Tramonti. Condannata la maestra violenta

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Tramonti, Costiera amalfitana. Condannata ad un anno e sei mesi di reclusione, oltre all’interdizione dalla professione e al pagamento delle spese processuali, Anna Vitagliano, la maestra di un asilo del paese della costiera amalfitana. La Vitagliano maltrattava i suoi alunni con continue mortificazioni fisiche e verbali. I fatti furono accertati nell’aprile del 2013. A incastrare la 63enne educatrice, prossima alla pensione, furono le immagini inequivocabili delle telecamere nascoste, installate in fase di indagine dai Carabinieri della locale Stazione, sotto l’egida del capitano Alberto Sabba, messe a disposizione del Pubblico Ministero Elena Cosentino, sotto l’alto coordinamento dell’allora Procuratore della Repubblica di Salerno, Franco Roberti. In undici giorni furono ben 55 gli episodi di violenza filmati. Con dispositivo di sentenza di primo grado emanato in data odierna, il giudice del Tribunale di Salerno, Fabio Zunica, ha inoltre dichiarato l’imputata interdetta dalla professione di insegnante per la durata della pena principale, nonché al risarcimento dei danni in favore delle parti civili (difese dall’avvocato Luigi D’Uva), tre mamme di altrettanti bambini coinvolti nella triste vicenda, per ciscuna delle quali è stato stabilito un risarcimento di 5mila euro. Di 3mila euro le spese quantificate per costituzione e rappresentanza da parte dei genitori. «Ci riteniamo soddisfatti della sentenza – ha detto l’avvocato Luigi D’Uva – anche se c’è poco da essere felici, in quanto mai avremmo voluto assistere a episodi di violenza nei confronti di bambini. Questa sentenza è senza dubbio frutto di una laboriosa attività d’indagine espletata dalla dottoressa Cosentino e dai Carabinieri che con la loro attività hanno reso possibile definire un quadro accusatorio chiaro e incontrovertibile. Dispiace solo che le mamme siano state lasciate sole dalle rappresentanze politiche e scolastiche di Tramonti». L’indagine sulle violenze scattò in seguito a una segnalazione anonima. I filmati accertarono che la donna durante le lezioni apostrofava e ingiuriava i bambini, minacciandoli di punizioni fisiche quali schiaffi, tirate di capelli, botte in testa con righello e quadernoni, che regolarmente infliggeva, mantenendo un contegno aggressivo e intimidatorio. Sulla base delle fonti di prova presentate ai magistrati, il 10 aprile 2013 il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Salerno aveva stabilito, per l’educatrice, la sospensione dall’esercizio dell’ufficio di insegnante per due mesi, perché in qualità di maestra maltrattava gli alunni, minori di 14 anni a lei affidati per ragioni di istruzione. (Il Vescovado)

Tramonti, Costiera amalfitana. Condannata ad un anno e sei mesi di reclusione, oltre all'interdizione dalla professione e al pagamento delle spese processuali, Anna Vitagliano, la maestra di un asilo del paese della costiera amalfitana. La Vitagliano maltrattava i suoi alunni con continue mortificazioni fisiche e verbali. I fatti furono accertati nell'aprile del 2013. A incastrare la 63enne educatrice, prossima alla pensione, furono le immagini inequivocabili delle telecamere nascoste, installate in fase di indagine dai Carabinieri della locale Stazione, sotto l'egida del capitano Alberto Sabba, messe a disposizione del Pubblico Ministero Elena Cosentino, sotto l'alto coordinamento dell'allora Procuratore della Repubblica di Salerno, Franco Roberti. In undici giorni furono ben 55 gli episodi di violenza filmati. Con dispositivo di sentenza di primo grado emanato in data odierna, il giudice del Tribunale di Salerno, Fabio Zunica, ha inoltre dichiarato l'imputata interdetta dalla professione di insegnante per la durata della pena principale, nonché al risarcimento dei danni in favore delle parti civili (difese dall'avvocato Luigi D'Uva), tre mamme di altrettanti bambini coinvolti nella triste vicenda, per ciscuna delle quali è stato stabilito un risarcimento di 5mila euro. Di 3mila euro le spese quantificate per costituzione e rappresentanza da parte dei genitori. «Ci riteniamo soddisfatti della sentenza – ha detto l'avvocato Luigi D'Uva – anche se c'è poco da essere felici, in quanto mai avremmo voluto assistere a episodi di violenza nei confronti di bambini. Questa sentenza è senza dubbio frutto di una laboriosa attività d'indagine espletata dalla dottoressa Cosentino e dai Carabinieri che con la loro attività hanno reso possibile definire un quadro accusatorio chiaro e incontrovertibile. Dispiace solo che le mamme siano state lasciate sole dalle rappresentanze politiche e scolastiche di Tramonti». L'indagine sulle violenze scattò in seguito a una segnalazione anonima. I filmati accertarono che la donna durante le lezioni apostrofava e ingiuriava i bambini, minacciandoli di punizioni fisiche quali schiaffi, tirate di capelli, botte in testa con righello e quadernoni, che regolarmente infliggeva, mantenendo un contegno aggressivo e intimidatorio. Sulla base delle fonti di prova presentate ai magistrati, il 10 aprile 2013 il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Salerno aveva stabilito, per l'educatrice, la sospensione dall'esercizio dell'ufficio di insegnante per due mesi, perché in qualità di maestra maltrattava gli alunni, minori di 14 anni a lei affidati per ragioni di istruzione. (Il Vescovado)

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