Esami Napoli, il primo muro per Benitez. In tre settimane in campo sette volte tra campionato ed Europa League

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Ventuno giorni di fuoco. La prima abbuffata della stagione sarà già un esame cruciale per Benitez. Ventuno giorni d’inizio autunno sono pochi per decidere una stagione, ma sono sufficienti per cominciare a capire. Si parte domenica dal San Paolo con il Chievo, si prosegue con lo Sparta Praga, poi l’Udinese, il Palermo e il Sassuolo, trasferta a Bratislava e si finisce domenica 5 ottobre con il Torino. Campionato ed Europa League: la chance di fare bottino pieno in Italia, la consapevolezza di non poter fallire in Europa. Ma, come ripete Benitez, la partita più importante è sempre la prima. E allora sotto con la squadra di Corini: una sfida complicata contro un avversario tabù, che lo scorso anno portò via un pareggio clamoroso grazie al colpo-gobbo del puteolano Sardo. Per la gara di domenica Benitez – ancora in vacanza a Liverpool ma in contatto costante con Pecchia, Xavi Valero e De Miguel – vuole affidarsi al miglior Napoli possibile, ma cercando di dosare uomini e forze in vista del tour de force che attende gli azzurri. Una ripartenza non dura, ma complicata. E senza paracadute. Rafone ha capito l’aria che tira a Napoli e sa che altri passi falsi – contro avversari senza dubbio abbordabili – non lo lascerebbero immune da nuove polemiche. E allora da domenica e per tre settimane si giocherà a un ritmo vertiginoso: cinque turni di campionato, più due in Europa con l’obbligo di tornare a volare in alto, in altissimo. Sette partite in ventuno giorni, che serviranno a verificare le ambizioni degli azzurri e a stabilire le gerarchie per lo scudetto, anche perché nel frattempo Juventus e Roma muoveranno i primi passi nel mondo dorato Champions. È l’ora della verità per Benitez: il campionato metterà a nudo l’anima degli azzurri. Dopo la caduta di Bilbao, il Napoli non può più sbagliare in questo mese senza soste, senza un attimo di tregua, senza la possibilità di tirare il fiato. Chi si ferma è perduto, chi cade ha ancora tutto il tempo per rialzarsi ma è meglio che questo non accada. Rafa deve cominciare a dosare le energie ma deve lanciare nel frullatore con la precisa volontà di non mollare niente: il campionato, per prima cosa, e poi ipotecare i sedicesimi di Europa League il prima possibile, in maniera tale da rendere delle passeggiate le partite di novembre e dicembre della Coppa che adesso tutti detestano ma che da marzo in poi comincia ad avere un enorme appeal (e che Benitez ha conquistato con il Chelsea nel 2012 e nel 2004 con il Valencia). E contro il Chievo e lo Sparta Praga lo spagnolo intende sfruttare il fattore campo. In questo mese serviranno la precisione di Higuain, il talento di Insigne e Mertens, i colpi geniali di Callejon. Ma anche la leadership di Albiol e Hamsik. E tanta salute. Benitez si può consolare: oggi sarà avvertito che l’infermeria –Ghoulam a parte che dovrebbe rientrare intorno al 25 settembre – si è svuotata e il tormento muscolare di Higuain è cosa di pochissimo conto e che non preoccupa nessuno dello staff. Ovvio, in questo settembre, il turnover va calibrato e in questo senso anche l’impiego di Zapata, perché è impensabile che il Pipita possa giocarle tutte da qui ai primi di ottobre. E ci sarà spazio, da subito, per De Guzman e magari anche per Lopez. Vanno dosate le energie fisiche e nervose, senza mai abbassare la guardia: questo significa aver voglia di non mollare niente agli altri. Sulla carta la trasferta di Udine (dove gli azzurri non vincono dal 2007) è l’incrocio più pericoloso mentre il viaggio in Slovacchia in casa dello Slovan di Vittek non è roba che può togliere il sonno. Oggi Castelvolturno torna a riempirsi un bel po’, ma pur sempre senza sei nazionali. Rientra anche Zuniga dopo l’abbraccio e la pace con Neymar nell’amichevole tra Colombia e Brasile di pochi giorni fa. Un passo alla volta: stasera Hamsik sarà impegnato in Ucraina-Slovacchia (ore 20.45 a Kiev), Inler sarà di scena in Svizzera-Inghilterra (ore 20.45 a Basilea) e infine Albiol a Valencia per Spagna-Macedonia (ore 20,45). Da domani saranno nuovamente agli ordini di Benitez. Pardon, di Fabio Pecchia. Perché, come ormai è noto a tutti, Rafone ha tirato il fiato per sette giorni ed è a Liverpool, da dove rientrerà mercoledì (giorno in cui il Napoli, peraltro, non si allena). La diaspora azzurra di questi giorni vede Maggio con l’Italia a Oslo, il portiere Rafael che torna con il Brasile e che domani gioca in New Jersey contro l’Ecuador (avrà il viaggio di rientro più faticoso) e Mertens, invece, impegnato domani in Israele con il Belgio. (Pino Taormina – Il Mattino)

