Costa d’ Amalfi oltre mille interventi ad agosto , lettera per il riconoscimento di Ospedale in zona disagiata

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Anche il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, è stato informato delle problematiche dell’ospedale “Costa d’Amalfi”. Il consigliere delegato alla sanità del Comune di Ravello, Franco Lanzieri, l’assessore provinciale Matteo Bottone e il sindaco di Scala Luigi Mansi hanno, infatti, consegnato all’esponente politico la missiva inviata, nei giorni scorsi, al ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, al governatore della Campania Stefano Caldoro, al rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti e al manager del Ruggi, con la quale si chiede il riconoscimento di ospedale in zona disagiata, con il possibile ottenimento di un minimo di posti letto. Una richiesta legittima, tenuto conto delle difficoltà di spostamento e, soprattutto, della circostanza che per raggiungere l’ospedale più vicino occorre, proprio per le difficoltà di viabilità, oltre un’ora. E, a quanto pare, il sottosegretario avrebbe promesso che farà quanto di sua competenza per perorare la causa. Una nuova speranza, dunque, per il nosocomio della Costiera che, anche quest’estate, si è dimostrato indispensabile e vitale non solo per i residenti ma pure per le migliaia di turisti che durante la stagione balneare invadono il comprensorio amalfitano.

Oltre mille interventi solo per il mese di agosto  15% per cittadini stranieri, in gran parte americani, australiani e inglesi. Il 30% delle patologie ha riguardato traumi, molti dei quali per incidenti stradali (il più grave ad un giovane che ha riportato fratture vertebrali multiple), ma anche banali cadute, emorragie, ustioni. 200 circa le persone con dolori toracici, tra cui infarti cardiaci, gravi aritmie e rotture dell’aorta. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad esami strumentali: analisi del sangue, radiografie, ecografie e Tac. Circa una cinquantina coloro che hanno avuto bisogno del rianimatore e diversi i casi che hanno richiesto l’intervento della chirurgia d’urgenza (il più grave il ferito nella sparatoria di Amalfi, il 31 agosto). Di questi, soltanto per il 7% è stato necessario il trasferimento presso altri ospedali dell’Azienda Ospedaliera e Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno (soltanto una diecina in eliambulanza), a testimonianza dell’efficienza e dell’efficacia e dell’organizzazione del presidio ospedaliero “Costa d’Amalfi” che ancora una volta si conferma vitale per un territorio dalla particolare conformazione morfologica e dall’alta vocazione turistica come il nostro.

Proprio per questo, per non privare il territorio, che ha una particolare conformazione geomorfologica, di un presidio sanitario di essenziale importanza, si stanno percorrendo tutte le strade affinché la struttura che si trova a Castiglione di Ravello non venga declassificata o, peggio, ancora, depotenziata. È in fase d’approvazione, infatti, l’atto aziendale del Ruggi, nel quale è previsto che l’ospedale della Divina venga classificato come Punto di primo soccorso a gestione ospedaliera, con presa in carico del paziente. Uno “status” che non soddisfa i sindaci, gli operatori sanitari e i cittadini e, perciò, si stanno percorrendo tutte le strade affinché in Costiera non sia più negato, come successo già troppe volte il passato, il sacrosanto diritto alla salute. Di recente Bottone, in una lettera indirizzata al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al presidente Caldoro, al capodipartimento della Sanità-Regione Campania, al rettore dell’Università degli studi di Salerno, Aurelio Tommasetti, e al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Vincenzo Viggiani aveva chiesto un potenziamento. «Mi faccio interprete – scriveva -delle preoccupazioni espresse dagli amministratori locali per il depotenziamento della struttura». Ora si torna all’attacco. Gaetano de Stefano

Anche il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, è stato informato delle problematiche dell’ospedale “Costa d’Amalfi”. Il consigliere delegato alla sanità del Comune di Ravello, Franco Lanzieri, l’assessore provinciale Matteo Bottone e il sindaco di Scala Luigi Mansi hanno, infatti, consegnato all’esponente politico la missiva inviata, nei giorni scorsi, al ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, al governatore della Campania Stefano Caldoro, al rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti e al manager del Ruggi, con la quale si chiede il riconoscimento di ospedale in zona disagiata, con il possibile ottenimento di un minimo di posti letto. Una richiesta legittima, tenuto conto delle difficoltà di spostamento e, soprattutto, della circostanza che per raggiungere l’ospedale più vicino occorre, proprio per le difficoltà di viabilità, oltre un’ora. E, a quanto pare, il sottosegretario avrebbe promesso che farà quanto di sua competenza per perorare la causa. Una nuova speranza, dunque, per il nosocomio della Costiera che, anche quest’estate, si è dimostrato indispensabile e vitale non solo per i residenti ma pure per le migliaia di turisti che durante la stagione balneare invadono il comprensorio amalfitano.

Oltre mille interventi solo per il mese di agosto  15% per cittadini stranieri, in gran parte americani, australiani e inglesi. Il 30% delle patologie ha riguardato traumi, molti dei quali per incidenti stradali (il più grave ad un giovane che ha riportato fratture vertebrali multiple), ma anche banali cadute, emorragie, ustioni. 200 circa le persone con dolori toracici, tra cui infarti cardiaci, gravi aritmie e rotture dell'aorta. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad esami strumentali: analisi del sangue, radiografie, ecografie e Tac. Circa una cinquantina coloro che hanno avuto bisogno del rianimatore e diversi i casi che hanno richiesto l'intervento della chirurgia d'urgenza (il più grave il ferito nella sparatoria di Amalfi, il 31 agosto). Di questi, soltanto per il 7% è stato necessario il trasferimento presso altri ospedali dell'Azienda Ospedaliera e Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno (soltanto una diecina in eliambulanza), a testimonianza dell'efficienza e dell'efficacia e dell'organizzazione del presidio ospedaliero "Costa d'Amalfi" che ancora una volta si conferma vitale per un territorio dalla particolare conformazione morfologica e dall'alta vocazione turistica come il nostro.

Proprio per questo, per non privare il territorio, che ha una particolare conformazione geomorfologica, di un presidio sanitario di essenziale importanza, si stanno percorrendo tutte le strade affinché la struttura che si trova a Castiglione di Ravello non venga declassificata o, peggio, ancora, depotenziata. È in fase d’approvazione, infatti, l’atto aziendale del Ruggi, nel quale è previsto che l’ospedale della Divina venga classificato come Punto di primo soccorso a gestione ospedaliera, con presa in carico del paziente. Uno “status” che non soddisfa i sindaci, gli operatori sanitari e i cittadini e, perciò, si stanno percorrendo tutte le strade affinché in Costiera non sia più negato, come successo già troppe volte il passato, il sacrosanto diritto alla salute. Di recente Bottone, in una lettera indirizzata al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al presidente Caldoro, al capodipartimento della Sanità-Regione Campania, al rettore dell’Università degli studi di Salerno, Aurelio Tommasetti, e al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Vincenzo Viggiani aveva chiesto un potenziamento. «Mi faccio interprete – scriveva -delle preoccupazioni espresse dagli amministratori locali per il depotenziamento della struttura». Ora si torna all’attacco. Gaetano de Stefano