Sorrento. Per l’Associazione Caponnetto Legalità e rispetto delle regole basilari per il futuro della città

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Riportiamo l’intervento al comizio in piazza Tasso di sabato sera di Salvatore Caccaviello, Segretario Territoriale nonché Membro del Direttivo Nazionale dell’ Associazione Antonino Caponnetto.

Legalità e rispetto delle regole dovranno essere i principi portanti dell’azione di colui che prossimamente dovrà amministrare le sorti della città. Indispensabile per tale scopo, oltre all’opera delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, il coinvolgimento delle nuove generazioni che vede nella scuola un’istituzione fondamentale affinché tali valori possano essere divulgati. Per chi non mi conoscesse, mi chiamo Salvatore Caccaviello, cittadino nato e cresciuto a Sorrento e rappresento l’Associazione Nazionale contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”, della quale sono il segretario territoriale Penisola sorrentina nonché membro del Direttivo Nazionale. Sono qui per illustrare l’attività dell’associazione dopo oltre un anno di attività lungo il nostro territorio. Un’intensa opera da parte dei volontari dell’Associazione che ha raccolto vari risultati ma soprattutto il plauso da parte di molti cittadini sorrentini. Intanto riteniamo che stasera su questo palco a parlare di futuro ed illustrare la situazione alquanto difficile in cui versa il nostro territorio non dovrebbero esserci cittadini ed associazioni bensì coloro che questa città governano e gestiscono da oltre quattro anni. Pertanto potremmo dire che quando ciò non accade – e sembra che non sia mai accaduto in questo periodo – e, viste anche le tante problematiche irrisolte, significa che la politica e – dispiace dirlo – anche una parte delle Istituzioni, ha fallito. Come è noto, l’Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” è un’Associazione di volontariato che persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile, culturale e di ricerca etica. L’ Associazione è disciplinata da uno Statuto ed è costituita nel rispetto delle norme della Costituzione Italiana, del Codice Civile e della Legislazione vigente. L’attività dei volontari che con coraggio quotidianamente lavorano per supportare le Forze dell’Ordine e la Magistratura non è assolutamente retribuita, nemmeno dai beneficiari, in quanto non ha fini di lucro ma bensì opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale. Attualmente la sede nazionale dell’Associazione si trova a Latina. Il Segretario Nazionale è il Dott. Elvio Di Cesare, Presidente Onorario dell’Associazione Caponnetto è il Giudice Antonio Esposito, Capo dell’ufficio legale dell’Associazione è Avv. Alfredo Galasso in Roma. La Sezione Sorrentina dell’Associazione Nazionale Antimafia contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”, il cui Circolo è stato dedicato alla memoria del giovane e tenace avvocato sorrentino Giovanni Antonetti, è nata per volere di un gruppo di cittadini sorrentini il 3 Luglio del 2013. Il raggio di azione del Circolo Giovanni Antonetti comprende tutto il territorio della Penisola Sorrentina. Oltre ad un gruppo su fb, molto seguito, al momento la Sezione, la cui sede si trova in via Sant’Antonino n.18 in Sorrento, può contare su una schiera di alcune decine di Associati, la maggior parte figli di questa terra. Ai vari appuntamenti dell’Associazione con la cittadinanza lungo il territorio nazionale spesso contribuiscono con la loro presenza alcuni tra i massimi investigatori impegnati quotidianamente sul campo contro la lotta alla criminalità organizzata come: il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho; Catello Maresca, il PM della Direzione Distrettuale di Napoli; il Giudice Roberto Scarpinato, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Palermo; il Giudice Antonio Esposito, Presidente della Seconda Sezione Penale della Cassazione e Presidente Onorario dell’Associazione; l’ex Giudice il Sen. Ferdinando Imposimato; il Procuratore Aggiunto di Nola Maria Antonietta Troncone; il Giudice di Cassazione Claudio D’Isa. Lo scopo primario dell’Associazione sul territorio sorrentino, come nel resto della Nazione, è quello di diffondere la cultura della legalità iniziando dalle scuole per poi proseguire in tutti gli strati della società civile. Dalle parrocchie, alle