Festival Salerno Letteratura , De Masi “Polo con Università”

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Il Festival Salerno Letteratura entra nel circuito delle grandi rassegne letterarie nazionali. Per questo, durante l’anno è attivo uno scambio di rappresentanti e volontari con le manifestazioni più importanti del Paese. Cinque “salernitani” parteciperanno, dal 17 al 21 settembre, al Festival PordenoneLegge, che a sua volta invierà i suoi volontari alla terza edizione della rassegna campana, a giugno 2015. Altri tre componenti dello staff di Salerno Letteratura hanno partecipato al Festival Letteratura di Mantova, che si è svolto dal 3 al 7 settembre. Il professor Domenico De Masi, sociologo , già presidente della Fondazione Ravello e Ravello Festival , ed autore di numerosi saggi tra cui l’ultimo Mappa Mundi (Rizzoli) analizza le potenzialità di Salerno Letteratura sul modello della manifestazione letteraria mantovana. Professor De Masi, lei ha presentato il suo ultimo volume, Mappa Mundi, prima a Salerno e poi a Mantova. Quali differenze ha riscontrato tra le due rassegne? Salerno Letteratura è un’ottima iniziativa, un’opportunità di sviluppo della cultura al Sud. Attingendo al modello mantovano gli organizzatori hanno optato per un’offerta molto ampia e di alta qualità. Condivide insomma, con molte altre interessanti realtà, una vocazione generalista. A mio avviso, però, il festival potrebbe trarre ulteriori vantaggi da alcune peculiarità che lo porrebbero al di sopra persino di Mantova. Per esempio? In primo luogo, Salerno ha una delle più importanti università del Sud Italia che però, a mio avviso, è poco sfruttata. Pur fornendo spazi e servizi di prima qualità, l’ateneo non occupa il posto che meriterebbe: potrebbe costituire un collettore ideale con Avellino, nella creazione di un polo culturale di dimensioni ed impatto notevoli. Ma il suo potenziale risente di una gestione che, in alcuni casi, appare ancora poco lungimirante. So che il Festival ha già avviato una proficua collaborazione con l’Università, e spero che si facciano sempre più passi in avanti in questa direzione. L’ateneo è un serbatoio di contenuti e competenze scientifiche, economiche, manageriali ed umanistiche invidiabili: sarebbe bello se almeno la metà dei quarantamila giovani iscritti partecipasse a Salerno Letteratura. E per quanto riguarda i contenuti? Ripeto: credo che Salerno Letteratura potrebbe impiegare al meglio le specificità che la città possiede. Sarebbe utile, cioè, individuare un vero e proprio genius loci, qualcosa che caratterizzi la manifestazione in modo riconoscibile ed irripetibile. Ad esempio, la posizione geografica della città permetterebbe un confronto con manifestazioni simili in altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dal Sud Europa al Nord Africa. Una ricerca in questo senso, così come l’individuazione di un tema specifico per ogni edizione, rafforzerebbe l’identità del festival e gli garantirebbe un ruolo guida in ambito culturale. Mantova e Salerno non sono certo le uniche città ad aver investito sulla formula del festival culturale. Quale è il panorama di questo tipo di manifestazioni in Italia? Nel nostro Paese ci sono 1700 festival. Alcuni di questi sono monografici, come il Festival Letteratura di Mantova, o quello di Filosofia a Modena, o la Mostra del Cinema di Venezia. Altri potrebbero essere definiti interdisciplinari, che coprono cioè vari argomenti e, sopratutto, diverse forme espressive. È il caso di Ravello, ad esempio, o di Spoleto. Altri ancora si rivolgono a specifiche fasce d’età, come succede a Giffoni, o a Firenze con il Festival delle Generazioni. È anche un modo per incentivare il turismo? In molti casi parliamo di città dalle notevoli caratteristiche architettoniche e paesaggistiche, che però si trovano ad essere “dormienti” durante l’anno, e si risvegliano con l’arrivo di un pubblico composto da specialisti ed appassionati. La speranza è che qualcuno torni da turista. Ci sono poi alcuni esempi riusciti di de-stagionalizzazione: a Cortina, ad esempio, si cerca di compensare i numeri della stagione sciistica con gli eventi culturali estivi di CortinaIncontra. (e.m.) La Città di Salerno 

