MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA. PER AMALFI UNA BOCCIATURA UMILIANTE: ESCLUSA ANCHE DALLA ROSA DELLE FINALISTE

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Un pomeriggio di ottobre, afoso oltre la norma:Le agenzie battono la notizia che si materializza anche sul mio computer sempre acceso e che lampeggia nel ticchettio insistente: Matera capitale europea della cultura!!! Un attimo per riprendermi dallo stupore/entusiasmo/ammirazione. E via ai flash back e alla moviola dei ricordi: letterari, cinematografici, personali. E fanno ressa alle porte del cuore e della mente La città dolente di Carlo Levi, i miei incontri con poeti e poesia di respiro nazionale ed internazionale: Rocco Scotellaro, Leonardo Sinisgalli, Albino Pierri, le emozioni alle sequenze di film di grandi maestri del livello di Pier Paolo Pasolini (Il vangelo secondo Matteo) e di Mel Gibson (La Passione di Cristo), la mia partecipazione attiva ai dibattiti sul meridionalismo attivo, non lagnoso, della volontà e non della rassegnazione a La Scaletta, il cirolo/laboratorio di idee nel cuore profondo e cavernoso dei Sassi con la netta impressione fisica di trovarsi in Palestina e di veder  sbucare dalla strada dirupante il Nazareno/Cristo festante delle Palme, lo stupore dei miei réportage radiofonici con negli occhi lo spettacolo dei calanchi, ferite di miseria con il rosso dell’argilla ingioiellato dall’oro effimero delle ginestre, le lotte all’assalto dei latifondi con i morti di Montescaglioso con a distanza lo scenario della grande storia del mare greco di Metaponto e Policoro. E, infine, la soddisfazione ebbra di conquista  per il Sud più emarginato e marginalizzato che entra da protagonista in Europa e per un anno ne è capitale della cultura,pur con il suo carico di storia dolente e di problemi irrisolti……

Ma, poi, la geografia delle emozioni viaggia verso un altro territorio e registra altre schegge di ricordi più recenti alla moviola della vita. Anno2009, anche allora l’agenzia batteva  un’altra notizia: l’Italia ha il diritto di designare la Capitale Europea della Cultura per il 2019. La mia creatività d’amore mi spinge a focalizzare l’interesse sulla mia città dell’anima: E parto con l’entusiasmo carico di generosità sulla base di una intuizione felice e che potrebbe essere vincente: Candidare Amalfi e l’intero territorio dell’Antica Repubblica per il prestigioso riconoscimento. Elaboro la proposta e la consegno, ufficialmente, al Sindaco di Minori, Andrea Reale, e ne parlo subito dopo con quello di Maiori, Tonino Della Pietra Si dichiarano entusiasti..Il resto è cronaca piuttosto recente. Il comune di Amalfi fa sua la proposta e la gestisce in modo maldestro attraverso l’assessore al turismo, fino alla clamorosa ed umiliante bocciatura di qualche settimana fa. Qui di seguito ne ricostruisco la cronaca non per il gusto di polemica (ricordo a me stesso  prima che agli altri che rifuggo, per formazione e per carattere, dalla filosofia vile del maramaldismo) ma con lo spirito propositivo di evitare gli errori del passato e cogliere dalla propria storia,  gli esempi virtuosi per costruire il futuro. E, a tal fine, ne riporto la documentazione più significativa, tralasciando le notizie di pettegolume da marciapiede, che non mi appartengono e senza neppure sottolineare l’ostracismo sottile ed a volte palesemente dichiarato contro di me, reo di aver criticato alcune iniziative dell’Amministrazione Comunale e di essermi, conseguentemente,macchiato del  delitto di lesa maestà da punire con la damnatio memoriae….

