Pompei, restauri trasparenti: appalti e spese consultabili sul portale

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Pompei. «Open Pompei» apre le porte dei cantieri del «Grande Progetto» al mondo. In tempo reale, attraverso il portale della trasparenza operativo da oggi sul sito della soprintendenza, chiunque, addetti ai lavori e non, possono virtualmente interagire con i cantieri attualmente aperti negli scavi. Quali sono i lavori in corso, quante e quali le domus interessate dai restauri, quali le aree interdette al pubblico. Tutto questo in un click e mentre il sito archeologico registra, secondo dati MIbac, un record di presenze domenica, con 20.815 visitatori: 27% in più rispetto alla prima domenica di agosto e 73% in più rispetto alla prima domenica di luglio. L’obiettivo del ministero per i Beni e le Attività culturali è di «migliorare la trasparenza dell’azione amministrativa». A tal proposito il direttore generale del «Grande Progetto Pompei», il generale Giovanni Nistri, e il soprintendente speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, Massimo Osanna, hanno intrapreso la strada degli «open data», con la collaborazione della società «Studiare Sviluppo», a capitale interamente pubblico. Il portale della trasparenza è accessibile dalla home-page del sito istituzionale della soprintendenza (www.pompeiisites.org), alla sezione «Grande Progetto Pompei».Sulla piattaforma sono resi disponibili i dati di interesse dei singoli interventi del piano di messa in sicurezza delle domus. L’innovativo progetto «Trasparenza e Partecipazione» si propone, spiegano i soggetti interessati, «quale prototipo che vuole evolvere e migliorare, sulla scorta delle esigenze degli operatori e dell’interesse della società civile». Il generale Nistri e il soprintendente Osanna, in sintonia con il ministro Dario Franceschini, hanno scelto la strada dell’open-government, così tutti avranno accesso alle medesime informazioni, fruibili come dati aperti e dunque acquisibili e riproducibili liberamente, e chiunque intenda accedervi per funzione istituzionale, ruolo sociale, o interessamento personale, avrà l’onere di farne l’uso migliore. Gli utenti, oltre a visionare e riprodurre le informazioni recepite dal portale, possono interagire con il «Grande Progetto Pompei» attraverso i loro suggerimenti e le loro osservazioni inviate all’indirizzo di posta elettronica info@ pompeiisites.org. «Lo scopo – sottolineano dalla soprintendenza – è di migliorare e integrare uno strumento che, oltre a costituire una finestra aperta sull’impiego dei fondi destinati al “Grande Progetto Pompei”, è stato realizzato proprio per essere utilizzato dalla collettività, affinché l’enorme interesse suscitato dal Progetto possa essere tradotto in partecipazione attiva e costruttiva». Sul fronte promozionale della «regina» dell’archeologia, intanto, fervono i preparativi per il ritorno della lirica, con due serate di altissimo valore, nel «Teatro Grande», riaperto al grande pubblico lo scorso giugno, dopo anni di sequestri giudiziari, grazie ad una ampia collaborazione tra l’ex commissario prefettizio del comune di Pompei, Aldo Aldi, e il capo della procura di Torre Annunziata Alessandro Pennasilico. Giovedì 18 settembre andrà in scena «La Bohème», con l’orchestra e il coro del teatro «Massimo Bellini» di Catania diretta da Alberto Veronesi, con il tenore Vittorio Grigolo e i soprani Maria Carfora e Amalia Avilan. Sabato 20 settembre «Carmen» in forma danzante, con la compagnia del «Balletto del Sud», coreografie di Fredy Franzutti. (Susy Malafronte – Il Mattino)

Pompei. «Open Pompei» apre le porte dei cantieri del «Grande Progetto» al mondo. In tempo reale, attraverso il portale della trasparenza operativo da oggi sul sito della soprintendenza, chiunque, addetti ai lavori e non, possono virtualmente interagire con i cantieri attualmente aperti negli scavi. Quali sono i lavori in corso, quante e quali le domus interessate dai restauri, quali le aree interdette al pubblico. Tutto questo in un click e mentre il sito archeologico registra, secondo dati MIbac, un record di presenze domenica, con 20.815 visitatori: 27% in più rispetto alla prima domenica di agosto e 73% in più rispetto alla prima domenica di luglio. L’obiettivo del ministero per i Beni e le Attività culturali è di «migliorare la trasparenza dell’azione amministrativa». A tal proposito il direttore generale del «Grande Progetto Pompei», il generale Giovanni Nistri, e il soprintendente speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, Massimo Osanna, hanno intrapreso la strada degli «open data», con la collaborazione della società «Studiare Sviluppo», a capitale interamente pubblico. Il portale della trasparenza è accessibile dalla home-page del sito istituzionale della soprintendenza (www.pompeiisites.org), alla sezione «Grande Progetto Pompei».Sulla piattaforma sono resi disponibili i dati di interesse dei singoli interventi del piano di messa in sicurezza delle domus. L’innovativo progetto «Trasparenza e Partecipazione» si propone, spiegano i soggetti interessati, «quale prototipo che vuole evolvere e migliorare, sulla scorta delle esigenze degli operatori e dell’interesse della società civile». Il generale Nistri e il soprintendente Osanna, in sintonia con il ministro Dario Franceschini, hanno scelto la strada dell’open-government, così tutti avranno accesso alle medesime informazioni, fruibili come dati aperti e dunque acquisibili e riproducibili liberamente, e chiunque intenda accedervi per funzione istituzionale, ruolo sociale, o interessamento personale, avrà l’onere di farne l’uso migliore. Gli utenti, oltre a visionare e riprodurre le informazioni recepite dal portale, possono interagire con il «Grande Progetto Pompei» attraverso i loro suggerimenti e le loro osservazioni inviate all’indirizzo di posta elettronica info@ pompeiisites.org. «Lo scopo – sottolineano dalla soprintendenza – è di migliorare e integrare uno strumento che, oltre a costituire una finestra aperta sull’impiego dei fondi destinati al “Grande Progetto Pompei”, è stato realizzato proprio per essere utilizzato dalla collettività, affinché l’enorme interesse suscitato dal Progetto possa essere tradotto in partecipazione attiva e costruttiva». Sul fronte promozionale della «regina» dell’archeologia, intanto, fervono i preparativi per il ritorno della lirica, con due serate di altissimo valore, nel «Teatro Grande», riaperto al grande pubblico lo scorso giugno, dopo anni di sequestri giudiziari, grazie ad una ampia collaborazione tra l’ex commissario prefettizio del comune di Pompei, Aldo Aldi, e il capo della procura di Torre Annunziata Alessandro Pennasilico. Giovedì 18 settembre andrà in scena «La Bohème», con l’orchestra e il coro del teatro «Massimo Bellini» di Catania diretta da Alberto Veronesi, con il tenore Vittorio Grigolo e i soprani Maria Carfora e Amalia Avilan. Sabato 20 settembre «Carmen» in forma danzante, con la compagnia del «Balletto del Sud», coreografie di Fredy Franzutti. (Susy Malafronte – Il Mattino)