Milan sconfitto in casa, è sempre più Tevez e la Juve prende il volo

0

Sempre più nel segno di Tevez. Per la terza volta in una settimana, l’“Apache” prende per mano la Juve e la tiene a punteggio pieno in vetta alla classifica dopo tre giornate. Come contro Udinese e Malmoe, è servita una giocata dell’attaccante argentino per togliere le castagne dal fuoco ad Allegri e consentirgli di prendersi una bella rivincita contro la società che lo aveva esonerato a gennaio. MILAN, UN KO CHE NON E’ UNA BOCCIATURA – Inzaghi incassa la prima amarezza della stagione ma il suo Milan non esce umiliato. Certo, al cospetto di una grande, la squadra rossonera ha mostrato di avere ancora grossi limiti di personalità. Ma i margini di crescita sono evidenti. Malgrado il ko, insomma, SuperPippo può comunque ritenersi soddisfatto anche se ai suoi stasera non sono quasi mai riuscite le ripartenze con Menez e El Shaarawy, le due frecce con cui il tecnico sperava di poter far male ai più blasonati rivali. E’ ANCORA LA JUVE DI CONTE – La Juve passa l’esame a pieni voti e si conferma ancora una squadra senza sbavature. Ha schiacciato i rivali per tutta la partita, ha avuto pazienza, ha saputo trovare la giocata giusta al momento giusto senza mai innervosirsi. E’ ancora la Juve di Conte. Ma Allegri, per ora, ha comunque il merito di aver tenute alte attenzione e motivazioni. INZAGHI RILANCIA EL SHAARAWY – Recuperato Chiellini, dopo la squalifica, ma con Vidal ancora non al meglio, Allegri ha messo in campo la migliore formazione possibile, preferendo Asamoah ad Evra sulla fascia sinistra. Inzaghi, costretto a rinunciare a tre pedine importanti, gli infortunati Diego Lopez, Alex e Bonera ha risposto dando spazio ad Abbiati, Rami e Zapata e riproponendo El Shaarawy invece di Bonaventura nel tridente d’attacco. TANTA JUVE MA SOLO UN PALO IN 45’ – La Juve ha preso subito in mano il comando delle operazioni, sfruttando la lucida regia di Marchisio e la serata d’ispirazione di Pereyra, e a più riprese ha mandato in affanno la retroguardia rossonera. Dopo un destro di poco oltre l’incrocio dell’ex Udinese, è stato Llorente (31’) a sciupare lo 0-1 con un destro addosso ad Abbiati da pochi passi. Quattro minuti più tardi (35’) non è andata meglio a Bonucci che da favorevole posizione non è riuscito a trovare la porta di nuca dopo un bel lancio illuminante di Marchisio. E al 38’ è stato lo stesso centrocampista azzurro a far gridare al gol i tifosi bianconeri con un sinistro da 25 mt che si è stampato in pieno sul palo. Milan-Juventus, il film della partita Navigazione per la galleria fotografica1 di 25 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow {} MILAN COSTRETTO A STRINGERE I DENTI – E il Milan? Ha stretto i denti, si è sacrificato cercando di tenere strette le linee ma quasi mai è riuscito a ripartire. L’unico vero pericolo Buffon lo ha corso alla mezz’ora quando Honda è volato alto su un cross dalla trequarti di Muntari e di testa ha costretto il portierone bianconero a gettarsi d’istinto sulla destra. Per il resto davvero poco con Menez quasi mai nel vivo del gioco ed El Shaarawy costretto più a controllare le discese di Lichtsteiner che non a pensare di infierire. TEVEZ ILLUMINA SAN SIRO – Nella ripresa