Napoli. Cumana: treni fantasma, un’ora di attesa. In esercizio solo due convogli per tratta. Autobus sostitutivi

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Napoli. Caos trasporti senza fine, innumerevoli i disagi per gli utenti anche ieri sulle linee ferroviarie ex Sepsa Cumana e Circumflegrea: solo due treni in circolazione in mattinata e corse ogni 50-60 minuti almeno, lunghe attese e ritardi sin dalle prime partenze. Il servizio intanto è stato potenziato con autobus, da Fuorigrotta a Torregaveta e viceversa, che si fermano nei pressi di tutte le stazioni. Lo ha comunicato con un avviso ufficiale la Eav, in cui precisa che il servizio automobilistico integrativo a cura della ditta Angelino sarà in vigore fino a nuove disposizioni. Ma predomina comunque una grande confusione lungo il percorso ferrato che collega il capoluogo ai Comuni dell’area flegrea e, sull’altro versante, con le località interne fino a Licola. Nonostante l’integrazione con navette non sempre sono rispettati gli orari e talvolta questi coincidono con la partenza del treno. Bisogna poi considerare che i posti degli autobus sono limitati e così in molti sono costretti ad attendere quello successivo. «Mentre aspettavo la partenza del treno a Torregaveta è andata via la navetta – racconta Roberta Lucci, impiegata in centro – naturalmente il convoglio è partito in ritardo e abbiamo impiegato quasi 55 minuti per giungere a Montesanto». Stazioni dunque affollate, convogli e autobus presi d’assalto e lunghissime attese alle stazioni. Disagi infiniti per i pendolari che in migliaia usufruiscono del servizio ferroviario ex Sepsa, grosse difficoltà anche per gli utenti dei Comuni flegrei. «Ieri mattina sono arrivata al liceo con un’ora di ritardo – spiega Angela Caputo, studentessa di Monte di Procida – ho avuto difficoltà con l’insegnante, non voleva ammettermi in classe. Le ho mostrato il biglietto vidimato con l’orario di partenza del treno». Non è la sola. Molti lavoratori e studenti sono costretti ogni giorno a fare i conti con i ritardi della Cumana e della Circumflegrea. Una vera disavventura quotidiana. Non si conoscono i tempi di rientro, spesso ci si trova a causa di fermi improvvisi bloccati per ore. La mancanza di treni dotati di tutte le misure di sicurezza infatti riduce notevolmente il numero dei convogli in circolazione. Da qui i disservizi arrecati negli ultimi giorni, ma ben noti durante tutto l’anno, ai pendolari fortemente danneggiati dal precario funzionamento delle due linee ferroviarie Eav. «È tutto molto caotico – afferma Francesca Di Meo, studentessa alla Federico II – ho atteso alla stazione di Arco Felice un’ora per prendere un treno diretto a Napoli. Il collegamento con la Cumana è disastroso, ogni giorno siamo costretti a fronteggiare disagi e ritardi». Convogli pieni, pendolari in piedi, corse soppresse e treni in perenne ritardo, sono alcune delle difficoltà quotidiane che i pendolari affrontano per recarsi a scuola oppure al lavoro nel capoluogo partenopeo e nei Comuni limitrofi. Dal comprensorio flegreo e dalle località interne, ogni mattina partono migliaia di persone dirette a Napoli che devono fare i conti con disservizi continui. Viaggiare su rotaie per chi vive in provincia infatti è diventata negli ultimi anni un’impresa titanica: treni cigolanti che si fermano improvvisamente, porte che non si chiudono, finestrini bloccati e convogli poco puliti. E in caso di stop del servizio, i paesi più penalizzati sono Bacoli e Monte di Procida di fatto isolati potendo contare in alternativa soltanto sugli autobus Eav. La metropolitana si ferma infatti a Pozzuoli. I disagi ieri sono continuati comunque per tutto il giorno, nonostante nel pomeriggio il numero degli elettrotreni in circolazione sia aumentato. A Torregaveta un gruppo di ragazzi, desolati dopo aver atteso per troppo tempo, chiede informazioni sulla partenza della navetta e sui tempi di arrivo. Rinunciano al treno e provano a raggiungere Fuorigrotta con il bus Angelino. Prima di salire chiedono: «Domani mattina la Cumana funziona regolarmente?». In risposta, un silenzio eloquente. (Patrizia Capuano – Il Mattino)

