Maiori. Fondi per il depuratore, allarme del sindaco

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Maiori, Costiera amalfitana. Si allontana la possibilità di fare il depuratore a breve. Da giugno s’attende che venga convocata una riunione in Regione. Perché i 12 milioni di euro messi a disposizione della Comunità europea per la costruzione del depuratore comprensoriale Maiori-Minori sono pericolosamente sulla strada del ritorno alla base. E, perciò, il sindaco di Maiori, Antonio Della Pietra, da tempo ha chiesto all’Ente che ha sede a Palazzo Santa Lucia di dare una mano, per non far volatilizzare il finanziamento. Ma, fino ad ora, a detta del primo cittadino, non sarebbe giunta nessuna risposta. «Abbiamo chiesto – evidenzia Della Pietra – un incontro proprio per discutere dell’argomento e non privare le due cittadine di una importante struttura». Che, in base all’unica condicio sine qua non posta dalla Ue, affinché la pioggia di milioni non torni a Bruxelles, deve essere pronta e funzionante entro, e non oltre, il 31 dicembre 2015. Un’impresa che, a questo punto, in virtù dei risvolti giudiziari, appare improba, pure in considerazione dei tempi elefantiaci della burocrazia. L’opera, infatti, è stata bloccata dal Tar in quanto non sarebbe stata motivata la scelta del luogo per il suo posizionamento. E, così, proprio a causa delle beghe che si sono trasferite nelle aule di giustizia, a pagare il prezzo della “battaglia” legale potrebbero essere esclusivamente i cittadini e gli operatori turistici. «Il sito individuato – sbotta Della Pietra – era l’unico compatibile con il Put e, a questo punto, speriamo che, in vista delle imminenti elezioni, si ricordino anche di noi». Ma in tutta questa confusione qualche colpa potrebbero averla anche i tecnici e i progettisti, ai quali si potrebbe pure chiedere conto e lumi su eventuali errori. Del resto, come evidenziato in passato proprio dal primo cittadino di Maiori, la sede dove costruire il depuratore, in località “Costa d’angolo”, nel territorio di Maiori, sarebbe stata indicata dall’Ausino, al quale erano stai prospettati ben 7 siti diversi. Un dietro front, a questo punto, appare improponibile, in virtù del tempi ristretti e, dunque, l’unica via percorribile per le due cittadine, per non perdere i fondi, è che si trovi un escamotage che consenta di poter utilizzare, anche oltre la data fatidica del 31 dicembre del 2015, i fondi. Gaetano de Stefano

Maiori, Costiera amalfitana. Si allontana la possibilità di fare il depuratore a breve. Da giugno s’attende che venga convocata una riunione in Regione. Perché i 12 milioni di euro messi a disposizione della Comunità europea per la costruzione del depuratore comprensoriale Maiori-Minori sono pericolosamente sulla strada del ritorno alla base. E, perciò, il sindaco di Maiori, Antonio Della Pietra, da tempo ha chiesto all’Ente che ha sede a Palazzo Santa Lucia di dare una mano, per non far volatilizzare il finanziamento. Ma, fino ad ora, a detta del primo cittadino, non sarebbe giunta nessuna risposta. «Abbiamo chiesto – evidenzia Della Pietra – un incontro proprio per discutere dell’argomento e non privare le due cittadine di una importante struttura». Che, in base all’unica condicio sine qua non posta dalla Ue, affinché la pioggia di milioni non torni a Bruxelles, deve essere pronta e funzionante entro, e non oltre, il 31 dicembre 2015. Un’impresa che, a questo punto, in virtù dei risvolti giudiziari, appare improba, pure in considerazione dei tempi elefantiaci della burocrazia. L’opera, infatti, è stata bloccata dal Tar in quanto non sarebbe stata motivata la scelta del luogo per il suo posizionamento. E, così, proprio a causa delle beghe che si sono trasferite nelle aule di giustizia, a pagare il prezzo della “battaglia” legale potrebbero essere esclusivamente i cittadini e gli operatori turistici. «Il sito individuato – sbotta Della Pietra – era l’unico compatibile con il Put e, a questo punto, speriamo che, in vista delle imminenti elezioni, si ricordino anche di noi». Ma in tutta questa confusione qualche colpa potrebbero averla anche i tecnici e i progettisti, ai quali si potrebbe pure chiedere conto e lumi su eventuali errori. Del resto, come evidenziato in passato proprio dal primo cittadino di Maiori, la sede dove costruire il depuratore, in località “Costa d’angolo”, nel territorio di Maiori, sarebbe stata indicata dall’Ausino, al quale erano stai prospettati ben 7 siti diversi. Un dietro front, a questo punto, appare improponibile, in virtù del tempi ristretti e, dunque, l’unica via percorribile per le due cittadine, per non perdere i fondi, è che si trovi un escamotage che consenta di poter utilizzare, anche oltre la data fatidica del 31 dicembre del 2015, i fondi. Gaetano de Stefano