Martina Colombari Haiti , i bambini e Costacurta

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Giordano Brega su Affari Italiani fa un’interessante intervista a Martina Colombari in primis sui bimbi ad Haiti 

“Prendere questi corpicini senza vita, scrivere la data della loro morte e metterli nelle piccole bare in cartone… quando tu tocchi così con mano e pensi che sono morti perché non avevano da mangiare, non per vecchiaia o una malattia…. quella è la cosa più sconvolgente”. Martina Colombari racconta in un’intervista adAffari (a margine dell’Italian Leadership Awards organizzata da HRD Training Group e Roberto Re) la sua esperienza di testimonial, ma anche volontaria sul campo per aiutare la popolazione di Haiti.

Un viaggio iniziato per la prima volta cinque anni fa. “Il 5 novembre sarò di nuovo lì”.

Ma la moglie di Costacurta parla anche del suo Billy, che alcuni rumors in primavera accostarono al Milan (tra i possibili successori di Max Allegri, poi rimasto sulla panca rossonera):  “E’ cresciuto lì, credo che gli farebbe piacere l’idea di ritornare in questa società o vestire quei colori”.

E annuncia due nuovi film prossimamente in uscita…

ECCO L’INTERVISTA

Ci racconta il suo ruolo per Haiti. Lei non è solo testimonial, ma anche volontaria?
“Sono volontaria e testimonial per la fondazione Francesca Rava. Ho iniziato cinque anni fa a collaborare con loro. La fondazione ha iniziato questa attività dalla volontà di Maria Vittoria Rava, il nostro presidente, quando dieci anni fa perse la sorella in un incidente stradale. Lei faceva già delle consulenze gratuite, essendo un avvocato, per la fondazione mondiale Nph (Nuestros Pequenos Hermanos, nata nel 1957, ndr) cui noi apparteniamo. Io li ho conosciuti durante una serata di gala con raccolta fondi al Teatro alla Scala. Proiettarono un filmato durante la cena che mi colpì tantissimo e da lì andai a trovarli in fondazione per scoprire anche quali erano i loro progetti, come intervenivano sull’isola e quali fossero le problematiche di quest’isola. Perché io non conoscevo Haiti. Come tanti di noi non sapevo che era l’altra metà di Santo Domingo. E soprattutto non sapevo che fosse un Paese del quarto mondo, dove un bimbo su tre non arriva a cinque anni di vita e un haitiano su due vive con meno di due dollari al giorno. Mi si è aperto un mondo, ma soprattutto una necessità di andare a scoprire, a mettere il naso in questa realtà. Forse è anche arrivato in un momento giusto della mia vita. Forse perché sono mamma e quindi tutto quello che fa soffrire questi bambini mi tocca particolarmente. E sono andata ad Haiti cinque anni fa per la prima volta….”

CLICCA QUI PER LA VIDEO-INTERVISTA DI MARTINA COLOMBARI AD AFFARI
 

Cos’è che l’ha colpita di più nelle sue esperienze sull’isola?
“Vedere raccogliere i corpicini senza vita di questi bambini con le mie mani…. non erano riusciti a sopravvivere durante la notte. Là abbiamo un ospedale molto grande, il Saint Damien, accoglie 80mila bambini l’anno ed è l’unico pediatrico sull’isola. Durante la giornata ci sono tantissime mamme e papà che portano i loro figli e si crea questa fila dal cancello che arriva sino in strada. Tanti bimbi vengono ricoverati per malattie curabilissime, proprio a causa della malnutrizione. Ogni mattina – nella cappella a fianco dell’ospedale vicino a dove noi dormiamo – si celebra un funerale e una messa per i bambini che durante la notte non ce l’hanno fatta. Prendere questi corpicini senza vita, scrivere la data della loro morte e metterli nelle piccole bare in cartone… quando tu tocchi così con mano e pensi che sono morti perché non avevano da mangiare, non per vecchiaia o una malattia…. quella è la cosa più sconvolgente”

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Quando tornerà ad Haiti?
“Il 5 novembre e starò lì una settimana circa”

Cambiando argomento, quali saranno i suoi prossimi impegni nel mondo dello spettacolo?
“In primavera uscirà un film che ho fatto con la regia di Giorgio Molteni che si chiama ‘Bologna 2 agosto, i giorni della collera’. Si rifà alla tragedia della stazione di Bologna nel 1980. Poi ci sarà anche ‘Barbara ed io’, una commedia un po’ melodrammatica e un po’ surreale. Si tratta di un’opera prima di un regista napoletano che si chiama Raffaele Esposito. Io interpreto il ruolo di una mamma, un’amante, una pazza… talmente sopra le righe che fa quasi tenerezza, ma ne combina di tutti i colori”

Lei è sposata con Billy Costacurta che, a un certo punto, la scorsa primavera fu accostato per un possibile ritorno al Milan nel caso fosse partito Max Allegri. Lui sogna di allenare la squadra rossonera?
“Lui è cresciuto nel Milan. Tranne il primo anno della sua carriera che ha giocato a Monza, poi ha passato venticinque anni al Milan, è normale che questa squadra ce l’ha nel cuore. Credo che gli farebbe piacere l’idea di ritornare in questa società o vestire quei colori”.

