Napoli. Individuati gli aggressori dell’autista Anm. Sno tre fratelli di Pianura, incensurati e di buona famiglia

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Sedici anni il primo, diciannove gli altri due. Tutti fratelli, due dei quali gemelli. Ragazzi incensurati, mai un guaio con la legge, nemmeno la minima segnalazione alle forze dell’ordine: sono loro i presunti aggressori dell’autista di un autobus dell’Anm ferito lo scorso 6 ottobre. I carabinieri che conducevano le indagini li hanno identificati e ieri denunciati alle rispettive autorità giudiziarie competenti, la Procura ordinaria e quella per i minori. Ragazzi dalla faccia pulita, tutti residenti a Pianura, studenti che frequentano un istituto professionale di Chiaia, appartenenti a una famiglia «normale»: viene da chiedersi allora come sia possibile che i tre si siano trasformati in protagonisti di una violenza assurda e portatori di una rabbia che non ti aspetteresti da chi viene considerato un bravo ragazzo. Ad inchiodarli alle gravi responsabilità emerse dall’indagine dei militari della compagnia Napoli Centro, guidata dal capitano Stefano Tosi, ci sarebbero soprattutto quelle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza interna al bus; anche grazie a quei fotogrammi i carabinieri hanno ricostruito le fasi del pestaggio di cui è rimasto vittima Giuseppe Perna, l’autista del pullman della linea C12, che in seguito a quelle percosse ha riportato la frattura dell’omero destro e un referto di trenta giorni stilato dai medici. I due 19enni sono accusati di lesioni aggravate, concorso in violenza e minacce ad incaricato di pubblico servizio, ed ingiurie; la posizione del 16enne – che pure avrebbe avuto parte attiva nel raid – dovrà essere vagliata invece dal pubblico ministero della Procura dei minori. Per lui – tecnicamente – non c’è denuncia ma segnalazione all’autorità giudiziaria. Un episodio grave, quella accaduto intorno alle otto del mattino di lunedì scorso in viale Dohrn. I tre ragazzi, che si trovavano sul bus, erano stati poco prima ripresi dal conducente perché stavano compiendo atti vandalici prendendo a calci e pugni i finestrini e le porte dell’autobus. Dopo il rimprovero la situazione sembrava essersi calmata. E invece alla successiva fermata il gruppo di giovanissimi si è diretto verso la cabina di guida ha afferrato l’autista e dopo averlo trascinato in strada ha iniziato a picchiarlo con inaudita ferocia. Subito dopo i tre sono fuggiti. A quel punto l’autista è riuscito ad allertare la centrale operativa dell’Anm che in breve è riuscita a far arrivare sul posto una volante del 113. Dei ragazzi, però, nessuna traccia. L’autista, sotto choc, è stato trasportato presso l’ospedale Fatebenefratelli dove i sanitari gli hanno riscontrato la frattura dell’omero, escoriazioni ed ecchimosi in varie parte del corpo. Trenta giorni di prognosi il responso dei medici. L’azienda sta ora recuperando le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati sull’autobus per consegnarli alle forze dell’ordine. Che cosa succederà adesso? A breve i magistrati della Procura ordinaria e di quella per i minori potrebbero decidere di interrogare i tre indagati, anche per capire che cosa abbia determinato in loro una reazione tanto rabbiosa e improvvisa. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

Sedici anni il primo, diciannove gli altri due. Tutti fratelli, due dei quali gemelli. Ragazzi incensurati, mai un guaio con la legge, nemmeno la minima segnalazione alle forze dell’ordine: sono loro i presunti aggressori dell’autista di un autobus dell’Anm ferito lo scorso 6 ottobre. I carabinieri che conducevano le indagini li hanno identificati e ieri denunciati alle rispettive autorità giudiziarie competenti, la Procura ordinaria e quella per i minori. Ragazzi dalla faccia pulita, tutti residenti a Pianura, studenti che frequentano un istituto professionale di Chiaia, appartenenti a una famiglia «normale»: viene da chiedersi allora come sia possibile che i tre si siano trasformati in protagonisti di una violenza assurda e portatori di una rabbia che non ti aspetteresti da chi viene considerato un bravo ragazzo. Ad inchiodarli alle gravi responsabilità emerse dall’indagine dei militari della compagnia Napoli Centro, guidata dal capitano Stefano Tosi, ci sarebbero soprattutto quelle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza interna al bus; anche grazie a quei fotogrammi i carabinieri hanno ricostruito le fasi del pestaggio di cui è rimasto vittima Giuseppe Perna, l’autista del pullman della linea C12, che in seguito a quelle percosse ha riportato la frattura dell’omero destro e un referto di trenta giorni stilato dai medici. I due 19enni sono accusati di lesioni aggravate, concorso in violenza e minacce ad incaricato di pubblico servizio, ed ingiurie; la posizione del 16enne – che pure avrebbe avuto parte attiva nel raid – dovrà essere vagliata invece dal pubblico ministero della Procura dei minori. Per lui – tecnicamente – non c’è denuncia ma segnalazione all’autorità giudiziaria. Un episodio grave, quella accaduto intorno alle otto del mattino di lunedì scorso in viale Dohrn. I tre ragazzi, che si trovavano sul bus, erano stati poco prima ripresi dal conducente perché stavano compiendo atti vandalici prendendo a calci e pugni i finestrini e le porte dell’autobus. Dopo il rimprovero la situazione sembrava essersi calmata. E invece alla successiva fermata il gruppo di giovanissimi si è diretto verso la cabina di guida ha afferrato l’autista e dopo averlo trascinato in strada ha iniziato a picchiarlo con inaudita ferocia. Subito dopo i tre sono fuggiti. A quel punto l’autista è riuscito ad allertare la centrale operativa dell’Anm che in breve è riuscita a far arrivare sul posto una volante del 113. Dei ragazzi, però, nessuna traccia. L’autista, sotto choc, è stato trasportato presso l’ospedale Fatebenefratelli dove i sanitari gli hanno riscontrato la frattura dell’omero, escoriazioni ed ecchimosi in varie parte del corpo. Trenta giorni di prognosi il responso dei medici. L’azienda sta ora recuperando le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati sull’autobus per consegnarli alle forze dell’ordine. Che cosa succederà adesso? A breve i magistrati della Procura ordinaria e di quella per i minori potrebbero decidere di interrogare i tre indagati, anche per capire che cosa abbia determinato in loro una reazione tanto rabbiosa e improvvisa. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)