VINCENZO CONSOLATO ANTONINO FERRARO. VIDEO

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La serata del premio Ferraro, svoltasi presso la sala del Consiglio del comune di Sorrento, contrariamente a quanto programmato ha preso una piega di intenso valore culturale, sia per la conoscenza del personaggio che per i suoi studi. I relatori hanno apportate nuove e interessanti conoscenze con proiezioni di immagini e linguaggi comprensibili a tutti. Il direttore dell’Osservatorio di Napoli DELLA VALLE  e la direttrice dell’osservatorio di Torino ESTER ANTONUCCI, professori universitari come VILLANTE, BRUNO, hanno affascinato con i loro linguaggi insieme a SINISCALCHI, CUOMO e il moderatore Antoio RUSSO un pubblico attento ma non di esperti. E’ apparsa quasi a sorpresa una pubblicazione in cui si raccolgono alcuni scritti del prof Ferraro e soprattutto la ristampa anastatica della relazione tenuta da Vincenzo Ferraro nel 1972 presso l’ACCADEMIA DEI LINCEI, e la scheda biografica degli archivi della Nasa, un volumetto destinato a chi voleva saperne di più, ma a cui i professori dell’università hanno mostrato grande interesse, una prima pietra per la costruzione di una biblioteca che raccolga tutti gli scritti del Prof Ferraro e relativi ad esso, che sono tanti tanti. In chiusura la dott.ssa Maddalena Ferraro ha fatto consegnare una medaglia d’argento appositamente coniata al parente vivente più prossimo.Non è mancato il momento letterario , affidato al poeta sorrentino Gianni Terminiello.

E nel mentre, dopo la chiusura ufficiale, ci si tratteneva e gruppetti intorno alle delizie offerte dalle pasticcerie, si parte già per la pianificazione e progettazione della quinta edizione con i suggerimenti degli astatnti, “di mattina, con tanti studenti” dice Roberto Bruno. 

 

LA RELAZIONE DEL PROF SINISCALCHI: 

Astronomia e Penisola sorrentina L’INTERVENTO TRA STORIA E MAGIA
L’Astronomia, intesa come scienza empirica ed osservativa, ha di sicuro origini antichissime in Penisola Sorrentina. Una terra di armatori, comandanti, navigatori, marinai, ha di certo nel suo DNA l’attitudine, il culto, il gusto per l’osservazione del cielo. Osservazione del cielo che è sempre stata passione ma anche strumento vitale per il duro lavoro sul mare…..quando si navigava con il sestante, il compasso ed il punto nave, con la conoscenza di stelle e costellazioni sia del cielo boreale che del cielo australe. 
Generazioni e generazioni di valenti uomini di mare della penisola per decenni hanno usato la trigonometria per il calcolo della posizione di astri e per tracciare rotte di navi, rotte sicure per i loro spostamenti in oceani spesso ostili. 
Il glorioso Istituto Bixio ha formato, in tal senso, schiere di esperti ufficiali di coperta e comandanti, cultori di Astronomia e, perché no, anche di Astrofisica. 
Sono moltissime le famiglie della penisola che custodiscono gelosamente sestanti, astrolabi e libri di Astronomia Nautica risalenti agli anni Trenta e anche prima, appartenuti a padri, zii, nonni che osservavano e studiavano il cielo con grande dedizione. 
Oggi tutto è cambiato… questi strumenti praticamente non si usano più. 
È bello rendere omaggio ad un Astrofisico illustre, che ha primeggiato nel panorama scientifico internazionale come figlio di una terra in cui il legame con il cielo affonda nella notte dei tempi. 
LA MAGIA DI UNA CORONA DI STELLE
Certo, la penisola sorrentina è una terra impreziosita dal mare e baciata dal sole. Questo stesso scenario ha sempre incantato i visitatori anche per la corona di stelle che li sormonta. Sin dai tempi del Gran Tour, quando scrittori, poeti, intellettuali e giovani aristocratici si riversavano in Italia – quindi anche a Napoli e a Sorrento – per ammirarne le bellezze. Il fascino del cielo stellato ha colpito anche un poeta dei giorni nostri, finito a Sorrento quasi per caso: Lucio Dalla. La sua voce inconfondibile scolpisce un cammeo nella canzone “Napule”. Accompagnato da Gigi D’Alessio, Gigi Finizio e Sal Da Vinci, Lucio Dalla si lascia stregare da “…una notte in barca a Surriento, in un mare elegante vestito di blu sotto un cielo pezzato di stelle…”. Quasi a voler ricordare che la penisola sorrentina non è solo la “terra dell’amore” celebrata da De Curtis e fatta di mare blu e di sirene provenienti dalla mitologia greca, di giardini e di fiori d’arancio. Le stelle incastonate nel cielo di Sorrento ispirano e attirano. Negli ultimi anni, la penisola sorrentina ha riscoperto quel fascino senza tempo. Merito delle associazioni ambientaliste e di tanti amanti della natura, che hanno fatto e continuano a fare a gara nell’organizzazione di eventi dedicati al magico mondo delle stelle. È così che, negli ultimi tempi, i sorrentini hanno rivalutato la tradizione di San Lorenzo: naso all’insù, cannocchiali puntati verso il cielo, le indicazioni di esperti astronomi. 
Aldilà poi di qualsiasi legame geografico con l’argomento, o di considerazioni di carattere scientifico, che ovviamente lascio fare a chi ha sicuramente più competenza di me in merito, consentitemi di dire che, in un tempo in cui l’uomo è soffocato da sollecitazioni emotive che influenzano negativamente la sua vita, si ha bisogno di credere in qualcosa di così detto “magico”, e a mio avviso le stelle si prestano anche a questo. Non a caso l’apparizione di una stella cadente oggi, è associata a un sentimento di lieto stupore. Ci si sente quasi baciati dalla fortuna nell’assistere a un evento naturale, che non è raro, ma che appare straordinario. Pochi quindi si sottraggono alla tentazione di esprimere un desiderio, seguendo la tradizione popolare che promette l’avverarsi dei pensieri formulati nel brevissimo tempo di esistenza della traccia luminosa che in penisola sorrentina contagia in maniera magica e irripetibile. 