IL VIDEO: Martina Colombari a Verissimo

Giordano Brega su Affari Italiani fa un'interessante intervista a Martina Colombari in primis sui bimbi ad Haiti 

"Prendere questi corpicini senza vita, scrivere la data della loro morte e metterli nelle piccole bare in cartone… quando tu tocchi così con mano e pensi che sono morti perché non avevano da mangiare, non per vecchiaia o una malattia…. quella è la cosa più sconvolgente". Martina Colombari racconta in un'intervista adAffari (a margine dell'Italian Leadership Awards organizzata da HRD Training Group e Roberto Rela sua esperienza di testimonial, ma anche volontaria sul campo per aiutare la popolazione di Haiti.

Un viaggio iniziato per la prima volta cinque anni fa. "Il 5 novembre sarò di nuovo lì".

Ma la moglie di Costacurta parla anche del suo Billy, che alcuni rumors in primavera accostarono al Milan (tra i possibili successori di Max Allegri, poi rimasto sulla panca rossonera):  "E' cresciuto lì, credo che gli farebbe piacere l'idea di ritornare in questa società o vestire quei colori".

E annuncia due nuovi film prossimamente in uscita…

ECCO L'INTERVISTA

Ci racconta il suo ruolo per Haiti. Lei non è solo testimonial, ma anche volontaria?
"Sono volontaria e testimonial per la fondazione Francesca Rava. Ho iniziato cinque anni fa a collaborare con loro. La fondazione ha iniziato questa attività dalla volontà di Maria Vittoria Rava, il nostro presidente, quando dieci anni fa perse la sorella in un incidente stradale. Lei faceva già delle consulenze gratuite, essendo un avvocato, per la fondazione mondiale Nph (Nuestros Pequenos Hermanos, nata nel 1957, ndr) cui noi apparteniamo. Io li ho conosciuti durante una serata di gala con raccolta fondi al Teatro alla Scala. Proiettarono un filmato durante la cena che mi colpì tantissimo e da lì andai a trovarli in fondazione per scoprire anche quali erano i loro progetti, come intervenivano sull'isola e quali fossero le problematiche di quest'isola. Perché io non conoscevo Haiti. Come tanti di noi non sapevo che era l'altra metà di Santo Domingo. E soprattutto non sapevo che fosse un Paese del quarto mondo, dove un bimbo su tre non arriva a cinque anni di vita e un haitiano su due vive con meno di due dollari al giorno. Mi si è aperto un mondo, ma soprattutto una necessità di andare a scoprire, a mettere il naso in questa realtà. Forse è anche arrivato in un momento giusto della mia vita. Forse perché sono mamma e quindi tutto quello che fa soffrire questi bambini mi tocca particolarmente. E sono andata ad Haiti cinque anni fa per la prima volta…."

Cos'è che l'ha colpita di più nelle sue esperienze sull'isola?
"Vedere raccogliere i corpicini senza vita di questi bambini con le mie mani…. non erano riusciti a sopravvivere durante la notte. Là abbiamo un ospedale molto grande, il Saint Damien, accoglie 80mila bambini l'anno ed è l'unico pediatrico sull'isola. Durante la giornata ci sono tantissime mamme e papà che portano i loro figli e si crea questa fila dal cancello che arriva sino in strada. Tanti bimbi vengono ricoverati per malattie curabilissime, proprio a causa della malnutrizione. Ogni mattina – nella cappella a fianco dell'ospedale vicino a dove noi dormiamo – si celebra un funerale e una messa per i bambini che durante la notte non ce l'hanno fatta. Prendere questi corpicini senza vita, scrivere la data della loro morte e metterli nelle piccole bare in cartone… quando tu tocchi così con mano e pensi che sono morti perché non avevano da mangiare, non per vecchiaia o una malattia…. quella è la cosa più sconvolgente"

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Quando tornerà ad Haiti?
"Il 5 novembre e starò lì una settimana circa"

Cambiando argomento, quali saranno i suoi prossimi impegni nel mondo dello spettacolo?
"In primavera uscirà un film che ho fatto con la regia di Giorgio Molteni che si chiama 'Bologna 2 agosto, i giorni della collera'. Si rifà alla tragedia della stazione di Bologna nel 1980. Poi ci sarà anche 'Barbara ed io', una commedia un po' melodrammatica e un po' surreale. Si tratta di un'opera prima di un regista napoletano che si chiama Raffaele Esposito. Io interpreto il ruolo di una mamma, un'amante, una pazza… talmente sopra le righe che fa quasi tenerezza, ma ne combina di tutti i colori"

Lei è sposata con Billy Costacurta che, a un certo punto, la scorsa primavera fu accostato per un possibile ritorno al Milan nel caso fosse partito Max Allegri. Lui sogna di allenare la squadra rossonera?
"Lui è cresciuto nel Milan. Tranne il primo anno della sua carriera che ha giocato a Monza, poi ha passato venticinque anni al Milan, è normale che questa squadra ce l'ha nel cuore. Credo che gli farebbe piacere l'idea di ritornare in questa società o vestire quei colori".