Napoli. Casa di Ù. Maria Pia Daidone in “Oro Nero”, a cura di Tiziana de Tora.

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Ù Arte opening
mercoledì 24 settembre 2014, ore 19.00

Maria Pia Daidone
“ORO NERO” 
24 settembre – 7 ottobre 2014

A cura di Tiziana De Tora
Artstudio’93

Mercoledì 24 settembre 2014, alle ore 19.00, le sale di Casa di Ù, in Via Carelli 19, ospiteranno la prima mostra del progetto “U Arte”, dedicato all’arte contemporanea, dal titolo “Oro Nero”, dell’artista Maria Pia Daidone.

La mostra della scultrice napoletana segna l’inizio di un nuovo ciclo e celebra l’apertura di Ù Arte, un inedito spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea in tutte le sue declinazioni.
“Oro Nero” è il titolo di un percorso attraverso le suggestive opere di Maria Pia Daidone, artista dall’impronta fortemente materica, dedita da anni alla manipolazione e trasformazione creativa dei materiali.
“Scultrice” è solo un’etichetta, perché la Daidone attraversa l’arte mediante l’uso di cartone, rame, legno, creando elementi scultorei, ma anche pittorico/segnici e immergendoli spesso in teche di plexiglas, per preservarne la memoria, componente sempre presente nelle sue creazioni, dai libri d’artista, alle valigie della memoria appunto, in cui ognuno può preservare/conservare le proprie esperienze, i sogni, gli incubi e le presenze dell’immaginario. Di volta in volta, un semplice brandello di cartone ci appare come “ordito” o corteccia d’albero, oppure tra le sue trame dorate scorgiamo un “uccello in volo” o dei “fiori dorati”.
“La ricerca della natura è fondamentale; è importante studiarla con l’occhio del cuore e della mente per scoprire ciò che nasconde. (…) La mia indagine attuale s’incentra sullo studio dei materiali. Ho privilegiato il rame, il cartone, il plexiglas. Il primo perché è duttile nella lavorazione, ricorda la sacralità, dà energia e ha la luminosità accesa dell’oro. Il secondo, con un’adeguata lavorazione, perde totalmente la propria identità e diventa altro. Il plexiglas usato come rivestimento esalta i materiali e li cristallizza in un’atmosfera senza tempo”.
Vedere le creazioni di Maria Pia Daidone è intraprendere un viaggio, con la mente e con il cuore, in mondi sospesi nel tempo, quasi mistici, in cui ogni elemento è impregnato di una sacralità inaspettata, che ci resta dentro lasciando un segno indelebile nella nostra memoria di osservatori.

La mostra resterà aperta fino al 7 ottobre 2014.

 