il Milan ha cercato di allentare la pressione provando ad aumentare il possesso palla. Ma la Juve non gli ha dato respiro. Ha continuato a tenerlo nella propria trequarti e, dopo aver sfiorato il bersaglio con un altro tiro di Marchisio, è passata (71’): il gol lo ha firmato Tevez che ha triangolato al limite con Pogba e ha battuto da pochi passi Abbiati. INZAGHI, INUTILI CAMBI TATTICI – Inzaghi ha tentato il tutto per tutto, passando prima dal 4-2-3-1 con Bonaventura al posto di El Shaarawy e Torres davanti e poi al 4-4-2 con Pazzini seconda punta e Menez portato sull’esterno. Ma la musica non è cambiata. La Juve ha chiuso tutti gli spazi, non è mai andata in difficoltà e ha finito per far trascorrere senza patemi a Buffon gli ultimi minuti. E ora sotto con il Cesena, il calendario non concede respiro. MILAN-JUVENTUS 0-1 (0-0) Milan (4-3-3): Abbiati 6.5, Abate 6.5, Rami 6.5, Zapata 6, De Sciglio 6, Poli 6 (31? st Torres sv), De Jong 6, Muntari 6, Honda 6.5 (38? st Pazzini sv), Menez 6, El Sharaawy 6 (22? st Bonaventura 6) (1 Agazzi, 5 Mexes, 81 Zaccardo, 14 Albertazzi, 27 Armero, 21 Van Ginkel, 19 Niang). All.: Inzaghi. Juventus (3-5-2): Buffon 6.5, Caceres 6.5 (34? Ogbonna 6.5), Bonucci 6.5, Chiellini 6.5, Lichtsteiner 6.5 (38? st Romulo sv), Pereyra 7 (31? st Vidal sv), Marchisio 7, Pogba 6.5, Asamoah 6.5, Lloriente 6.5, Tevez 7 (30 Storari, 34 Rubinho, 33 Evra, 38 Mattiello, 20 Padoin, 7 Pepe, 11 Coman, 12 Giovinco, 9 Morata). All.: Allegri. Arbitro: Rizzoli 5.5. Reti: 26? st Tevez. Recupero: 3? e 3?. Angoli: 4-3 per la Juventus. Ammoniti: Marchisio, Ogbonna, Muntari, Torres, Asamoah per gioco falloso. Spettatori: 78mila circa.

Sempre più nel segno di Tevez. Per la terza volta in una settimana, l’“Apache” prende per mano la Juve e la tiene a punteggio pieno in vetta alla classifica dopo tre giornate. Come contro Udinese e Malmoe, è servita una giocata dell’attaccante argentino per togliere le castagne dal fuoco ad Allegri e consentirgli di prendersi una bella rivincita contro la società che lo aveva esonerato a gennaio. MILAN, UN KO CHE NON E’ UNA BOCCIATURA – Inzaghi incassa la prima amarezza della stagione ma il suo Milan non esce umiliato. Certo, al cospetto di una grande, la squadra rossonera ha mostrato di avere ancora grossi limiti di personalità. Ma i margini di crescita sono evidenti. Malgrado il ko, insomma, SuperPippo può comunque ritenersi soddisfatto anche se ai suoi stasera non sono quasi mai riuscite le ripartenze con Menez e El Shaarawy, le due frecce con cui il tecnico sperava di poter far male ai più blasonati rivali. E’ ANCORA LA JUVE DI CONTE – La Juve passa l’esame a pieni voti e si conferma ancora una squadra senza sbavature. Ha schiacciato i rivali per tutta la partita, ha avuto pazienza, ha saputo trovare la giocata giusta al momento giusto senza mai innervosirsi. E’ ancora la Juve di Conte. Ma Allegri, per ora, ha comunque il merito di aver tenute alte attenzione e motivazioni. INZAGHI RILANCIA EL SHAARAWY – Recuperato Chiellini, dopo la squalifica, ma con Vidal ancora non al meglio, Allegri ha messo in campo la migliore formazione possibile, preferendo Asamoah ad Evra sulla fascia sinistra. Inzaghi, costretto a rinunciare a tre pedine importanti, gli infortunati