Sant’Agnello. Spiaggia libera alla Marinella, Movimento 5 Stelle di nuovo in piazza per raccolta firme – VIDEO

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Sant’Agnello. Continua la mobilitazione per la spiaggia della Marinella. Un mese fa l’ultima raccolta di firme, la prossima avverrà domenica 9 novembre dalle 10 di mattina  sempre a Piazza Matteotti, ma si può firmare anche online http://www.petizioni24.com/petizione_popolare_per_la_spiaggia_libera_a_santagnello

Questo l’articolo inserito da Salvatore Caccaviello riguardante la passata raccolta di firme con tutti i riferimenti 

Sant’Agnello –  Oggi domenica 5 ottobre dalle ore 10,00 a piazza Matteotti gli attivisti del Movimento 5 Stelle apriranno un tavolo informativo e di discussione sulla gestione della spiaggia Marinella. Tutti i cittadini interessati sono invitati ad intervenire. Marinella la nostra Spiaggia Libera! Lo slogan. Si chiede  sabbia e non cemento! Servizi essenziali come wc, docce, spogliatoi. Sicurezza balneare. Valutazione dell’area da destinare ad arenile libero. Servizio ascensore attivo per tutta la durata di apertura della spiaggia al pubblico. Ma soprattutto Gestione Pubblica ed assunzione di giovani disoccupati, evitando in particolar modo il coinvolgimento diretto o indiretto dello stabilimento esistente. Di seguito pubblichiamo l’intervento di Vittorio D’Esposito uno maggiori promotori dell’iniziativa.

I cittadini di Sant’Agnello devono avere il diritto di accedere liberamente all’arenile della Marinella, ora quasi del tutto privatizzato. Le nostre spiagge sono nelle mani di pochi imprenditori, nonostante le battaglie portate avanti con coraggio da singole persone, da movimenti e organizzazioni ambientaliste, attente alla salvaguardia del bene pubblico.

Si  è favorito quindi qualche famiglia permettendo loro lo sfruttamento ad oltranza di un patrimonio, le spiagge, e speculando sul bisogno di godimento del mare. Troppi abusi incontrastati, troppe prepotenze ai danni della cittadinanza che ha visto sottrarsi anno dopo anno il diritto di frequentazione degli arenili. Un problema annoso e mai che qualche amministrazione abbia tentato un’inversione di tendenza, anzi, oggi riscontriamo un maggiore disinteressamento verso l’argomento che alimenta ancor più l’atteggiamento degli imprenditori a sentirsi padroni assoluti dei nostri litorali. – Rispetto alla spiaggia Marinella le ultime vicende risultano esplicative della difficoltà che un qualsiasi cittadino può incontrare nel tentativo di arginare l’attacco ai nostri diritti. Ad es., se volessimo attenerci ai fatti tanti sarebbero gli interrogativi ed i sospetti che scaturiscono dal leggere documenti, relazioni e quant’altro prodotto a riguardo. L’ultima puntata della lunga storia della Marinella ha come soggetto la richiesta da parte del Comune di Sant’Agnello di un parere legale inerente la legittimità della modifica del disciplinare per la fruibilità delle spiagge del territorio, a seguito del posizionamento di un cancello non autorizzato su area demaniale, impedendo definitivamente l’agevole passaggio per i cittadini verso la battigia e consentendo allo stesso tempo alle persone di passare in alternativa attraverso lo stabilimento balneare. Il parere espresso motivava e legittimava poi la costruzione del cancello interpretando  il suo posizionamento come opera realizzata a difesa della pubblica incolumità, con la conseguenza per l’amministratore di non predisporne la rimozione nonostante la mancanza di autorizzazione. Ad ogni modo dalle foto si evince chiaramente la non sussistenza del pericolo in quanto lo scoglio scivoloso e pericoloso di cui si parla trovasi molto distante dal reale camminamento verso la libera battigia. Parere legale.. ( Il litorale Marinella  è caratterizzato da una piccola conca naturale, posta alla base di  una falesia tufacea, nella quale trovano collocazione un tratto di spiaggia libera e due tratti in concessione . In particolare, l’area in concessione allo stabilimento balneare “La Marinella” è delimitata per la maggior parte del suo sviluppo in maniera naturale dal mare e dalla falesia in tufo, mentre nel tratto contiguo ad un prospiciente viottolo comunale è delineata da una recinzione in ferro e legno impiantata per evitare l’accesso ad una zona pericolosa caratterizzata dalla presenza di una scogliera in tufo ricoperta da vegetazione notevolmente pericolosa). C’è una palese svista che dimostra in modo evidente la superficialità con cui si affrontano certe questioni. Un altro cancello quindi per il pubblico ed un’altra conquista per il privato che a breve diventerà padrone assoluto del lido. Altro elemento che fa sorridere è la definizione di spiaggia libera. Ma di quale spiaggia libera si parla? Quale sabbia destinata a chi non vuole o non può permettersi lo stabilimento? Legge N. 296/2007 (legge finanziaria 2007) la nuova disciplina della legge finanziaria 2007 in tema di utilizzo del demanio marittimo per finalità turistico ricreative ha inciso sulla razionalizzazione degli utilizzi delle aree del demanio marittimo al fine di perseguire il mantenimento di un corretto equilibrio tra le aree concesse ai privati e gli arenili liberamente fruibili. Alla Marinella non è stata rispettata.