Scheda biografica di Maria Pia Daidone
a cura di Maurizio Vitiello

Maria Pia Daidone è nata a Napoli ed opera nello studio di Piazza IV Giornate, 64 (081.05.02.188). Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte “Filippo Palizzi”. Conclusa la maturità artistica, incomincia subito ad insegnare. Dopo alcuni anni di frequenza a scenografia, ritorna negli anni Novanta, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, diretta da Gianni Pisani, e segue i corsi di pittura di Carmine Di Ruggiero. Si diploma nel 1996 con la tesi “L’idea del volo nella poetica visiva di Paul Klee” per la cattedra di Storia dell’Arte, tenuta da Aurora Spinosa. Si è sempre interessata di pittura, oltre a comporre plastici, sezioni minime di architettura e scenografie presepiali. Dall’ ’89 all’inizio del ’95, privilegiando valenze simboliche in una trattazione materica, ha sottolineato un’allegorica linea pittorica. Dalla prima metà del ’95 ha maturato un registro informale rilasciando e siglando una molteplicità di emozioni. Lieviti ed orizzonti, segni e miti, campiture di luce e sottili presenze ludiche hanno informato un’attendibile ricerca. Nel ’96 sintetizza una visibilità dei contrassegni e degli umori materici definendo la prima serie di “Cerchi Graffiti”. Effetti segnici, prodotti da graffi, mentre solchi, segmenti e tracciati cromatici determinano un dettato dinamico e il definito anello visivo è corroso e striato. Quest’indagine è stata proseguita, con il conforto e il consenso critico, ed ha evidenziato una raggiunta “cifra” pittorica, resa con asciutta misura dall’artista. Maria Pia Daidone ha registrato e determinato, rilanciato e siglato un ventaglio di emozioni approdando ad una selezione di lavori, intitolata “Nonsolocerchi”, sviluppata tra il ’97 e il ’98. Negli ultimissimi mesi del ’98 ha preparato visioni ironiche, dai risvolti “pop” e senza dubbio originali, utilizzando i grattini del parcheggio, foglietti con le caselle argentate e ispirandosi alle figure degli “accertatori”, che spesso in coppia, o in gruppi di tre, vagano per i parcheggi col blocchetto delle multe per punire i trasgressori. Questa serie è stata intitolata “Accertamenti Metropolitani”. Da ricordare, in ultimo, che da sempre lavora con la carta. Dal 1995 ha intensificato quest’attività affrontando vari temi. Ha fissato, tra il 1998 e il 2000, con il più diverso materiale cartaceo, scene primarie che ancora oggi elabora e varia. Questi collages raccontano fabulisticamente o penetrano negli spaccati del nostro quotidiano. Dopo la fortunata ed apprezzata serie “Accertamenti Metropolitani” e le numerose variazioni sui collages, ha impostato un nuovo ciclo, realizzato in tecnica mista, che ha intitolato “Dame a Palazzo”, che ha presentato, in prima istanza, nella sede dell’Associazione Culturale “Passaggio Bianco”, allocata nel Cortile d’Onore di Palazzo Serra di Cassano di Napoli. In strette bacheche di plexiglas, sono raccolte su tele dal fondo nero o azzurro-blu, in una misurata sequenza di silenzi, successioni epocali di volti femminili con singolari copricapi, che ci rimandano, in particolare, preziosità rinascimentali, tracce settecentesche e riflessi di attraversamenti contemporanei.  I raffinati risultati, tra il pop e l’aristocratico, esplicitano ritratti carichi di metafore in cadenze mute. Dal 2001 al 2002, lavorando con colori e carte su tele, realizza la serie “Birilli”, che dal 2002 al 2006 sostanzia e sintetizza, anche su supporti lignei, con la conseguente serie “Sagome”. Nel 2007 e nel 2008 ha condensato, su vari supporti, il mondo umano ed il mondo animale con le sequenze “Macrostampelle”, “Valigie”  e “Zoophantasy”. Da ricordare, infine, che partecipa, dall’agosto 2005, all’attività espositiva del “Movimento Iperspazialista”. Di prestigio le seguenti esposizioni al “Museo Mineralogico Campano – Fondazione Discepolo”, di Vico Equense (Na), nel 2003, con la personale “Sagome per un Trittico”; al Museo Archeologico “Silio Italico”, sempre a Vico Equense (Na), nel 2004-5, con la personale “Sagome Mediterranee”; al “Museo dei Tarocchi”, di Riola di Vergato (Bo), nel 2007, con la partecipazione alla rassegna “22 Artisti per 22 Arcani”; all’illustre sede universitaria del “Museo Zoologico”, di Napoli, nel 2008-9, con la personale “Zoophantasy”; al PAN (Palazzo delle Arti Napoli) con la personale “Oronerorame”, a febbraio 2011; alla Biblioteca Comunale di Cameri (NO) con la collettiva “Arcaicità e Futuro Ecosostenibile”, a settembre-ottobre 2011; al Palazzo degli Alessandri, a Viterbo, per il Padiglione Italia della 54^ edizione de “La Biennale” di Venezia, che per volontà di Vittorio Sgarbi è intitolato “L’Arte non è Cosa Nostra”, a novembre-dicembre 2011; allo Studio Arte Fuori Centro, con “Rossorame”, curata da Loredana Rea, dal 21 febbraio a 9 marzo 2012; alla “Casetta della Musica”, a Latina,  con “33 donne amorose”, curata da Emanuela Bianchi e Massimo Pompeo, dal 25 febbraio al 13 aprile 2012; al “Lavatoio “Contumaciale”, a Roma, con “Eduardo Palumbo e Gli Amici”, curata da Leonardo Faccioli, Bianca Menna, Massimo Pompeo, dal 23 al 28 giugno 2012; alla “Saletta dell’Asilo Comunale”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Controventi Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello, dal 22 al 28 luglio 2012; a “Studio Arte Fuori Centro”, a Roma, con “Livres de poche”, curata da Loredana Rea, dal 26 giugno al 17 luglio 2012; al “Fortino di Sant’Antonio Abate”, a Bari, con “Contropiani Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello, dall’11 al 21 novembre 2012; a “Castel dell’Ovo”, a Napoli, con la “Biennale del libro d’artista”, II edizione, curata da Giovanni Donnarumma e Gennaro Ippolito, dal 1° al 16 dicembre 2012; alla “Saletta dell’Asilo Comunale”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Controventi Mediterranei 2”, curata da Maurizio Vitiello, dal 3 all’11 agosto 2013; a “Open Space”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Radici e Novità”, curata da Marisa Rizzato e Maurizio Vitiello, dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014; a “Il Ramo d’Oro”, a Napoli, con “Fuori dalla Crisi”, curata da Maurizio Vitiello, dall’8 al 23 febbraio 2014; al Centro Culturale “L’Approdo”, ad Avellino, con “Cavalcando la coda della crisi”, curata da Maurizio Vitiello, dal 12 aprile al 12 maggio 2014; ad “Arte/Studio Gallery”, a Benevento, con “Ororossorame”, curata da Maurizio Vitiello, dal 24 aprile al 13 maggio2014; al PAN, a Napoli, con “Incendium”, a giugno 2013; al PAN, a Napoli, con “Napoli per Gabo”, dal 17 al 28 settembre 2014.

