Sorrento. Causa della cooperativa Tasso al Comune per 14 milioni di euro

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Sorrento. Non si è arrivati ad un accordo. Niente lodo arbitrale, si va in tribunale. La “guerra” tra la cooperativa Tasso e il Comune arriva al momento della verità. Quello in cui un giudice dovrà esprimersi sulla richiesta record di risarcimento danni pari a 14 milioni di euro che la società vuole dall’ente municipale a causa di alcune (presunte) irregolarità sorte tra il 2004 e il 2012, periodo in cui l’azienda ha garantito il servizio di trasporto in città ma – a suo avviso – senza i permessi di Regione e Provincia. Il collegio chiamato a esprimersi sulla causa intentata dalla cooperativa si è dichiarato «incompetente» e ha girato la questione ai giudici civili (ma nel dispositivo si fa riferimento alla necessità di disporre una causa al Tribunale amministrativo regionale della Campania). La battaglia legale è comunque molto delicata. Rappresentata dall’avvocato Ippolito Matrone, la coop – capofila dell’associazione temporanea di imprese composta con Ctp per il trasporto dei turisti e l’utilizzo di una parte del parcheggio del porto di Marina Piccola – esige il risarcimento choc perché a suo avviso, dal 2004 fino al maggio 2012, in virtù di un contratto, ha svolto un servizio sprovvisto delle autorizzazioni di Regione e Provincia. Circostanza che la coop ribadì negli anni al Comune di Sorrento e mai presa in considerazione dall’ente. Quattordici milioni. Cifra che salta fuori dalla somma dei canoni annui corrisposti dalla coop nei confronti del Comune, l’acquisto di mezzi «non dovuto» e le spese sostenute per personale e forniture. La querelle verrà risolta così da un giudice. Tutto parte nel 2003 quando il Comune pubblicò un bando per il servizio di trasporto pubblico riservato ai turisti. Prima della gara la coop impugnò tutto al Tar per l’assenza dei permessi di Regione e Provincia. Il tribunale respinse il ricorso ma confermò le profonde perplessità della società dicendo chiaro e tondo che autorizzazioni e pareri dovevano essere raccolti «prima dell’affidamento del servizio». I permessi però non furono acquisiti. La gara si svolse e fu vinta dalla coop Tasso. Quindi l’affidamento del servizio per un canone annuo di 131mila euro e le rassicurazioni del Comune che spiegò alla società anche i motivi per cui non richiese i pareri a Regione e Provincia: «Il servizio non beneficia di contributi statali, regionali e provinciali». L’amministrazione però invitò l’Ati (capeggiata dalla coop Tasso) all’utilizzo di 20 mezzi elettrici e pure di divise di riconoscimento per il personale, pena l’applicazione di penali per ogni giorno di ritardo. Il Comune riscontrò il mancato rispetto delle condizioni nel corso di alcuni controlli e incassò la fideiussione messa a garanzia dalla società che prima annunciò l’azione arbitrale, poi rinunciò alla causa e pagò 270mila euro in contanti. A marzo 2010 ci fu il rinnovo del contratto con un aumento del canone che passò a 148mila euro. Un anno e mezzo dopo l’amministrazione comunicò all’Ati la risoluzione dell’accordo a far data dal 9 maggio del 2012, in concomitanza con l’entrata in vigore del ticket per l’accesso al porto poi annullato dalla giunta (delibera votata qualche giorno fa). Nel frattempo la coop interessò la Provincia della vicenda che denunciò l’incompetenza del Comune di Sorrento sul servizio e non riconobbe l’intesa fra l’ente municipale e l’Ati dando peso soltanto al contratto ponte stipulato fra coop Tasso e Regione. Nel marzo di due anni fa la società preannunciò la richiesta di risarcimento danni, rigettata dal Comune che richiese il pagamento dei canoni 2010 e 2011, incassando di nuovo le fideiussioni a base del contratto. Quindi la sorpresa. La richiesta di risarcimento danni di 14 milioni di euro, legata pure alla presunta illegittimità dei canoni versati per un servizio reputato irregolare. Qui le parti – Comune e coop – si rivolgono a un collegio arbitrale che dopo due anni e spese da dividere pari a circa 70mila euro si è dichiarato incompetente rinviando la causa dinanzi alla giustizia civile e amministrativa. (Salvatore Dare – Metropolis)

