CETARA LA COLATURA DI ALICI AL SALONE DEL GUSTO DI TORINO

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Ha aperto i battenti a Torino l’edizione 2014 del Salone Internazionale del Gusto, l’atteso appuntamento biennale che rappresenta l’evento principale in quel vasto panorama internazionale di tutte le manifestazioni dedicate all’enogastronomia. Con Terra Madre, la grande comunità internazionale di  tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare e vogliono difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo,

Torino dal 23 al 27 ottobre è la vera capitale del gusto e della biodiversità. Un crescendo di successi per la manifestazione organizzata da Slow Food  e dalla Regione Piemonte in quel particolare contenitore di eventi che è il Lingotto Fiere di Torino, l’ex fabbrica Fiat, esempio mirabile di riuso dell’architettura industriale.

Per quattro giorni, frastornati da sapori e profumi di tutto il mondo, chi attraverserà quei padiglioni potrà vivere un’esperienza difficile da dimenticare, con un susseguirsi di eventi, dalle 11 di mattina alle 23, che incalzeranno i visitatori più attenti ai valori della gastronomia e delle produzioni di qualità. Si svolgeranno laboratori del gusto per apprendere l’arte del degustare, appuntamenti a tavola con famosi chef nazionali ed internazionali, incontri per affrontare il mondo alimentare nella sua complessità ed iniziative, come i Master del Gusto, già diffuse in tutta Italia che mirano a rendere il consumatore più consapevole e critico dinanzi alle scelte dei prodotti alimentari, siano essi quelli consueti o anche le rarità gastronomiche presenti al Salone.

L’intuizione di Slow Food e del suo presidente Carlo Petrini con il Salone del Gusto e Terra Madre, rete dei piccoli produttori e delle comunità del cibo provenienti da ogni parte del mondo, appare ormai già consacrata alla storia. 

Sono in esposizione i tesori gastronomici di oltre un centinaio di paesi, con i nomi importanti della grande industria agroalimentare nazionale e le piccole produzioni per intenditori, tutelate dalla presenza dei Presidì Slow Food, un’esperienza ormai consolidata che ha consentito a tanti prodotti di sopravvivere alle insidie delle produzioni di massa. Fra i numerosi presidi italiani, e quelli della Campania in particolare, sarà presente, come nelle ultime edizioni, il presidio della Colatura tradizionale di alici di Cetara. L’appuntamento per gli appassionati del prodotto è al Padiglione 3 – 3B – 120. Il presidio Slow Food, costituito nel 2006, è sorto per tutelare la ‘versione tradizionale’ del tipico condimento cetarese, cioè la modalità produttiva  che discende dalla storia di questo prodotto,  anch’esso a rischio di imitazione e banalizzazione.  Promosso dall’Associazione Amici delle Alici di Cetara e a suo tempo sostenuto dall’ex Comunità Montana Penisola Amalfitana, il presidio – in collaborazione con i responsabili territoriali di Slow Food –  ha lo scopo di assicurare il rigoroso rispetto del disciplinare di produzione della ‘vera colatura’ e, quindi, contrastare il rischio di decadimento qualitativo del prodotto, ormai ben conosciuto dal grande pubblico. I visitatori del Salone saranno ancora una volta incuriositi da quello strano contenitore in legno – il tipico ‘terzigno’ – ed attratti dal profumo intenso delle alici sotto sale in maturazione. La colatura, nella sua versione più semplice sarà sottoposto all’assaggio di chi non la conosce ancora. Un pezzetto di pane (meglio se quello ‘toscano’) intinto nella salsetta ottenuta mescolando a crudo olio extravergine d’oliva e colatura d’alici sarà solo una piccola anteprima di quel gustoso intingolo che la tradizione cetarese da sempre utilizza per condire le linguine o gli spaghetti, nelle cene vigiliari del periodo natalizio.