Diego Lopez, Alex e Bonera ha risposto dando spazio ad Abbiati, Rami e Zapata e riproponendo El Shaarawy invece di Bonaventura nel tridente d’attacco. TANTA JUVE MA SOLO UN PALO IN 45’ – La Juve ha preso subito in mano il comando delle operazioni, sfruttando la lucida regia di Marchisio e la serata d’ispirazione di Pereyra, e a più riprese ha mandato in affanno la retroguardia rossonera. Dopo un destro di poco oltre l’incrocio dell’ex Udinese, è stato Llorente (31’) a sciupare lo 0-1 con un destro addosso ad Abbiati da pochi passi. Quattro minuti più tardi (35’) non è andata meglio a Bonucci che da favorevole posizione non è riuscito a trovare la porta di nuca dopo un bel lancio illuminante di Marchisio. E al 38’ è stato lo stesso centrocampista azzurro a far gridare al gol i tifosi bianconeri con un sinistro da 25 mt che si è stampato in pieno sul palo. Milan-Juventus, il film della partita Navigazione per la galleria fotografica1 di 25 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow {} MILAN COSTRETTO A STRINGERE I DENTI – E il Milan? Ha stretto i denti, si è sacrificato cercando di tenere strette le linee ma quasi mai è riuscito a ripartire. L’unico vero pericolo Buffon lo ha corso alla mezz’ora quando Honda è volato alto su un cross dalla trequarti di Muntari e di testa ha costretto il portierone bianconero a gettarsi d’istinto sulla destra. Per il resto davvero poco con Menez quasi mai nel vivo del gioco ed El Shaarawy costretto più a controllare le discese di Lichtsteiner che non a pensare di infierire. TEVEZ ILLUMINA SAN SIRO – Nella ripresa il Milan ha cercato di allentare la pressione provando ad aumentare il possesso palla. Ma la Juve non gli ha dato respiro. Ha continuato a tenerlo nella propria trequarti e, dopo aver sfiorato il bersaglio con un altro tiro di Marchisio, è passata (71’): il gol lo ha firmato Tevez che ha triangolato al limite con Pogba e ha battuto da pochi passi Abbiati. INZAGHI, INUTILI CAMBI TATTICI – Inzaghi ha tentato il tutto per tutto, passando prima dal 4-2-3-1 con Bonaventura al posto di El Shaarawy e Torres davanti e poi al 4-4-2 con Pazzini seconda punta e Menez portato sull’esterno. Ma la musica non è cambiata. La Juve ha chiuso tutti gli spazi, non è mai andata in difficoltà e ha finito per far trascorrere senza patemi a Buffon gli ultimi minuti. E ora sotto con il Cesena, il calendario non concede respiro. MILAN-JUVENTUS 0-1 (0-0) Milan (4-3-3): Abbiati 6.5, Abate 6.5, Rami 6.5, Zapata 6, De Sciglio 6, Poli 6 (31′ st Torres sv), De Jong 6, Muntari 6, Honda 6.5 (38′ st Pazzini sv), Menez 6, El Sharaawy 6 (22′ st Bonaventura 6) (1 Agazzi, 5 Mexes, 81 Zaccardo, 14 Albertazzi, 27 Armero, 21 Van Ginkel, 19 Niang). All.: Inzaghi. Juventus (3-5-2): Buffon 6.5, Caceres 6.5 (34′ Ogbonna 6.5), Bonucci 6.5, Chiellini 6.5, Lichtsteiner 6.5 (38′ st Romulo sv), Pereyra 7 (31′ st Vidal sv), Marchisio 7, Pogba 6.5, Asamoah 6.5, Lloriente 6.5, Tevez 7 (30 Storari, 34 Rubinho, 33 Evra, 38 Mattiello, 20 Padoin, 7 Pepe, 11 Coman, 12 Giovinco, 9 Morata). All.: Allegri. Arbitro: Rizzoli 5.5. Reti: 26′ st Tevez. Recupero: 3′ e 3′. Angoli: 4-3 per la Juventus. Ammoniti: Marchisio, Ogbonna, Muntari, Torres, Asamoah per gioco falloso. Spettatori: 78mila circa.