DE LUCA-MORETTI: UN FEELING MAI SBOCCIATO

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Non si sono mai piaciuti. Inutile nasconderlo o fare sterile esercizio di ipocrisia. Il Vescovo Moretti e il Sindaco De Luca non si sono mai presi. Storia di un rapporto mai nato, quella tra Vescovo e Primo Cittadino di Salerno. Tutto ha un inizio: tre anni fa. Moretti era da pochissimo arrivato a Salerno, neanche il tempo di fare la conoscenza della città, che si ritrovò “sballottato” nella processione in onore del Santo Patrono. Moretti seguì con un pizzico dio stupore e una certa insofferenza, lo svilupparsi della Processione, soprattutto quel bagno di folla che era solito fare Vincenzo De Luca che seguiva poco distante la paranza di San Matteo prendendosi applausi e cori da stadio al pari del Santo Patrono. Quel modo di fare, quel modo – per così dire originale – di vivere la Processione non piacque al presule romano che non tardò a manifestare il proprio stupore, quasi imbarazzo. In quel momento nacque l’idea, per Moretti una necessità, di rimettere le cose a posto, nel loro ordine naturale, distinguere il sacro dal profano, razionalizzare qualcosa che di razionale non può avere nulla. Altro è poi la polemica politica che si staglia all’orizzonte, ovvero la “longa manus” che De Luca avrebbe teso sulla vicenda manifestando da una parte, ufficialmente, condivisione con la linea di sobrietà imposta dal Vescovo, dall’altra favorendo la “rivolta” delle Paranze lasciando aperte le porte di Palazzo di Città al fine di favorire l’ingresso dei portatori contrariamente a quando stabilito dalla Curia. Giusto, allora, che di questo se ne discuta in Consiglio Comunale così come sollecitato dal Consigliere d’opposizione Antonio Cammarota.
TVOGGISALERNONon si sono mai piaciuti. Inutile nasconderlo o fare sterile esercizio di ipocrisia. Il Vescovo Moretti e il Sindaco De Luca non si sono mai presi. Storia di un rapporto mai nato, quella tra Vescovo e Primo Cittadino di Salerno. Tutto ha un inizio: tre anni fa. Moretti era da pochissimo arrivato a Salerno, neanche il tempo di fare la conoscenza della città, che si ritrovò “sballottato” nella processione in onore del Santo Patrono. Moretti seguì con un pizzico dio stupore e una certa insofferenza, lo svilupparsi della Processione, soprattutto quel bagno di folla che era solito fare Vincenzo De Luca che seguiva poco distante la paranza di San Matteo prendendosi applausi e cori da stadio al pari del Santo Patrono. Quel modo di fare, quel modo – per così dire originale – di vivere la Processione non piacque al presule romano che non tardò a manifestare il proprio stupore, quasi imbarazzo. In quel momento nacque l’idea, per Moretti una necessità, di rimettere le cose a posto, nel loro ordine naturale, distinguere il sacro dal profano, razionalizzare qualcosa che di razionale non può avere nulla. Altro è poi la polemica politica che si staglia all’orizzonte, ovvero la “longa manus” che De Luca avrebbe teso sulla vicenda manifestando da una parte, ufficialmente, condivisione con la linea di sobrietà imposta dal Vescovo, dall’altra favorendo la “rivolta” delle Paranze lasciando aperte le porte di Palazzo di Città al fine di favorire l’ingresso dei portatori contrariamente a quando stabilito dalla Curia. Giusto, allora, che di questo se ne discuta in Consiglio Comunale così come sollecitato dal Consigliere d’opposizione Antonio Cammarota.
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