Avellino da battaglia contro il Perugia, Gomis salva il pareggio

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Succede tutto nell’ultimo minuto: dopo una gara bruttissima e con pochi spunti, il rigore che può cambiare le carte in tavola. Succede anche che uno come Rodrigo Taddei, con anni di esperienza in Serie A, si faccia ipnotizzare da un portiere 21enne, alle prime armi, che diventa assoluto protagonista della trasferta al Curi. Avellino che dunque ringrazia il suo portiere, si tiene stretto il punto e impone il pari al Perugia sul proprio terreno di gioco. Una partita bruttina a dispetto delle attese e della caratura delle squadre. Prevale invece l’emergenza, da una parte e dall’altra. Quella che porta Camplone ad affidarsi addirittura al 18enne Lo Porto sulla corsia sinistra di centrocampo (esordio per lui) e Rastelli a schierare Angeli in mediana in luogo di capitan D’Angelo. In difesa ci sono Pisacane, Vergara e Chiosa, con Arrighini partner d’attacco di Castaldo. È proprio il tandem bianco verde a metterci tanto impegno ma ad essere poco imbeccato e anche poco incisivo in zona gol. Le due squadre si studiano oltremodo e sono accomunate da un’insolita caratteristica: peccano nell’ultimo passaggio e il risultato è che le occasioni degne di nota sono davvero poche. Così come sono rari i sussulti della prima frazione. Su tutti l’improvvisa conclusione di Perea dalla lunga distanza, sul quale Gomis deve compiere un grande intervento perché si stava pericolosamente abbassando (17’). Perugia che ha maggiore possesso palla, Avellino che prova a far male in ripartenza. Una va a segno, o quasi, semplicemente perché fa scatenare le proteste di Camplone, che al 24’ viene allontanato. Un’altra ripartenza va a buon fine, a pochi minuti dall’intervallo: imbucata di Castaldo per Arrighini, il quale però scivola appena entrato in area e perde l’attimo propizio. Rastelli prova a cambiare l’inerzia del match inserendo subito Regoli per Zito, con Bittante dirottato a sinistra, ma la mossa non sortisce gli effetti sperati, almeno inizialmente. Perché è il Perugia a menare le danze, seppur con poca convinzione e ritmo non troppo alto, mentre l’Avellino si gode la serata no di Falcinelli e Perea, unita alla buona prestazione dei suoi tre centrali difensivi. Cerca di diradare la noia Verre con il solito tiro dalla distanza (ci aveva già provato due volte nella prima frazione), però non aggiusta la mira che è sempre imprecisa: sfera alta. I biancorossi sono pericolosi con verticalizzazioni ben neutralizzate dall’attenta retroguardia dell’Avellino che non ha problemi neppure a controllare la sorta di 3-3-4 disegnato da Camplone con l’ingresso in campo di Parigini per Lo Porto, con l’ex Juve Stabia e Crescenzi alti, quasi a supporto delle due punte. Avellino che non rischia anche grazie al comportamento discreto, almeno in fase di contenimento e non per la costruzione della manovra, del centrocampo. La strategia dell’Avellino funziona fino alla fine, anche se deve intervenire Alfred Gomis, vero e proprio salvatore della patria. Filkor combina due guai in un minuto: prima temporeggia nel servire Castaldo, tutto solo, in contropiede, poi sul ribaltamento di fronte commette un ingenuo fallo da dietro, in area di rigore, su Perea. Dal dischetto ci va Rodrigo Taddei che però calcia fra le braccia di Gomis, che si toglie una grandissima soddisfazione oltre a regalare un punto d’oro agli irpini. (Luca Bucchi – Il Mattino)

Succede tutto nell’ultimo minuto: dopo una gara bruttissima e con pochi spunti, il rigore che può cambiare le carte in tavola. Succede anche che uno come Rodrigo Taddei, con anni di esperienza in Serie A, si faccia ipnotizzare da un portiere 21enne, alle prime armi, che diventa assoluto protagonista della trasferta al Curi. Avellino che dunque ringrazia il suo portiere, si tiene stretto il punto e impone il pari al Perugia sul proprio terreno di gioco. Una partita bruttina a dispetto delle attese e della caratura delle squadre. Prevale invece l’emergenza, da una parte e dall’altra. Quella che porta Camplone ad affidarsi addirittura al 18enne Lo Porto sulla corsia sinistra di centrocampo (esordio per lui) e Rastelli a schierare Angeli in mediana in luogo di capitan D’Angelo. In difesa ci sono Pisacane, Vergara e Chiosa, con Arrighini partner d’attacco di Castaldo. È proprio il tandem bianco verde a metterci tanto impegno ma ad essere poco imbeccato e anche poco incisivo in zona gol. Le due squadre si studiano oltremodo e sono accomunate da un’insolita caratteristica: peccano nell’ultimo passaggio e il risultato è che le occasioni degne di nota sono davvero poche. Così come sono rari i sussulti della prima frazione. Su tutti l’improvvisa conclusione di Perea dalla lunga distanza, sul quale Gomis deve compiere un grande intervento perché si stava pericolosamente abbassando (17’). Perugia che ha maggiore possesso palla, Avellino che prova a far male in ripartenza. Una va a segno, o quasi, semplicemente perché fa scatenare le proteste di Camplone, che al 24’ viene allontanato. Un’altra ripartenza va a buon fine, a pochi minuti dall’intervallo: imbucata di Castaldo per Arrighini, il quale però scivola appena entrato in area e perde l’attimo propizio. Rastelli prova a cambiare l’inerzia del match inserendo subito Regoli per Zito, con Bittante dirottato a sinistra, ma la mossa non sortisce gli effetti sperati, almeno inizialmente. Perché è il Perugia a menare le danze, seppur con poca convinzione e ritmo non troppo alto, mentre l’Avellino si gode la serata no di Falcinelli e Perea, unita alla buona prestazione dei suoi tre centrali difensivi. Cerca di diradare la noia Verre con il solito tiro dalla distanza (ci aveva già provato due volte nella prima frazione), però non aggiusta la mira che è sempre imprecisa: sfera alta. I biancorossi sono pericolosi con verticalizzazioni ben neutralizzate dall’attenta retroguardia dell’Avellino che non ha problemi neppure a controllare la sorta di 3-3-4 disegnato da Camplone con l’ingresso in campo di Parigini per Lo Porto, con l’ex Juve Stabia e Crescenzi alti, quasi a supporto delle due punte. Avellino che non rischia anche grazie al comportamento discreto, almeno in fase di contenimento e non per la costruzione della manovra, del centrocampo. La strategia dell’Avellino funziona fino alla fine, anche se deve intervenire Alfred Gomis, vero e proprio salvatore della patria. Filkor combina due guai in un minuto: prima temporeggia nel servire Castaldo, tutto solo, in contropiede, poi sul ribaltamento di fronte commette un ingenuo fallo da dietro, in area di rigore, su Perea. Dal dischetto ci va Rodrigo Taddei che però calcia fra le braccia di Gomis, che si toglie una grandissima soddisfazione oltre a regalare un punto d’oro agli irpini. (Luca Bucchi – Il Mattino)