Nell’aprile del 2012, orgoglioso della mia libertà di giudizio, su questo giornale scrivevo:

“Leggo di una trasferta a Ravenna dell’Assessore al Turismo del Comune di Amalfi per presentare la candidatura della città a capitale europea della cultura. Questa proposta è datata e l’ho fatta in tempi non sospetti, a più riprese ,su questo giornale,ma non solo.. Io mi auguro fortemente che l’iniziativa del giovane assessore amalfitano abbia un seguito. Mi corre l’obbligo di precisare, però, che le premesse non sono delle migliori – L’iniziativa avrebbe una qualche possibilità di successo se fosse supportata dalla partecipazione attiva, sancita con formali atti deliberativi da tutti i comuni della costa. Diversamente si esaurisce in un puro esercizio di vanità personale ed in un vuoto  pavoneggiarsi di una replica sterile. Se l’Assessore al Turismo e tutta l’Amministrazione Comunale di Amalfi hanno effettivamente in animo di giocarsi la partita con qualche possibilità di successo non hanno che da seguire le indicazioni della proposta, magari arricchendola, contenuta nell’articolo(scritto a suo tempo) che ripropongo ai lettori del giornale. Nel caso siano pervasi da un atto di umiltà (ma non credo) sono pronto a fornire, a titolo gratuito, la mia consulenza Diversamente diventa tutto un “flatus vocis”, destinato ad un insuccesso annunziato. E Amalfi, per velleitarismo ed inesperienza di un Assessore, a cui, per voglia di protagonismo infecondo, piace giocare da solo, non può essere esposta al ridicolo di fronte all’Italia e all’Europa. Non lo merita.”

E di seguito riportavo l’articolo con la proposta articolata in sintesi …..

 

“Nel 2019, per effetto della turnazione tra i Paesi della UE, spetterà all’Italia indicare la “Città Europea della cultura”. Sarebbe il caso di mettere in atto tutte le iniziative per proporre non una città, ma un intero territorio, vale a dire “La Costa d’Amalfi”. a capitale europea della cultura”, facendo leva sulla sua storia prestigiosa, sui suoi straordinari attrattori culturali, sul ruolo che recita nell’immaginario collettivo internazionale come una delle più belle cartoline del turismo mondiale.

Perchè la proposta possa essere presa seriamente in considerazione la Costa d’Amalfi la deve presentare con atti formali (delibere consiliari) di tutti i Comuni del territorio.

Deve dimostrare di saper organizzare con efficienza eventi di respiro internazionale, e già ne può vantare qualcuno, e deve creare una struttura ideativa/organizzativa a dimensione sovracomunale, con un responsabile che risponda periodicamente del lavoro svolto e dei risultati conseguiti.

Con l’avvento della stagione estiva si moltiplicheranno eventi di varia natura e di diverso spessore che animeranno i mesi caldi della festa del turismo. Mi auguro fortemente che non si ripetano  le coincidenze, alcune casuali altre espressamente volute,degli anni precedenti che vedano manifestazioni nella stessa giornata e addirittura nella stessa ora in paesi contigui con una malcelata ambizione di superarsi a vicenda, dando prova di provincialismo sciocco e di rivalità mai sopite, con una ricaduta di immagine negativa sulla qualità dell’offerta. Urge un coordinamento. I comuni di Maiori e Minori stanno già lavorando con proficua sinergia in questa direzione, per convinta determinazione dei rispettivi sindaci, Andrea Reale e Tonino Della Pietra, ad evitare sovrapposizioni sterili tra comunità, il cui limite di demarcazione è costituito, come nel caso specifico, da una curva a volo sullo stesso specchio di mare.

Ritornando alla capitale europea della cultura, il territorio dovrebbe essere quello stesso della Repubblica Marinara che scavalcava i Lattari trasmigrando fino a Lettere e Gragnano e, lato mare, inglobando Capri, che era l’ultimo avamposto di mare, appunto, a guardia e difesa di possibili attacchi esterni.

Si tratta di un progetto ambizioso, di grande originalità anche se di non facile realizzazione, soprattutto perchè dovrà competere con altre candidature forti e, quel che più conta,, sostenute da potenti lobby della politica e della economia, perchè la città o il territorio prescelto saranno destinatari di enormi risorse finanziarie per una efficiente infrastrutturazione dei servizi Ma io continuo a credere che, spesso, la forza delle idee possa avere la meglio sull’arroganza del potere politico e non. E, comunque, una battaglia del genere va fatta perché, se perduta, deve avere delle motivazioni credibili e convincenti, se vinta, produrrà effetti dirompenti su di un territorio che è in debito con le istituzioni nazionali ed europee nel bilancio di dare ed avere che deve, anzi dovrebbe, caratterizzare il turismo come settore trainante dello sviluppo e come promotore di incontro e meticciato fecondo di culture e di civiltà.

