Per il Napoli Tor de force sette gare in 22 giorni.Benitez riduce i ritiri

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Sei punti in meno rispetto a un anno fa ma in Europa a punteggio pieno

Sette gare in 22 giorni Benitez teme i contraccolpi dei troppi impegni ravvicinati.il primo novembre ci sara’ la sfida con la Roma

Il bomber José Callejon con 4 gol in sei gare è il bomber azzurro: nella classifica della serie A è alle spalle solo di Tevez.

Nel turnover fondamentali gli esiti dei test atletici condotti da de Miguel

Miki De Lucia per Positranonews

La rincorsa riparte domenica. In apnea, senza pensarci troppo su,il Napoli è chiamato a giocare sette volte nei prossimi 22giorni. Senza calcoli, senza guardare troppo la classifica (ma sbirciarla sì), gli azzurri di Benitez scenderanno in campo ogni tre giorni per cercare di accorciare le distanze dalla Roma e dalla zona Champions distante appena quattro punti.Cinque partite di campionato,masul cammino ci sono anche andata e ritorno con lo Young Boys in Europa League che sono una seccatura non di poco conto diquesti tempi. È il secondo tour de force della stagione e Rafone ha pronto un piano particolare per affrontarlo.Una gara ogni tre giorni e mezzo: un massacro, per chi le giocherà «Questo è il calendario e ormai ci siamo abituati», concede lo spagnolo, mail problema rimane serio. Dal punto di vista atletico,psicologico e anche della vita privata: perché sarà dura recuperare le forze e riposare. Ma anche vedere le famiglie diventa assai più problematico.Così Benit Così Benitez va verso una novità,che in Inghilterra al Liverpool era abitudine ma che anche qui al Napoli ha già sperimentato:pensa di evitare qualche ritiro prepartita. In pratica, a parte qualche giorno di riposo in più che è già cosa assai frequente lo spagnolo prevede in questi 22 giorni che prima di alcune gare casalinghe (Verona e YoungBoys per esempio), i giocatori azzurri possano passare la serata a casa. Con figli, moglie e compagni.È già qualcosa. Del resto i calendari non si possono cambiare,perché ’hanno stabilito le tv echi ha consegnato alle tv il potere di decidere i calendari stessi. Benitez riflette saggio e sa che la risalita del Napoli non passa per metodi da sergente di ferro. D’altronde, solo dopola sesta partita di campionato che si è fatti giorno sul Napoli.Ora,dato che con la luce del sole si vede tutto più nitidamente, magari i nostri eroi scorgeranno con maggiore chiarezza il sentiero che porta alla rimonta. Perché ormai recuperare è necessario, dopo un avvio in cui si è pagato a carissimo prezzo la disfatta di Bilbao il 26 agosto: il Napoli è settimo a otto punti dalla vetta (-6 rispetto allo scorso anno dopo sei turni). È un bel po’ di problemi lasciati alle spalle.Oggi, al Napoli, per andare in affanno basta incontrare gente che corra forte ochesi allarghi sulle fasce: il Chievo, il Palermo,l’Udinese. E nel flipper di centrocampo,dove solo Gargano è un vero fungo respingente,sel’avversario è svelto il povero Koulibaly può fermarlo solo menando,in attesa di Inler e magari di Jorginho e Lopez. Gli equivoci nel mezzo,che Benitez prova a risolvere spostando le pedine da destra a sinistra.Benitez – che in serata rientra daLiverpool – inquesti 22 giorni si aggrapperà al turnover: è un’esigenza,o addirittura una necessità.Da qui al 9 novembre il Napoli affronterà Inter, Verona, Atalanta,Roma e Fiorentina (oltre le due con gli svizzeri dello Young Boys)e allora delle due l’una: o Benitez crede di avere una rosa ricca, così da poterla spalmarla su tutte le competizioni sperando di arrivare più lontano possibile. Oppure è convinto di averla modesta,risicata, insoddisfacente.In questo caso sarà costretto a gestirla la rosa e a quel punto, a un certo momento,dovrà scegliere su quale competizione concentrare le forze, e gli interessi. In entrambi i casi, un oculato turnover diventa fondamentale.Bel problema,perché ruotare i giocatori lasciando pressoché immutato il valoretecnico eatletico della squadra,senza privarla dell’anima, è un lavoro difficilissimo. Che in effetti, quasi mai riesce: perché Zapata non è Higuain,e neppure Michu è lontano parente di Hamsik.E così via dicendo. Per fare queste scelte Benitez si aggrappaai metodi scientifici di Paco de Miguel e del suo staff per conoscere le condizioni fisiche dei suoi giocatori.Difficile, in ogni caso, vagheggiare rotazioni che lascino invariato il valore della squadra.Rafa lo sa bene.Ma non per questo rinuncerà alla rotazione. Non certo a Milano,dove non ci sarà nessun turnover.Anche se il Pipita sarà reduce da un lungo viaggio in Oriente.

fonte:ilmattino

Sei punti in meno rispetto a un anno fa ma in Europa a punteggio pieno

Sette gare in 22 giorni Benitez teme i contraccolpi dei troppi impegni ravvicinati.il primo novembre ci sara' la sfida con la Roma

Il bomber José Callejon con 4 gol in sei gare è il bomber azzurro: nella classifica della serie A è alle spalle solo di Tevez.