Il Festival Salerno Letteratura entra nel circuito delle grandi rassegne letterarie nazionali. Per questo, durante l'anno è attivo uno scambio di rappresentanti e volontari con le manifestazioni più importanti del Paese. Cinque "salernitani" parteciperanno, dal 17 al 21 settembre, al Festival PordenoneLegge, che a sua volta invierà i suoi volontari alla terza edizione della rassegna campana, a giugno 2015. Altri tre componenti dello staff di Salerno Letteratura hanno partecipato al Festival Letteratura di Mantova, che si è svolto dal 3 al 7 settembre. Il professor Domenico De Masi, sociologo , già presidente della Fondazione Ravello e Ravello Festival , ed autore di numerosi saggi tra cui l'ultimo Mappa Mundi (Rizzoli) analizza le potenzialità di Salerno Letteratura sul modello della manifestazione letteraria mantovana. Professor De Masi, lei ha presentato il suo ultimo volume, Mappa Mundi, prima a Salerno e poi a Mantova. Quali differenze ha riscontrato tra le due rassegne? Salerno Letteratura è un'ottima iniziativa, un'opportunità di sviluppo della cultura al Sud. Attingendo al modello mantovano gli organizzatori hanno optato per un'offerta molto ampia e di alta qualità. Condivide insomma, con molte altre interessanti realtà, una vocazione generalista. A mio avviso, però, il festival potrebbe trarre ulteriori vantaggi da alcune peculiarità che lo porrebbero al di sopra persino di Mantova. Per esempio? In primo luogo, Salerno ha una delle più importanti università del Sud Italia che però, a mio avviso, è poco sfruttata. Pur fornendo spazi e servizi di prima qualità, l'ateneo non occupa il posto che meriterebbe: potrebbe costituire un collettore ideale con Avellino, nella creazione di un polo culturale di dimensioni ed impatto notevoli. Ma il suo potenziale risente di una gestione che, in alcuni casi, appare ancora poco lungimirante. So che il Festival ha già avviato una proficua collaborazione con l'Università, e spero che si facciano sempre più passi in avanti in questa direzione. L'ateneo è un serbatoio di contenuti e competenze scientifiche, economiche, manageriali ed umanistiche invidiabili: sarebbe bello se almeno la metà dei quarantamila giovani iscritti partecipasse a Salerno Letteratura. E per quanto riguarda i contenuti? Ripeto: credo che Salerno Letteratura potrebbe impiegare al meglio le specificità che la città possiede. Sarebbe utile, cioè, individuare un vero e proprio genius loci, qualcosa che caratterizzi la manifestazione in modo riconoscibile ed irripetibile. Ad esempio, la posizione geografica della città permetterebbe un confronto con manifestazioni simili in altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dal Sud Europa al Nord Africa. Una ricerca in questo senso, così come l'individuazione di un tema specifico per ogni edizione, rafforzerebbe l'identità del festival e gli garantirebbe un ruolo guida in ambito culturale. Mantova e Salerno non sono certo le uniche città ad aver investito sulla formula del festival culturale. Quale è il panorama di questo tipo di manifestazioni in Italia? Nel nostro Paese ci sono 1700 festival. Alcuni di questi sono monografici, come il Festival Letteratura di Mantova, o quello di Filosofia a Modena, o la Mostra del Cinema di Venezia. Altri potrebbero essere definiti interdisciplinari, che coprono cioè vari argomenti e, sopratutto, diverse forme espressive. È il caso di Ravello, ad esempio, o di Spoleto. Altri ancora si rivolgono a specifiche fasce d'età, come succede a Giffoni, o a Firenze con il Festival delle Generazioni. È anche un modo per incentivare il turismo? In molti casi parliamo di città dalle notevoli caratteristiche architettoniche e paesaggistiche, che però si trovano ad essere "dormienti" durante l'anno, e si risvegliano con l'arrivo di un pubblico composto da specialisti ed appassionati. La speranza è che qualcuno torni da turista. Ci sono poi alcuni esempi riusciti di de-stagionalizzazione: a Cortina, ad esempio, si cerca di compensare i numeri della stagione sciistica con gli eventi culturali estivi di CortinaIncontra. (e.m.) La Città di Salerno