Ù Arte opening
mercoledì 24 settembre 2014, ore 19.00

Maria Pia Daidone
“ORO NERO” 
24 settembre – 7 ottobre 2014

A cura di Tiziana De Tora
Artstudio'93

Mercoledì 24 settembre 2014, alle ore 19.00, le sale di Casa di Ù, in Via Carelli 19, ospiteranno la prima mostra del progetto “U Arte”, dedicato all'arte contemporanea, dal titolo “Oro Nero”, dell'artista Maria Pia Daidone.

La mostra della scultrice napoletana segna l'inizio di un nuovo ciclo e celebra l'apertura di Ù Arte, un inedito spazio espositivo dedicato all'arte contemporanea in tutte le sue declinazioni.
“Oro Nero” è il titolo di un percorso attraverso le suggestive opere di Maria Pia Daidone, artista dall'impronta fortemente materica, dedita da anni alla manipolazione e trasformazione creativa dei materiali.
“Scultrice” è solo un'etichetta, perché la Daidone attraversa l'arte mediante l'uso di cartone, rame, legno, creando elementi scultorei, ma anche pittorico/segnici e immergendoli spesso in teche di plexiglas, per preservarne la memoria, componente sempre presente nelle sue creazioni, dai libri d'artista, alle valigie della memoria appunto, in cui ognuno può preservare/conservare le proprie esperienze, i sogni, gli incubi e le presenze dell'immaginario. Di volta in volta, un semplice brandello di cartone ci appare come “ordito” o corteccia d'albero, oppure tra le sue trame dorate scorgiamo un “uccello in volo” o dei “fiori dorati”.
“La ricerca della natura è fondamentale; è importante studiarla con l'occhio del cuore e della mente per scoprire ciò che nasconde. (…) La mia indagine attuale s'incentra sullo studio dei materiali. Ho privilegiato il rame, il cartone, il plexiglas. Il primo perché è duttile nella lavorazione, ricorda la sacralità, dà energia e ha la luminosità accesa dell'oro. Il secondo, con un'adeguata lavorazione, perde totalmente la propria identità e diventa altro. Il plexiglas usato come rivestimento esalta i materiali e li cristallizza in un'atmosfera senza tempo”.
Vedere le creazioni di Maria Pia Daidone è intraprendere un viaggio, con la mente e con il cuore, in mondi sospesi nel tempo, quasi mistici, in cui ogni elemento è impregnato di una sacralità inaspettata, che ci resta dentro lasciando un segno indelebile nella nostra memoria di osservatori.