Ho presentato il progetto al Comune di Minori e ne ho parlato anche con il sindaco di Maiori ed ho trovato i rappresentanti istituzionali delle due comunità non solo concordi ma entusiasti dell’idea/progetto. L’ho fatto per tutelare con atti formali la paternità dell’idea, ma soprattutto per attivare tutte le iniziative burocratiche con gli altri comuni della Costiera per arrivare ad ufficializzare una progettualità sovracomunale, da trasmettere, poi, a tutte le altre Istituzioni provinciali, regionali, nazionali ed europee.

Incrocio le dita e, abituato a pensare positivo, spero in un esito esaltante di una battaglia generosa-“

 

P.S. Questo pezzo lo scrivevo oltre due anni fa, in vista dell’estate del 2010, su questo stesso giornale. Lo ripropongo per diversi ordini di motivi: perchè è più che mai attuale, perchè i sindaci della costiera continuino a pensare e programmare in termini di comprensorio, come hanno lodevolmente fatto per la progettualità sulla dieta mediterranea e l’Accademia di lunga vita,ma anche per denunziare che qualche autorevole giornale ha ripreso l’idea e la proposta senza citare la fonte, prassi questa consueta, purtroppo, anche nelle grandi testate, dove non mancano i replicanti.”……………………….”

 

 

Questa in sintesi la cronaca legata alla vicenda della candidatura di Amalfi e costiera a capitale europea della cultura. La conclusione, a dir poco umiliante, di qualche settimana fa è sotto gli occhi di tutti. Io vorrei annotare, a margine di una vicenda amara, che le grandi battaglie si vincono con le forze e l’impegno di tutti. Il protagonismo personale può soddisfare la vanità effimero del singolo ma è destinato a collezionare cocenti ed umilianti sconfitte. I responsabili diretti e l’intera città traggano insegnamento da questa amara esperienza e non dimentichino che il pressapochismo, l’improvvisazione con in più un malcelato spirito di saccenza e di arroganza genera sempre inefficienza e, con l’inefficienza, il declino economico ed il degrado etico. A futura memoria, sottolineando che sono le idee a muovere il mondo e la storia e che ai detentori del potere, grande o piccolo che sia, un bagno di umiltà è sempre salutare

 Giuseppe Liuccio  

g.liuccio@alice.it

 

Un pomeriggio di ottobre, afoso oltre la norma:Le agenzie battono la notizia che si materializza anche sul mio computer sempre acceso e che lampeggia nel ticchettio insistente: Matera capitale europea della cultura!!! Un attimo per riprendermi dallo stupore/entusiasmo/ammirazione. E via ai flash back e alla moviola dei ricordi: letterari, cinematografici, personali. E fanno ressa alle porte del cuore e della mente La città dolente di Carlo Levi, i miei incontri con poeti e poesia di respiro nazionale ed internazionale: Rocco Scotellaro, Leonardo Sinisgalli, Albino Pierri, le emozioni alle sequenze di film di grandi maestri del livello di Pier Paolo Pasolini (Il vangelo secondo Matteo) e di Mel Gibson (La Passione di Cristo), la mia partecipazione attiva ai dibattiti sul meridionalismo attivo, non lagnoso, della volontà e non della rassegnazione a La Scaletta, il cirolo/laboratorio di idee nel cuore profondo e cavernoso dei Sassi con la netta impressione fisica di trovarsi in Palestina e di veder  sbucare dalla strada dirupante il Nazareno/Cristo festante delle Palme, lo stupore dei miei réportage radiofonici con negli occhi lo spettacolo dei calanchi, ferite di miseria con il rosso dell’argilla ingioiellato dall’oro effimero delle ginestre, le lotte all’assalto dei latifondi con i morti di Montescaglioso con a distanza lo scenario della grande storia del mare greco di Metaponto e Policoro. E, infine, la soddisfazione ebbra di conquista  per il Sud più emarginato e marginalizzato che entra da protagonista in Europa e per un anno ne è capitale della cultura,pur con il suo carico di storia dolente e di problemi irrisolti……

