Giffoni Sei Casali, taglio di alberi, salta la gara di Mtb, ciclisti delusi

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Centoquarantaparole e..oltre, gli organizzatori lo spiegano in questo loro comunicato…asd Ciclopicentina

 Una gara di mountain bike debba essere certamente sicura, ragionevolmente impegnativa e soprattutto, sufficientemente divertente.

 Per questo dovrebbe svolgersi in un ambiente con una morfologia del territorio che esalti le caratteristiche della bicicletta e le capacità tecniche di chi la guida. Nel corso degli anni abbiamo così lavorato per raggiungere, mantenere e comunque migliorare questo insieme di condizioni, impegnandoci con passione e dedizione nella cura minuziosa dei particolari che a nostro modo di vedere, fanno la differenza definendo la qualità. Tutto ciò però, non significa essere obbligati ad organizzare una gara o meglio, non avere libertà di scelta in proposito. Anche quest’ anno ci siamo impegnati secondo le singole necessità e possibilità, compatibilmente con le esigenze lavorative, familiari e personali che ciascuno quotidianamente affronta e gestisce. Purtroppo però…
i contrattempi a pochi giorni dalla data prevista della manifestazione ci ha oltremodo impegnato, sottraendoci tempo prezioso che secondo i programmi stabiliti, avremmo dovuto impiegare per curare altri aspetti dell’ evento a noi ugualmente cari ed importanti. L’ultimo di questi ci ha fatto fermare a riflettere, ponendoci di fronte ad un simbolico bivio: “gara si – gara no”.
Il taglio degli alberi iniziato nell’area boschiva e comunicato una settimana prima della competizione ma da tempo programmato e non rinviabile, ci ha privato improvvisamente di buona parte del tracciato individuato, costringendoci ad una repentina sua modifica sostanziale. Non avendo il tempo necessario per farlo a meno di soluzioni improvvisate e grossolane, abbiamo scelto quindi “gara no”. Preferiamo evitare di offrire un’esperienza agonistica diversa dal concetto che di essa abbiamo, dimostrando ancora una volta di conoscere e credere in quello che facciamo. Profondamente dispiaciuti, chiediamo scusa per il disagio pur essendo certi della comprensione e condivisione futura di questa nostra decisione.

 

 

 

 

 

Centoquarantaparole e..oltre, gli organizzatori lo spiegano in questo loro comunicato…asd Ciclopicentina

 Una gara di mountain bike debba essere certamente sicura, ragionevolmente impegnativa e soprattutto, sufficientemente divertente.

 Per questo dovrebbe svolgersi in un ambiente con una morfologia del territorio che esalti le caratteristiche della bicicletta e le capacità tecniche di chi la guida. Nel corso degli anni abbiamo così lavorato per raggiungere, mantenere e comunque migliorare questo insieme di condizioni, impegnandoci con passione e dedizione nella cura minuziosa dei particolari che a nostro modo di vedere, fanno la differenza definendo la qualità. Tutto ciò però, non significa essere obbligati ad organizzare una gara o meglio, non avere libertà di scelta in proposito. Anche quest' anno ci siamo impegnati secondo le singole necessità e possibilità, compatibilmente con le esigenze lavorative, familiari e personali che ciascuno quotidianamente affronta e gestisce. Purtroppo però…
i contrattempi a pochi giorni dalla data prevista della manifestazione ci ha oltremodo impegnato, sottraendoci tempo prezioso che secondo i programmi stabiliti, avremmo dovuto impiegare per curare altri aspetti dell' evento a noi ugualmente cari ed importanti. L'ultimo di questi ci ha fatto fermare a riflettere, ponendoci di fronte ad un simbolico bivio: "gara si – gara no".
Il taglio degli alberi iniziato nell'area boschiva e comunicato una settimana prima della competizione ma da tempo programmato e non rinviabile, ci ha privato improvvisamente di buona parte del tracciato individuato, costringendoci ad una repentina sua modifica sostanziale. Non avendo il tempo necessario per farlo a meno di soluzioni improvvisate e grossolane, abbiamo scelto quindi "gara no". Preferiamo evitare di offrire un'esperienza agonistica diversa dal concetto che di essa abbiamo, dimostrando ancora una volta di conoscere e credere in quello che facciamo. Profondamente dispiaciuti, chiediamo scusa per il disagio pur essendo certi della comprensione e condivisione futura di questa nostra decisione.