INTERVISTA ALLO CHEF DON ALFONSO:” AMO LA PIZZA”. IL SAPIENTE GIUDIZIO DEL GRANDE CHEF

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 Di Nunzia Marina Bozza

Positanonews incontra il grande chef Don Alfonso Iaccarino del ristorante Don Alfonso 1890. Lo Chef, nel salotto del suo ristorante famoso nel mondo a Sant’Agata sui Due Golfi, racconta la sua storia, la sua tradizione, il suo impegno e il grande amore per i cibi locali, ponendo l’attenzione sulla pizza, che in questi giorni è stata messa al centro di polemiche inutili e negative grazie ad un servizio di Report, trasmissione di Rai 3, che ha fatto indignare molte persone del settore gastronomico e molti bravi e onesti piazzaioli che grazie al loro lavoro hanno portato il nome di Napoli e della pizza nel mondo. Don Alfonso, no si può descrivere bisognerebbe conoscerlo, ma una verità è assoluta, la grande passione per la sua Napoli, l’amore per le cose semplici, naturali è vere, l’attaccamento alla sua famiglia e ai valori che circondano il nucleo familiare, traspaiono dai suo occhi luminosi e vispi. Probabilmente, tutte queste qualità le riversa nella preparazione dei suoi piatti famosi nel mondo e sicuramente le ha sapute trasmettere ai suoi discepoli e i suoi figli che hanno appreso l’arte della buona cucina e del cibo vero. Don Alfonso proviene da una famiglia di chef, lui rappresenta la quarta generazione e il figlio la quinta. Prima dell’intervista ci accoglie con una semplicità e un ospitalità disarmanti, offre il caffè e dolci come si fa al sud di Domenica e con gli amici, si scusa per la sua salopette da lavoro ma ci dice che dopo l’intervista deve correre nella sua terra da dove provengono la maggior parte degli alimenti che poi usa per preparare i suoi piatti. Durante l’intervista parliamo con il “Voi” per chi non lo sapesse, parlare con il “Voi” a Napoli è importante, perché alla persona che hai dinanzi gli dai il massimo del rispetto senza tralasciare l’affetto di fondo che per noi partenopei si traduce con una specie di sottile calore che ci contraddistingue dagli altri e che non si arriva ad avere con il freddo e distaccato “Lei”.

Chef, come state? Bellissima Domenica oggi, sto molto bene, grazie, dopo vado nella mia terra, ecco perchè sono vestito così!

Chef, come nasce Don Alfonso?

Don Alfonso nasce dall’amore per la cucina sana e buona, da generazioni. Mio nonno, era cuoco e mio padre prima di me e poi io, sono cresciuto intriso di cultura per il cibo e per la buona tavola. I ricordi più belli e più importanti della mia vita, sono legati alla cucina e i protagonisti sono mio padre e mio nonno, loro sono stati fondamentali per me.

Chef come Siete riuscito a partire da Sant’Agata e ad arrivare a Macao, Dubai, Marachech, e a trasmettere il sapore italiano a culture con sapori tanto diversi?

Sicuramente il fatto che abbia studiato mi ha aiutato molto nella comunicazione, ma il gusto è il gusto e non è stato difficile far apprezzare il nostro buon gusto italiano all’estero, soprattutto se è genuino e naturale.

Chef Voi coltivate, la vostra terra e il vostro orto, quanto lo amate?

Tanto, tantissimo, inoltre, sono sempre stato un sostenitore, già in epoche non sospette, del biologico e del semplice, non ho mai creduto alle multinazionali, ai cibi preparati e alle carni delle grandi distribuzioni, che purtroppo sono piene di ormoni, ai capi di bestiame vengono somministrati mangimi probabilmente modificati geneticamente, le bestie non vedono mai il sole, non sentono mai l’aria e non mangiano mai l’erba, come possono restituire queste cose in una bistecca se non le hanno mai provate? Bisognerebbe ritornare ai ranch, con le mandrie che conducono un vita sana e allora si a quel punto una bistecca varrebbe la pena di essere mangiate. Carne biologica, altrimenti un bel piatto di legumi biologici, che hanno una grande quantità di proteine, le carni da macello di multinazionale, di carne vera e propria li non ce nè molta.

Chef quali sono i vostri alimenti preferiti?

Sicuramente il pomodoro, l’olio extravergine di oliva, il grano buono e il basilico

Chef , sono proprio gli ingredienti per fare la pizza. Cosa pensate della pizza e di tutto quello che si è detto di questa antichissima pietanza?

Io amo la pizza, la amo, la amo, la amo, non credo ai politici e alle trasmissioni o a tutte quelle forme di cattiva pubblicità prodotte da chi sta al libro paga delle multinazionali. La pizza si mangia da millenni. Bisogna essere solo seri e coscienziosi, bisogna far lievitare l’impasto, usare buona farina,olio extravergine di oliva,pomodoro vero e mozzarella fior di latte. La cottura va fatta con buon legno, e bisogna controllare che legno si usi, questo si, ma non si può mettere al bando il forno a legna; è ovvio che se una forno non lo tieni come si deve, non lo pulisci e ci bruci la plastica dentro, qualsiasi cosa diventa cattiva, ma se sei oculato, onesto e usi legno buono non c’è cosa più bella di una buona pizza. Il nostro territorio è ricco di bellezze e di cose buone e dobbiamo preservarlo da chi invece ha interesse a distruggere. Il cibo è vita, è natura e queste cose sono sacre non bisogna manipolarle, bisogna amarle e rispettarle.

