Minacce all’avvocato Pisani, legale della famiglia di Ciro Esposito: «Sei un infame». Indaga la Digos

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Napoli. «Infame, lascia stare De Santis. Te lo ripeto: lascia stare Daniele De Santis. Siete tutti peggio della camorra». Poche ma sentite parole, quanto basta a far scattare un’indagine contro chi, ieri mattina, ha telefonato all’avvocato Angelo Pisani che, insieme con il fratello Sergio, assiste la famiglia di Ciro Esposito, morto per le conseguenze del grave ferimento per i colpi esplosi dallo stesso ultrà giallorosso Daniele De Santis, la sera del 3 maggio a Roma. Una telefonata anonima che, seppur priva di esplicite minacce di morte, non può essere né viene sottovalutata. Per questo ora indaga la Digos della Questura di Napoli, cui il legale si è subito rivolto dopo aver parlato con lo sconosciuto. Voce giovanile e, pare, dal marcato accento romanesco. Ma ricostruiamo i fatti. Sono le 13.03 di ieri mattina e Pisani si trova all’interno del Parco Verde di Caivano, dove si sta svolgendo un sopralluogo nell’ambito delle indagini sulle morti sospette di alcune bambine precipitate nel vuoto da un palazzo. Squilla il suo telefonino, il numero in entrata viene registrato come «privato». Pisani ha solo il tempo di rispondere che il suo interlocutore scandisce per tre volte la stessa frase: «Infame, lascia stare De Santis. Lascia stare De Santis, lascialo stare hai capito bene?». Prima di riattaccare l’anonimo si congeda così: «Siete peggio della camorra». Poche ore dopo il penalista, dopo aver informato un funzionario della Digos, si reca in commissariato per formalizzare denuncia contro ignoti. Saranno i controlli dei tabulati telefonici a indicare se quella chiamata sia partita da un telefono «schermato» (protetto cioè dal codice che ne impedisce di leggere il numero) o se sia stata fatta da un telefono pubblico. La bravata di qualche idiota? Il gesto di un mitomane, o qualcosa di più serio? La cautela è d’obbligo. Fatto sta però che appare inquietante questa telefonata che arriva, guarda caso, proprio nel momento in cui i riflettori si sono nuovamente accesi sugli scontri del prepartita di Fiorentina-Napoli con colpi di scena, nuove perizie e inediti referti medici contrastanti l’uno con l’altro. «Preoccupato? No – risponde Pisani – Ma era giusto che segnalassi tutto alla Polizia. Per quel che riguarda me e mio fratello, in qualità di legali che assistono i familiari del povero Ciro abbiamo più volte auspicato il rasserenamento di un clima che anziché alleggerirsi mi pare si stia facendo sempre più pesante. E questo non giova a nessuno. Nella consapevolezza che ciascuno deve fare sempre il proprio dovere, noi andremo avanti nella ricerca della verità dei fatti e non saranno certo anonimi e velate minacce a fermarci». A oltre quattro mesi dalla tragedia che portò alla morte del 28enne di Scampia stiamo assistendo a novità investigative sulle quali la valutazione spetta adesso al gip Giacomo Ebner. Due gli elementi dirompenti: il primo, supportato da alcuni esami suppletivi eseguiti dal Racis dei carabinieri di Roma, che dopo aver evidenziato tracce di sangue compatibile con quello di De Santis su alcuni indumenti di Ciro, renderebbe compatibile l’ipotesi di una maxi- rissa tra tifosi napoletani e romanisti; e poi quattro tagli sull’addome di «Gastone», indagato per l’omicidio di Esposito, ferite refertate solo all’ospedale di Viterbo e non dai medici del Policlinico Gemelli, in sede di primo ricovero. Proprio su tali circostanze nei giorni scorsi si era pronunciato Pisani, che aveva anzi chiesto di indagare De Santis e i suoi presunti complici per tentata strage, oltre che per l’omicidio volontario di Ciro. «A questo punto – aveva sottolineato Pisani – dobbiamo difendere la verità e fermare illazioni e commenti privi di certi riscontri probatori che non aiutano la giustizia e non fanno bene allo sport e alla memoria di Ciro Esposito». (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

