Napoli. Vertice De Laurentiis-Benitez, almeno due colpi a gennaio

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Raccontano che l’umore di Aurelio De Laurentiis, nonostante l’algida freddezza che traspare dalle sue pose ufficiali, sia assai condizionato dai risultati del Napoli e che di conseguenza ieri chi lo ha visto in giro ha notato come la sua luna fosse tutt’altro che di traverso. Il grande capo del club azzurro ha incontrato i suoi più stretti collaboratori dopo quasi un mese di assenza da Napoli. Ha spiegato a chi ha incontrato che lui era sicuro che il Napoli si sarebbe ripreso, perché sapeva che Benitez aveva in pugno la situazione e la squadra aveva la voglia e la forza per risalire. Il problema è che De Laurentiis ha una doppia veste: oltre a essere un tifoso (parzialmente deluso e perplesso, come la tifoseria intera), è colui il quale condiziona gli umori dei tifosi tutti visto che il Napoli è suo, visto che è il vertice della piramide e visto che, in pratica, comanda solamente lui. Ritrova il Napoli rinfrancato nello spirito e nella classifica, con la qualificazione ai sedicesimi di Europa League virtualmente in tasca. Intanto, tra due giorni De Laurentiis andrà a Castelvolturno per salutare la squadra e il suo allenatore. Lì ci sono gli uffici del club e il presidente ci va molto più spesso di quello che si pensa. Ma quando la squadra si allena, è chiaro, che tutto assume un altro senso. Con Benitez c’è stato un frequente scambio di telefonate in questi ultimi 30 giorni, ma martedì, nel pomeriggio, quando il Napoli si rimetterà al lavoro lui vorrebbe esserci. Per un saluto. Fino all’ultimo, l’appuntamento resterà in bilico. Perché gli impegni sono tanti e l’incontro potrebbe anche slittare al giorno dopo. Ma prima della partenza per Milano, De Laurentiis vorrebbe essere a Castelvolturno con un obiettivo annunciatissimo: motivare la squadra. A settembre, prima della partenza per gli Stati Uniti, per ben due volte De Laurentiis ha fatto visita agli azzurri nel giro di pochi giorni. Venerdì i due si sono solo sfiorati: De Laurentiis rientrava da Los Angeles, Benitez partiva per la Gran Bretagna. Ma non hanno certo bisogno di guardarsi negli occhi, anche perché il presidente ha sempre assolto Rafa per la partenza-flop di questa stagione. Certo, con queste tre vittorie una dopo l’altra, Benitez è riuscito ad ancorarsi alla panchina. Ma la posizione ufficiale di De Laurentiis davanti alla squadra ha costretto i giocatori ad assumersi le proprie responsabilità, avendo capito che il club era ed è dalla parte dell’allenatore. Il presidente, nel discorso che farà a Rafa e a Higuain e soci farà come sempre leva sul loro orgoglio: una necessità, quella di fare il motivatore, che De Laurentiis avverte da fine agosto, quando la sconfitta in casa dell’Athletic Bilbao ha rivelato senza più dubbi la scarsa tenuta psicologica del gruppo. Ma da martedì si comincerà a guardare anche al mercato di gennaio, quando il Napoli pensa di dover intervenire. Non ci sarà una rivoluzione epocale e neppure una profonda ristrutturazione. Ma il Napoli potrebbe cominciare ad anticipare qualche mossa, andando a firmare per qualche giocatore in scadenza di contratto. Una svolta nelle politiche societarie azzurre. Per esempio, tra quelli che a giugno si liberano c’è André Ayew del Marsiglia: con un’offerta di pochi milioni potrebbe arrivare a gennaio. Stesso discorso per il centrocampista del Manchester City James Milner o per Mathieu Flamini dell’Arsenal oppure Jeremy Toulalan del Monaco. Fino ad adesso solo idee e timidi sondaggi: d’altronde gennaio è ancora assai distante. Non si parlerà, invece, di rinnovo di Benitez. Rafa, su questo punto, è stato chiaro: del suo futuro comincerà a ragionarci solo verso marzo. (Pino Taormina – Il Mattino)