associazioni, ai circoli ed anche verso i nostri anziani. Il rispetto delle regole e la loro attuazione deve trovare sempre terreno fertile nella comunità, pertanto con l’aiuto delle Istituzioni ed il supporto fondamentale delle Forze dell’Ordine, l’Associazione si prefigge di cogliere tali obiettivi. L’attività degli iscritti, dei sostenitori e di tanti volontari che stanno prendendo sempre più a cuore tale missione, è rivolta soprattutto alla tutela della nostra economia turistica. Appunto il turismo, attività svolta con professionalità e dedizione dal popolo sorrentino, costituisce un patrimonio preservato con fatica e sapienza dai nostri padri e per il quale tutti i cittadini sorrentini hanno il dovere di battersi. Altro obiettivo da raggiungere, con l’aiuto delle Istituzioni e delle amministrazioni, è senz’altro quello di una comunità socialmente responsabile verso la salvaguardia del proprio territorio, pilastro portante di tale economia, sia dal punto di vista della qualità della vita che della sicurezza, dell’ambiente e verso il rischio idrogeologico. Tematiche molto sentite da tanti cittadini perbene ed imprenditori onesti che chiedono di vivere ed operare nel rispetto delle regole affinché il territorio, la nostra economia turistica e con essa il futuro dei sorrentini possa essere sempre tutelato. Fondamentale quindi diventa inculcare la cultura della legalità ed in questo l’aiuto dell’Ente comunale dovrebbe essere fondamentale. Iniziando dalla trasparenza ed il rispetto delle regole e con esso l’operato di tutti i componenti della giunta e del Consiglio comunale che dovrebbero essere da esempio a tutti i cittadini. Affinché il nostro territorio possa essere salvaguardato da qualsiasi speculazione e soprattutto evitare qualsiasi genere di infiltrazione malavitosa all’interno del tessuto socio economico della nostra comunità, in quanto si presume che la lotta contro fenomeni sia compito imprescindibile di ogni amministrazione. Come vedete finora nei confronti delle nostre autorità ho usato sempre il condizionale: dovrebbe, potrebbe… questo perché in oltre un anno di attività sul territorio innumerevoli sono stati gli ostacoli lungo il percorso dei volontari dell’associazione nel cercare di capire, per poi rendere pubblico, l’operato dell’ente comunale in determinate situazioni. Enorme è stato lo sforzo di indagine, per capire come funzionavano determinati meccanismi che talvolta si discostavano totalmente da quella che comunemente viene chiamata Trasparenza. Ebbene, la caparbietà e l’audacia che sono doti fondamentali degli iscritti in vari casi è stata premiata con l’intervento della Magistratura a seguito di segnalazioni da parte dell’Associazione. In altre occasioni, come la tutela verso il rischio idrogeologico con il controllo di tutti i corsi d’acqua del comune, si è avuto un forte supporto anche da parte del Ministero dell’Ambiente e della Regione Campania. Mentre in altri non è mancato quello del Ministero delle Infrastrutture, come nel caso della ristrutturazione dell’edificio scolastico Vittorio Veneto dove l’associazione ha rilevato una serie di anomalie, poste poi all’attenzione della Procura della Repubblica. Infine il caso della frana in via Pantano a Capo di Sorrento, dove l’Associazione ha chiesto alla Procura della Repubblica di indagare circa il condono dell’abitazione distrutta. Inoltre innumerevoli sono state le segnalazioni circa una serie di problematiche mai risolte, a causa di una inspiegabile inerzia da parte dei nostri amministratori, denunciate all’Autorità Giudiziaria da parte del Circolo Giovanni Antonetti. Dal mare inquinato con l’interessamento e poi l’intervento del Ministero dei Trasporti, alle nostre colline sventrate da speculazioni edilizie contro le quali non si riesce tuttora a porre rimedio, allo stato penoso dei nostri trasporti, al massacro del nostro verde pubblico ed infine la prevenzione contro il dissesto idrogeologico fin troppo trascurato in questi anni ed il disinteresse verso patrimoni come il sito archeologico della Regina Giovanna. Diversi quindi sono stati gli ostacoli per i volontari dell’Associazione che non sono altro che semplici cittadini che pretendono di vederci chiaro in determinate situazioni. Sia quando carte alla mano hanno chiesto spiegazioni sia quando in via ufficiale si è chiesto gli accessi agli atti. Come in precedenti