La Marinella è la spiaggia storica dei santanellesi che non vogliono emigrare altrove per godersi un po’ del proprio mare, non meritano cemento ma sabbia come sancito dalle leggi.

Ebbene qui si palesa un danno d’immagine per le autorità politiche che sbandierano la loro vicinanza al popolo ed ai suoi bisogni; ma un danno d’immagine anche per il popolo emarginato suo malgrado sul molo di cemento e costretto a guardare la sabbia con il cannocchiale. Bell’esempio di difesa dei diritti della collettività. La bilancia della giustizia nelle mani di certi uomini ha l’ago che punta sempre dallo stesso lato. Noi cambieremmo certamente gli uomini e daremmo una nuova taratura alla bilancia.

In fin dei conti osservando l’arenile non si può che rimanere colpiti dall’estensione spropositata determinatasi attraverso il tempo tra la superficie dello stabilimento ed il poco di spiaggia rimasta. Come si sia potuto permettere ciò è una domanda che dalle nostre parti ricorre sovente poichè tante sono le situazioni che abbiamo davanti a noi di abusi di tutti i tipi senza che si faccia qualcosa di incisivo per contrastarli. La logica dei due pesi e due misure anche in questo caso emerge lampante. Tanta attenzione e preoccupazione per il pericolo rappresentato da uno scoglio inesistente, pur di evitare la rimozione forzata del cancello privato abusivo. Tanta irresponsabilità e superficialità nel concedere alla libera fruibilità un molo dal quale mediante una pericolosa scaletta in ferro, uomini, donne, vecchi e bambini debbono scendere per poggiare i piedi su una scogliera di tufo viscido sulla quale poggia proprio la scaletta e col rischio, questa volta reale, di rompersi l’osso del collo per bagnarsi nell’ambito mare. Quanto sopraddetto per invitare le autorità competenti ad intervenire sia per ridare la spiaggia libera come da legge ai cittadini, riducendo l’area occupata dallo stabilimento; sia per rimuovere il cancello, ripristinando il vecchio e meno fastidioso accesso alla battigia; sia per la collocazione di area di servizi sul molo proprio per i fruitori dell’auspicabile futura porzione di spiaggia libera, non cemento, e per dare anche solo un’idea lontana di appartenenza al mondo cosiddetto civile. Noi crediamo che gli amministratori ammettendo errori, vecchi o nuovi che siano, e provvedendo a porre rimedio ai guasti derivanti da una iniqua gestione del bene pubblico possano riconquistare un minimo di fiducia da parte della gente. Chi governa dovrebbe  pensare al bene di tutti e non solo di pochi eletti.

In conclusione, la modifica in deroga del regolamento per la fruibilità dell’arenile spiaggia Marinella, mette in evidenza la pericolosità della scogliera in tufo, fitta di vegetazione notevolmente scivolosa, che inizia dal confine della concessione privata e si estende adiacente al molo della zona libera. Poichè la scaletta di accesso al mare nella zona libera, poggia proprio sulla suddetta scogliera, l’amministrazione costringe gli utenti della zona libera ad un grave rischio di incolumità.  Pertanto, visto che la legge finanziaria 2007 prevedeva un’equa spartizione delle aree in concessione e degli arenili, chiediamo che la legge venga rispettata, mettendo in discussione l’attuale divisione della spiaggia e degli arenili, e che quindi l’amministrazione si regoli di conseguenza, prediligendo, (come impone la legge) le zone libere. – VIDEO A  Vittorio D’Esposito Movimento 5 Stelle.

