Vico Equense autunno caldo con una raffica di demolizione

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Sarà un’autunno caldo per Vico Equense e la penisola sorrentina Una raffica di demolizioni che arriva puntuale dopo quella che qualcuno aveva ribattezzato come tregua di Ferragosto. E che riguardano una serie di abusi edilizi che devono andare giù al più presto, «entro novanta giorni», sia in pieno centro storico che in periferia. E’ il settembre delle ruspe,  scrive Salvatore Dare su Metropolis, quello che il Comune di Vico Equense ha lanciato con nuove ordinanze destinate ai “furbetti del mattone selvaggio” scovati non solo dai controlli a tappeto dei vigili urbani ma anche grazie ai rilievi fotografici aerei. E tutto ciò attendendo il via ufficiale alle opere di demolizione di quello che rimane, per ora, il caso più famoso e discusso. Quello del ristorante “O Saracino” della piana di Seiano su cui pendono sia una sentenza passata in giudicato del Consiglio di Stato che un intervento dal commissario ad acta designato per dare esecuzione al provvedimento. Ma al di là della questione del locale del borgo marinaro, ci sono anche altre situazioni da fronteggiare. Sono abusi edilizi scovati di recente e subito finiti nel mirino di forze dell’ordine e Comune di Vico Equense. In tal senso, nella giornata di ieri, l’amministrazione guidata dal sindaco Gennaro Cinque ha accelerato gli interventi con l’ok definitivo alla pubblicazione di cinque distinte ordinanze. Demolizione dietro l’angolo innanzitutto per un residente di via San Bernardino. In una sua proprietà, rispetto alla mappa catastale, sono state ampliate sia un varco che una rampa d’accesso. Senza dimenticare che, al piano terra, ci sono una tramezzatura irregolare e una finestra non prevista. Sotto accusa anche una famiglia di via Filangieri. Per il Comune di Vico Equense – al di là del diniego al condono edilizio richiesto tempo fa – il manufatto in lapil-cemento realizzato all’interno di un fondo (in passato anche sequestrato) non ha avuto alcun tipo di autorizzazione. E il condono è impossibile da concedere. Ruspe pronte a mettersi in azione anche un residente originario di Massaquano che l’ente ha invitato con un’apposita ordinanza a demolire quanto prima un piccolo fabbricato che non ebbe neanche un’autorizzazione paesaggistica. Altro abuso edilizio abbastanza grosso è quello scoperto dall’amministrazione di Vico Equense in via San Filippo. Nel diniego dell’istanza di condono edilizio, così come viene chiarito direttamente dall’ente municipale, è riepilogata un’intera gamma di interventi fuorilegge. E’ un fabbricato, dotato di un piano che si presenta completamente al rustico, a dovere andare giù. All’istruttoria viene anche allegata una sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata (sezione distaccata di Sorrento) nei confronti di una delle persone coinvolte nel procedimento e che aveva invocato il sì definitivo alla sanatoria. La sfilza di provvedimenti per la demolizione si conclude con l’ordine rifilato ad alcuni residenti di via Antignano che sono chiamati a spazzare via in forma definitiva un locale che spesso viene anche utilizzato come stalla.

Sarà un'autunno caldo per Vico Equense e la penisola sorrentina Una raffica di demolizioni che arriva puntuale dopo quella che qualcuno aveva ribattezzato come tregua di Ferragosto. E che riguardano una serie di abusi edilizi che devono andare giù al più presto, «entro novanta giorni», sia in pieno centro storico che in periferia. E’ il settembre delle ruspe,  scrive Salvatore Dare su Metropolis, quello che il Comune di Vico Equense ha lanciato con nuove ordinanze destinate ai “furbetti del mattone selvaggio” scovati non solo dai controlli a tappeto dei vigili urbani ma anche grazie ai rilievi fotografici aerei. E tutto ciò attendendo il via ufficiale alle opere di demolizione di quello che rimane, per ora, il caso più famoso e discusso. Quello del ristorante “O Saracino” della piana di Seiano su cui pendono sia una sentenza passata in giudicato del Consiglio di Stato che un intervento dal commissario ad acta designato per dare esecuzione al provvedimento. Ma al di là della questione del locale del borgo marinaro, ci sono anche altre situazioni da fronteggiare. Sono abusi edilizi scovati di recente e subito finiti nel mirino di forze dell’ordine e Comune di Vico Equense. In tal senso, nella giornata di ieri, l’amministrazione guidata dal sindaco Gennaro Cinque ha accelerato gli interventi con l’ok definitivo alla pubblicazione di cinque distinte ordinanze. Demolizione dietro l’angolo innanzitutto per un residente di via San Bernardino. In una sua proprietà, rispetto alla mappa catastale, sono state ampliate sia un varco che una rampa d’accesso. Senza dimenticare che, al piano terra, ci sono una tramezzatura irregolare e una finestra non prevista. Sotto accusa anche una famiglia di via Filangieri. Per il Comune di Vico Equense – al di là del diniego al condono edilizio richiesto tempo fa – il manufatto in lapil-cemento realizzato all’interno di un fondo (in passato anche sequestrato) non ha avuto alcun tipo di autorizzazione. E il condono è impossibile da concedere. Ruspe pronte a mettersi in azione anche un residente originario di Massaquano che l’ente ha invitato con un’apposita ordinanza a demolire quanto prima un piccolo fabbricato che non ebbe neanche un’autorizzazione paesaggistica. Altro abuso edilizio abbastanza grosso è quello scoperto dall’amministrazione di Vico Equense in via San Filippo. Nel diniego dell’istanza di condono edilizio, così come viene chiarito direttamente dall’ente municipale, è riepilogata un’intera gamma di interventi fuorilegge. E’ un fabbricato, dotato di un piano che si presenta completamente al rustico, a dovere andare giù. All’istruttoria viene anche allegata una sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata (sezione distaccata di Sorrento) nei confronti di una delle persone coinvolte nel procedimento e che aveva invocato il sì definitivo alla sanatoria. La sfilza di provvedimenti per la demolizione si conclude con l’ordine rifilato ad alcuni residenti di via Antignano che sono chiamati a spazzare via in forma definitiva un locale che spesso viene anche utilizzato come stalla.