Grazie Chef!

Grazie a Voi!

 Di Nunzia Marina Bozza

Positanonews incontra il grande chef Don Alfonso Iaccarino del ristorante Don Alfonso 1890. Lo Chef, nel salotto del suo ristorante famoso nel mondo a Sant'Agata sui Due Golfi, racconta la sua storia, la sua tradizione, il suo impegno e il grande amore per i cibi locali, ponendo l'attenzione sulla pizza, che in questi giorni è stata messa al centro di polemiche inutili e negative grazie ad un servizio di Report, trasmissione di Rai 3, che ha fatto indignare molte persone del settore gastronomico e molti bravi e onesti piazzaioli che grazie al loro lavoro hanno portato il nome di Napoli e della pizza nel mondo. Don Alfonso, no si può descrivere bisognerebbe conoscerlo, ma una verità è assoluta, la grande passione per la sua Napoli, l'amore per le cose semplici, naturali è vere, l'attaccamento alla sua famiglia e ai valori che circondano il nucleo familiare, traspaiono dai suo occhi luminosi e vispi. Probabilmente, tutte queste qualità le riversa nella preparazione dei suoi piatti famosi nel mondo e sicuramente le ha sapute trasmettere ai suoi discepoli e i suoi figli che hanno appreso l'arte della buona cucina e del cibo vero. Don Alfonso proviene da una famiglia di chef, lui rappresenta la quarta generazione e il figlio la quinta. Prima dell'intervista ci accoglie con una semplicità e un ospitalità disarmanti, offre il caffè e dolci come si fa al sud di Domenica e con gli amici, si scusa per la sua salopette da lavoro ma ci dice che dopo l'intervista deve correre nella sua terra da dove provengono la maggior parte degli alimenti che poi usa per preparare i suoi piatti. Durante l'intervista parliamo con il “Voi” per chi non lo sapesse, parlare con il “Voi” a Napoli è importante, perché alla persona che hai dinanzi gli dai il massimo del rispetto senza tralasciare l'affetto di fondo che per noi partenopei si traduce con una specie di sottile calore che ci contraddistingue dagli altri e che non si arriva ad avere con il freddo e distaccato “Lei”.

Chef, come state? Bellissima Domenica oggi, sto molto bene, grazie, dopo vado nella mia terra, ecco perchè sono vestito così!

Chef, come nasce Don Alfonso?

Don Alfonso nasce dall'amore per la cucina sana e buona, da generazioni. Mio nonno, era cuoco e mio padre prima di me e poi io, sono cresciuto intriso di cultura per il cibo e per la buona tavola. I ricordi più belli e più importanti della mia vita, sono legati alla cucina e i protagonisti sono mio padre e mio nonno, loro sono stati fondamentali per me.

Chef come Siete riuscito a partire da Sant'Agata e ad arrivare a Macao, Dubai, Marachech, e a trasmettere il sapore italiano a culture con sapori tanto diversi?

Sicuramente il fatto che abbia studiato mi ha aiutato molto nella comunicazione, ma il gusto è il gusto e non è stato difficile far apprezzare il nostro buon gusto italiano all'estero, soprattutto se è genuino e naturale.

Chef Voi coltivate, la vostra terra e il vostro orto, quanto lo amate?

Tanto, tantissimo, inoltre, sono sempre stato un sostenitore, già in epoche non sospette, del biologico e del semplice, non ho mai creduto alle multinazionali, ai cibi preparati e alle carni delle grandi distribuzioni, che purtroppo sono piene di ormoni, ai capi di bestiame vengono somministrati mangimi probabilmente modificati geneticamente, le bestie non vedono mai il sole, non sentono mai l'aria e non mangiano mai l'erba, come possono restituire queste cose in una bistecca se non le hanno mai provate? Bisognerebbe ritornare ai ranch, con le mandrie che conducono un vita sana e allora si a quel punto una bistecca varrebbe la pena di essere mangiate. Carne biologica, altrimenti un bel piatto di legumi biologici, che hanno una grande quantità di proteine, le carni da macello di multinazionale, di carne vera e propria li non ce nè molta.

Chef quali sono i vostri alimenti preferiti?

Sicuramente il pomodoro, l'olio extravergine di oliva, il grano buono e il basilico

Chef , sono proprio gli ingredienti per fare la pizza. Cosa pensate della pizza e di tutto quello che si è detto di questa antichissima pietanza?

Io amo la pizza, la amo, la amo, la amo, non credo ai politici e alle trasmissioni o a tutte quelle forme di cattiva pubblicità prodotte da chi sta al libro paga delle multinazionali. La pizza si mangia da millenni. Bisogna essere solo seri e coscienziosi, bisogna far lievitare l'impasto, usare buona farina,olio extravergine di oliva,pomodoro vero e mozzarella fior di latte. La cottura va fatta con buon legno, e bisogna controllare che legno si usi, questo si, ma non si può mettere al bando il forno a legna; è ovvio che se una forno non lo tieni come si deve, non lo pulisci e ci bruci la plastica dentro, qualsiasi cosa diventa cattiva, ma se sei oculato, onesto e usi legno buono non c'è cosa più bella di una buona pizza. Il nostro territorio è ricco di bellezze e di cose buone e dobbiamo preservarlo da chi invece ha interesse a distruggere. Il cibo è vita, è natura e queste cose sono sacre non bisogna manipolarle, bisogna amarle e rispettarle.

Grazie Chef!

Grazie a Voi!