Salernitana da cancellare, la salva Gori. Il portiere è decisivo per evitare la sconfitta contro il Melfi

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Salerno. Brutta, brutta, brutta Salernitana. A leggere le formazioni due punti persi per la capolista, a guardare la partita un pareggio scippato al Melfi grazie ai guantoni di un super Gori, agli sprechi dell’attacco ospite e al solito palo galeotto. A contare le occasioni, il testa-coda dell’Arechi è inversamente proporzionale a quanto dice la classifica del campionato di Lega Pro. Poco, troppo poco, un rigore negato al brasiliano Calil e qualche occasione per i granata primi della classe, frutto più di confusione che di logica. Il tutto davanti agli occhi di Claudio Lotito giunto in ritardo all’Arechi per lo scoppio di una gomma della sua auto che viaggiava verso Salerno. L’anticipo si è chiuso ieri con un pareggio a reti inviolate, ma i granata sono stati sistematicamente in balia di un avversario giovane, tecnicamente modesto, ma ben messo in campo da Bitetto che ha surclassato la capolista anche e principalmente dal punto di vista atletico. I granata hanno finito la benzina prima ancora di scendere in campo, probabilmente anche a causa di una carta d’identità che non consente di giocare tre partite in una settimana (le stesse che ha giocato anche il Melfi e tutta la terza serie) e delle seconde e terze linee che evidentemente non sono all’altezza dei titolari. Ginestra e compagni magari hanno anche sottovalutato l’avversario, come sostiene Bitetto. Come attenuanti ci sono però una serie di infortuni che hanno falcidiato principalmente il reparto arretrato che ha comunque mantenuto l’imbattibilità della propria porta per la terza partita di fila. Menichini deve fare a meno all’ultimo momento pure di Colombo sulla fascia sinistra, arretrando Pezzella sulla stessa catena ed inserendo Mounard dal primo minuto. Il tecnico affida le chiavi del centrocampo a Giandonato (turnover con Pestrin) con Favasuli al suo fianco, Nalini e Mounard sugli esterni, mentre in attacco rispolvera Ginestra affiancato da Calil. Dopo neppure un quarto d’ora di gioco, si blocca anche Trevisan in un allungo. Sospetto stiramento per il centrale difensivo che è costretto al forfait. Menichini non ha giocatori di ruolo in panchina e adatta Castiglia sulla destra. Il Melfi gioca una partita gagliarda, si posiziona con un rombo in mezzo al campo in cui Berardino fa il vertice alto ed agisce tra le linee; Agnello e Fella fanno luce e legna ai fianchi di Spezzani. La Salernitana soffre proprio nella terra di mezzo. Menichini chiede ai suoi esterni un lavoro di rottura e copertura che il solo Nalini è in grado di dargli, mentre Mounard dura il tempo di un amen. Al centro Favasuli soffre presto di solitudine perché Giandonato non ha birra nelle gambe. Il risultato è una squadra stanca, sfilacciata, spezzata in due, talvolta in tre tronconi, che non riesce a raccordare i reparti. C’è di più. C’è la brillantezza e la gamba del Melfi che fa da contraltare a quella granata. I lucani arrivano sempre primi sul pallone, mentre i granata non accennano neppure al movimento senza palla. Nel primo tempo la coppia d’attacco ospite Caturano e Tortori dilapida occasioni in serie, complice anche la giornata di grazia di Gori. Nella ripresa, Menichini tira fuori Mounard, inserisce prima Pestrin e poi Negro (al posto di uno spento Giandonato), ma la musica non cambia. Anzi. È sempre il Melfi a menare le danze ed è sempre Gori a parare anche le mosche. Il solo Nalini corre per tutti, ma non basta. Non basta neppure un’occasionissima sui piedi di Calil che viene steso in area prima di battere a rete. Agnello e Tortori graziano nuovamente la capolista. Berardino (78’) scheggia il palo e subito dopo con un gran sinistro fa volare Gori sul palo lontano. E la Salernitana? Nalini al 90’ fa tutto benissimo, entra in area e tenta il numero: sulla respinta Ginestra per due volte viene murato dalla difesa. Sarebbe stato davvero troppo. (Eugenio Marotta – Il Mattino)