                                                                                              Secondo Squizzato

                                                                                              Sindaco di Cetara

Ha aperto i battenti a Torino l’edizione 2014 del Salone Internazionale del Gusto, l’atteso appuntamento biennale che rappresenta l’evento principale in quel vasto panorama internazionale di tutte le manifestazioni dedicate all’enogastronomia. Con Terra Madre, la grande comunità internazionale di  tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare e vogliono difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo,

Torino dal 23 al 27 ottobre è la vera capitale del gusto e della biodiversità. Un crescendo di successi per la manifestazione organizzata da Slow Food  e dalla Regione Piemonte in quel particolare contenitore di eventi che è il Lingotto Fiere di Torino, l’ex fabbrica Fiat, esempio mirabile di riuso dell’architettura industriale.

Per quattro giorni, frastornati da sapori e profumi di tutto il mondo, chi attraverserà quei padiglioni potrà vivere un’esperienza difficile da dimenticare, con un susseguirsi di eventi, dalle 11 di mattina alle 23, che incalzeranno i visitatori più attenti ai valori della gastronomia e delle produzioni di qualità. Si svolgeranno laboratori del gusto per apprendere l’arte del degustare, appuntamenti a tavola con famosi chef nazionali ed internazionali, incontri per affrontare il mondo alimentare nella sua complessità ed iniziative, come i Master del Gusto, già diffuse in tutta Italia che mirano a rendere il consumatore più consapevole e critico dinanzi alle scelte dei prodotti alimentari, siano essi quelli consueti o anche le rarità gastronomiche presenti al Salone.

L’intuizione di Slow Food e del suo presidente Carlo Petrini con il Salone del Gusto e Terra Madre, rete dei piccoli produttori e delle comunità del cibo provenienti da ogni parte del mondo, appare ormai già consacrata alla storia. 

Sono in esposizione i tesori gastronomici di oltre un centinaio di paesi, con i nomi importanti della grande industria agroalimentare nazionale e le piccole produzioni per intenditori, tutelate dalla presenza dei Presidì Slow Food, un’esperienza ormai consolidata che ha consentito a tanti prodotti di sopravvivere alle insidie delle produzioni di massa. Fra i numerosi presidi italiani, e quelli della Campania in particolare, sarà presente, come nelle ultime edizioni, il presidio della Colatura tradizionale di alici di Cetara. L’appuntamento per gli appassionati del prodotto è al Padiglione 3 – 3B – 120. Il presidio Slow Food, costituito nel 2006, è sorto per tutelare la ‘versione tradizionale’ del tipico condimento cetarese, cioè la modalità produttiva  che discende dalla storia di questo prodotto,  anch’esso a rischio di imitazione e banalizzazione.  Promosso dall’Associazione Amici delle Alici di Cetara e a suo tempo sostenuto dall’ex Comunità Montana Penisola Amalfitana, il presidio – in collaborazione con i responsabili territoriali di Slow Food –  ha lo scopo di assicurare il rigoroso rispetto del disciplinare di produzione della ‘vera colatura’ e, quindi, contrastare il rischio di decadimento qualitativo del prodotto, ormai ben conosciuto dal grande pubblico. I visitatori del Salone saranno ancora una volta incuriositi da quello strano contenitore in legno – il tipico ‘terzigno’ – ed attratti dal profumo intenso delle alici sotto sale in maturazione. La colatura, nella sua versione più semplice sarà sottoposto all’assaggio di chi non la conosce ancora. Un pezzetto di pane (meglio se quello ‘toscano’) intinto nella salsetta ottenuta mescolando a crudo olio extravergine d’oliva e colatura d’alici sarà solo una piccola anteprima di quel gustoso intingolo che la tradizione cetarese da sempre utilizza per condire le linguine o gli spaghetti, nelle cene vigiliari del periodo natalizio.

                                                                                              Secondo Squizzato

                                                                                              Sindaco di Cetara

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