Raccontano che l’umore di Aurelio De Laurentiis, nonostante l’algida freddezza che traspare dalle sue pose ufficiali, sia assai condizionato dai risultati del Napoli e che di conseguenza ieri chi lo ha visto in giro ha notato come la sua luna fosse tutt’altro che di traverso. Il grande capo del club azzurro ha incontrato i suoi più stretti collaboratori dopo quasi un mese di assenza da Napoli. Ha spiegato a chi ha incontrato che lui era sicuro che il Napoli si sarebbe ripreso, perché sapeva che Benitez aveva in pugno la situazione e la squadra aveva la voglia e la forza per risalire. Il problema è che De Laurentiis ha una doppia veste: oltre a essere un tifoso (parzialmente deluso e perplesso, come la tifoseria intera), è colui il quale condiziona gli umori dei tifosi tutti visto che il Napoli è suo, visto che è il vertice della piramide e visto che, in pratica, comanda solamente lui. Ritrova il Napoli rinfrancato nello spirito e nella classifica, con la qualificazione ai sedicesimi di Europa League virtualmente in tasca. Intanto, tra due giorni De Laurentiis andrà a Castelvolturno per salutare la squadra e il suo allenatore. Lì ci sono gli uffici del club e il presidente ci va molto più spesso di quello che si pensa. Ma quando la squadra si allena, è chiaro, che tutto assume un altro senso. Con Benitez c’è stato un frequente scambio di telefonate in questi ultimi 30 giorni, ma martedì, nel pomeriggio, quando il Napoli si rimetterà al lavoro lui vorrebbe esserci. Per un saluto. Fino all’ultimo, l’appuntamento resterà in bilico. Perché gli impegni sono tanti e l’incontro potrebbe anche slittare al giorno dopo. Ma prima della partenza per Milano, De Laurentiis vorrebbe essere a Castelvolturno con un obiettivo annunciatissimo: motivare la squadra. A settembre, prima della partenza per gli Stati Uniti, per ben due volte De Laurentiis ha fatto visita agli azzurri nel giro di pochi giorni. Venerdì i due si sono solo sfiorati: De Laurentiis rientrava da Los Angeles, Benitez partiva per la Gran Bretagna. Ma non hanno certo bisogno di guardarsi negli occhi, anche perché il presidente ha sempre assolto Rafa per la partenza-flop di questa stagione. Certo, con queste tre vittorie una dopo l’altra, Benitez è riuscito ad ancorarsi alla panchina. Ma la posizione ufficiale di De Laurentiis davanti alla squadra ha costretto i giocatori ad assumersi le proprie responsabilità, avendo capito che il club era ed è dalla parte dell’allenatore. Il presidente, nel discorso che farà a Rafa e a Higuain e soci farà come sempre leva sul loro orgoglio: una necessità, quella di fare il motivatore, che De Laurentiis avverte da fine agosto, quando la sconfitta in casa dell’Athletic Bilbao ha rivelato senza più dubbi la scarsa tenuta psicologica del gruppo. Ma da martedì si comincerà a guardare anche al mercato di gennaio, quando il Napoli pensa di dover intervenire. Non ci sarà una rivoluzione epocale e neppure una profonda ristrutturazione. Ma il Napoli potrebbe cominciare ad anticipare qualche mossa, andando a firmare per qualche giocatore in scadenza di contratto. Una svolta nelle politiche societarie azzurre. Per esempio, tra quelli che a giugno si liberano c’è André Ayew del Marsiglia: con un’offerta di pochi milioni potrebbe arrivare a gennaio. Stesso discorso per il centrocampista del Manchester City James Milner o per Mathieu Flamini dell’Arsenal oppure Jeremy Toulalan del Monaco. Fino ad adesso solo idee e timidi sondaggi: d’altronde gennaio è ancora assai distante. Non si parlerà, invece, di rinnovo di Benitez. Rafa, su questo punto, è stato chiaro: del suo futuro comincerà a ragionarci solo verso marzo. (Pino Taormina – Il Mattino)

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