Vigevano, 16enne picchiata da due bulle

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VIGEVANO. «Mia figlia è uscita con un gruppo di amici, è andata in un locale per giovani in viale Industria, vicino al centro commerciale: è finita al pronto soccorso, massacrata di botte da due ragazze che, con un pretesto, l’hanno chiamata fuori dal locale e l’hanno picchiata a sangue, mentre altre due guardavano. Adesso non dorme più la notte, ha paura a uscire di casa», vittima di un nuovo caso di bullismo, tutto al femminile, che ha già qualche precedente a Vigevano e non solo.
A raccontare la terribile vicenda è Antonella N. mamma di una ragazzina di 16 anni, che frequenta le scuole superiori a Vigevano. «È successo venerdì sera – dice la mamma che spiega di aver querelato le quattro giovani ai carabinieri e ha denunciato pubblicamente l’accaduto sui social network e ai giornali – Da qualche tempo mia figlia non usciva, ma venerdì è stata invitata da un gruppo di amici ad andare in un locale all’aperto, a poche centinaia di metri dal centro commerciale. Quando è entrata, le si è avvicinata subito una sua amica che le ha chiesto se poteva uscire un attimo, perché doveva farle una domanda». La sedicenne ha seguito l’altra fuori dal locale e la domanda che si è sentita porre è stata: “Tu, per caso, conosci il mio ex?”, spiega la mamma della 16enne aggredita. «Mia figlia – racconta Antonella N.– le ha risposto che non c’era una conoscenza, ma che semplicemente lui, a gennaio, una volta le aveva scritto sul suo profilo Facebook per chiederle come stava. Tutto qui, non se ne sarebbe nemmeno più ricordata se non glielo avesse chiesto lei. Ma questa risposta – spiega la mamma – è bastata a scatenare una reazione violentissima dell’altra che è stata affiancata da altre tre ragazze: due la picchiavano, le altre due stavano a guardare e ridevano. Hanno cominciato a pestare mia figlia senza sosta, le hanno schiacciato la faccia sulla ghiaia e nel fango. Lei, sanguinante, le ha implorate di smetterla, perché non ce la faceva più. La risposta è stata: “Non ce ne frega niente”. L’ultima cosa che ricorda mia figlia è di aver ricevuto un calcio in testa, poi ha perso i sensi. Quando è finito il pestaggio, tre ragazzi si sono accorti di quanto stava succedendo, hanno caricato mia figlia sanguinante in macchina e l’hanno portata al Pronto soccorso dell’ospedale».
Era mezzanotte e mezza, tra venerdì e sabato: «Mi ha chiamato mia figlia, per non farmi spaventare, da un altro cellulare, perché il suo è finito nel fango – spiega la mamma – sono corsa subito a vedere come stava e cosa fosse successo. All’ospedale mia figlia è stata sottoposta a una tac, per il trauma cranico che ha subìto. Ha graffi ovunque, le è venuta la febbre: ha 10 giorni di prognosi. Io ho denunciato ai carabinieri tutte e quattro le ragazze per le lesioni riportate da mia figlia e per gli insulti irripetibili che ha ricevuto». «Oggi (ieri mattina per chi legge, ndr) – spiega la mamma – sono venuti alcuni suoi compagni a prenderla, per andare a scuola insieme. Le altre quattro non sono in quell’istituto, non mi risulta che vadano a scuola. Sono arrabbiata e amareggiata allo stesso tempo, mia figlia è una ragazza tranquilla, lo choc che ha subìto è enorme».
DI DENIS ARTIOLI LA PROVINCIA PAVESEVIGEVANO. «Mia figlia è uscita con un gruppo di amici, è andata in un locale per giovani in viale Industria, vicino al centro commerciale: è finita al pronto soccorso, massacrata di botte da due ragazze che, con un pretesto, l’hanno chiamata fuori dal locale e l’hanno picchiata a sangue, mentre altre due guardavano. Adesso non dorme più la notte, ha paura a uscire di casa», vittima di un nuovo caso di bullismo, tutto al femminile, che ha già qualche precedente a Vigevano e non solo.
A raccontare la terribile vicenda è Antonella N. mamma di una ragazzina di 16 anni, che frequenta le scuole superiori a Vigevano. «È successo venerdì sera – dice la mamma che spiega di aver querelato le quattro giovani ai carabinieri e ha denunciato pubblicamente l’accaduto sui social network e ai giornali – Da qualche tempo mia figlia non usciva, ma venerdì è stata invitata da un gruppo di amici ad andare in un locale all’aperto, a poche centinaia di metri dal centro commerciale. Quando è entrata, le si è avvicinata subito una sua amica che le ha chiesto se poteva uscire un attimo, perché doveva farle una domanda». La sedicenne ha seguito l’altra fuori dal locale e la domanda che si è sentita porre è stata: “Tu, per caso, conosci il mio ex?”, spiega la mamma della 16enne aggredita. «Mia figlia – racconta Antonella N.– le ha risposto che non c’era una conoscenza, ma che semplicemente lui, a gennaio, una volta le aveva scritto sul suo profilo Facebook per chiederle come stava. Tutto qui, non se ne sarebbe nemmeno più ricordata se non glielo avesse chiesto lei. Ma questa risposta – spiega la mamma – è bastata a scatenare una reazione violentissima dell’altra che è stata affiancata da altre tre ragazze: due la picchiavano, le altre due stavano a guardare e ridevano. Hanno cominciato a pestare mia figlia senza sosta, le hanno schiacciato la faccia sulla ghiaia e nel fango. Lei, sanguinante, le ha implorate di smetterla, perché non ce la faceva più. La risposta è stata: “Non ce ne frega niente”. L’ultima cosa che ricorda mia figlia è di aver ricevuto un calcio in testa, poi ha perso i sensi. Quando è finito il pestaggio, tre ragazzi si sono accorti di quanto stava succedendo, hanno caricato mia figlia sanguinante in macchina e l’hanno portata al Pronto soccorso dell’ospedale».
Era mezzanotte e mezza, tra venerdì e sabato: «Mi ha chiamato mia figlia, per non farmi spaventare, da un altro cellulare, perché il suo è finito nel fango – spiega la mamma – sono corsa subito a vedere come stava e cosa fosse successo. All’ospedale mia figlia è stata sottoposta a una tac, per il trauma cranico che ha subìto. Ha graffi ovunque, le è venuta la febbre: ha 10 giorni di prognosi. Io ho denunciato ai carabinieri tutte e quattro le ragazze per le lesioni riportate da mia figlia e per gli insulti irripetibili che ha ricevuto». «Oggi (ieri mattina per chi legge, ndr) – spiega la mamma – sono venuti alcuni suoi compagni a prenderla, per andare a scuola insieme. Le altre quattro non sono in quell’istituto, non mi risulta che vadano a scuola. Sono arrabbiata e amareggiata allo stesso tempo, mia figlia è una ragazza tranquilla, lo choc che ha subìto è enorme».
DI DENIS ARTIOLI LA PROVINCIA PAVESE

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