Vinillo lo sciagurato

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Racconto cilentano

Lo chiamavano Vinillo, il vino se lo beveva a litri, lo amava, se lo sognava la notte, compagno fedele il fiaschetto, di mestiere faceva il trasportatore con un carretto, Vinillo, basso di statura, peloso come un orso, senza denti, capelli neri come la pece.
 Mancava poco al Natale, siamo intorno agli anni 30, nel Cilento, Vinillo aveva avuto l’incarico di trasportare una botticella di vino, 70 80 litri, dalle campagne tra Castellabate e Santa Maria, fino a Rutino.
 Si alza di buon ora, pane, peperoni fritti, parte con il suo carretto tirato da un paziente e robusto cavallo. Passano i chilometri, e arrivato a Mercato, Vinillo si accorge che la botte si era rotta lungo la strada, oramai il vino era perso, ne rimaneva si o no un dieci litri.
 Cosa fare? quando la necessità aguzza l’ingegno, adesso lo bevo, alla faccia di tutti, e della cattiva sorte che accompagna sempre i poveracci.
 Così lesto lesto, si attacca alla botte e presto la svuota, ubriaco fradicio, gira cavallo e carretto e torna a casa.
 Dove trova la moglie, che gli chiede se ha fatto la consegna, macchè consegna! esclama, la botte ha perso il vino e quello rimasto l’ho bevuto. O Madonna dei Sette Dolori aiutaci tu, questo pazzo di uomo, proprio davanti a me doveva finire questo disgraziato, crepa, che il Diavolo ti sotterri. La donna era una furia. Vinillo si addormenta appena seduto vicino al fuoco, la moglie che fa? lo rimette sul carretto, ha due braccia forti lei, e va a consegnarlo al posto del vino che ha in pancia, un uomo così non sa che farsene. Ma Vinillo non poteva sentire tutto questo, dormiva e sognava…

Racconto cilentano

Lo chiamavano Vinillo, il vino se lo beveva a litri, lo amava, se lo sognava la notte, compagno fedele il fiaschetto, di mestiere faceva il trasportatore con un carretto, Vinillo, basso di statura, peloso come un orso, senza denti, capelli neri come la pece.
 Mancava poco al Natale, siamo intorno agli anni 30, nel Cilento, Vinillo aveva avuto l'incarico di trasportare una botticella di vino, 70 80 litri, dalle campagne tra Castellabate e Santa Maria, fino a Rutino.
 Si alza di buon ora, pane, peperoni fritti, parte con il suo carretto tirato da un paziente e robusto cavallo. Passano i chilometri, e arrivato a Mercato, Vinillo si accorge che la botte si era rotta lungo la strada, oramai il vino era perso, ne rimaneva si o no un dieci litri.
 Cosa fare? quando la necessità aguzza l'ingegno, adesso lo bevo, alla faccia di tutti, e della cattiva sorte che accompagna sempre i poveracci.
 Così lesto lesto, si attacca alla botte e presto la svuota, ubriaco fradicio, gira cavallo e carretto e torna a casa.
 Dove trova la moglie, che gli chiede se ha fatto la consegna, macchè consegna! esclama, la botte ha perso il vino e quello rimasto l'ho bevuto. O Madonna dei Sette Dolori aiutaci tu, questo pazzo di uomo, proprio davanti a me doveva finire questo disgraziato, crepa, che il Diavolo ti sotterri. La donna era una furia. Vinillo si addormenta appena seduto vicino al fuoco, la moglie che fa? lo rimette sul carretto, ha due braccia forti lei, e va a consegnarlo al posto del vino che ha in pancia, un uomo così non sa che farsene. Ma Vinillo non poteva sentire tutto questo, dormiva e sognava…

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