Statale Amalfitana trasformata in una pattumiera . Il sindaco di Cetara Squizzato scrive al prefetto

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Costiera amalfitana  Bella e abbandonata. È l’incredibile condizione della Statale amalfitana, considerata tra le strade più spettacolari al mondo ma pure tra le più pericolose. Trentasei chilometri tutte curve che contribuisco a rendere il paesaggio della Costiera ancora più unico e tutelato dall’Unesco. Ma gli enti preposti non fanno (quasi) nulla per preservare la carrabile che si snoda da Vietri a Positano, attraversando molti dei centri abitati del comprensorio. Perciò il sindaco di Cetara, Secondo Squizzato, a fine agosto, a scritto a prefetto e Anas, chiedendo un incontro ma la sua lettera sembra essersi persa nella palude burocratica. Perché il primo cittadino non ha ottenuto nessuna risposta, benché le questioni messe sul tavolo sono attuali e alcune anche improcrastinabili. A partire dalla pulizia della Statale che come evidenzia Squizzato «sembra aver trasformato la striscia d’asfalto in una Divina pattumiera». Ma le noti dolenti certamente non finiscono qui. Perché tra i mali atavici c’è anche la scarsa sorveglianza da parte delle forze dell’ordine. «Continuano a transitare su tutto il percorso della Statale – rimarca Squizzato – automezzi il cui transito risulterebbe vietato dall’ordinanza emessa dall’Anas. È evidente che i controlli per contrastare la violazione dei divieti sono inadeguati, in quanto occorrerebbe presidiare le porte d’accesso dell’Amalfitana». Altra nota dolente è quella dei semafori che disciplinano il senso unico alternato in alcune zone. «Come sottolineato dalla Cassazione – spiega il sindaco – laddove il proprietario del costone roccioso non provveda alla messa in sicurezza, deve essere l’Ente proprietario della strada ad attivare i lavori in “danno”, in linea con orientamenti e principi giurisprudenziali più volte ribaditi». Gaetano de Stefano

Costiera amalfitana  Bella e abbandonata. È l’incredibile condizione della Statale amalfitana, considerata tra le strade più spettacolari al mondo ma pure tra le più pericolose. Trentasei chilometri tutte curve che contribuisco a rendere il paesaggio della Costiera ancora più unico e tutelato dall’Unesco. Ma gli enti preposti non fanno (quasi) nulla per preservare la carrabile che si snoda da Vietri a Positano, attraversando molti dei centri abitati del comprensorio. Perciò il sindaco di Cetara, Secondo Squizzato, a fine agosto, a scritto a prefetto e Anas, chiedendo un incontro ma la sua lettera sembra essersi persa nella palude burocratica. Perché il primo cittadino non ha ottenuto nessuna risposta, benché le questioni messe sul tavolo sono attuali e alcune anche improcrastinabili. A partire dalla pulizia della Statale che come evidenzia Squizzato «sembra aver trasformato la striscia d’asfalto in una Divina pattumiera». Ma le noti dolenti certamente non finiscono qui. Perché tra i mali atavici c’è anche la scarsa sorveglianza da parte delle forze dell’ordine. «Continuano a transitare su tutto il percorso della Statale – rimarca Squizzato – automezzi il cui transito risulterebbe vietato dall’ordinanza emessa dall’Anas. È evidente che i controlli per contrastare la violazione dei divieti sono inadeguati, in quanto occorrerebbe presidiare le porte d’accesso dell’Amalfitana». Altra nota dolente è quella dei semafori che disciplinano il senso unico alternato in alcune zone. «Come sottolineato dalla Cassazione – spiega il sindaco – laddove il proprietario del costone roccioso non provveda alla messa in sicurezza, deve essere l’Ente proprietario della strada ad attivare i lavori in “danno”, in linea con orientamenti e principi giurisprudenziali più volte ribaditi». Gaetano de Stefano