EAV SOTTO PROCESSO PER INTERRUZIONE DI SERVIZIO PUBBLICO, DA VICO EQUENSE LA DENUNCIA

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Adesso, per la prima volta nella storia, c’è qualcuno che finisce a processo per il disastro trasporti e i bus fantasma. Adesso c’è qualcuno che dovrà entrare in un’aula di tribunale da imputato eccellente per difendersi da accuse pesanti come macigni. Perché i bus fermi, rotti, senza benzina, che lasciano a terra pendolari e anziani o che si piantano in mezzo alla strada mentre dovrebbero raggiungere senza intoppi gli Scavi di Pompei, il centro storico di Sorrento o il lungomare di Napoli rappresentano immagini troppo crude, da spazzare via al più presto, che minano di continuo la proposta turistica e che fanno il giro del mondo. Un’indagine partita da lontano, da quando un “piccolo” assessore – stanco per i disservizi – si fa coraggio, va dai carabinieri, sbatte i pugni sul tavolo e riempie le pagine dei verbali. E’ Antonio Di Martino, elemento di punta dell’amministrazione comunale di Vico Equense del sindaco Gennaro Cinque, che firma una dettagliata denuncia scagliandosi senza fronzoli contro gli ex vertici di Eav Bus, Roberto Pepe e Paolo Como, all’epoca amministratore unico e liquidatore della società di trasporto pubblico. Da qui parte l’inchiesta sfociata poi con il doppio rinvio a giudizio. La causa partirà il prossimo 13 febbraio e vedrà il Comune costituirsi parte civile. Un’indagine comunque delicata, quella che ha portato alla citazione diretta a giudizio degli ex elementi di punta della società di trasporto, ora sott’accusa per interruzione di pubblico servizio. La Procura della Repubblica di Napoli ha lavorato a fondo sulla querelle studiando al meglio l’emergenza più acuta, quella del 2010-2012, quando proprio Vico Equense divenne la “capitale” della vergogna. Frazioni collinari isolate, corse di colpo soppresse e senza alcun tipo di preavviso per i viaggiatori. Studenti obbligati a raggiungere la scuola con mezzi privati, alternativi, con un sensibile aumento dei costi. Senza parlare dei lavoratori o degli anziani. Il caso assunse contorni inquietanti quando addirittura, in pieno centro, fu organizzato un pacifico sit-in di protesta contro i vertici di Eav e della Regione Campania. Polemiche incandescenti con una folla di pendolari inferociti anche contro Sergio Vetrella, ieri come oggi assessore vicino al governatore Stefano Caldoro e titolare della delega ai trasporti. Fu allora che un suo “collega”, Antonio Di Martino, in pochi giorni mise su un lavoro da “detective” prestato alla politica e alla giustizia. Mentre inviava lettere di proteste a Prefettura ed Eav, raccoglieva pure le lamentele della gente. Ne uscì fuori un faldone: all’interno ritagli di stampa, comunicazioni al cianuro giunte in municipio da residenti e viaggiatori, verbali delle forze dell’ordine, note del comando di polizia municipale. La stazione dei carabinieri di Vico Equense incamerò tutto il materiale per attivarsi. Di conseguenza, la Procura di Napoli aprì un fascicolo d’indagine. A inizio estate la svolta tanto attesa. Una fumata bianca che sfocia in un processo. Il sostituto procuratore Anna Frasca chiede e ottiene dal Tribunale di Napoli l’emanazione di un decreto di citazione diretta a giudizio per l’ex amministratore unico di Eav bus, Pepe, e il liquidatore Como imputati per interruzione di pubblico servizio.

Adesso, per la prima volta nella storia, c’è qualcuno che finisce a processo per il disastro trasporti e i bus fantasma. Adesso c’è qualcuno che dovrà entrare in un’aula di tribunale da imputato eccellente per difendersi da accuse pesanti come macigni. Perché i bus fermi, rotti, senza benzina, che lasciano a terra pendolari e anziani o che si piantano in mezzo alla strada mentre dovrebbero raggiungere senza intoppi gli Scavi di Pompei, il centro storico di Sorrento o il lungomare di Napoli rappresentano immagini troppo crude, da spazzare via al più presto, che minano di continuo la proposta turistica e che fanno il giro del mondo. Un’indagine partita da lontano, da quando un “piccolo” assessore – stanco per i disservizi – si fa coraggio, va dai carabinieri, sbatte i pugni sul tavolo e riempie le pagine dei verbali. E’ Antonio Di Martino, elemento di punta dell’amministrazione comunale di Vico Equense del sindaco Gennaro Cinque, che firma una dettagliata denuncia scagliandosi senza fronzoli contro gli ex vertici di Eav Bus, Roberto Pepe e Paolo Como, all’epoca amministratore unico e liquidatore della società di trasporto pubblico. Da qui parte l’inchiesta sfociata poi con il doppio rinvio a giudizio. La causa partirà il prossimo 13 febbraio e vedrà il Comune costituirsi parte civile. Un’indagine comunque delicata, quella che ha portato alla citazione diretta a giudizio degli ex elementi di punta della società di trasporto, ora sott’accusa per interruzione di pubblico servizio. La Procura della Repubblica di Napoli ha lavorato a fondo sulla querelle studiando al meglio l’emergenza più acuta, quella del 2010-2012, quando proprio Vico Equense divenne la “capitale” della vergogna. Frazioni collinari isolate, corse di colpo soppresse e senza alcun tipo di preavviso per i viaggiatori. Studenti obbligati a raggiungere la scuola con mezzi privati, alternativi, con un sensibile aumento dei costi. Senza parlare dei lavoratori o degli anziani. Il caso assunse contorni inquietanti quando addirittura, in pieno centro, fu organizzato un pacifico sit-in di protesta contro i vertici di Eav e della Regione Campania. Polemiche incandescenti con una folla di pendolari inferociti anche contro Sergio Vetrella, ieri come oggi assessore vicino al governatore Stefano Caldoro e titolare della delega ai trasporti. Fu allora che un suo “collega”, Antonio Di Martino, in pochi giorni mise su un lavoro da “detective” prestato alla politica e alla giustizia. Mentre inviava lettere di proteste a Prefettura ed Eav, raccoglieva pure le lamentele della gente. Ne uscì fuori un faldone: all’interno ritagli di stampa, comunicazioni al cianuro giunte in municipio da residenti e viaggiatori, verbali delle forze dell’ordine, note del comando di polizia municipale. La stazione dei carabinieri di Vico Equense incamerò tutto il materiale per attivarsi. Di conseguenza, la Procura di Napoli aprì un fascicolo d’indagine. A inizio estate la svolta tanto attesa. Una fumata bianca che sfocia in un processo. Il sostituto procuratore Anna Frasca chiede e ottiene dal Tribunale di Napoli l’emanazione di un decreto di citazione diretta a giudizio per l’ex amministratore unico di Eav bus, Pepe, e il liquidatore Como imputati per interruzione di pubblico servizio.