Ma, poi, la geografia delle emozioni viaggia verso un altro territorio e registra altre schegge di ricordi più recenti alla moviola della vita. Anno2009, anche allora l’agenzia batteva  un’altra notizia: l’Italia ha il diritto di designare la Capitale Europea della Cultura per il 2019. La mia creatività d’amore mi spinge a focalizzare l’interesse sulla mia città dell’anima: E parto con l’entusiasmo carico di generosità sulla base di una intuizione felice e che potrebbe essere vincente: Candidare Amalfi e l’intero territorio dell’Antica Repubblica per il prestigioso riconoscimento. Elaboro la proposta e la consegno, ufficialmente, al Sindaco di Minori, Andrea Reale, e ne parlo subito dopo con quello di Maiori, Tonino Della Pietra Si dichiarano entusiasti..Il resto è cronaca piuttosto recente. Il comune di Amalfi fa sua la proposta e la gestisce in modo maldestro attraverso l’assessore al turismo, fino alla clamorosa ed umiliante bocciatura di qualche settimana fa. Qui di seguito ne ricostruisco la cronaca non per il gusto di polemica (ricordo a me stesso  prima che agli altri che rifuggo, per formazione e per carattere, dalla filosofia vile del maramaldismo) ma con lo spirito propositivo di evitare gli errori del passato e cogliere dalla propria storia,  gli esempi virtuosi per costruire il futuro. E, a tal fine, ne riporto la documentazione più significativa, tralasciando le notizie di pettegolume da marciapiede, che non mi appartengono e senza neppure sottolineare l’ostracismo sottile ed a volte palesemente dichiarato contro di me, reo di aver criticato alcune iniziative dell’Amministrazione Comunale e di essermi, conseguentemente,macchiato del  delitto di lesa maestà da punire con la damnatio memoriae….

Nell’aprile del 2012, orgoglioso della mia libertà di giudizio, su questo giornale scrivevo:

Leggo di una trasferta a Ravenna dell'Assessore al Turismo del Comune di Amalfi per presentare la candidatura della città a capitale europea della cultura. Questa proposta è datata e l'ho fatta in tempi non sospetti, a più riprese ,su questo giornale,ma non solo.. Io mi auguro fortemente che l'iniziativa del giovane assessore amalfitano abbia un seguito. Mi corre l'obbligo di precisare, però, che le premesse non sono delle migliori – L'iniziativa avrebbe una qualche possibilità di successo se fosse supportata dalla partecipazione attiva, sancita con formali atti deliberativi da tutti i comuni della costa. Diversamente si esaurisce in un puro esercizio di vanità personale ed in un vuoto  pavoneggiarsi di una replica sterile. Se l'Assessore al Turismo e tutta l'Amministrazione Comunale di Amalfi hanno effettivamente in animo di giocarsi la partita con qualche possibilità di successo non hanno che da seguire le indicazioni della proposta, magari arricchendola, contenuta nell'articolo(scritto a suo tempo) che ripropongo ai lettori del giornale. Nel caso siano pervasi da un atto di umiltà (ma non credo) sono pronto a fornire, a titolo gratuito, la mia consulenza Diversamente diventa tutto un "flatus vocis", destinato ad un insuccesso annunziato. E Amalfi, per velleitarismo ed inesperienza di un Assessore, a cui, per voglia di protagonismo infecondo, piace giocare da solo, non può essere esposta al ridicolo di fronte all'Italia e all'Europa. Non lo merita.”

E di seguito riportavo l’articolo con la proposta articolata in sintesi …..

 

“Nel 2019, per effetto della turnazione tra i Paesi della UE, spetterà all'Italia indicare la "Città Europea della cultura". Sarebbe il caso di mettere in atto tutte le iniziative per proporre non una città, ma un intero territorio, vale a dire "La Costa d'Amalfi". a capitale europea della cultura", facendo leva sulla sua storia prestigiosa, sui suoi straordinari attrattori culturali, sul ruolo che recita nell'immaginario collettivo internazionale come una delle più belle cartoline del turismo mondiale.

Perchè la proposta possa essere presa seriamente in considerazione la Costa d'Amalfi la deve presentare con atti formali (delibere consiliari) di tutti i Comuni del territorio.

Deve dimostrare di saper organizzare con efficienza eventi di respiro internazionale, e già ne può vantare qualcuno, e deve creare una struttura ideativa/organizzativa a dimensione sovracomunale, con un responsabile che risponda periodicamente del lavoro svolto e dei risultati conseguiti.

