Napoli, ad artisti in vetrina di Gino Ramaglia espone Grazia Manfredi di Sorrento

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di Salvatore Caccaviello

Sorrento Si tiene  in questi giorni, fino al 30 settembre, in Napoli la mostra personale di Grazia Manfredi, artista sorrentina dedita, da diversi anni, all’arte ceramista. Presso lo spazio espositivo del suggestivo  e prestigioso negozio di materiale per artisti dei fratelli Ramaglia in via Broggia, alle spalle del teatro Bellini,sarà possibile ammirare una selezione dei suoi lavori.

Ceramista fuori dagli schermi, dallo stile imprevedibile, riconosce nella creta la possibilità di raccogliere le magiche strutture e fusioni dei materiali della terra, Grazia Manfredi inizia il suo percorso  nell’affascinante mondo della ceramica a Vietri, da Carmine Carrera. Un anziano ceramista la cui famiglia, da tante generazioni, lavora la creta.  Il grande maestro le trasmette con pazienza e generosità i rudimenti dell’arte che Grazia apprende in modo impressionante. Con il passare del tempo la nostra artista ha continuato e ha cercato il suo modo, la sua via. E’ passata dai vasi, alle sculture integrando poco a poco lungo le sue innumerevoli passeggiate dalla Penisola Sorrentina, a tanti sentieri  nel  mondo dove Grazia ha scoperto tecniche antiche,  fino al Raku. Una tecnica di origine giapponese, nata in sintonia con lo spirito zen, in grado di esaltare l’armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme introdotta di recente  nel mondo occidentale. L’effetto decorativo, con riflessi metallici e la cavillatura costituiscono la singolarità del processo. L’estrarre l’oggetto incandescente dal forno, ne fanno una tecnica estremamente originale, che stravolge il metodo classico. Infatti durante il processo raku il pezzo subisce un forte shock termico: è quindi necessario utilizzare un’argilla robusta e refrattaria. Questo tipo di materiale possiede al suo interno dei granelli di sabbia, chiamati chamotte, che diminuiscono il grado di contrazione, evitando così la probabilità di frattura. Il pezzo in argilla refrattaria bianca, dopo esser stato modellato, viene cotto una prima volta a 950-1000 °C; successivamente avviene la decorazione. In questa tecnica vengono utilizzati ossidi o smalti, quindi per avere una colorazione verde, ad esempio, non si utilizza il pigmento dello stesso colore, ma l’ossido di rame. Con la decorazione tramite riduzione: togliendo l’oggetto incandescente dal forno, in base al tipo di prodotto che si utilizza (segatura, carta, foglie ecc.) sull’oggetto biscottato (cotto due volte), si potranno ottenere diversi effetti di riduzione dal colore, dal nero al colore grigio. Dall’atelier della tenuta Montecorbo in Massalubrense oggi  i  Ramaglia la accolgono nella loro vetrina della Napoli degli artisti. Senz’altro un nuovo punto di partenza per Grazia verso un percorso che sicuramente la porterà ancora a lungo in territori conosciuti e sconosciuti. Auguri di successo a Grazia, se non altro per la sua semplicità. 27 settembre 2014 – salvatorecaccaviello positanonews.

di Salvatore Caccaviello

Sorrento Si tiene  in questi giorni, fino al 30 settembre, in Napoli la mostra personale di Grazia Manfredi, artista sorrentina dedita, da diversi anni, all’arte ceramista. Presso lo spazio espositivo del suggestivo  e prestigioso negozio di materiale per artisti dei fratelli Ramaglia in via Broggia, alle spalle del teatro Bellini,sarà possibile ammirare una selezione dei suoi lavori.

Ceramista fuori dagli schermi, dallo stile imprevedibile, riconosce nella creta la possibilità di raccogliere le magiche strutture e fusioni dei materiali della terra, Grazia Manfredi inizia il suo percorso  nell’affascinante mondo della ceramica a Vietri, da Carmine Carrera. Un anziano ceramista la cui famiglia, da tante generazioni, lavora la creta.  Il grande maestro le trasmette con pazienza e generosità i rudimenti dell’arte che Grazia apprende in modo impressionante. Con il passare del tempo la nostra artista ha continuato e ha cercato il suo modo, la sua via. E’ passata dai vasi, alle sculture integrando poco a poco lungo le sue innumerevoli passeggiate dalla Penisola Sorrentina, a tanti sentieri  nel  mondo dove Grazia ha scoperto tecniche antiche,  fino al Raku. Una tecnica di origine giapponese, nata in sintonia con lo spirito zen, in grado di esaltare l'armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme introdotta di recente  nel mondo occidentale. L'effetto decorativo, con riflessi metallici e la cavillatura costituiscono la singolarità del processo. L'estrarre l'oggetto incandescente dal forno, ne fanno una tecnica estremamente originale, che stravolge il metodo classico. Infatti durante il processo raku il pezzo subisce un forte shock termico: è quindi necessario utilizzare un'argilla robusta e refrattaria. Questo tipo di materiale possiede al suo interno dei granelli di sabbia, chiamati chamotte, che diminuiscono il grado di contrazione, evitando così la probabilità di frattura. Il pezzo in argilla refrattaria bianca, dopo esser stato modellato, viene cotto una prima volta a 950-1000 °C; successivamente avviene la decorazione. In questa tecnica vengono utilizzati ossidi o smalti, quindi per avere una colorazione verde, ad esempio, non si utilizza il pigmento dello stesso colore, ma l'ossido di rame. Con la decorazione tramite riduzione: togliendo l'oggetto incandescente dal forno, in base al tipo di prodotto che si utilizza (segatura, carta, foglie ecc.) sull'oggetto biscottato (cotto due volte), si potranno ottenere diversi effetti di riduzione dal colore, dal nero al colore grigio. Dall’atelier della tenuta Montecorbo in Massalubrense oggi  i  Ramaglia la accolgono nella loro vetrina della Napoli degli artisti. Senz’altro un nuovo punto di partenza per Grazia verso un percorso che sicuramente la porterà ancora a lungo in territori conosciuti e sconosciuti. Auguri di successo a Grazia, se non altro per la sua semplicità. 27 settembre 2014 – salvatorecaccaviello positanonews.