occasioni abbiamo avuto modo di evidenziare, il territorio della penisola sorrentina non è all’apparenza afflitto da gravi fenomeni mafiosi ma bensì è senz’altro, come più volte ribadito da illustri Magistrati, a causa della sua economia turistica, molto appetibile dalla criminalità organizzata. La quale vedrebbe nel territorio sorrentino una grande opportunità per legalizzare somme di denaro di dubbia provenienza. Tale potrebbe essere la ragione secondo la quale sia il Procuratore Antimafia Cafiero De Raho, i Giudici Rosario Cantelmo e Diego Marmo hanno dichiarato che Sorrento e la penisola sorrentina potrebbero continuare ad essere, in un contesto ad alto tasso cammoristico come la Campania, un’apparente isola felice. In quanto l’economia turistica potrebbe far comodo anche alla malavita organizzata che nel tratto tra il confine tra Castellammare di Stabia e Vico Equense subisce una sorta di metamorfosi. Ossia da fenomeno malavitoso puro e crudo come può essere la camorra riesce ad infiltrarsi sotto false spoglie nel tessuto socio economico del territorio sorrentino. Tuttora insieme a Capri e la Costiera Amalfitana un fiore all’occhiello dell’economia turistica italiana. L’azione della sezione sorrentina dell’Associazione Caponnetto, come già in passato ribadito, non può in tale contesto combattere come avviene in altre parti del Paese apertamente la criminalità organizzata. Indagando, cercare di individuare i camorristi come giustamente spesso mi fa notare il nostro prezioso Segretario Nazionale Elvio Di Cesare. Bensì, con la sua opera di denuncia, potrebbe essere da ostacolo supportando le Forze dell’Ordine ad eventuali infiltrazioni malavitose. Come è ormai noto la camorra ed altre associazioni mafiose si sono ultra modernizzate. Spesso i propri componenti sono finanche dei laureati che occupano posti privilegiati e di potere, i cosiddetti colletti bianchi. Per non parlare poi della classe politica la quale, come insegna la nostra storia sia passata che recente, è spesso collusa con le mafie. Infatti, come è ormai noto, approfittando del potere loro disponibile, talvolta risultano decisivi in varie iniziative come l’assegnazione di appalti, sempre più spesso a favore di ditte estranee ai territori. Oppure rilascio di concessioni e licenze edilizie che talvolta non vanno assolutamente a braccetto con le normative. Pertanto anche l’azione dell’ Associazione Caponnetto lungo il territorio sorrentino deve essere indirizzata in tal senso. Essere da ostacolo quando si presenta l’occasione all’operato anomalo delle amministrazioni locali e degli Uffici comunali, come il Patrimonio e gli Uffici Tecnici dove spesso i membri dell’ associazione fanno fatica finanche a chiedere che le regole sia applicate. Un fenomeno in forte crescita in tutti i comuni costieri. Talvolta si ha l’impressione, e speriamo di sbagliarci completamente, cose se quasi si volesse favorire l’illegalità. Illegalità che, insieme ad un degrado che sembra essere alle porte, potrebbe essere terreno fertile per la malavita organizzata che lungo il territorio sorrentino come ribadito non mostrerà mai il suo crudo volto poiché andrebbe contro i propri interessi. Sebbene ci hanno assicurato in passato che la penisola sorrentina sarebbe stranamente immune da tali fenomeni, l’associazione continuerà il suo percorso con i metodi finora praticati. Un’azione che trova sempre più consenso nella cittadinanza che nell’apprezzare in taluni casi chiede persino di essere coinvolta. Intanto varie sono state anche le critiche e finanche gli attacchi personali. Ciò potrebbe significare che stiamo colpendo nel segno. Fondamentale per il futuro del territorio quindi diventa l’imposizione della “legalità e del rispetto delle regole” a cui tutta la cittadinanza onesta e perbene con il contributo delle Forze dell’Ordine e della Magistratura deve collaborare. La città ed il territorio sorrentino hanno un bisogno urgente da parte di chi in futuro sarà chiamato a governare l’imposizione di tali valori. Legalità e rispetto delle regole che vede nella nostra Costituzione, per niente definita la più bella del mondo, la via maestra da seguire. Un compito che in altri tempi poteva risultare meno impegnativo, ma l’epoca attuale, il lassismo generale che talvolta – ahimè, è duro ammetterlo, viene espresso anche dalle Istituzioni – è diventato improvvisamente