Venezia blindata per il matrimonio di George Clooney con Amal li sposa Veltroni

0

Alle 20.18 esplode il boato: nel salone al piano nobile di Palazzo Papadopoli, George Clooney e Amal Alamuddin si dicono “sì”, davanti a Walter Veltroni.  Sono marito e moglie, gli ospiti applaudono gli sposi, uniti in matrimonio sotto un arco di centinaia di rose bianche. Peccato sia un matrimonio finto, solo cinema. Il rito per essere valido a Venezia deve svolgersi in municipio, dove gli sposi andranno domani mattina, e Veltroni a quel punto li sposerà davvero. Tutto era iniziato alle 18.50 quando George è arrivato con lo smoking nuovo di zecca fatto fare da Giorgio Armani, il capello perfetto, la dentatura che brilla. Clooney è pure democratico: sta in piedi, a prua del motoscafo “Amore” pilotato dall’amico Ciccio, a uso e consumo dei paparazzi che neanche sanno della multa che prenderanno. Altro che delirio da red carpet, altro che proteste per il moto ondoso provocato dalle grandi navi: il Canal Grande tra Rialto e San Tomà è tutto un’onda, motoscafi che si incrociano, barche che si rincorrono, fotografi e cameramen equilibristi che finalmente possono fotografare qualcuno in viso. George, appunto. L’unico che appena sbarcato sul pontiletto dell’hotel Aman, oscurato con un tendone marrone tipo circo, si volta e sembra fare cucù. Degli altri non s’era vista che la nuca. Della sposa, poi, il nulla assoluto: scomparsa per tutto il giorno. Un fantasma. LE COPERTURE Dovevano sposarsi in gran segreto e invece sembrano fare di tutto per finire sotto i riflettori. All’aeroporto Marco Polo a Tessera, intanto, atterrava Bono Vox degli U2, uno degli ultimi ospiti calati in laguna. E se Brad Pitt ha dato forfait, Robert De Niro ha preferito alloggiare in centro storico. Tutto questo mentre all’Aman, il sette stelle realizzato a Palazzo Papadopoli sul Canal Grande, gli operai hanno lavorato tutto il santo giorno: tubi Innocenti, martelli, tendoni. Il pontile dove attraccano le barche è stato coperto con una sorta di tunnel di tessuto così da impedire ai fotografi di rubare immagini (i vicini dei palazzi accanto che avevano contrattato delle belle sommette per “prestare” i balconi ai paparazzi, ringraziano). IL DRONE Tant’è, alle 18.30 hanno cominciato ad arrivare gli invitati al ricevimento. Via acqua. Ecco il motoscafo con Cindy Crawford e il marito Rande, lui in smoking, lei in blu elettrico plissé. Ecco l’attore Bill Murray. Gli uomini tutti col farfallino, le donne tutte in lungo. A parte la Wintour in fantasia bianca e nera, è stato un red carpet acqueo molto colorato. Giallo. Rosso. Pizzo nero su verde petrolio. Oppure il lilla della moglie di Matt Damon. Ma, tranne George, tutti una volta saliti sul pontiletto e presi per mano da un gondoliere sono entrati nell’albergone senza girarsi. Un matrimonio di schiena. E chissà cosa ha ripreso il drone che per tutto il pomeriggio ha volteggiato sul Canalasso. Vabbè, ma la sposa? Mercoledì una figurante aveva fatto le prove, finché la regia dello spettacolo aveva dato l’ok: buono l’abito, di grande effetto l’ingresso nel salone scendendo la grande scalinata tra le mille rose bianche. Amal Alamuddin ieri sera era pronta a dire sì al suo George. In attesa di quello vero, domani, in municipio. domenica 28 settembre 2014

Alle 20.18 esplode il boato: nel salone al piano nobile di Palazzo Papadopoli, George Clooney e Amal Alamuddin si dicono “sì”, davanti a Walter Veltroni.  Sono marito e moglie, gli ospiti applaudono gli sposi, uniti in matrimonio sotto un arco di centinaia di rose bianche. Peccato sia un matrimonio finto, solo cinema. Il rito per essere valido a Venezia deve svolgersi in municipio, dove gli sposi andranno domani mattina, e Veltroni a quel punto li sposerà davvero. Tutto era iniziato alle 18.50 quando George è arrivato con lo smoking nuovo di zecca fatto fare da Giorgio Armani, il capello perfetto, la dentatura che brilla. Clooney è pure democratico: sta in piedi, a prua del motoscafo "Amore" pilotato dall'amico Ciccio, a uso e consumo dei paparazzi che neanche sanno della multa che prenderanno. Altro che delirio da red carpet, altro che proteste per il moto ondoso provocato dalle grandi navi: il Canal Grande tra Rialto e San Tomà è tutto un'onda, motoscafi che si incrociano, barche che si rincorrono, fotografi e cameramen equilibristi che finalmente possono fotografare qualcuno in viso. George, appunto. L'unico che appena sbarcato sul pontiletto dell'hotel Aman, oscurato con un tendone marrone tipo circo, si volta e sembra fare cucù. Degli altri non s'era vista che la nuca. Della sposa, poi, il nulla assoluto: scomparsa per tutto il giorno. Un fantasma. LE COPERTURE Dovevano sposarsi in gran segreto e invece sembrano fare di tutto per finire sotto i riflettori. All'aeroporto Marco Polo a Tessera, intanto, atterrava Bono Vox degli U2, uno degli ultimi ospiti calati in laguna. E se Brad Pitt ha dato forfait, Robert De Niro ha preferito alloggiare in centro storico. Tutto questo mentre all'Aman, il sette stelle realizzato a Palazzo Papadopoli sul Canal Grande, gli operai hanno lavorato tutto il santo giorno: tubi Innocenti, martelli, tendoni. Il pontile dove attraccano le barche è stato coperto con una sorta di tunnel di tessuto così da impedire ai fotografi di rubare immagini (i vicini dei palazzi accanto che avevano contrattato delle belle sommette per "prestare" i balconi ai paparazzi, ringraziano). IL DRONE Tant'è, alle 18.30 hanno cominciato ad arrivare gli invitati al ricevimento. Via acqua. Ecco il motoscafo con Cindy Crawford e il marito Rande, lui in smoking, lei in blu elettrico plissé. Ecco l'attore Bill Murray. Gli uomini tutti col farfallino, le donne tutte in lungo. A parte la Wintour in fantasia bianca e nera, è stato un red carpet acqueo molto colorato. Giallo. Rosso. Pizzo nero su verde petrolio. Oppure il lilla della moglie di Matt Damon. Ma, tranne George, tutti una volta saliti sul pontiletto e presi per mano da un gondoliere sono entrati nell'albergone senza girarsi. Un matrimonio di schiena. E chissà cosa ha ripreso il drone che per tutto il pomeriggio ha volteggiato sul Canalasso. Vabbè, ma la sposa? Mercoledì una figurante aveva fatto le prove, finché la regia dello spettacolo aveva dato l'ok: buono l'abito, di grande effetto l'ingresso nel salone scendendo la grande scalinata tra le mille rose bianche. Amal Alamuddin ieri sera era pronta a dire sì al suo George. In attesa di quello vero, domani, in municipio. domenica 28 settembre 2014