La mostra resterà aperta fino al 7 ottobre 2014.

 

Scheda biografica di Maria Pia Daidone
a cura di Maurizio Vitiello

Maria Pia Daidone è nata a Napoli ed opera nello studio di Piazza IV Giornate, 64 (081.05.02.188). Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte "Filippo Palizzi". Conclusa la maturità artistica, incomincia subito ad insegnare. Dopo alcuni anni di frequenza a scenografia, ritorna negli anni Novanta, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, diretta da Gianni Pisani, e segue i corsi di pittura di Carmine Di Ruggiero. Si diploma nel 1996 con la tesi "L’idea del volo nella poetica visiva di Paul Klee" per la cattedra di Storia dell’Arte, tenuta da Aurora Spinosa. Si è sempre interessata di pittura, oltre a comporre plastici, sezioni minime di architettura e scenografie presepiali. Dall' '89 all'inizio del '95, privilegiando valenze simboliche in una trattazione materica, ha sottolineato un'allegorica linea pittorica. Dalla prima metà del '95 ha maturato un registro informale rilasciando e siglando una molteplicità di emozioni. Lieviti ed orizzonti, segni e miti, campiture di luce e sottili presenze ludiche hanno informato un'attendibile ricerca. Nel '96 sintetizza una visibilità dei contrassegni e degli umori materici definendo la prima serie di "Cerchi Graffiti". Effetti segnici, prodotti da graffi, mentre solchi, segmenti e tracciati cromatici determinano un dettato dinamico e il definito anello visivo è corroso e striato. Quest'indagine è stata proseguita, con il conforto e il consenso critico, ed ha evidenziato una raggiunta "cifra" pittorica, resa con asciutta misura dall'artista. Maria Pia Daidone ha registrato e determinato, rilanciato e siglato un ventaglio di emozioni approdando ad una selezione di lavori, intitolata "Nonsolocerchi", sviluppata tra il '97 e il '98. Negli ultimissimi mesi del '98 ha preparato visioni ironiche, dai risvolti "pop" e senza dubbio originali, utilizzando i grattini del parcheggio, foglietti con le caselle argentate e ispirandosi alle figure degli "accertatori", che spesso in coppia, o in gruppi di tre, vagano per i parcheggi col blocchetto delle multe per punire i trasgressori. Questa serie è stata intitolata "Accertamenti Metropolitani". Da ricordare, in ultimo, che da sempre lavora con la carta. Dal 1995 ha intensificato quest'attività affrontando vari temi. Ha fissato, tra il 1998 e il 2000, con il più diverso materiale cartaceo, scene primarie che ancora oggi elabora e varia. Questi collages raccontano fabulisticamente o penetrano negli spaccati del nostro quotidiano. Dopo la fortunata ed apprezzata serie "Accertamenti Metropolitani" e le numerose variazioni sui collages, ha impostato un nuovo ciclo, realizzato in tecnica mista, che ha intitolato "Dame a Palazzo", che ha presentato, in prima istanza, nella sede dell'Associazione Culturale "Passaggio Bianco", allocata nel Cortile d'Onore di Palazzo Serra di Cassano di Napoli. In strette bacheche di plexiglas, sono raccolte su tele dal fondo nero o azzurro-blu, in una misurata sequenza di silenzi, successioni epocali di volti femminili con singolari copricapi, che ci rimandano, in particolare, preziosità rinascimentali, tracce settecentesche e riflessi di attraversamenti contemporanei.  