Napoli. Dopo 22 anni verrà abbattuta la veranda abusiva dell’Istituto Universitario Orientale a Palazzo Corigliano

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Napoli. Ci sono voluti 22 anni ma, si sa, il tempo finisce per essere sempre galantuomo. Parabola delle lentezze di un sistema giudiziario farraginoso, imbrigliato nei suoi stessi cavilli di legge, ecco arrivare il “giorno x” per la veranda della discordia. Attenzione: qui non stiamo parlando di una veranda qualunque, di una delle infinite opere erette senza licenza che continuano a spuntare come funghi in ogni angolo della nostra regione. No. Qui si tratta di un’opera eccellente per almeno due buoni motivi: il primo è perché riguarda uno dei palazzi storici di Napoli, Palazzo Corigliano; il secondo è perché vede interessato nientemeno che l’Istituto Universitario Orientale, uno dei centri culturali che restano il fiore all’occhiello di Napoli. Il Tribunale di Napoli ha deciso che venga abbattuta la mansarda edificata abusivamente all’ultimo piano dello storico palazzo di proprietà dell’Orientale in piazza San Domenico Maggiore. Siamo nel cuore del centro storico di Napoli. Ed è qui che – negli anni ’80 – durante una ristrutturazione dell’edificio che confina con il palazzo Sansevero fu realizzata una soprelevazione mascherata, perché non visibile dalla strada. Era stato abbassato il lastrico solare ed innalzato di circa un metro il vecchio parapetto, in modo da realizzare un intero piano a mansarda con i tetti spioventi verso il perimetro esterno che veniva così celato alla vista. Questa mattina, al termine di un estenuante braccio di ferro giudiziario durato quasi un quarto di secolo, il manufatto abusivo sarà abbattuto. Ancora oggi resta un mistero: non si è riusciti a capire se l’opera abusiva fu o meno oggetto di esame da parte delle varie autorità, a cominciare dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali trattandosi di palazzo storico che non ammetteva modifiche strutturali. A intentare causa contro l’abuso fu l’avvocato Mario Zarrelli, il quale avendo lo studio legale al primo piano nell’attiguo palazzo Sansevero, aveva seguito i lavori del palazzo Corigliano nel loro svolgimento, fotografandone la situazione dei luoghi dalla piazza, da dove era ben visibile che il vecchio parapetto del palazzo sporgeva improvvisamente di oltre 4 metri rispetto al terrazzo del palazzo Sansevero, impedendo così ai condomini una strepitosa vista sul Porto di Napoli. Fu l’inizio di una lunga battaglia giudiziaria tra il condominio di Palazzo Sansevero rappresentato dallo studio degli avvocati Mario e Ilaria Zarrelli e l’allora progettista dei lavori, assistito dall’Avvocatura Distrettuale di Napoli. Le consulenze stabilirono che – oltre alla soprelevazione – vi era stata la posa in opera di una condotta pluviale posta a confine tra i due edifici ad esclusivo servizio dello scolo delle acque della mansarda, la modifica della linea architettonica del cornicione del palazzo Sansevero, lo svettamento della muratura al di sopra del vecchio calpestio del palazzo Corigliano, e che era stata creata una servitù di affaccio verso il cortile interno del palazzo Sansevero. Nel 1998 venne accolta ogni richiesta formulata dall’avvocato Zarelli, con sentenza del Tribunale confermata dalla Corte di Appello. Seguì una lunga trattativa – poi fallita – per evitare l’esecuzione delle opere. Di qui l’ultimo atto, che è arrivato con l’ordinanza del giudice dell’esecuzione che ha disposto l’abbattimento totale della mansarda. Oggi avranno inizio le opere di abbattimento. L’ufficiale giudiziario delegato è Pasquale Giannuzzi, il consulente tecnico di ufficio è l’ingegnere Sergio Pugliese, il consulente tecnico del condominio del palazzo Sansevero è l’architetto Carla Quatrano. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

Napoli. Ci sono voluti 22 anni ma, si sa, il tempo finisce per essere sempre galantuomo. Parabola delle lentezze di un sistema giudiziario farraginoso, imbrigliato nei suoi stessi cavilli di legge, ecco arrivare il “giorno x” per la veranda della discordia. Attenzione: qui non stiamo parlando di una veranda qualunque, di una delle infinite opere erette senza licenza che continuano a spuntare come funghi in ogni angolo della nostra regione. No. Qui si tratta di un'opera eccellente per almeno due buoni motivi: il primo è perché riguarda uno dei palazzi storici di Napoli, Palazzo Corigliano; il secondo è perché vede interessato nientemeno che l'Istituto Universitario Orientale, uno dei centri culturali che restano il fiore all'occhiello di Napoli. Il Tribunale di Napoli ha deciso che venga abbattuta la mansarda edificata abusivamente all'ultimo piano dello storico palazzo di proprietà dell'Orientale in piazza San Domenico Maggiore. Siamo nel cuore del centro storico di Napoli. Ed è qui che – negli anni '80 – durante una ristrutturazione dell'edificio che confina con il palazzo Sansevero fu realizzata una soprelevazione mascherata, perché non visibile dalla strada. Era stato abbassato il lastrico solare ed innalzato di circa un metro il vecchio parapetto, in modo da realizzare un intero piano a mansarda con i tetti spioventi verso il perimetro esterno che veniva così celato alla vista. Questa mattina, al termine di un estenuante braccio di ferro giudiziario durato quasi un quarto di secolo, il manufatto abusivo sarà abbattuto. Ancora oggi resta un mistero: non si è riusciti a capire se l'opera abusiva fu o meno oggetto di esame da parte delle varie autorità, a cominciare dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali trattandosi di palazzo storico che non ammetteva modifiche strutturali. A intentare causa contro l'abuso fu l'avvocato Mario Zarrelli, il quale avendo lo studio legale al primo piano nell'attiguo palazzo Sansevero, aveva seguito i lavori del palazzo Corigliano nel loro svolgimento, fotografandone la situazione dei luoghi dalla piazza, da dove era ben visibile che il vecchio parapetto del palazzo sporgeva improvvisamente di oltre 4 metri rispetto al terrazzo del palazzo Sansevero, impedendo così ai condomini una strepitosa vista sul Porto di Napoli. Fu l'inizio di una lunga battaglia giudiziaria tra il condominio di Palazzo Sansevero rappresentato dallo studio degli avvocati Mario e Ilaria Zarrelli e l'allora progettista dei lavori, assistito dall'Avvocatura Distrettuale di Napoli. Le consulenze stabilirono che – oltre alla soprelevazione – vi era stata la posa in opera di una condotta pluviale posta a confine tra i due edifici ad esclusivo servizio dello scolo delle acque della mansarda, la modifica della linea architettonica del cornicione del palazzo Sansevero, lo svettamento della muratura al di sopra del vecchio calpestio del palazzo Corigliano, e che era stata creata una servitù di affaccio verso il cortile interno del palazzo Sansevero. Nel 1998 venne accolta ogni richiesta formulata dall'avvocato Zarelli, con sentenza del Tribunale confermata dalla Corte di Appello. Seguì una lunga trattativa – poi fallita – per evitare l'esecuzione delle opere. Di qui l'ultimo atto, che è arrivato con l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che ha disposto l'abbattimento totale della mansarda. Oggi avranno inizio le opere di abbattimento. L'ufficiale giudiziario delegato è Pasquale Giannuzzi, il consulente tecnico di ufficio è l'ingegnere Sergio Pugliese, il consulente tecnico del condominio del palazzo Sansevero è l'architetto Carla Quatrano. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)