Salerno. Brutta, brutta, brutta Salernitana. A leggere le formazioni due punti persi per la capolista, a guardare la partita un pareggio scippato al Melfi grazie ai guantoni di un super Gori, agli sprechi dell’attacco ospite e al solito palo galeotto. A contare le occasioni, il testa-coda dell’Arechi è inversamente proporzionale a quanto dice la classifica del campionato di Lega Pro. Poco, troppo poco, un rigore negato al brasiliano Calil e qualche occasione per i granata primi della classe, frutto più di confusione che di logica. Il tutto davanti agli occhi di Claudio Lotito giunto in ritardo all’Arechi per lo scoppio di una gomma della sua auto che viaggiava verso Salerno. L’anticipo si è chiuso ieri con un pareggio a reti inviolate, ma i granata sono stati sistematicamente in balia di un avversario giovane, tecnicamente modesto, ma ben messo in campo da Bitetto che ha surclassato la capolista anche e principalmente dal punto di vista atletico. I granata hanno finito la benzina prima ancora di scendere in campo, probabilmente anche a causa di una carta d’identità che non consente di giocare tre partite in una settimana (le stesse che ha giocato anche il Melfi e tutta la terza serie) e delle seconde e terze linee che evidentemente non sono all’altezza dei titolari. Ginestra e compagni magari hanno anche sottovalutato l’avversario, come sostiene Bitetto. Come attenuanti ci sono però una serie di infortuni che hanno falcidiato principalmente il reparto arretrato che ha comunque mantenuto l’imbattibilità della propria porta per la terza partita di fila. Menichini deve fare a meno all’ultimo momento pure di Colombo sulla fascia sinistra, arretrando Pezzella sulla stessa catena ed inserendo Mounard dal primo minuto. Il tecnico affida le chiavi del centrocampo a Giandonato (turnover con Pestrin) con Favasuli al suo fianco, Nalini e Mounard sugli esterni, mentre in attacco rispolvera Ginestra affiancato da Calil. Dopo neppure un quarto d’ora di gioco, si blocca anche Trevisan in un allungo. Sospetto stiramento per il centrale difensivo che è costretto al forfait. Menichini non ha giocatori di ruolo in panchina e adatta Castiglia sulla destra. Il Melfi gioca una partita gagliarda, si posiziona con un rombo in mezzo al campo in cui Berardino fa il vertice alto ed agisce tra le linee; Agnello e Fella fanno luce e legna ai fianchi di Spezzani. La Salernitana soffre proprio nella terra di mezzo. Menichini chiede ai suoi esterni un lavoro di rottura e copertura che il solo Nalini è in grado di dargli, mentre Mounard dura il tempo di un amen. Al centro Favasuli soffre presto di solitudine perché Giandonato non ha birra nelle gambe. Il risultato è una squadra stanca, sfilacciata, spezzata in due, talvolta in tre tronconi, che non riesce a raccordare i reparti. C’è di più. C’è la brillantezza e la gamba del Melfi che fa da contraltare a quella granata. I lucani arrivano sempre primi sul pallone, mentre i granata non accennano neppure al movimento senza palla. Nel primo tempo la coppia d’attacco ospite Caturano e Tortori dilapida occasioni in serie, complice anche la giornata di grazia di Gori. Nella ripresa, Menichini tira fuori Mounard, inserisce prima Pestrin e poi Negro (al posto di uno spento Giandonato), ma la musica non cambia. Anzi. È sempre il Melfi a menare le danze ed è sempre Gori a parare anche le mosche. Il solo Nalini corre per tutti, ma non basta. Non basta neppure un’occasionissima sui piedi di Calil che viene steso in area prima di battere a rete. Agnello e Tortori graziano nuovamente la capolista. Berardino (78’) scheggia il palo e subito dopo con un gran sinistro fa volare Gori sul palo lontano. E la Salernitana? Nalini al 90’ fa tutto benissimo, entra in area e tenta il numero: sulla respinta Ginestra per due volte viene murato dalla difesa. Sarebbe stato davvero troppo. (Eugenio Marotta – Il Mattino)