Sintesi della relazione di Esposito:

Vincenzo Consolato Antonio Ferraro è, non solo per la Penisola Sorrentina , ma per l’intera umanità, un importante  scienziato che ha tanto dato, fino ad esserne con la formula che porta il suo nome, una pietra miliare nel campo della MHD (magneto hidro dinamica).

Il Premio Ferraro, che l’omonima associazione presieduta dalla nipote Maddalena Ferraro, indice annualmente, ha una duplice valenza, quella di premiare giovani ricercatori che approfondiscono gli studi in questo settore e contemporaneamente  far conoscere  la figura di Vincenzo Ferraro.

Coinvolto dalla vulcanica nipote, emotivamente e personalmente, vedo questo personaggio come un complesso monumento da comprendere prima e spiegare poi, in un linguaggio che non sia da addetto ai lavori, ma comprensibile a tutti. Primo passo verso questo cammino vuole essere questa pubblicazione che  raccoglie alcuni scritti del professor Ferraro, in particolare la conferenza tenuta nel 1972 all’Accademia dei Lincei e pubblicata nel 1974,anno della morte e quindi  ultimo suo importante impegno  sociale e  divulgativo.

 

 

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PREMIO VINCENZO FERRARO 2014

 

 

 

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La serata del premio Ferraro, svoltasi presso la sala del Consiglio del comune di Sorrento, contrariamente a quanto programmato ha preso una piega di intenso valore culturale, sia per la conoscenza del personaggio che per i suoi studi. I relatori hanno apportate nuove e interessanti conoscenze con proiezioni di immagini e linguaggi comprensibili a tutti. Il direttore dell'Osservatorio di Napoli DELLA VALLE  e la direttrice dell'osservatorio di Torino ESTER ANTONUCCI, professori universitari come VILLANTE, BRUNO, hanno affascinato con i loro linguaggi insieme a SINISCALCHI, CUOMO e il moderatore Antoio RUSSO un pubblico attento ma non di esperti. E' apparsa quasi a sorpresa una pubblicazione in cui si raccolgono alcuni scritti del prof Ferraro e soprattutto la ristampa anastatica della relazione tenuta da Vincenzo Ferraro nel 1972 presso l'ACCADEMIA DEI LINCEI, e la scheda biografica degli archivi della Nasa, un volumetto destinato a chi voleva saperne di più, ma a cui i professori dell'università hanno mostrato grande interesse, una prima pietra per la costruzione di una biblioteca che raccolga tutti gli scritti del Prof Ferraro e relativi ad esso, che sono tanti tanti. In chiusura la dott.ssa Maddalena Ferraro ha fatto consegnare una medaglia d'argento appositamente coniata al parente vivente più prossimo.Non è mancato il momento letterario , affidato al poeta sorrentino Gianni Terminiello.

E nel mentre, dopo la chiusura ufficiale, ci si tratteneva e gruppetti intorno alle delizie offerte dalle pasticcerie, si parte già per la pianificazione e progettazione della quinta edizione con i suggerimenti degli astatnti, "di mattina, con tanti studenti" dice Roberto Bruno. 