arduo. Pertanto coloro che nei prossimi mesi saranno chiamati a mettersi in gioco per un nuovo futuro governo della città non potranno non partire da tale imprescindibile punto se si vuole deviare dall’attuale percorso che vede la nostra comunità ed il nostro territorio avviarsi sempre più verso un degrado irreversibile. Pertanto colui che saprà con determinazione ed autorità imporre tali fondamentali principi, circondandosi di nuove e giovani capacità, non potrà non avere l’appoggio incondizionato da parte di quei cittadini che per tali valori si battono quotidianamente. Per far capire come “il rispetto delle regole costituisca un’urgenza e un valore capace di risollevare le sorti di un paese compromesso come l’Italia” bisognerebbe consultare gli ultimi dati: La corruzione costa 60 miliardi di euro l’anno. L’evasione 135. E il fatturato complessivo delle mafie è vicino ai 200 miliardi. Un flusso di risorse pari a circa 400 miliardi che nel circuito legale rappresenterebbe il volano di rinascita produttiva del nostro paese. Il fatturato della criminalità organizzata è frutto di attività imprenditoriali e finanziarie, prostituzione ed eco-mafie, gioco d’azzardo e appalti. Ad aggravare il fenomeno è “l’aumento delle zone grigie per la contaminazione malavitosa di realtà produttive”. Il nostro territorio potrebbe pertanto avere tutti i requisiti per entrare in tale categoria. Quindi, ripeto, fondamentale deve essere in contesti produttivi come la penisola sorrentina l’imposizione della legalità e del rispetto delle regole. Affinchè ciò avvenga è indispensabile iniziare dai più giovani e quindi dalla scuola. Sebbene proprio la scuola sorrentina continua a vivere un eterno calvario. Dalla ristrutturazione della Vittorio Veneto dove tra continui rinnovi di appalti si continua inspiegabilmente a rimandarne l’apertura, alla chiusura dei plessi di Priora del Capo di sorrento ed infine il caso della chiusura della scuola di Cesarano. Le cui ragioni tuttora sono oscure. Mentre altresì è balzato agli onori della cronaca il successivo tentativo di business che su tale inspiegabile chiusura si voleva realizzare. La scuola da sempre è nei primi posti degli interessi dell’ associazione Caponnetto. Poiché la scuola rappresenta la legalità, infatti va intesa come il luogo in cui per la prima volta ci si confronta con altri, dove bisogna rispettare alcune norme ed avere una precisa condotta. Quindi la scuola è la prima grande istituzione da rispettare e da rafforzare. Per tali scopi l’azione dell’Associazione “Antonino Caponnetto” è rivolta per promuovere studi, ricerche, iniziative pubbliche, dibattiti, proposte da sottoporre oltre alla cittadinanza anche all’attenzione politica. Fondamentale sarà diffondere tali messaggi nelle nostre scuole, in quanto il rapportarsi con le giovani generazioni su tematiche quali la legalità ed il rispetto delle regole è senz’altro basilare per costruire il loro futuro. La speranza di una società più giusta nasce proprio tra i banchi di scuola in quanto – proprio come dichiarò nel 1994 il Giudice Antonino Caponnetto, all’epoca capo del pool Antimafia a Palermo, collega dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Bosellino – ”La mafia teme più la Scuola della Giustizia. L’Istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. I nostri giovani sempre più smarriti hanno bisogno di esempi da seguire, che l’attuale società sembra niente affatto offrire. Hanno bisogno di sapere, di conoscere e di metter in gioco la loro esistenza. Di riscoprire che si può vivere diversamente. Obiettivi che si raggiungono con l’educazione civica ed in tal senso sono pochi, visto le tante difficoltà, gli insegnanti che curano tale aspetto. In questo le Istituzioni e sopratutto le Amministrazioni oggi più che mai hanno il dovere di intervenire. L’associazione Antonino Caponnetto, Sezione Penisola Sorrentina Circolo Giovanni Antonetti promuoverà qualsiasi iniziativa affinché tali obiettivi possano essere raggiunti a breve anche lungo il territorio sorrentino. Concludo con un appello rivolto proprio ai nostri giovani con le parole di un grande uomo che a distanza di tempo sono sempre attuali: “Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici, ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi. L’avvenire è nelle vostre mani, ricordatelo sempre!!”. Il Giudice Antonino Caponnetto. Grazie!!

