Pompei. 14enne accoltella il compagno della madre. «Ha aggredito i miei fratelli, volevo difenderli»

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Pompei. Tragedia familiare sfiorata nella tranquilla città mariana. Un 14enne ha accoltellato il compagno della madre per difendere i fratelli dalla violenza dell’uomo. Notte di sangue e di terrore, tra martedì e mercoledì, nella periferia nord di Pompei: solo il tempestivo intervento dei militari ha evitato che si consumasse una tragedia più grave. I militari dell’Arma, agli ordini del maggiore Michele De Riggi e del maresciallo Tommaso Canino, si sono precipitati in via Nolana dopo una segnalazione anonima, giunta alle 22.30 di martedì al 112. I carabinieri, da una prima ricostruzione dei fatti, hanno accertato che il giovanissimo è intervenuto in difesa dei suoi fratelli (due ragazzini e una ragazzina) accoltellando il compagno 46enne della madre. L’uomo, secondo le testimonianze raccolte tra i familiari e i vicini di casa, stava picchiando, con schiaffi e calci, i figli della compagna. Il 14enne, così, si è armato con un coltello da cucina per difendere se stesso e i fratelli, avventandosi sull’uomo e sferrandogli, alla cieca, un colpo all’altezza dell’orecchio. Quando sono arrivati i carabinieri il minore era in un angolo con lo sguardo assente e ancora il pugnale sporco di sangue in mano. Il 46enne ferito, trasportato presso l’ospedale di Nocera Inferiore, è stato sottoposto ad intervento chirurgico per «ferita da taglio alla regione temporale sinistra e per otorragia». L’uomo è tuttora ricoverato in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita. Il ragazzino è stato segnalato alla procura per i minorenni di Napoli per lesioni. Il minore, dopo le formalità di rito, è stato riaffidato alla custodia della madre. Vista l’età inferiore a 16 anni, infatti, il ragazzo non può essere perseguito a norma di legge e quindi non passibile di un’accusa per tentato omicidio, ma solo una segnalazione alla procura minorile per lesioni inflitte ad un adulto. L’arma, utilizzata dal giovane per accoltellare il fidanzato della mamma, è stata posta sotto sequestro e messa a disposizione della magistratura minorile. In un primo momento gli investigatori hanno ipotizzato che il 46enne si possa essere scagliato con furia sui ragazzini per un presumibile stato di alterazione dovuto ad abuso di alcolici. Ma l’alcoltest a cui è stato sottoposto il ferito nel corso degli accertamenti clinici è risultato negativo. Non sono stati, dunque, i fumi dell’alcol ad accecare la lucidità del 46enne tanto da spingerlo a picchiare i minori con i quali convive da quasi padre adottivo. Non è chiaro, pertanto, ai fini investigativi, il motivo che abbia fatto scattare il litigio in quella che, tutti, definiscono «una famiglia tranquilla». Il ragazzo, penultimo di sei fratelli, secondo lo psicologo incaricato dai servizi sociali, che nelle prossime ore lo ascolterà, non ha precedenti di violenza. Anzi, è sempre stato un ragazzo tranquillo. Almeno fino alla notte scorsa. Potrebbe, secondo gli esperti, aver accumulato rancore regresso nei confronti di colui che ha «sostituito» il padre, morto 4 anni fa per un tumore, nella sfera affettiva della madre. La lite, dunque, potrebbe essere stato un fattore scatenante di un rancore assopito. Anche nei trascorsi dell’uomo non ci sono ombre. Dai riscontri investigativi non è emerso alcun gesto violento che ne abbia segnato la reputazione. Mai una denuncia. Mai un gesto aggressivo verso quei ragazzi che, pur non essendo suoi figli, stava imparando ad amare. Qualcosa di grave, però, deve essere accaduto per aver fatto infuriare il 46enne che ha preso a schiaffi e calci i figli della compagna, portando il 14enne all’esasperazione fino ad armarsi e a colpire con rabbia la persona che ha sostituito il padre nel ruolo di uomo di casa. (Susy Malafronte – Il Mattino)

