Pistole elettriche ai poliziotti. Decreto stadi, primo sì al Taser

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Si impugna come una vera pistola, ma per ora prima di provocare gli effetti attesi, ha «sparato» immediatamente nel mucchio di consensi, polemiche, timori, dubbi e preoccupazioni. L’arma in questione non è quella classica, da fuoco, ma è elettrica, meglio nota come Taser, dal nome dell’azienda produttrice americana, e il cui acronimo si riferisce a Thomas A. Swift’s Electronic Rifle (Tom Swift è il nome del personaggio di un fumetto, a beneficio dei più curiosi). Le Taser sono già in dotazione a molte polizie del mondo (Stati Uniti in testa, dove vengono commercializzati anche modelli espressamente pensati per la difesa personale) ma sono state spesso oggetto di pareri discordanti, poiché colpiscono e immobilizzano le persone con una scarica elettrica. Presto questo speciale strumento potrà fare la sua comparsa anche nelle questure italiane e sarà dato in dotazione ai poliziotti, sebbene in via sperimentale. Il«sì», infatti, è giunto ieri dalla Commissione Giustizia e Affari costituzionali della Camera a un emendamento sul decreto legge stadi a firma del deputato di Fi, Gregorio Fontana. L’emendamento, che dovrà ora ricevere il via libera dall’Aula, è stato approvato dopo che il viceministro all’Interno Filippo Bubbicone ha proposto una riformulazione rispetto al testo iniziale di Fi: la sperimentazione dovrà avvenire «con le necessarie cautele per la salute e l’incolumità pubblica e secondo principi di precauzione e previa intesa con il Ministro della salute». Dunque, ecco anche le Taser, dopo lo spray al peperoncino e le microcamere sulle divise. Bubbico ha precisato: «Il fatto che sia stata inserita questa norma nel cosiddetto “decreto stadi” non significa che l’impiego delle Taser sia destinato a queste circostanze». «La Taser – ha detto il forzista Fontana – è un’arma di dissuasione non letale: rende la persona colpita inoffensiva per alcuni secondi, sufficienti agli agenti per arrestarla». Il deputato ha sottolineato che «il suo utilizzo potrebbe consentire di ridurre i rischi per l’incolumità personale degli agenti, ma anche ridimensionare drasticamente il numero delle vittime nelle operazioni di pubblica sicurezza, come ha dimostrato l’esperienza di molti Paesi avanzati, tra i quali Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Svizzera». Le modalità d’uso. Le Taser sparano due dardi collegati da fili elettrici che producono una scarica ad alta tensione (in genere 50mila volt) ma a basso amperaggio, rilasciata in brevissimi impulsi ravvicinati. Per ottenere l’effetto desiderato entrambe le freccette devono colpire il bersaglio con traiettorie non parallele, e non necessariamente la pelle, basta il contatto con gli abiti e in qualsiasi punto del corpo. È possibile toccare il soggetto colpito senza subire l’effetto della scarica perché l’elettricità passa solo per il percorso più breve che unisce le due freccette. Il sistema agisce direttamente sui muscoli facendo cadere a terra la persona per le contrazioni che lo riducono in posizione fetale. Nel giro di un paio di secondi ogni persona finisce fuori combattimento. Ma sulla gravità delle possibili conseguenze, legate alla intensità e alla lunghezza della scarica, c’é tutt’altro che unanimità tra gli stessi medici. I sindacati. Consensi e cautela sull’utilizzo delle Taser da parte dell’Anfp, l’associazione nazionale funzionari di polizia: «È vero – spiega il segretario Lorena La Spina – che la Taser è diversa da una comune arma da fuoco. Tuttavia, la letteratura evidenzia numerosi casi di morti sospette a seguito del suo utilizzo, che meritano il dovuto approfondimento. Riteniamo indispensabile una preventiva sperimentazione che consenta di valutare potenziali rischi e benefici. Sarebbe preferibile impiegare già subito Taser che dispongono di un sistema di videoregistrazione connesso automaticamente al loro uso, come avviene già in Francia e in numerosi distretti di polizia del Nord America, a garanzia di agenti e cittadini». Favorevoli all’iniziativa di Fi i rappresentanti del sindacato di polizia Consap. «Ben venga la proposta di Fontana – dice il segretario Giorgio Innocenzi – In passato noi stessi abbiamo presentato una esplicita richiesta scritta al Dipartimento della pubblica sicurezza nella quale chiedevamo di fornire alle forze di polizia nuove dotazioni tra cui, appunto, la pistola elettrica. E abbiamo anche presentato – conclude Innocenzi – un dossier nel quale evidenziamo come l’utilizzo di quest’arma sia una consuetudine presso diverse polizie europee». Lo scontro politico. Anche sul fronte politico, lo scenario è di «fuoco». Contraria Sel, con il capogruppo in Commissione Daniele Farina, mentre il M5S va giù più duro. «La possibilità