Sorrento. Non si è arrivati ad un accordo. Niente lodo arbitrale, si va in tribunale. La “guerra” tra la cooperativa Tasso e il Comune arriva al momento della verità. Quello in cui un giudice dovrà esprimersi sulla richiesta record di risarcimento danni pari a 14 milioni di euro che la società vuole dall’ente municipale a causa di alcune (presunte) irregolarità sorte tra il 2004 e il 2012, periodo in cui l’azienda ha garantito il servizio di trasporto in città ma – a suo avviso – senza i permessi di Regione e Provincia. Il collegio chiamato a esprimersi sulla causa intentata dalla cooperativa si è dichiarato «incompetente» e ha girato la questione ai giudici civili (ma nel dispositivo si fa riferimento alla necessità di disporre una causa al Tribunale amministrativo regionale della Campania). La battaglia legale è comunque molto delicata. Rappresentata dall’avvocato Ippolito Matrone, la coop – capofila dell’associazione temporanea di imprese composta con Ctp per il trasporto dei turisti e l’utilizzo di una parte del parcheggio del porto di Marina Piccola – esige il risarcimento choc perché a suo avviso, dal 2004 fino al maggio 2012, in virtù di un contratto, ha svolto un servizio sprovvisto delle autorizzazioni di Regione e Provincia. Circostanza che la coop ribadì negli anni al Comune di Sorrento e mai presa in considerazione dall'ente. Quattordici milioni. Cifra che salta fuori dalla somma dei canoni annui corrisposti dalla coop nei confronti del Comune, l’acquisto di mezzi «non dovuto» e le spese sostenute per personale e forniture. La querelle verrà risolta così da un giudice. Tutto parte nel 2003 quando il Comune pubblicò un bando per il servizio di trasporto pubblico riservato ai turisti. Prima della gara la coop impugnò tutto al Tar per l’assenza dei permessi di Regione e Provincia. Il tribunale respinse il ricorso ma confermò le profonde perplessità della società dicendo chiaro e tondo che autorizzazioni e pareri dovevano essere raccolti «prima dell’affidamento del servizio». I permessi però non furono acquisiti. La gara si svolse e fu vinta dalla coop Tasso. Quindi l’affidamento del servizio per un canone annuo di 131mila euro e le rassicurazioni del Comune che spiegò alla società anche i motivi per cui non richiese i pareri a Regione e Provincia: «Il servizio non beneficia di contributi statali, regionali e provinciali». L’amministrazione però invitò l’Ati (capeggiata dalla coop Tasso) all’utilizzo di 20 mezzi elettrici e pure di divise di riconoscimento per il personale, pena l’applicazione di penali per ogni giorno di ritardo. Il Comune riscontrò il mancato rispetto delle condizioni nel corso di alcuni controlli e incassò la fideiussione messa a garanzia dalla società che prima annunciò l’azione arbitrale, poi rinunciò alla causa e pagò 270mila euro in contanti. A marzo 2010 ci fu il rinnovo del contratto con un aumento del canone che passò a 148mila euro. Un anno e mezzo dopo l’amministrazione comunicò all’Ati la risoluzione dell’accordo a far data dal 9 maggio del 2012, in concomitanza con l’entrata in vigore del ticket per l’accesso al porto poi annullato dalla giunta (delibera votata qualche giorno fa). Nel frattempo la coop interessò la Provincia della vicenda che denunciò l’incompetenza del Comune di Sorrento sul servizio e non riconobbe l’intesa fra l’ente municipale e l’Ati dando peso soltanto al contratto ponte stipulato fra coop Tasso e Regione. Nel marzo di due anni fa la società preannunciò la richiesta di risarcimento danni, rigettata dal Comune che richiese il pagamento dei canoni 2010 e 2011, incassando di nuovo le fideiussioni a base del contratto. Quindi la sorpresa. La richiesta di risarcimento danni di 14 milioni di euro, legata pure alla presunta illegittimità dei canoni versati per un servizio reputato irregolare. Qui le parti – Comune e coop – si rivolgono a un collegio arbitrale che dopo due anni e spese da dividere pari a circa 70mila euro si è dichiarato incompetente rinviando la causa dinanzi alla giustizia civile e amministrativa. (Salvatore Dare – Metropolis)

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