MAIORI L’ALLUVIONE SESSANT’ANNI FA VIDEO

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Sessant’anni fa a Maiori Salerno Costiera amalfitana  e dintorni la morte arriva dalla montagna con un fiume di fango e ruba le sue vittime sacrificali. Quella stessa montagna che ogni anno, più volte l’anno, risaliamo in pellegrinaggio per la Madona dell’Avvocata. Quella montagna che occupa un ruolo particolare nel territorio e nel cuore delle popolazione della costiera, un rapporto di amore e di odio, come il Vesuvio sta ai paesi rivieraschi del golfo di Napoli.Come un Minotauro che brama e chiede le sue vittime continuamente, ma che ci insegna il mito, Teseo con un semplice ma intelligete escamotage riesce a sconfiggere. Ebbene, siamo alla ricerca di un Teseo che sconfigga questo mostro Minotauro, con intelligenza. L’amministrazione comunale ha chiamato a convegno storici, geologi, politici, protezione civile e preti, non per guardare, con amarezza e lacrime agli occhi, i funesti eventi del ’54, ma guardare al passato per organizzare un futuro possibile e compatibile.

Il Reghinna Maior, come tutti gli altri rivoli della costiera, è l’architetto fondatore  del paese sulla spiaggia. Tra le motivazioni addotte per l’inserimento della Costiera Amalfitana nel patrimonio mondiale dell’umanità, vi è proprio il rapporto particolare dell’uomo con l’orografia del territorio. Deviare il fiume da un altra parte!? visto che oggi sembra quasi che dia fastidio, impensabile!  Imbrigliarlo tra argini di cemento?! Impossibile! Creare delle vasche di compensazione a monte ?! significherebbe strutturare delle dighe in cemento armato lungo la valle, irrealizzabili! per il loro impatto ambientale ! E allora? studiare, osservare ed eventualmente imitare altri casi esteri orientati non al dominio della natura ma a soluzioni di convivenza, anche adottate degli antichi, quelli che il nucleo originario di Maiori lo fecero nascere un po più in alto, itorno alla chiesa e non sul letto del fiume. lucio esposito

I VIDEO DELL’ARCHIVIO LUCE SULL’ALLUVIONE DI MAIORI DEL 1954  A QUESTI SITI :

http://www.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=&id=&physDoc=40533&db=cinematograficoCINEGIORNALI&findIt=false§ion=/     

ww.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=&id=&physDoc=3349&db=cinematograficoDOCUMENTARI&findIt=false§ion=/

 

In occasione delle manifestazioni per il ricordo del sessantesimo anniversari dell’alluvione del 1954, il comune di Maiori sta allestendo una mostra per ricordare l’evento che sconvolse la nostra cittadina. A tal proposito, chiunque sia in possesso di foto o oggetti rievocativi del momento calamitoso, può metterli a disposizione contattando il numero 089/814209 (ufficio turismo). Il materiale sarà restituito al termine della mostra.

Sessant'anni fa a Maiori Salerno Costiera amalfitana  e dintorni la morte arriva dalla montagna con un fiume di fango e ruba le sue vittime sacrificali. Quella stessa montagna che ogni anno, più volte l'anno, risaliamo in pellegrinaggio per la Madona dell'Avvocata. Quella montagna che occupa un ruolo particolare nel territorio e nel cuore delle popolazione della costiera, un rapporto di amore e di odio, come il Vesuvio sta ai paesi rivieraschi del golfo di Napoli.Come un Minotauro che brama e chiede le sue vittime continuamente, ma che ci insegna il mito, Teseo con un semplice ma intelligete escamotage riesce a sconfiggere. Ebbene, siamo alla ricerca di un Teseo che sconfigga questo mostro Minotauro, con intelligenza. L'amministrazione comunale ha chiamato a convegno storici, geologi, politici, protezione civile e preti, non per guardare, con amarezza e lacrime agli occhi, i funesti eventi del '54, ma guardare al passato per organizzare un futuro possibile e compatibile.

Il Reghinna Maior, come tutti gli altri rivoli della costiera, è l'architetto fondatore  del paese sulla spiaggia. Tra le motivazioni addotte per l'inserimento della Costiera Amalfitana nel patrimonio mondiale dell'umanità, vi è proprio il rapporto particolare dell'uomo con l'orografia del territorio. Deviare il fiume da un altra parte!? visto che oggi sembra quasi che dia fastidio, impensabile!  Imbrigliarlo tra argini di cemento?! Impossibile! Creare delle vasche di compensazione a monte ?! significherebbe strutturare delle dighe in cemento armato lungo la valle, irrealizzabili! per il loro impatto ambientale ! E allora? studiare, osservare ed eventualmente imitare altri casi esteri orientati non al dominio della natura ma a soluzioni di convivenza, anche adottate degli antichi, quelli che il nucleo originario di Maiori lo fecero nascere un po più in alto, itorno alla chiesa e non sul letto del fiume. lucio esposito

I VIDEO DELL'ARCHIVIO LUCE SULL'ALLUVIONE DI MAIORI DEL 1954  A QUESTI SITI :

http://www.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=&id=&physDoc=40533&db=cinematograficoCINEGIORNALI&findIt=false§ion=/     

ww.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=&id=&physDoc=3349&db=cinematograficoDOCUMENTARI&findIt=false§ion=/

 

In occasione delle manifestazioni per il ricordo del sessantesimo anniversari dell'alluvione del 1954, il comune di Maiori sta allestendo una mostra per ricordare l'evento che sconvolse la nostra cittadina. A tal proposito, chiunque sia in possesso di foto o oggetti rievocativi del momento calamitoso, può metterli a disposizione contattando il numero 089/814209 (ufficio turismo). Il materiale sarà restituito al termine della mostra.

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