di sperimentare la Taser è un’esigenza così tanto urgente e necessaria da essere inserita in un decreto legge?», si sono chiesti i grillini, che poi «sparano» nel finale: «Quanto ci costeranno queste “pistole giocattolo” non è dato sapere, mentre i nostri emendamenti per sbloccare il tetto agli stipendi delle forze dell’ordine non sono stati dichiarati ammissibili. Questa – concludono i deputati stellati – è la priorità di governo e maggioranza: pistole elettriche invece dello sblocco degli stipendi e la tutela della salute della polizia». Amnesty International. Contraria l’opinione di Amnesty International che ne ha chiesto il ritiro. Il portavoce italiano Riccardo Noury sottolinea che «le esperienze vissute tra Stati Uniti e Canada non lasciano tranquilli», aggiungendo che «dal 2001 nel Nordamerica sono morte 864 persone colpite dalle pistole elettriche e il 90% di queste erano disarmate». Noury aggiunge: «Sulla questione Taser c’è un sentimento di forte preoccupazione. Studi medici a nostra disposizione dimostrano come persone che soffrono di disturbi cardiaci, o in particolaristati di alterazione emotiva e sotto sforzo, possono perdere la vita o riportare gravissime conseguenze se colpiti da questa arma. C’è un rischio di un uso eccessivo e gratuito». L’Onu. Va anche ricordata una accesa polemica sulla pericolosità di queste armi agitata dall’Onu che nel 2007 le classificò come “strumenti di tortura”, sconsigliandone l’acquisizione alle forze dell’ordine portoghesi. I precedenti. Diversi «bersagli» della Taser in passato avrebbero subito nelle ore successive degli arresti cardiaci, in alcuni casi fatali. A Miami Beach, 2013, un 18enne writer colombiano emigrato in Florida, morì dopo essere stato colpito al petto da una Taser. 2010: a Sidney un giovane venne raggiunto dalla scarica di 50mila volt sparati dalla pistola di un agente dopo aver fatto irruzione, armato, in un appartamento: il ragazzo non ce la fece. A Parigi vittima di una doppia scarica elettrica fu un immigrato coinvolto in un tafferuglio con la polizia nel quartiere di Colombes. Nell’ottobre 2007, infine, fece il giro del mondo e suscitò feroci polemiche il video che mostrava gli ultimi istanti di vita di un immigrato polacco colpito con una Taser dalla polizia nell’aeroporto canadese di Vancouver: l’uomo aveva reagito con rabbia per essere stato costretto ad aspettare la madre per dieci ore. (Tullio De Simone – Il Mattino)  

Si impugna come una vera pistola, ma per ora prima di provocare gli effetti attesi, ha «sparato» immediatamente nel mucchio di consensi, polemiche, timori, dubbi e preoccupazioni. L’arma in questione non è quella classica, da fuoco, ma è elettrica, meglio nota come Taser, dal nome dell'azienda produttrice americana, e il cui acronimo si riferisce a Thomas A. Swift's Electronic Rifle (Tom Swift è il nome del personaggio di un fumetto, a beneficio dei più curiosi). Le Taser sono già in dotazione a molte polizie del mondo (Stati Uniti in testa, dove vengono commercializzati anche modelli espressamente pensati per la difesa personale) ma sono state spesso oggetto di pareri discordanti, poiché colpiscono e immobilizzano le persone con una scarica elettrica. Presto questo speciale strumento potrà fare la sua comparsa anche nelle questure italiane e sarà dato in dotazione ai poliziotti, sebbene in via sperimentale. Il«sì», infatti, è giunto ieri dalla Commissione Giustizia e Affari costituzionali della Camera a un emendamento sul decreto legge stadi a firma del deputato di Fi, Gregorio Fontana. L'emendamento, che dovrà ora ricevere il via libera dall'Aula, è stato approvato dopo che il viceministro all'Interno Filippo Bubbicone ha proposto una riformulazione rispetto al testo iniziale di Fi: la sperimentazione dovrà avvenire «con le necessarie cautele per la salute e l'incolumità pubblica e secondo principi di precauzione e previa intesa con il Ministro della salute». Dunque, ecco anche le Taser, dopo lo spray al peperoncino e le microcamere sulle divise. Bubbico ha precisato: «Il fatto che sia stata inserita questa norma nel cosiddetto “decreto stadi” non significa che l'impiego delle Taser sia destinato a queste circostanze». «La Taser – ha detto il forzista Fontana – è un'arma di dissuasione non letale: rende la persona colpita inoffensiva per alcuni secondi, sufficienti agli agenti per arrestarla». Il deputato ha sottolineato che «il suo utilizzo potrebbe consentire di ridurre i rischi per l'incolumità personale degli agenti, ma anche ridimensionare drasticamente il numero delle vittime nelle operazioni di pubblica sicurezza, come ha dimostrato l’esperienza di molti Paesi avanzati, tra i quali Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Svizzera». Le modalità d’uso. Le Taser sparano due dardi collegati da fili elettrici che