Con l'avvento della stagione estiva si moltiplicheranno eventi di varia natura e di diverso spessore che animeranno i mesi caldi della festa del turismo. Mi auguro fortemente che non si ripetano  le coincidenze, alcune casuali altre espressamente volute,degli anni precedenti che vedano manifestazioni nella stessa giornata e addirittura nella stessa ora in paesi contigui con una malcelata ambizione di superarsi a vicenda, dando prova di provincialismo sciocco e di rivalità mai sopite, con una ricaduta di immagine negativa sulla qualità dell'offerta. Urge un coordinamento. I comuni di Maiori e Minori stanno già lavorando con proficua sinergia in questa direzione, per convinta determinazione dei rispettivi sindaci, Andrea Reale e Tonino Della Pietra, ad evitare sovrapposizioni sterili tra comunità, il cui limite di demarcazione è costituito, come nel caso specifico, da una curva a volo sullo stesso specchio di mare.

Ritornando alla capitale europea della cultura, il territorio dovrebbe essere quello stesso della Repubblica Marinara che scavalcava i Lattari trasmigrando fino a Lettere e Gragnano e, lato mare, inglobando Capri, che era l'ultimo avamposto di mare, appunto, a guardia e difesa di possibili attacchi esterni.

Si tratta di un progetto ambizioso, di grande originalità anche se di non facile realizzazione, soprattutto perchè dovrà competere con altre candidature forti e, quel che più conta,, sostenute da potenti lobby della politica e della economia, perchè la città o il territorio prescelto saranno destinatari di enormi risorse finanziarie per una efficiente infrastrutturazione dei servizi Ma io continuo a credere che, spesso, la forza delle idee possa avere la meglio sull'arroganza del potere politico e non. E, comunque, una battaglia del genere va fatta perché, se perduta, deve avere delle motivazioni credibili e convincenti, se vinta, produrrà effetti dirompenti su di un territorio che è in debito con le istituzioni nazionali ed europee nel bilancio di dare ed avere che deve, anzi dovrebbe, caratterizzare il turismo come settore trainante dello sviluppo e come promotore di incontro e meticciato fecondo di culture e di civiltà.

Ho presentato il progetto al Comune di Minori e ne ho parlato anche con il sindaco di Maiori ed ho trovato i rappresentanti istituzionali delle due comunità non solo concordi ma entusiasti dell'idea/progetto. L'ho fatto per tutelare con atti formali la paternità dell'idea, ma soprattutto per attivare tutte le iniziative burocratiche con gli altri comuni della Costiera per arrivare ad ufficializzare una progettualità sovracomunale, da trasmettere, poi, a tutte le altre Istituzioni provinciali, regionali, nazionali ed europee.

Incrocio le dita e, abituato a pensare positivo, spero in un esito esaltante di una battaglia generosa-“

 

P.S. Questo pezzo lo scrivevo oltre due anni fa, in vista dell'estate del 2010, su questo stesso giornale. Lo ripropongo per diversi ordini di motivi: perchè è più che mai attuale, perchè i sindaci della costiera continuino a pensare e programmare in termini di comprensorio, come hanno lodevolmente fatto per la progettualità sulla dieta mediterranea e l'Accademia di lunga vita,ma anche per denunziare che qualche autorevole giornale ha ripreso l'idea e la proposta senza citare la fonte, prassi questa consueta, purtroppo, anche nelle grandi testate, dove non mancano i replicanti.”……………………….”

 

 

Questa in sintesi la cronaca legata alla vicenda della candidatura di Amalfi e costiera a capitale europea della cultura. La conclusione, a dir poco umiliante, di qualche settimana fa è sotto gli occhi di tutti. Io vorrei annotare, a margine di una vicenda amara, che le grandi battaglie si vincono con le forze e l’impegno di tutti. Il protagonismo personale può soddisfare la vanità effimero del singolo ma è destinato a collezionare cocenti ed umilianti sconfitte. I responsabili diretti e l’intera città traggano insegnamento da questa amara esperienza e non dimentichino che il pressapochismo, l’improvvisazione con in più un malcelato spirito di saccenza e di arroganza genera sempre inefficienza e, con l’inefficienza, il declino economico ed il degrado etico. A futura memoria, sottolineando che sono le idee a muovere il mondo e la storia e che ai detentori del potere, grande o piccolo che sia, un bagno di umiltà è sempre salutare

 Giuseppe Liuccio  

g.liuccio@alice.it

 

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