Riportiamo l’intervento al comizio in piazza Tasso di sabato sera di Salvatore Caccaviello, Segretario Territoriale nonché Membro del Direttivo Nazionale dell’ Associazione Antonino Caponnetto.

Legalità e rispetto delle regole dovranno essere i principi portanti dell’azione di colui che prossimamente dovrà amministrare le sorti della città. Indispensabile per tale scopo, oltre all’opera delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, il coinvolgimento delle nuove generazioni che vede nella scuola un’istituzione fondamentale affinché tali valori possano essere divulgati. Per chi non mi conoscesse, mi chiamo Salvatore Caccaviello, cittadino nato e cresciuto a Sorrento e rappresento l’Associazione Nazionale contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”, della quale sono il segretario territoriale Penisola sorrentina nonché membro del Direttivo Nazionale. Sono qui per illustrare l’attività dell’associazione dopo oltre un anno di attività lungo il nostro territorio. Un’intensa opera da parte dei volontari dell’Associazione che ha raccolto vari risultati ma soprattutto il plauso da parte di molti cittadini sorrentini. Intanto riteniamo che stasera su questo palco a parlare di futuro ed illustrare la situazione alquanto difficile in cui versa il nostro territorio non dovrebbero esserci cittadini ed associazioni bensì coloro che questa città governano e gestiscono da oltre quattro anni. Pertanto potremmo dire che quando ciò non accade – e sembra che non sia mai accaduto in questo periodo – e, viste anche le tante problematiche irrisolte, significa che la politica e – dispiace dirlo – anche una parte delle Istituzioni, ha fallito. Come è noto, l'Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie "Antonino Caponnetto" è un'Associazione di volontariato che persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile, culturale e di ricerca etica. L' Associazione è disciplinata da uno Statuto ed è costituita nel rispetto delle norme della Costituzione Italiana, del Codice Civile e della Legislazione vigente. L'attività dei volontari che con coraggio quotidianamente lavorano per supportare le Forze dell'Ordine e la Magistratura non è assolutamente retribuita, nemmeno dai beneficiari, in quanto non ha fini di lucro ma bensì opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale. Attualmente la sede nazionale dell'Associazione si trova a Latina. Il Segretario Nazionale è il Dott. Elvio Di Cesare, Presidente Onorario dell’Associazione Caponnetto è il Giudice Antonio Esposito, Capo dell'ufficio legale dell'Associazione è Avv. Alfredo Galasso in Roma. La Sezione Sorrentina dell’Associazione Nazionale Antimafia contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”, il cui Circolo è stato dedicato alla memoria del giovane e tenace avvocato sorrentino Giovanni Antonetti, è nata per volere di un gruppo di cittadini sorrentini il 3 Luglio del 2013. Il raggio di azione del Circolo Giovanni Antonetti comprende tutto il territorio della Penisola Sorrentina. Oltre ad un gruppo su fb, molto seguito, al momento la Sezione, la cui sede si trova in via Sant’Antonino n.18 in Sorrento, può contare su una schiera di alcune decine di Associati, la maggior parte figli di questa terra. Ai vari appuntamenti dell'Associazione con la cittadinanza lungo il territorio nazionale spesso contribuiscono con la loro presenza alcuni tra i massimi investigatori impegnati quotidianamente sul campo contro la lotta alla criminalità organizzata come: il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho; Catello Maresca, il PM della Direzione Distrettuale di Napoli; il Giudice Roberto Scarpinato, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Palermo; il Giudice Antonio Esposito, Presidente della Seconda Sezione Penale della Cassazione e Presidente Onorario dell’Associazione; l'ex Giudice il Sen. Ferdinando Imposimato; il Procuratore Aggiunto di Nola Maria Antonietta Troncone; il Giudice di Cassazione Claudio D’Isa. Lo scopo primario dell’Associazione sul territorio sorrentino, come nel resto della Nazione, è quello di diffondere la cultura della legalità iniziando dalle scuole per poi proseguire in tutti gli strati della società civile. Dalle parrocchie, alle associazioni, ai circoli ed anche verso i nostri anziani. Il rispetto delle regole e la loro attuazione deve trovare