Positano. Lorenzo Cinque: “Soffriamo la mobilità, dati positivi a macchia di leopardo”

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Oggi su “La Città di Salerno” è stata pubblicata un’intervista di Ferruccio Fabrizio a Lorenzo Cinque di Positano, presidente di Federturismo Campania. «Un anno disastroso? Ci aspettavamo molto più ma abbiamo ricevuto molto meno. Il turismo balneare ha sofferto moltissimo, le città d’arte si sono difese in modo egregio. Ma c’è una crisi mondiale». Lorenzo Cinque, presidente Federturismo Campania e nativo di Positano, tira le somme dell’estate 2014 che, iniziata all’insegna del tempo instabile e protrattasi ben oltre l’arrivo ufficiale dell’autunno, è ormai definitivamente alle spalle. «In Campania e a Salerno soffriamo tutto quello che è legato alla mobilità. Abbiamo fatto poca attenzione a investire sulle vie del mare, sulla zona portuale di Salerno e Amalfi. Lo dico da anni: la gente va in vacanza ormai ritagliandosi 4 o 5 giorni, la nostra provincia è penalizzata dai trasporti e veniamo scartati. Chi viene dall’estero impiega con tappa a Roma 7-8 ore per arrivare nella nostra provincia, così tagliamo l’80 per cento dei visitatori. Su quattro giorni, nessuno vuole spenderne due di traffico. E volare low cost comporta partenza all’alba o la sera tardi e sprecare la notte in albergo». Su Amalfi e Penisola, giù tutto il resto? «Sì, parlerei di dati positivi a macchia di leopardo. Costa d’Amalfi lavora moltissimo, siamo conosciuti in tutto il mondo, ci sono eventi, vengono a sposarsi qui. Su Capri e Penisola sorrentina più o meno la stessa cosa e a settembre e maggio sono visitate da extraeuropei e nordeuropei. Sono venuti a mancare in grossa percentuale i turisti italiani nel Cilento, una grossa fetta di mercato che reggeva l’economia estiva a luglio e agosto, il tempo poi non ha aiutato, ecco perché è stata una catastrofe. Qualcuno ha recuperato con offerte appetibili, il 4 per cento di sconto sul prenota prima per esempio. Il mercato è attento a queste cose in periodi di crisi». Previsioni? «Non abbiamo fatto leva in Campania sull’attrattiva museale, dobbiamo immaginare Napoli come cancello d’entrata di un turismo internazionale. C’era un bisticcio di competenze sui musei, grazie al nuovo decreto Franceschini ci sarà la possibilità di investire sui poli museali, anche per le vacanze balneari. Nella regione abbiamo 256 siti di interesse museale, Velia e Paestum messi a regime, possono diventare come gli Uffizi a Firenze». Che fare? «Decreto a parte, l’unica cosa che può tirare Salerno fuori dalla crisi è agganciare all’evento delle luci d’artista un ciclo di grandi mostre, potremmo avere una destagionalizzazione del turismo». I nuovi Distretti turistici cambieranno qualcosa? «Non si chiameranno più distretti ma Ptl, Poli turistici locali e saranno forse accorpati per definire i grandi eventi e le strategie. Sempre che Regione si muova».

Oggi su "La Città di Salerno" è stata pubblicata un'intervista di Ferruccio Fabrizio a Lorenzo Cinque di Positano, presidente di Federturismo Campania. «Un anno disastroso? Ci aspettavamo molto più ma abbiamo ricevuto molto meno. Il turismo balneare ha sofferto moltissimo, le città d’arte si sono difese in modo egregio. Ma c’è una crisi mondiale». Lorenzo Cinque, presidente Federturismo Campania e nativo di Positano, tira le somme dell’estate 2014 che, iniziata all’insegna del tempo instabile e protrattasi ben oltre l’arrivo ufficiale dell’autunno, è ormai definitivamente alle spalle. «In Campania e a Salerno soffriamo tutto quello che è legato alla mobilità. Abbiamo fatto poca attenzione a investire sulle vie del mare, sulla zona portuale di Salerno e Amalfi. Lo dico da anni: la gente va in vacanza ormai ritagliandosi 4 o 5 giorni, la nostra provincia è penalizzata dai trasporti e veniamo scartati. Chi viene dall’estero impiega con tappa a Roma 7-8 ore per arrivare nella nostra provincia, così tagliamo l’80 per cento dei visitatori. Su quattro giorni, nessuno vuole spenderne due di traffico. E volare low cost comporta partenza all’alba o la sera tardi e sprecare la notte in albergo». Su Amalfi e Penisola, giù tutto il resto? «Sì, parlerei di dati positivi a macchia di leopardo. Costa d’Amalfi lavora moltissimo, siamo conosciuti in tutto il mondo, ci sono eventi, vengono a sposarsi qui. Su Capri e Penisola sorrentina più o meno la stessa cosa e a settembre e maggio sono visitate da extraeuropei e nordeuropei. Sono venuti a mancare in grossa percentuale i turisti italiani nel Cilento, una grossa fetta di mercato che reggeva l’economia estiva a luglio e agosto, il tempo poi non ha aiutato, ecco perché è stata una catastrofe. Qualcuno ha recuperato con offerte appetibili, il 4 per cento di sconto sul prenota prima per esempio. Il mercato è attento a queste cose in periodi di crisi». Previsioni? «Non abbiamo fatto leva in Campania sull’attrattiva museale, dobbiamo immaginare Napoli come cancello d’entrata di un turismo internazionale. C’era un bisticcio di competenze sui musei, grazie al nuovo decreto Franceschini ci sarà la possibilità di investire sui poli museali, anche per le vacanze balneari. Nella regione abbiamo 256 siti di interesse museale, Velia e Paestum messi a regime, possono diventare come gli Uffizi a Firenze». Che fare? «Decreto a parte, l’unica cosa che può tirare Salerno fuori dalla crisi è agganciare all’evento delle luci d’artista un ciclo di grandi mostre, potremmo avere una destagionalizzazione del turismo». I nuovi Distretti turistici cambieranno qualcosa? «Non si chiameranno più distretti ma Ptl, Poli turistici locali e saranno forse accorpati per definire i grandi eventi e le strategie. Sempre che Regione si muova».