Nel turnover fondamentali gli esiti dei test atletici condotti da de Miguel

Miki De Lucia per Positranonews

La rincorsa riparte domenica. In apnea, senza pensarci troppo su,il Napoli è chiamato a giocare sette volte nei prossimi 22giorni. Senza calcoli, senza guardare troppo la classifica (ma sbirciarla sì), gli azzurri di Benitez scenderanno in campo ogni tre giorni per cercare di accorciare le distanze dalla Roma e dalla zona Champions distante appena quattro punti.Cinque partite di campionato,masul cammino ci sono anche andata e ritorno con lo Young Boys in Europa League che sono una seccatura non di poco conto diquesti tempi. È il secondo tour de force della stagione e Rafone ha pronto un piano particolare per affrontarlo.Una gara ogni tre giorni e mezzo: un massacro, per chi le giocherà «Questo è il calendario e ormai ci siamo abituati», concede lo spagnolo, mail problema rimane serio. Dal punto di vista atletico,psicologico e anche della vita privata: perché sarà dura recuperare le forze e riposare. Ma anche vedere le famiglie diventa assai più problematico.Così Benit Così Benitez va verso una novità,che in Inghilterra al Liverpool era abitudine ma che anche qui al Napoli ha già sperimentato:pensa di evitare qualche ritiro prepartita. In pratica, a parte qualche giorno di riposo in più che è già cosa assai frequente lo spagnolo prevede in questi 22 giorni che prima di alcune gare casalinghe (Verona e YoungBoys per esempio), i giocatori azzurri possano passare la serata a casa. Con figli, moglie e compagni.È già qualcosa. Del resto i calendari non si possono cambiare,perché ’hanno stabilito le tv echi ha consegnato alle tv il potere di decidere i calendari stessi. Benitez riflette saggio e sa che la risalita del Napoli non passa per metodi da sergente di ferro. D’altronde, solo dopola sesta partita di campionato che si è fatti giorno sul Napoli.Ora,dato che con la luce del sole si vede tutto più nitidamente, magari i nostri eroi scorgeranno con maggiore chiarezza il sentiero che porta alla rimonta. Perché ormai recuperare è necessario, dopo un avvio in cui si è pagato a carissimo prezzo la disfatta di Bilbao il 26 agosto: il Napoli è settimo a otto punti dalla vetta (-6 rispetto allo scorso anno dopo sei turni). È un bel po’ di problemi lasciati alle spalle.Oggi, al Napoli, per andare in affanno basta incontrare gente che corra forte ochesi allarghi sulle fasce: il Chievo, il Palermo,l’Udinese. E nel flipper di centrocampo,dove solo Gargano è un vero fungo respingente,sel’avversario è svelto il povero Koulibaly può fermarlo solo menando,in attesa di Inler e magari di Jorginho e Lopez. Gli equivoci nel mezzo,che Benitez prova a risolvere spostando le pedine da destra a sinistra.Benitez – che in serata rientra daLiverpool – inquesti 22 giorni si aggrapperà al turnover: è un’esigenza,o addirittura una necessità.Da qui al 9 novembre il Napoli affronterà Inter, Verona, Atalanta,Roma e Fiorentina (oltre le due con gli svizzeri dello Young Boys)e allora delle due l’una: o Benitez crede di avere una rosa ricca, così da poterla spalmarla su tutte le competizioni sperando di arrivare più lontano possibile. Oppure è convinto di averla modesta,risicata, insoddisfacente.In questo caso sarà costretto a gestirla la rosa e a quel punto, a un certo momento,dovrà scegliere su quale competizione concentrare le forze, e gli interessi. In entrambi i casi, un oculato turnover diventa fondamentale.Bel problema,perché ruotare i giocatori lasciando pressoché immutato il valoretecnico eatletico della squadra,senza privarla dell’anima, è un lavoro difficilissimo. Che in effetti, quasi mai riesce: perché Zapata non è Higuain,e neppure Michu è lontano parente di Hamsik.E così via dicendo. Per fare queste scelte Benitez si aggrappaai metodi scientifici di Paco de Miguel e del suo staff per conoscere le condizioni fisiche dei suoi giocatori.Difficile, in ogni caso, vagheggiare rotazioni che lascino invariato il valore della squadra.Rafa lo sa bene.Ma non per questo rinuncerà alla rotazione. Non certo a Milano,dove non ci sarà nessun turnover.Anche se il Pipita sarà reduce da un lungo viaggio in Oriente.

fonte:ilmattino