Pompei. Tragedia familiare sfiorata nella tranquilla città mariana. Un 14enne ha accoltellato il compagno della madre per difendere i fratelli dalla violenza dell’uomo. Notte di sangue e di terrore, tra martedì e mercoledì, nella periferia nord di Pompei: solo il tempestivo intervento dei militari ha evitato che si consumasse una tragedia più grave. I militari dell’Arma, agli ordini del maggiore Michele De Riggi e del maresciallo Tommaso Canino, si sono precipitati in via Nolana dopo una segnalazione anonima, giunta alle 22.30 di martedì al 112. I carabinieri, da una prima ricostruzione dei fatti, hanno accertato che il giovanissimo è intervenuto in difesa dei suoi fratelli (due ragazzini e una ragazzina) accoltellando il compagno 46enne della madre. L’uomo, secondo le testimonianze raccolte tra i familiari e i vicini di casa, stava picchiando, con schiaffi e calci, i figli della compagna. Il 14enne, così, si è armato con un coltello da cucina per difendere se stesso e i fratelli, avventandosi sull’uomo e sferrandogli, alla cieca, un colpo all’altezza dell’orecchio. Quando sono arrivati i carabinieri il minore era in un angolo con lo sguardo assente e ancora il pugnale sporco di sangue in mano. Il 46enne ferito, trasportato presso l’ospedale di Nocera Inferiore, è stato sottoposto ad intervento chirurgico per «ferita da taglio alla regione temporale sinistra e per otorragia». L’uomo è tuttora ricoverato in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita. Il ragazzino è stato segnalato alla procura per i minorenni di Napoli per lesioni. Il minore, dopo le formalità di rito, è stato riaffidato alla custodia della madre. Vista l’età inferiore a 16 anni, infatti, il ragazzo non può essere perseguito a norma di legge e quindi non passibile di un’accusa per tentato omicidio, ma solo una segnalazione alla procura minorile per lesioni inflitte ad un adulto. L’arma, utilizzata dal giovane per accoltellare il fidanzato della mamma, è stata posta sotto sequestro e messa a disposizione della magistratura minorile. In un primo momento gli investigatori hanno ipotizzato che il 46enne si possa essere scagliato con furia sui ragazzini per un presumibile stato di alterazione dovuto ad abuso di alcolici. Ma l’alcoltest a cui è stato sottoposto il ferito nel corso degli accertamenti clinici è risultato negativo. Non sono stati, dunque, i fumi dell’alcol ad accecare la lucidità del 46enne tanto da spingerlo a picchiare i minori con i quali convive da quasi padre adottivo. Non è chiaro, pertanto, ai fini investigativi, il motivo che abbia fatto scattare il litigio in quella che, tutti, definiscono «una famiglia tranquilla». Il ragazzo, penultimo di sei fratelli, secondo lo psicologo incaricato dai servizi sociali, che nelle prossime ore lo ascolterà, non ha precedenti di violenza. Anzi, è sempre stato un ragazzo tranquillo. Almeno fino alla notte scorsa. Potrebbe, secondo gli esperti, aver accumulato rancore regresso nei confronti di colui che ha «sostituito» il padre, morto 4 anni fa per un tumore, nella sfera affettiva della madre. La lite, dunque, potrebbe essere stato un fattore scatenante di un rancore assopito. Anche nei trascorsi dell’uomo non ci sono ombre. Dai riscontri investigativi non è emerso alcun gesto violento che ne abbia segnato la reputazione. Mai una denuncia. Mai un gesto aggressivo verso quei ragazzi che, pur non essendo suoi figli, stava imparando ad amare. Qualcosa di grave, però, deve essere accaduto per aver fatto infuriare il 46enne che ha preso a schiaffi e calci i figli della compagna, portando il 14enne all’esasperazione fino ad armarsi e a colpire con rabbia la persona che ha sostituito il padre nel ruolo di uomo di casa. (Susy Malafronte – Il Mattino)

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