sempre terreno fertile nella comunità, pertanto con l’aiuto delle Istituzioni ed il supporto fondamentale delle Forze dell’Ordine, l’Associazione si prefigge di cogliere tali obiettivi. L’attività degli iscritti, dei sostenitori e di tanti volontari che stanno prendendo sempre più a cuore tale missione, è rivolta soprattutto alla tutela della nostra economia turistica. Appunto il turismo, attività svolta con professionalità e dedizione dal popolo sorrentino, costituisce un patrimonio preservato con fatica e sapienza dai nostri padri e per il quale tutti i cittadini sorrentini hanno il dovere di battersi. Altro obiettivo da raggiungere, con l’aiuto delle Istituzioni e delle amministrazioni, è senz’altro quello di una comunità socialmente responsabile verso la salvaguardia del proprio territorio, pilastro portante di tale economia, sia dal punto di vista della qualità della vita che della sicurezza, dell’ambiente e verso il rischio idrogeologico. Tematiche molto sentite da tanti cittadini perbene ed imprenditori onesti che chiedono di vivere ed operare nel rispetto delle regole affinché il territorio, la nostra economia turistica e con essa il futuro dei sorrentini possa essere sempre tutelato. Fondamentale quindi diventa inculcare la cultura della legalità ed in questo l’aiuto dell’Ente comunale dovrebbe essere fondamentale. Iniziando dalla trasparenza ed il rispetto delle regole e con esso l’operato di tutti i componenti della giunta e del Consiglio comunale che dovrebbero essere da esempio a tutti i cittadini. Affinché il nostro territorio possa essere salvaguardato da qualsiasi speculazione e soprattutto evitare qualsiasi genere di infiltrazione malavitosa all’interno del tessuto socio economico della nostra comunità, in quanto si presume che la lotta contro fenomeni sia compito imprescindibile di ogni amministrazione. Come vedete finora nei confronti delle nostre autorità ho usato sempre il condizionale: dovrebbe, potrebbe… questo perché in oltre un anno di attività sul territorio innumerevoli sono stati gli ostacoli lungo il percorso dei volontari dell’associazione nel cercare di capire, per poi rendere pubblico, l’operato dell’ente comunale in determinate situazioni. Enorme è stato lo sforzo di indagine, per capire come funzionavano determinati meccanismi che talvolta si discostavano totalmente da quella che comunemente viene chiamata Trasparenza. Ebbene, la caparbietà e l’audacia che sono doti fondamentali degli iscritti in vari casi è stata premiata con l’intervento della Magistratura a seguito di segnalazioni da parte dell’Associazione. In altre occasioni, come la tutela verso il rischio idrogeologico con il controllo di tutti i corsi d’acqua del comune, si è avuto un forte supporto anche da parte del Ministero dell’Ambiente e della Regione Campania. Mentre in altri non è mancato quello del Ministero delle Infrastrutture, come nel caso della ristrutturazione dell’edificio scolastico Vittorio Veneto dove l’associazione ha rilevato una serie di anomalie, poste poi all’attenzione della Procura della Repubblica. Infine il caso della frana in via Pantano a Capo di Sorrento, dove l’Associazione ha chiesto alla Procura della Repubblica di indagare circa il condono dell’abitazione distrutta. Inoltre innumerevoli sono state le segnalazioni circa una serie di problematiche mai risolte, a causa di una inspiegabile inerzia da parte dei nostri amministratori, denunciate all’Autorità Giudiziaria da parte del Circolo Giovanni Antonetti. Dal mare inquinato con l’interessamento e poi l’intervento del Ministero dei Trasporti, alle nostre colline sventrate da speculazioni edilizie contro le quali non si riesce tuttora a porre rimedio, allo stato penoso dei nostri trasporti, al massacro del nostro verde pubblico ed infine la prevenzione contro il dissesto idrogeologico fin troppo trascurato in questi anni ed il disinteresse verso patrimoni come il sito archeologico della Regina Giovanna. Diversi quindi sono stati gli ostacoli per i volontari dell’Associazione che non sono altro che semplici cittadini che pretendono di vederci chiaro in determinate situazioni. Sia quando carte alla mano hanno chiesto spiegazioni sia quando in via ufficiale si è chiesto gli accessi agli atti. Come in precedenti occasioni abbiamo avuto modo di evidenziare, il territorio della penisola sorrentina non è