 

LA RELAZIONE DEL PROF SINISCALCHI: 

Astronomia e Penisola sorrentina L'INTERVENTO TRA STORIA E MAGIA
L’Astronomia, intesa come scienza empirica ed osservativa, ha di sicuro origini antichissime in Penisola Sorrentina. Una terra di armatori, comandanti, navigatori, marinai, ha di certo nel suo DNA l’attitudine, il culto, il gusto per l’osservazione del cielo. Osservazione del cielo che è sempre stata passione ma anche strumento vitale per il duro lavoro sul mare…..quando si navigava con il sestante, il compasso ed il punto nave, con la conoscenza di stelle e costellazioni sia del cielo boreale che del cielo australe. 
Generazioni e generazioni di valenti uomini di mare della penisola per decenni hanno usato la trigonometria per il calcolo della posizione di astri e per tracciare rotte di navi, rotte sicure per i loro spostamenti in oceani spesso ostili. 
Il glorioso Istituto Bixio ha formato, in tal senso, schiere di esperti ufficiali di coperta e comandanti, cultori di Astronomia e, perché no, anche di Astrofisica. 
Sono moltissime le famiglie della penisola che custodiscono gelosamente sestanti, astrolabi e libri di Astronomia Nautica risalenti agli anni Trenta e anche prima, appartenuti a padri, zii, nonni che osservavano e studiavano il cielo con grande dedizione. 
Oggi tutto è cambiato… questi strumenti praticamente non si usano più. 
È bello rendere omaggio ad un Astrofisico illustre, che ha primeggiato nel panorama scientifico internazionale come figlio di una terra in cui il legame con il cielo affonda nella notte dei tempi. 
LA MAGIA DI UNA CORONA DI STELLE
Certo, la penisola sorrentina è una terra impreziosita dal mare e baciata dal sole. Questo stesso scenario ha sempre incantato i visitatori anche per la corona di stelle che li sormonta. Sin dai tempi del Gran Tour, quando scrittori, poeti, intellettuali e giovani aristocratici si riversavano in Italia – quindi anche a Napoli e a Sorrento – per ammirarne le bellezze. Il fascino del cielo stellato ha colpito anche un poeta dei giorni nostri, finito a Sorrento quasi per caso: Lucio Dalla. La sua voce inconfondibile scolpisce un cammeo nella canzone “Napule”. Accompagnato da Gigi D’Alessio, Gigi Finizio e Sal Da Vinci, Lucio Dalla si lascia stregare da “…una notte in barca a Surriento, in un mare elegante vestito di blu sotto un cielo pezzato di stelle…”. Quasi a voler ricordare che la penisola sorrentina non è solo la “terra dell’amore” celebrata da De Curtis e fatta di mare blu e di sirene provenienti dalla mitologia greca, di giardini e di fiori d’arancio. Le stelle incastonate nel cielo di Sorrento ispirano e attirano. Negli ultimi anni, la penisola sorrentina ha riscoperto quel fascino senza tempo. Merito delle associazioni ambientaliste e di tanti amanti della natura, che hanno fatto e continuano a fare a gara nell’organizzazione di eventi dedicati al magico mondo delle stelle. È così che, negli ultimi tempi, i sorrentini hanno rivalutato la tradizione di San Lorenzo: naso all’insù, cannocchiali puntati verso il cielo, le indicazioni di esperti astronomi. 
Aldilà poi di qualsiasi legame geografico con l’argomento, o di considerazioni di carattere scientifico, che ovviamente lascio fare a chi ha sicuramente più competenza di me in merito, consentitemi di dire che, in un tempo in cui l’uomo è soffocato da sollecitazioni emotive che influenzano negativamente la sua vita, si ha bisogno di credere in qualcosa di così detto “magico”, e a mio avviso le stelle si prestano anche a questo. Non a caso l’apparizione di una stella cadente oggi, è associata a un sentimento di lieto stupore. Ci si sente quasi baciati dalla fortuna nell’assistere a un evento naturale, che non è raro, ma che appare straordinario. Pochi quindi si sottraggono alla tentazione di esprimere un desiderio, seguendo la tradizione popolare che promette l’avverarsi dei pensieri formulati nel brevissimo tempo di esistenza della traccia luminosa che in penisola sorrentina contagia in maniera magica e irripetibile. 

Sintesi della relazione di Esposito:

Vincenzo Consolato Antonio Ferraro è, non solo per la Penisola Sorrentina , ma per l’intera umanità, un importante  scienziato che ha tanto dato, fino ad esserne con la formula che porta il suo nome, una pietra miliare nel campo della MHD (magneto hidro dinamica).

Il Premio Ferraro, che l’omonima associazione presieduta dalla nipote Maddalena Ferraro, indice annualmente, ha una duplice valenza, quella di premiare giovani ricercatori che approfondiscono gli studi in questo settore e contemporaneamente  far conoscere  la figura di Vincenzo Ferraro.

Coinvolto dalla vulcanica nipote, emotivamente e personalmente, vedo questo personaggio come un complesso monumento da comprendere prima e spiegare poi, in un linguaggio che non sia da addetto ai lavori, ma comprensibile a tutti. Primo passo verso questo cammino vuole essere questa pubblicazione che  raccoglie alcuni scritti del professor Ferraro, in particolare la conferenza tenuta nel 1972 all’Accademia dei Lincei e pubblicata nel 1974,anno della morte e quindi  ultimo suo importante impegno  sociale e  divulgativo.