Napoli. «Infame, lascia stare De Santis. Te lo ripeto: lascia stare Daniele De Santis. Siete tutti peggio della camorra». Poche ma sentite parole, quanto basta a far scattare un’indagine contro chi, ieri mattina, ha telefonato all’avvocato Angelo Pisani che, insieme con il fratello Sergio, assiste la famiglia di Ciro Esposito, morto per le conseguenze del grave ferimento per i colpi esplosi dallo stesso ultrà giallorosso Daniele De Santis, la sera del 3 maggio a Roma. Una telefonata anonima che, seppur priva di esplicite minacce di morte, non può essere né viene sottovalutata. Per questo ora indaga la Digos della Questura di Napoli, cui il legale si è subito rivolto dopo aver parlato con lo sconosciuto. Voce giovanile e, pare, dal marcato accento romanesco. Ma ricostruiamo i fatti. Sono le 13.03 di ieri mattina e Pisani si trova all’interno del Parco Verde di Caivano, dove si sta svolgendo un sopralluogo nell’ambito delle indagini sulle morti sospette di alcune bambine precipitate nel vuoto da un palazzo. Squilla il suo telefonino, il numero in entrata viene registrato come «privato». Pisani ha solo il tempo di rispondere che il suo interlocutore scandisce per tre volte la stessa frase: «Infame, lascia stare De Santis. Lascia stare De Santis, lascialo stare hai capito bene?». Prima di riattaccare l’anonimo si congeda così: «Siete peggio della camorra». Poche ore dopo il penalista, dopo aver informato un funzionario della Digos, si reca in commissariato per formalizzare denuncia contro ignoti. Saranno i controlli dei tabulati telefonici a indicare se quella chiamata sia partita da un telefono «schermato» (protetto cioè dal codice che ne impedisce di leggere il numero) o se sia stata fatta da un telefono pubblico. La bravata di qualche idiota? Il gesto di un mitomane, o qualcosa di più serio? La cautela è d’obbligo. Fatto sta però che appare inquietante questa telefonata che arriva, guarda caso, proprio nel momento in cui i riflettori si sono nuovamente accesi sugli scontri del prepartita di Fiorentina-Napoli con colpi di scena, nuove perizie e inediti referti medici contrastanti l’uno con l’altro. «Preoccupato? No – risponde Pisani – Ma era giusto che segnalassi tutto alla Polizia. Per quel che riguarda me e mio fratello, in qualità di legali che assistono i familiari del povero Ciro abbiamo più volte auspicato il rasserenamento di un clima che anziché alleggerirsi mi pare si stia facendo sempre più pesante. E questo non giova a nessuno. Nella consapevolezza che ciascuno deve fare sempre il proprio dovere, noi andremo avanti nella ricerca della verità dei fatti e non saranno certo anonimi e velate minacce a fermarci». A oltre quattro mesi dalla tragedia che portò alla morte del 28enne di Scampia stiamo assistendo a novità investigative sulle quali la valutazione spetta adesso al gip Giacomo Ebner. Due gli elementi dirompenti: il primo, supportato da alcuni esami suppletivi eseguiti dal Racis dei carabinieri di Roma, che dopo aver evidenziato tracce di sangue compatibile con quello di De Santis su alcuni indumenti di Ciro, renderebbe compatibile l’ipotesi di una maxi- rissa tra tifosi napoletani e romanisti; e poi quattro tagli sull’addome di «Gastone», indagato per l’omicidio di Esposito, ferite refertate solo all’ospedale di Viterbo e non dai medici del Policlinico Gemelli, in sede di primo ricovero. Proprio su tali circostanze nei giorni scorsi si era pronunciato Pisani, che aveva anzi chiesto di indagare De Santis e i suoi presunti complici per tentata strage, oltre che per l’omicidio volontario di Ciro. «A questo punto – aveva sottolineato Pisani – dobbiamo difendere la verità e fermare illazioni e commenti privi di certi riscontri probatori che non aiutano la giustizia e non fanno bene allo sport e alla memoria di Ciro Esposito». (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)