Higuain: «Lo dimostriamo: siamo forti dentro. Ho parlato con Benitez, non volevo perdermi questo match»

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Si è ripresentato sul luogo del delitto. Stessa area di rigore, stessa distanza: undici metri spalancarono domenica al Napoli le porte dell’inferno, undici metri hanno riavvicinato la squadra alla vittoria e al suo pubblico. Il successo contro lo Sparta Praga è stato costruito sul rigore vincente di Higuain. «Non ho mai pensato di sbagliare, sono andato sul dischetto per fare gole basta». Parole da leader ritrovato e anche un tantino arrabbiato. Avevano lasciato il segno le delusioni e le chiacchiere dopo la sconfitta con il Chievo. Ovviamente è iniziata male anche ieri sera, con un paio di gol falliti prima del vantaggio ospite. «Ma noi dovevamo vincere, volevamo questi tre punti, abbiamo lavorato per questo» confessa Gonzalo, finalmente sorridente al fischio finale, e su di tono dopo le ultime gare incolori. Il rigore è stato il primo mattone della vittoria contro i volenterosi ceki, per la verità sprovveduti in difesa. Tante similitudini con il penalty fallito contro i veronesi, anche l’angolo di tiro. «Ho voluto tirare nello stesso lato senza cambiare. Quando ho messo la palla sul dischetto mi sono detto: non pensare all’errore di domenica, vai e segna. Ho calciato convinto di fare gol, non mi è mai passata per la testa l’idea di poter fallire ancora». Il Napoli tira un sospiro di sollievo, la vittoria europea è puro balsamo per il morale della truppa. Il calcio è questo, molto strano: meglio contro il Chievo dove non è arrivata nemmeno la briciola di un punto. Ieri sera però il battesimo in Europa League è stato positivo, non determinante ma comunque sufficiente. «Partite come queste vanno vinte – dice il Pipita – siamo scesi in campo per i tre punti perché era fondamentale iniziare il girone con una vittoria». Higuain ha visto un grande Napoli, la dedica è ovviamente per la gente nonostante ieri si sia giocato in un San Paolo semideserto. «I nostri tifosi hanno provato una forte delusione domenica, era nostro dovere dimostrare a tutti che siamo forti e che avevamo una gran voglia di rialzarci. Noi crediamo nella nostra forza». Non sarà facile smaltire la delusione europea, l’Europa League non è la Champions ma ha sempre il fascino delle gare internazionali. Quelle che piacciono a Higuain: «L’anno scorso abbiamo disputato partite bellissime e siamo usciti per differenza reti. Cambia la competizione ma è nostra intenzione continuare a giocare sfide di altissimo livello». Insomma una partita di carattere, quello che spesso è sembrato mancare alla squadra di Benitez. «Abbiamo carattere, volevamo dimostrarlo e ce l’abbiamo fatta. Poi si sa come sono le partite, a volte vanno bene, a volte male. Ma noi dovevamo far vedere al nostro pubblico che siamo forti dentro e che vogliamo sempre vincere». Bisogna riprendere il passo di dodici mesi fa: fenomenale era stato l’avvio di stagione in campionato e in Europa, balbettante questa volta. L’obiettivo è ben chiaro nella mente del bomber argentino: «L’ideale sarebbe ripetere quel tipo di prestazioni. Penso che abbiamo le potenzialità per continuare a giocare quei grandi match». Ancora all’asciutto in campionato, Higuain mette adesso Udine nel mirino: la sostituzione nel finale di gara non nasconde alcun contrattempo, il Pipita ha bisogno di giocare spesso per carburare in fretta. Alla faccia dell’affaticamento muscolare e delle preoccupazioni della vigilia: «Ho parlato con Benitez e gli ho detto che ero al cento per cento, non volevo perdermi questa partita». Doveva cancellare l’errore dal dischetto e dal dischetto è iniziata la risalita. (Angelo Rossi – Il Mattino)

Si è ripresentato sul luogo del delitto. Stessa area di rigore, stessa distanza: undici metri spalancarono domenica al Napoli le porte dell’inferno, undici metri hanno riavvicinato la squadra alla vittoria e al suo pubblico. Il successo contro lo Sparta Praga è stato costruito sul rigore vincente di Higuain. «Non ho mai pensato di sbagliare, sono andato sul dischetto per fare gole basta». Parole da leader ritrovato e anche un tantino arrabbiato. Avevano lasciato il segno le delusioni e le chiacchiere dopo la sconfitta con il Chievo. Ovviamente è iniziata male anche ieri sera, con un paio di gol falliti prima del vantaggio ospite. «Ma noi dovevamo vincere, volevamo questi tre punti, abbiamo lavorato per questo» confessa Gonzalo, finalmente sorridente al fischio finale, e su di tono dopo le ultime gare incolori. Il rigore è stato il primo mattone della vittoria contro i volenterosi ceki, per la verità sprovveduti in difesa. Tante similitudini con il penalty fallito contro i veronesi, anche l’angolo di tiro. «Ho voluto tirare nello stesso lato senza cambiare. Quando ho messo la palla sul dischetto mi sono detto: non pensare all’errore di domenica, vai e segna. Ho calciato convinto di fare gol, non mi è mai passata per la testa l’idea di poter fallire ancora». Il Napoli tira un sospiro di sollievo, la vittoria europea è puro balsamo per il morale della truppa. Il calcio è questo, molto strano: meglio contro il Chievo dove non è arrivata nemmeno la briciola di un punto. Ieri sera però il battesimo in Europa League è stato positivo, non determinante ma comunque sufficiente. «Partite come queste vanno vinte – dice il Pipita – siamo scesi in campo per i tre punti perché era fondamentale iniziare il girone con una vittoria». Higuain ha visto un grande Napoli, la dedica è ovviamente per la gente nonostante ieri si sia giocato in un San Paolo semideserto. «I nostri tifosi hanno provato una forte delusione domenica, era nostro dovere dimostrare a tutti che siamo forti e che avevamo una gran voglia di rialzarci. Noi crediamo nella nostra forza». Non sarà facile smaltire la delusione europea, l’Europa League non è la Champions ma ha sempre il fascino delle gare internazionali. Quelle che piacciono a Higuain: «L’anno scorso abbiamo disputato partite bellissime e siamo usciti per differenza reti. Cambia la competizione ma è nostra intenzione continuare a giocare sfide di altissimo livello». Insomma una partita di carattere, quello che spesso è sembrato mancare alla squadra di Benitez. «Abbiamo carattere, volevamo dimostrarlo e ce l’abbiamo fatta. Poi si sa come sono le partite, a volte vanno bene, a volte male. Ma noi dovevamo far vedere al nostro pubblico che siamo forti dentro e che vogliamo sempre vincere». Bisogna riprendere il passo di dodici mesi fa: fenomenale era stato l’avvio di stagione in campionato e in Europa, balbettante questa volta. L’obiettivo è ben chiaro nella mente del bomber argentino: «L’ideale sarebbe ripetere quel tipo di prestazioni. Penso che abbiamo le potenzialità per continuare a giocare quei grandi match». Ancora all’asciutto in campionato, Higuain mette adesso Udine nel mirino: la sostituzione nel finale di gara non nasconde alcun contrattempo, il Pipita ha bisogno di giocare spesso per carburare in fretta. Alla faccia dell’affaticamento muscolare e delle preoccupazioni della vigilia: «Ho parlato con Benitez e gli ho detto che ero al cento per cento, non volevo perdermi questa partita». Doveva cancellare l’errore dal dischetto e dal dischetto è iniziata la risalita. (Angelo Rossi – Il Mattino)