producono una scarica ad alta tensione (in genere 50mila volt) ma a basso amperaggio, rilasciata in brevissimi impulsi ravvicinati. Per ottenere l'effetto desiderato entrambe le freccette devono colpire il bersaglio con traiettorie non parallele, e non necessariamente la pelle, basta il contatto con gli abiti e in qualsiasi punto del corpo. È possibile toccare il soggetto colpito senza subire l'effetto della scarica perché l'elettricità passa solo per il percorso più breve che unisce le due freccette. Il sistema agisce direttamente sui muscoli facendo cadere a terra la persona per le contrazioni che lo riducono in posizione fetale. Nel giro di un paio di secondi ogni persona finisce fuori combattimento. Ma sulla gravità delle possibili conseguenze, legate alla intensità e alla lunghezza della scarica, c'é tutt'altro che unanimità tra gli stessi medici. I sindacati. Consensi e cautela sull'utilizzo delle Taser da parte dell'Anfp, l’associazione nazionale funzionari di polizia: «È vero – spiega il segretario Lorena La Spina – che la Taser è diversa da una comune arma da fuoco. Tuttavia, la letteratura evidenzia numerosi casi di morti sospette a seguito del suo utilizzo, che meritano il dovuto approfondimento. Riteniamo indispensabile una preventiva sperimentazione che consenta di valutare potenziali rischi e benefici. Sarebbe preferibile impiegare già subito Taser che dispongono di un sistema di videoregistrazione connesso automaticamente al loro uso, come avviene già in Francia e in numerosi distretti di polizia del Nord America, a garanzia di agenti e cittadini». Favorevoli all'iniziativa di Fi i rappresentanti del sindacato di polizia Consap. «Ben venga la proposta di Fontana – dice il segretario Giorgio Innocenzi – In passato noi stessi abbiamo presentato una esplicita richiesta scritta al Dipartimento della pubblica sicurezza nella quale chiedevamo di fornire alle forze di polizia nuove dotazioni tra cui, appunto, la pistola elettrica. E abbiamo anche presentato – conclude Innocenzi – un dossier nel quale evidenziamo come l'utilizzo di quest'arma sia una consuetudine presso diverse polizie europee». Lo scontro politico. Anche sul fronte politico, lo scenario è di «fuoco». Contraria Sel, con il capogruppo in Commissione Daniele Farina, mentre il M5S va giù più duro. «La possibilità di sperimentare la Taser è un’esigenza così tanto urgente e necessaria da essere inserita in un decreto legge?», si sono chiesti i grillini, che poi «sparano» nel finale: «Quanto ci costeranno queste “pistole giocattolo” non è dato sapere, mentre i nostri emendamenti per sbloccare il tetto agli stipendi delle forze dell’ordine non sono stati dichiarati ammissibili. Questa – concludono i deputati stellati – è la priorità di governo e maggioranza: pistole elettriche invece dello sblocco degli stipendi e la tutela della salute della polizia». Amnesty International. Contraria l'opinione di Amnesty International che ne ha chiesto il ritiro. Il portavoce italiano Riccardo Noury sottolinea che «le esperienze vissute tra Stati Uniti e Canada non lasciano tranquilli», aggiungendo che «dal 2001 nel Nordamerica sono morte 864 persone colpite dalle pistole elettriche e il 90% di queste erano disarmate». Noury aggiunge: «Sulla questione Taser c’è un sentimento di forte preoccupazione. Studi medici a nostra disposizione dimostrano come persone che soffrono di disturbi cardiaci, o in particolaristati di alterazione emotiva e sotto sforzo, possono perdere la vita o riportare gravissime conseguenze se colpiti da questa arma. C’è un rischio di un uso eccessivo e gratuito». L’Onu. Va anche ricordata una accesa polemica sulla pericolosità di queste armi agitata dall'Onu che nel 2007 le classificò come "strumenti di tortura", sconsigliandone l'acquisizione alle forze dell'ordine portoghesi. I precedenti. Diversi «bersagli» della Taser in passato avrebbero subito nelle ore successive degli arresti cardiaci, in alcuni casi fatali. A Miami Beach, 2013, un 18enne writer colombiano emigrato in Florida, morì dopo essere stato colpito al petto da una Taser. 2010: a Sidney un giovane venne raggiunto dalla scarica di 50mila volt sparati dalla pistola di un agente dopo aver fatto irruzione, armato, in un appartamento: il ragazzo non ce la fece. A Parigi vittima di una doppia scarica elettrica fu un immigrato coinvolto in un tafferuglio con la polizia nel quartiere di Colombes. Nell’ottobre 2007, infine, fece il giro del mondo e suscitò feroci polemiche il video che mostrava gli ultimi istanti di vita di un immigrato polacco colpito con una Taser dalla polizia nell'aeroporto canadese di Vancouver: l’uomo aveva reagito con rabbia per essere stato costretto ad aspettare la madre per dieci ore. (Tullio De Simone – Il Mattino)  

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