Marmo rubato a Pompei trovato a Fiumicino nell’auto presa a noleggio da una coppia di turisti Usa

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Se ne andavano in giro per mezza Italia con un pezzo di «cornicione» in marmo portato via da Pompei. E solo per una dimenticanza non se lo sono portato negli Stati Uniti, dove hanno fatto rientro dopo una vacanza divisa tra Napoli e Roma. Verranno raggiunti da una denuncia per appropriazione di bene dello Stato. È la rocambolesca vicenda scoperta ieri mattina dall’addetto di un noleggio di auto dell’aeroporto di Fiumicino che ha immediatamente avvertito i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale di Roma. Per un soffio non sono riusciti ad acciuffare i responsabili che, se intercettati prima di salire a bordo dell’aereo, avrebbero rischiato la reclusione fino a quattro anni ed un’ammenda fino a oltre cinquemila euro. Questa la sequenza così com’è stata ricostruita dai militari. Ore 9.30, presso lo sportello di una delle maggiori compagnie di autonoleggio al parcheggio multipiano B arriva un monovolume Peugeot 3800 per la riconsegna. Al volante c’è una donna. Al suo fianco il compagno. Lei ha 34 anni, ha intestato il contratto di noleggio e risulta residente in una cittadina dello stato del Michigan e l’uomo sembra coetaneo. Sono entrambi americani e si sottopongono, come da prassi, al controllo della vettura prima della restituzione. La ricognizione esterna è negativa, non ci sono ammaccature o graffi. I due stranieri raccolgono i loro bagagli, firmano le carte per il pagamento e si avviano al terminal D per raggiungere i varchi per l’imbarco. «Come si fa sempre – spiega Raffaele Fabozzi, l’impiegato al quale si deve lo straordinario recupero artistico – quando i clienti si sono allontanati apriamo la vettura e controlliamo accuratamente ogni sua parte. Così, sotto il sedile del guidatore, posteriormente, ho notato un grosso incarto. Sono andato a tirarlo via e ho sentito che pesava abbastanza». Fabozzi mai avrebbe potuto pensare che in quel pacco avvolto nella carta si nascondesse un reperto archeologico di immenso valore: un pezzo di lesena in marmo, lunga 25 cm nel suo lato maggiore, e dal peso di dieci kg. Il pezzo, in parte tinto di rosso, manco a farlo apposta era avvolto nella mappa turistica degli scavi di Pompei. «Ho chiamato immediatamente il 112 e dal centralino mi hanno invitato a contattare i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale di Roma» riferisce l’impiegato dell’autonoleggio. I carabinieri, dovendo raggiungere l’aeroporto di Fiumicino dalla loro sede di via Anicia, a Trastevere, sono arrivati dopo un paio d’ore. E, una volta sul posto, hanno confermato l’immenso valore e la provenienza del reperto così come il maldestro tentativo di portarlo fuori dall’Italia. Immediatamente hanno tentato di mettersi in contatto con il Servizio Traffico aereo dello scalo per cercare di bloccare la coppia di statunitensi. I due sono risultati prenotati per il volo DL237 della Delta Airlines con destinazione Detroit. Programmato per le 11.15, è decollato alle 11.45 ma quella mezz’ora di ritardo non è bastata per favorire l’arresto della coppia che verrà raggiunta dalla denuncia per ricettazione e tentativo di esportazione di un bene archeologico dello Stato. Il reperto è stato ritirato dai carabinieri che, dopo verifica da parte degli archeologi per la conferma della provenienza, lo restituiranno alla Soprintendenza di Pompei. (Valentina Errante – Il Mattino)

Se ne andavano in giro per mezza Italia con un pezzo di «cornicione» in marmo portato via da Pompei. E solo per una dimenticanza non se lo sono portato negli Stati Uniti, dove hanno fatto rientro dopo una vacanza divisa tra Napoli e Roma. Verranno raggiunti da una denuncia per appropriazione di bene dello Stato. È la rocambolesca vicenda scoperta ieri mattina dall’addetto di un noleggio di auto dell’aeroporto di Fiumicino che ha immediatamente avvertito i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale di Roma. Per un soffio non sono riusciti ad acciuffare i responsabili che, se intercettati prima di salire a bordo dell’aereo, avrebbero rischiato la reclusione fino a quattro anni ed un’ammenda fino a oltre cinquemila euro. Questa la sequenza così com'è stata ricostruita dai militari. Ore 9.30, presso lo sportello di una delle maggiori compagnie di autonoleggio al parcheggio multipiano B arriva un monovolume Peugeot 3800 per la riconsegna. Al volante c'è una donna. Al suo fianco il compagno. Lei ha 34 anni, ha intestato il contratto di noleggio e risulta residente in una cittadina dello stato del Michigan e l’uomo sembra coetaneo. Sono entrambi americani e si sottopongono, come da prassi, al controllo della vettura prima della restituzione. La ricognizione esterna è negativa, non ci sono ammaccature o graffi. I due stranieri raccolgono i loro bagagli, firmano le carte per il pagamento e si avviano al terminal D per raggiungere i varchi per l’imbarco. «Come si fa sempre – spiega Raffaele Fabozzi, l’impiegato al quale si deve lo straordinario recupero artistico – quando i clienti si sono allontanati apriamo la vettura e controlliamo accuratamente ogni sua parte. Così, sotto il sedile del guidatore, posteriormente, ho notato un grosso incarto. Sono andato a tirarlo via e ho sentito che pesava abbastanza». Fabozzi mai avrebbe potuto pensare che in quel pacco avvolto nella carta si nascondesse un reperto archeologico di immenso valore: un pezzo di lesena in marmo, lunga 25 cm nel suo lato maggiore, e dal peso di dieci kg. Il pezzo, in parte tinto di rosso, manco a farlo apposta era avvolto nella mappa turistica degli scavi di Pompei. «Ho chiamato immediatamente il 112 e dal centralino mi hanno invitato a contattare i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale di Roma» riferisce l’impiegato dell’autonoleggio. I carabinieri, dovendo raggiungere l’aeroporto di Fiumicino dalla loro sede di via Anicia, a Trastevere, sono arrivati dopo un paio d’ore. E, una volta sul posto, hanno confermato l’immenso valore e la provenienza del reperto così come il maldestro tentativo di portarlo fuori dall’Italia. Immediatamente hanno tentato di mettersi in contatto con il Servizio Traffico aereo dello scalo per cercare di bloccare la coppia di statunitensi. I due sono risultati prenotati per il volo DL237 della Delta Airlines con destinazione Detroit. Programmato per le 11.15, è decollato alle 11.45 ma quella mezz'ora di ritardo non è bastata per favorire l’arresto della coppia che verrà raggiunta dalla denuncia per ricettazione e tentativo di esportazione di un bene archeologico dello Stato. Il reperto è stato ritirato dai carabinieri che, dopo verifica da parte degli archeologi per la conferma della provenienza, lo restituiranno alla Soprintendenza di Pompei. (Valentina Errante – Il Mattino)