I raffinati risultati, tra il pop e l'aristocratico, esplicitano ritratti carichi di metafore in cadenze mute. Dal 2001 al 2002, lavorando con colori e carte su tele, realizza la serie “Birilli”, che dal 2002 al 2006 sostanzia e sintetizza, anche su supporti lignei, con la conseguente serie “Sagome”. Nel 2007 e nel 2008 ha condensato, su vari supporti, il mondo umano ed il mondo animale con le sequenze “Macrostampelle”, “Valigie”  e “Zoophantasy”. Da ricordare, infine, che partecipa, dall’agosto 2005, all’attività espositiva del “Movimento Iperspazialista”. Di prestigio le seguenti esposizioni al “Museo Mineralogico Campano – Fondazione Discepolo”, di Vico Equense (Na), nel 2003, con la personale “Sagome per un Trittico”; al Museo Archeologico “Silio Italico”, sempre a Vico Equense (Na), nel 2004-5, con la personale “Sagome Mediterranee”; al “Museo dei Tarocchi”, di Riola di Vergato (Bo), nel 2007, con la partecipazione alla rassegna “22 Artisti per 22 Arcani”; all'illustre sede universitaria del “Museo Zoologico”, di Napoli, nel 2008-9, con la personale “Zoophantasy”; al PAN (Palazzo delle Arti Napoli) con la personale “Oronerorame”, a febbraio 2011; alla Biblioteca Comunale di Cameri (NO) con la collettiva “Arcaicità e Futuro Ecosostenibile”, a settembre-ottobre 2011; al Palazzo degli Alessandri, a Viterbo, per il Padiglione Italia della 54^ edizione de “La Biennale” di Venezia, che per volontà di Vittorio Sgarbi è intitolato “L’Arte non è Cosa Nostra”, a novembre-dicembre 2011; allo Studio Arte Fuori Centro, con “Rossorame”, curata da Loredana Rea, dal 21 febbraio a 9 marzo 2012; alla “Casetta della Musica”, a Latina,  con “33 donne amorose”, curata da Emanuela Bianchi e Massimo Pompeo, dal 25 febbraio al 13 aprile 2012; al “Lavatoio "Contumaciale”, a Roma, con “Eduardo Palumbo e Gli Amici”, curata da Leonardo Faccioli, Bianca Menna, Massimo Pompeo, dal 23 al 28 giugno 2012; alla “Saletta dell’Asilo Comunale”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Controventi Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello, dal 22 al 28 luglio 2012; a “Studio Arte Fuori Centro”, a Roma, con “Livres de poche”, curata da Loredana Rea, dal 26 giugno al 17 luglio 2012; al “Fortino di Sant’Antonio Abate”, a Bari, con “Contropiani Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello, dall’11 al 21 novembre 2012; a “Castel dell’Ovo”, a Napoli, con la “Biennale del libro d’artista”, II edizione, curata da Giovanni Donnarumma e Gennaro Ippolito, dal 1° al 16 dicembre 2012; alla “Saletta dell’Asilo Comunale”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Controventi Mediterranei 2”, curata da Maurizio Vitiello, dal 3 all’11 agosto 2013; a “Open Space”, a Cantalupo nel Sannio (IS), con “Radici e Novità”, curata da Marisa Rizzato e Maurizio Vitiello, dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014; a “Il Ramo d’Oro”, a Napoli, con “Fuori dalla Crisi”, curata da Maurizio Vitiello, dall’8 al 23 febbraio 2014; al Centro Culturale “L’Approdo”, ad Avellino, con “Cavalcando la coda della crisi”, curata da Maurizio Vitiello, dal 12 aprile al 12 maggio 2014; ad “Arte/Studio Gallery”, a Benevento, con “Ororossorame”, curata da Maurizio Vitiello, dal 24 aprile al 13 maggio2014; al PAN, a Napoli, con “Incendium”, a giugno 2013; al PAN, a Napoli, con “Napoli per Gabo”, dal 17 al 28 settembre 2014.