Sant'Agnello. Continua la mobilitazione per la spiaggia della Marinella. Un mese fa l'ultima raccolta di firme, la prossima avverrà domenica 9 novembre dalle 10 di mattina  sempre a Piazza Matteotti, ma si può firmare anche online http://www.petizioni24.com/petizione_popolare_per_la_spiaggia_libera_a_santagnello

Questo l'articolo inserito da Salvatore Caccaviello riguardante la passata raccolta di firme con tutti i riferimenti 

Sant’Agnello –  Oggi domenica 5 ottobre dalle ore 10,00 a piazza Matteotti gli attivisti del Movimento 5 Stelle apriranno un tavolo informativo e di discussione sulla gestione della spiaggia Marinella. Tutti i cittadini interessati sono invitati ad intervenire. Marinella la nostra Spiaggia Libera! Lo slogan. Si chiede  sabbia e non cemento! Servizi essenziali come wc, docce, spogliatoi. Sicurezza balneare. Valutazione dell'area da destinare ad arenile libero. Servizio ascensore attivo per tutta la durata di apertura della spiaggia al pubblico. Ma soprattutto Gestione Pubblica ed assunzione di giovani disoccupati, evitando in particolar modo il coinvolgimento diretto o indiretto dello stabilimento esistente. Di seguito pubblichiamo l’intervento di Vittorio D’Esposito uno maggiori promotori dell’iniziativa.

I cittadini di Sant'Agnello devono avere il diritto di accedere liberamente all'arenile della Marinella, ora quasi del tutto privatizzato. Le nostre spiagge sono nelle mani di pochi imprenditori, nonostante le battaglie portate avanti con coraggio da singole persone, da movimenti e organizzazioni ambientaliste, attente alla salvaguardia del bene pubblico.

Si  è favorito quindi qualche famiglia permettendo loro lo sfruttamento ad oltranza di un patrimonio, le spiagge, e speculando sul bisogno di godimento del mare. Troppi abusi incontrastati, troppe prepotenze ai danni della cittadinanza che ha visto sottrarsi anno dopo anno il diritto di frequentazione degli arenili. Un problema annoso e mai che qualche amministrazione abbia tentato un'inversione di tendenza, anzi, oggi riscontriamo un maggiore disinteressamento verso l'argomento che alimenta ancor più l'atteggiamento degli imprenditori a sentirsi padroni assoluti dei nostri litorali. – Rispetto alla spiaggia Marinella le ultime vicende risultano esplicative della difficoltà che un qualsiasi cittadino può incontrare nel tentativo di arginare l'attacco ai nostri diritti. Ad es., se volessimo attenerci ai fatti tanti sarebbero gli interrogativi ed i sospetti che scaturiscono dal leggere documenti, relazioni e quant'altro prodotto a riguardo. L'ultima puntata della lunga storia della Marinella ha come soggetto la richiesta da parte del Comune di Sant'Agnello di un parere legale inerente la legittimità della modifica del disciplinare per la fruibilità delle spiagge del territorio, a seguito del posizionamento di un cancello non autorizzato su area demaniale, impedendo definitivamente l'agevole passaggio per i cittadini verso la battigia e consentendo allo stesso tempo alle persone di passare in alternativa attraverso lo stabilimento balneare. Il parere espresso motivava e legittimava poi la costruzione del cancello interpretando  il suo posizionamento come opera realizzata a difesa della pubblica incolumità, con la conseguenza per l'amministratore di non predisporne la rimozione nonostante la mancanza di autorizzazione. Ad ogni modo dalle foto si evince chiaramente la non sussistenza del pericolo in quanto lo scoglio scivoloso e pericoloso di cui si parla trovasi molto distante dal reale camminamento verso la libera battigia. Parere legale.. ( Il litorale Marinella  è caratterizzato da una piccola conca naturale, posta alla base di  una falesia tufacea, nella quale trovano collocazione un tratto di spiaggia libera e due tratti in concessione . In particolare, l’area in concessione allo stabilimento balneare “La Marinella” è delimitata per la maggior parte del suo sviluppo in maniera naturale dal mare e dalla falesia in tufo, mentre nel tratto contiguo ad un prospiciente viottolo comunale è delineata da una recinzione in ferro e legno impiantata per evitare l'accesso ad una zona pericolosa caratterizzata dalla presenza di una scogliera in tufo ricoperta da vegetazione notevolmente pericolosa). C'è una palese svista che dimostra in modo evidente la superficialità con cui si affrontano certe questioni. Un altro cancello quindi per il pubblico ed un'altra conquista per il privato che a breve diventerà padrone assoluto del lido. Altro elemento che fa sorridere è la definizione di spiaggia libera. Ma di quale spiaggia libera si parla? Quale sabbia destinata a chi non vuole o non può permettersi lo stabilimento? Legge N. 296/2007 (legge finanziaria 2007) la nuova disciplina della legge finanziaria 2007 in tema di utilizzo del demanio marittimo per finalità turistico ricreative ha inciso sulla razionalizzazione degli utilizzi delle aree del demanio marittimo al fine di perseguire il mantenimento di un corretto equilibrio tra le aree concesse ai privati e gli arenili liberamente fruibili. Alla Marinella non è stata rispettata.