Napoli. Caos trasporti senza fine, innumerevoli i disagi per gli utenti anche ieri sulle linee ferroviarie ex Sepsa Cumana e Circumflegrea: solo due treni in circolazione in mattinata e corse ogni 50-60 minuti almeno, lunghe attese e ritardi sin dalle prime partenze. Il servizio intanto è stato potenziato con autobus, da Fuorigrotta a Torregaveta e viceversa, che si fermano nei pressi di tutte le stazioni. Lo ha comunicato con un avviso ufficiale la Eav, in cui precisa che il servizio automobilistico integrativo a cura della ditta Angelino sarà in vigore fino a nuove disposizioni. Ma predomina comunque una grande confusione lungo il percorso ferrato che collega il capoluogo ai Comuni dell’area flegrea e, sull’altro versante, con le località interne fino a Licola. Nonostante l’integrazione con navette non sempre sono rispettati gli orari e talvolta questi coincidono con la partenza del treno. Bisogna poi considerare che i posti degli autobus sono limitati e così in molti sono costretti ad attendere quello successivo. «Mentre aspettavo la partenza del treno a Torregaveta è andata via la navetta – racconta Roberta Lucci, impiegata in centro – naturalmente il convoglio è partito in ritardo e abbiamo impiegato quasi 55 minuti per giungere a Montesanto». Stazioni dunque affollate, convogli e autobus presi d’assalto e lunghissime attese alle stazioni. Disagi infiniti per i pendolari che in migliaia usufruiscono del servizio ferroviario ex Sepsa, grosse difficoltà anche per gli utenti dei Comuni flegrei. «Ieri mattina sono arrivata al liceo con un’ora di ritardo – spiega Angela Caputo, studentessa di Monte di Procida – ho avuto difficoltà con l’insegnante, non voleva ammettermi in classe. Le ho mostrato il biglietto vidimato con l’orario di partenza del treno». Non è la sola. Molti lavoratori e studenti sono costretti ogni giorno a fare i conti con i ritardi della Cumana e della Circumflegrea. Una vera disavventura quotidiana. Non si conoscono i tempi di rientro, spesso ci si trova a causa di fermi improvvisi bloccati per ore. La mancanza di treni dotati di tutte le misure di sicurezza infatti riduce notevolmente il numero dei convogli in circolazione. Da qui i disservizi arrecati negli ultimi giorni, ma ben noti durante tutto l’anno, ai pendolari fortemente danneggiati dal precario funzionamento delle due linee ferroviarie Eav. «È tutto molto caotico – afferma Francesca Di Meo, studentessa alla Federico II – ho atteso alla stazione di Arco Felice un’ora per prendere un treno diretto a Napoli. Il collegamento con la Cumana è disastroso, ogni giorno siamo costretti a fronteggiare disagi e ritardi». Convogli pieni, pendolari in piedi, corse soppresse e treni in perenne ritardo, sono alcune delle difficoltà quotidiane che i pendolari affrontano per recarsi a scuola oppure al lavoro nel capoluogo partenopeo e nei Comuni limitrofi. Dal comprensorio flegreo e dalle località interne, ogni mattina partono migliaia di persone dirette a Napoli che devono fare i conti con disservizi continui. Viaggiare su rotaie per chi vive in provincia infatti è diventata negli ultimi anni un’impresa titanica: treni cigolanti che si fermano improvvisamente, porte che non si chiudono, finestrini bloccati e convogli poco puliti. E in caso di stop del servizio, i paesi più penalizzati sono Bacoli e Monte di Procida di fatto isolati potendo contare in alternativa soltanto sugli autobus Eav. La metropolitana si ferma infatti a Pozzuoli. I disagi ieri sono continuati comunque per tutto il giorno, nonostante nel pomeriggio il numero degli elettrotreni in circolazione sia aumentato. A Torregaveta un gruppo di ragazzi, desolati dopo aver atteso per troppo tempo, chiede informazioni sulla partenza della navetta e sui tempi di arrivo. Rinunciano al treno e provano a raggiungere Fuorigrotta con il bus Angelino. Prima di salire chiedono: «Domani mattina la Cumana funziona regolarmente?». In risposta, un silenzio eloquente. (Patrizia Capuano – Il Mattino)