tuoi membri, allora, sarà capace di fare dell’accoglienza e del bene comune un valore essenziale ed imprescindibile, in ogni ambito della vita esterna: scolastico, politico, sanitario, sportivo, ecclesiale …

Il servizio, senza formalismo o ipocrisia, farà rilucere la tua fede nel Cristo che è “venuto non per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10,45).

Non stancarti di servire per amore: è l’essenza del tuo esistere!

Ti benedico.

+ Orazio, arcivescovo

Per rispondere alla Lettera dell’Arcivescovo viene riportato il suo indirizzo personale di posta elettronica:

oraziosoricelli@tiscali.it

Dall' Arcidiocesi Amalfi – Cava de' Tirreni, di cui fa parte la Costiera amalfitana e Agerola, anche se non è in provincia di Salerno ma di Napoli, per antica consuetudine,  riceviamo e volentieri pubblichiamo la Lettera dell'Arcivescovo Orazio Soricelli 

Cara famiglia,

eccomi a te, con questa lettera, spinto da affetto sincero, sicuro di trovare, ancora una volta, la tua accoglienza e la tua disponibilità alla riflessione.

Ogni volta che, periodicamente, ti scrivo, penso a te nell'insieme e a ciascuno dei tuoi membri che, nell'intimità del perimetro domestico, condividete difficoltà e speranze, conquiste quotidiane e delusioni, l'uno accanto all'altro, nel rispetto del carattere e delle diversità di ciascuno di voi.

Mi auguro per te e per ciascuna famiglia di questo territorio, compreso tra la Costa d'Amalfi e la Valle Metelliana, di cui sono Pastore nell'annuncio del Vangelo di Gesù Cristo, autentiche relazioni familiari, in un clima cordiale e sereno. Posso personalmente testimoniarti che anche per me l'apprendistato di simili relazioni è avvenuto nel consesso della mia famiglia e di questo ne sono fiero.

Nella sincerità di queste relazioni si impara ad essere attenti alle esigenze, ai fabbisogni più emergenti dei propri cari, fino ad esprimerne, nel servizio, la vicinanza e la disponibilità.

In questi giorni Il nostro pensiero devoto è rivolto anche agli altri componenti della nostra famiglia che ci hanno preceduto e che hanno già raggiunto la Patria definitiva.

Verso di essi il pensiero è costante, ma si intensifica con particolare affetto nel penultimo mese dell'anno, richiamandocene con intensità i loro sacrifici, la loro dedizione in un servizio familiare di cui non solo ne beneficiamo, ma che diventa stimolante per dilatarne l'esempio oggi, nel vissuto quotidiano.

Durante la loro permanenza in mezzo a noi, i familiari defunti sono stati servi per amore, nella fede cristiana che li ha resi capaci di prestare attenzione all'altro. Non dimentichiamo i loro sacrifici in questo: davvero li consideriamo educatori primordiali, ancor prima dei nostri insegnanti a scuola o dei nostri catechisti in parrocchia!

Pensate spesso ad essi, soprattutto quando può insorgere la smania della ricerca del potere in famiglia. Chi deve comandare di più: il marito o la moglie … i genitori o i figli?

Papa Francesco in un'omelia dell'anno scorso ha ricordato che, "nella Chiesa, il vero potere è il servizio". Se la Chiesa è la famiglia delle famiglie, allora questa affermazione del Pontefice, in partenza, è per ogni famiglia: in famiglia comanda di più: chi maggiormente indossa il grembiule, chi maggiormente serve, prodigandosi per i propri familiari!

Se questa logica diventa la primaria bussola per il comportamento all'interno di te stessa, ognuno dei tuoi membri, allora, sarà capace di fare dell'accoglienza e del bene comune un valore essenziale ed imprescindibile, in ogni ambito della vita esterna: scolastico, politico, sanitario, sportivo, ecclesiale …

Il servizio, senza formalismo o ipocrisia, farà rilucere la tua fede nel Cristo che è "venuto non per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti" (Mc 10,45).

Non stancarti di servire per amore: è l'essenza del tuo esistere!

Ti benedico.

+ Orazio, arcivescovo

Per rispondere alla Lettera dell'Arcivescovo viene riportato il suo indirizzo personale di posta elettronica:

oraziosoricelli@tiscali.it