La Marinella è la spiaggia storica dei santanellesi che non vogliono emigrare altrove per godersi un po’ del proprio mare, non meritano cemento ma sabbia come sancito dalle leggi.

Ebbene qui si palesa un danno d'immagine per le autorità politiche che sbandierano la loro vicinanza al popolo ed ai suoi bisogni; ma un danno d'immagine anche per il popolo emarginato suo malgrado sul molo di cemento e costretto a guardare la sabbia con il cannocchiale. Bell'esempio di difesa dei diritti della collettività. La bilancia della giustizia nelle mani di certi uomini ha l'ago che punta sempre dallo stesso lato. Noi cambieremmo certamente gli uomini e daremmo una nuova taratura alla bilancia.

In fin dei conti osservando l'arenile non si può che rimanere colpiti dall'estensione spropositata determinatasi attraverso il tempo tra la superficie dello stabilimento ed il poco di spiaggia rimasta. Come si sia potuto permettere ciò è una domanda che dalle nostre parti ricorre sovente poichè tante sono le situazioni che abbiamo davanti a noi di abusi di tutti i tipi senza che si faccia qualcosa di incisivo per contrastarli. La logica dei due pesi e due misure anche in questo caso emerge lampante. Tanta attenzione e preoccupazione per il pericolo rappresentato da uno scoglio inesistente, pur di evitare la rimozione forzata del cancello privato abusivo. Tanta irresponsabilità e superficialità nel concedere alla libera fruibilità un molo dal quale mediante una pericolosa scaletta in ferro, uomini, donne, vecchi e bambini debbono scendere per poggiare i piedi su una scogliera di tufo viscido sulla quale poggia proprio la scaletta e col rischio, questa volta reale, di rompersi l'osso del collo per bagnarsi nell'ambito mare. Quanto sopraddetto per invitare le autorità competenti ad intervenire sia per ridare la spiaggia libera come da legge ai cittadini, riducendo l'area occupata dallo stabilimento; sia per rimuovere il cancello, ripristinando il vecchio e meno fastidioso accesso alla battigia; sia per la collocazione di area di servizi sul molo proprio per i fruitori dell'auspicabile futura porzione di spiaggia libera, non cemento, e per dare anche solo un'idea lontana di appartenenza al mondo cosiddetto civile. Noi crediamo che gli amministratori ammettendo errori, vecchi o nuovi che siano, e provvedendo a porre rimedio ai guasti derivanti da una iniqua gestione del bene pubblico possano riconquistare un minimo di fiducia da parte della gente. Chi governa dovrebbe  pensare al bene di tutti e non solo di pochi eletti.

In conclusione, la modifica in deroga del regolamento per la fruibilità dell'arenile spiaggia Marinella, mette in evidenza la pericolosità della scogliera in tufo, fitta di vegetazione notevolmente scivolosa, che inizia dal confine della concessione privata e si estende adiacente al molo della zona libera. Poichè la scaletta di accesso al mare nella zona libera, poggia proprio sulla suddetta scogliera, l'amministrazione costringe gli utenti della zona libera ad un grave rischio di incolumità.  Pertanto, visto che la legge finanziaria 2007 prevedeva un'equa spartizione delle aree in concessione e degli arenili, chiediamo che la legge venga rispettata, mettendo in discussione l'attuale divisione della spiaggia e degli arenili, e che quindi l'amministrazione si regoli di conseguenza, prediligendo, (come impone la legge) le zone libere. – VIDEO A  Vittorio D’Esposito Movimento 5 Stelle.