all'apparenza afflitto da gravi fenomeni mafiosi ma bensì è senz'altro, come più volte ribadito da illustri Magistrati, a causa della sua economia turistica, molto appetibile dalla criminalità organizzata. La quale vedrebbe nel territorio sorrentino una grande opportunità per legalizzare somme di denaro di dubbia provenienza. Tale potrebbe essere la ragione secondo la quale sia il Procuratore Antimafia Cafiero De Raho, i Giudici Rosario Cantelmo e Diego Marmo hanno dichiarato che Sorrento e la penisola sorrentina potrebbero continuare ad essere, in un contesto ad alto tasso cammoristico come la Campania, un'apparente isola felice. In quanto l'economia turistica potrebbe far comodo anche alla malavita organizzata che nel tratto tra il confine tra Castellammare di Stabia e Vico Equense subisce una sorta di metamorfosi. Ossia da fenomeno malavitoso puro e crudo come può essere la camorra riesce ad infiltrarsi sotto false spoglie nel tessuto socio economico del territorio sorrentino. Tuttora insieme a Capri e la Costiera Amalfitana un fiore all'occhiello dell'economia turistica italiana. L'azione della sezione sorrentina dell'Associazione Caponnetto, come già in passato ribadito, non può in tale contesto combattere come avviene in altre parti del Paese apertamente la criminalità organizzata. Indagando, cercare di individuare i camorristi come giustamente spesso mi fa notare il nostro prezioso Segretario Nazionale Elvio Di Cesare. Bensì, con la sua opera di denuncia, potrebbe essere da ostacolo supportando le Forze dell’Ordine ad eventuali infiltrazioni malavitose. Come è ormai noto la camorra ed altre associazioni mafiose si sono ultra modernizzate. Spesso i propri componenti sono finanche dei laureati che occupano posti privilegiati e di potere, i cosiddetti colletti bianchi. Per non parlare poi della classe politica la quale, come insegna la nostra storia sia passata che recente, è spesso collusa con le mafie. Infatti, come è ormai noto, approfittando del potere loro disponibile, talvolta risultano decisivi in varie iniziative come l'assegnazione di appalti, sempre più spesso a favore di ditte estranee ai territori. Oppure rilascio di concessioni e licenze edilizie che talvolta non vanno assolutamente a braccetto con le normative. Pertanto anche l'azione dell' Associazione Caponnetto lungo il territorio sorrentino deve essere indirizzata in tal senso. Essere da ostacolo quando si presenta l'occasione all'operato anomalo delle amministrazioni locali e degli Uffici comunali, come il Patrimonio e gli Uffici Tecnici dove spesso i membri dell' associazione fanno fatica finanche a chiedere che le regole sia applicate. Un fenomeno in forte crescita in tutti i comuni costieri. Talvolta si ha l’impressione, e speriamo di sbagliarci completamente, cose se quasi si volesse favorire l’illegalità. Illegalità che, insieme ad un degrado che sembra essere alle porte, potrebbe essere terreno fertile per la malavita organizzata che lungo il territorio sorrentino come ribadito non mostrerà mai il suo crudo volto poiché andrebbe contro i propri interessi. Sebbene ci hanno assicurato in passato che la penisola sorrentina sarebbe stranamente immune da tali fenomeni, l’associazione continuerà il suo percorso con i metodi finora praticati. Un'azione che trova sempre più consenso nella cittadinanza che nell'apprezzare in taluni casi chiede persino di essere coinvolta. Intanto varie sono state anche le critiche e finanche gli attacchi personali. Ciò potrebbe significare che stiamo colpendo nel segno. Fondamentale per il futuro del territorio quindi diventa l’imposizione della “legalità e del rispetto delle regole” a cui tutta la cittadinanza onesta e perbene con il contributo delle Forze dell’Ordine e della Magistratura deve collaborare. La città ed il territorio sorrentino hanno un bisogno urgente da parte di chi in futuro sarà chiamato a governare l’imposizione di tali valori. Legalità e rispetto delle regole che vede nella nostra Costituzione, per niente definita la più bella del mondo, la via maestra da seguire. Un compito che in altri tempi poteva risultare meno impegnativo, ma l’epoca attuale, il lassismo generale che talvolta – ahimè, è duro ammetterlo, viene espresso anche dalle Istituzioni – è diventato improvvisamente arduo. Pertanto coloro che nei prossimi mesi saranno chiamati a mettersi in gioco per un nuovo futuro governo della città non potranno non partire da tale imprescindibile punto se si vuole deviare dall’attuale percorso che vede la nostra comunità ed il nostro territorio avviarsi sempre più verso un degrado irreversibile. Pertanto colui che saprà con determinazione ed autorità imporre tali fondamentali principi, circondandosi di nuove e giovani capacità, non potrà non avere l’appoggio incondizionato da parte di quei cittadini che per tali valori si battono quotidianamente. Per far capire come “il rispetto delle regole costituisca un’urgenza e un valore capace di risollevare le sorti di un paese compromesso come l’Italia” bisognerebbe consultare gli ultimi dati: La corruzione costa 60 miliardi di euro l’anno. L’evasione 135. E il fatturato complessivo delle mafie è vicino ai 200 miliardi. Un flusso di risorse pari a circa 400 miliardi che nel circuito legale rappresenterebbe il volano di rinascita produttiva del nostro paese. Il fatturato della criminalità organizzata è frutto di attività imprenditoriali e finanziarie, prostituzione ed eco-mafie, gioco d’azzardo e appalti. Ad aggravare il fenomeno è “l’aumento delle zone grigie per la contaminazione malavitosa di realtà produttive”. Il nostro territorio potrebbe pertanto avere tutti i requisiti per entrare in tale categoria. Quindi, ripeto, fondamentale deve essere in contesti produttivi come la penisola sorrentina l’imposizione della legalità e del rispetto delle regole. Affinchè ciò avvenga è indispensabile iniziare dai più giovani e quindi dalla scuola. Sebbene proprio la scuola sorrentina continua a vivere un eterno calvario. Dalla ristrutturazione della Vittorio Veneto dove tra continui rinnovi di appalti si continua inspiegabilmente a rimandarne l’apertura, alla chiusura dei plessi di Priora del Capo di sorrento ed infine il caso della chiusura della scuola di Cesarano. Le cui ragioni tuttora sono oscure. Mentre altresì è balzato agli onori della cronaca il successivo tentativo di business che su tale inspiegabile chiusura si voleva realizzare. La scuola da sempre è nei primi posti degli interessi dell’ associazione Caponnetto. Poiché la scuola rappresenta la legalità, infatti va intesa come il luogo in cui per la prima volta ci si confronta con altri, dove bisogna rispettare alcune norme ed avere una precisa condotta. Quindi la scuola è la prima grande istituzione da rispettare e da rafforzare. Per tali scopi l’azione dell’Associazione “Antonino Caponnetto” è rivolta per promuovere studi, ricerche, iniziative pubbliche, dibattiti, proposte da sottoporre oltre alla cittadinanza anche all'attenzione politica. Fondamentale sarà diffondere tali messaggi nelle nostre scuole, in quanto il rapportarsi con le giovani generazioni su tematiche quali la legalità ed il rispetto delle regole è senz’altro basilare per costruire il loro futuro. La speranza di una società più giusta nasce proprio tra i banchi di scuola in quanto – proprio come dichiarò nel 1994 il Giudice Antonino Caponnetto, all’epoca capo del pool Antimafia a Palermo, collega dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Bosellino – ”La mafia teme più la Scuola della Giustizia. L’Istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. I nostri giovani sempre più smarriti hanno bisogno di esempi da seguire, che l’attuale società sembra niente affatto offrire. Hanno bisogno di sapere, di conoscere e di metter in gioco la loro esistenza. Di riscoprire che si può vivere diversamente. Obiettivi che si raggiungono con l’educazione civica ed in tal senso sono pochi, visto le tante difficoltà, gli insegnanti che curano tale aspetto. In questo le Istituzioni e sopratutto le Amministrazioni oggi più che mai hanno il dovere di intervenire. L’associazione Antonino Caponnetto, Sezione Penisola Sorrentina Circolo Giovanni Antonetti promuoverà qualsiasi iniziativa affinché tali obiettivi possano essere raggiunti a breve anche lungo il territorio sorrentino. Concludo con un appello rivolto proprio ai nostri giovani con le parole di un grande uomo che a distanza di tempo sono sempre attuali: “Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici, ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi. L’avvenire è nelle vostre mani, ricordatelo sempre!!”. Il Giudice Antonino Caponnetto. Grazie!!

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