Ventuno giorni di fuoco. La prima abbuffata della stagione sarà già un esame cruciale per Benitez. Ventuno giorni d’inizio autunno sono pochi per decidere una stagione, ma sono sufficienti per cominciare a capire. Si parte domenica dal San Paolo con il Chievo, si prosegue con lo Sparta Praga, poi l’Udinese, il Palermo e il Sassuolo, trasferta a Bratislava e si finisce domenica 5 ottobre con il Torino. Campionato ed Europa League: la chance di fare bottino pieno in Italia, la consapevolezza di non poter fallire in Europa. Ma, come ripete Benitez, la partita più importante è sempre la prima. E allora sotto con la squadra di Corini: una sfida complicata contro un avversario tabù, che lo scorso anno portò via un pareggio clamoroso grazie al colpo-gobbo del puteolano Sardo. Per la gara di domenica Benitez – ancora in vacanza a Liverpool ma in contatto costante con Pecchia, Xavi Valero e De Miguel – vuole affidarsi al miglior Napoli possibile, ma cercando di dosare uomini e forze in vista del tour de force che attende gli azzurri. Una ripartenza non dura, ma complicata. E senza paracadute. Rafone ha capito l’aria che tira a Napoli e sa che altri passi falsi – contro avversari senza dubbio abbordabili – non lo lascerebbero immune da nuove polemiche. E allora da domenica e per tre settimane si giocherà a un ritmo vertiginoso: cinque turni di campionato, più due in Europa con l’obbligo di tornare a volare in alto, in altissimo. Sette partite in ventuno giorni, che serviranno a verificare le ambizioni degli azzurri e a stabilire le gerarchie per lo scudetto, anche perché nel frattempo Juventus e Roma muoveranno i primi passi nel mondo dorato Champions. È l’ora della verità per Benitez: il campionato metterà a nudo l’anima degli azzurri. Dopo la caduta di Bilbao, il Napoli non può più sbagliare in questo mese senza soste, senza un attimo di tregua, senza la possibilità di tirare il fiato. Chi si ferma è perduto, chi cade ha ancora tutto il tempo per rialzarsi ma è meglio che questo non accada. Rafa deve cominciare a dosare le energie ma deve lanciare nel frullatore con la precisa volontà di non mollare niente: il campionato, per prima cosa, e poi ipotecare i sedicesimi di Europa League il prima possibile, in maniera tale da rendere delle passeggiate le partite di novembre e dicembre della Coppa che adesso tutti detestano ma che da marzo in poi comincia ad avere un enorme appeal (e che Benitez ha conquistato con il Chelsea nel 2012 e nel 2004 con il Valencia). E contro il Chievo e lo Sparta Praga lo spagnolo intende sfruttare il fattore campo. In questo mese serviranno la precisione di Higuain, il talento di Insigne e Mertens, i colpi geniali di Callejon. Ma anche la leadership di Albiol e Hamsik. E tanta salute. Benitez si può consolare: oggi sarà avvertito che l’infermeria –Ghoulam a parte che dovrebbe rientrare intorno al 25 settembre – si è svuotata e il tormento muscolare di Higuain è cosa di pochissimo conto e che non preoccupa nessuno dello staff. Ovvio, in questo settembre, il turnover va calibrato e in questo senso anche l’impiego di Zapata, perché è impensabile che il Pipita possa giocarle tutte da qui ai primi di ottobre. E ci sarà spazio, da subito, per De Guzman e magari anche per Lopez. Vanno dosate le energie fisiche e nervose, senza mai abbassare la guardia: questo significa aver voglia di non mollare niente agli altri. Sulla carta la trasferta di Udine (dove gli azzurri non vincono dal 2007) è l’incrocio più pericoloso mentre il viaggio in Slovacchia in casa dello Slovan di Vittek non è roba che può togliere il sonno. Oggi Castelvolturno torna a riempirsi un bel po’, ma pur sempre senza sei nazionali. Rientra anche Zuniga dopo l’abbraccio e la pace con Neymar nell’amichevole tra Colombia e Brasile di pochi giorni fa. Un passo alla volta: stasera Hamsik sarà impegnato in Ucraina-Slovacchia (ore 20.45 a Kiev), Inler sarà di scena in Svizzera-Inghilterra (ore 20.45 a Basilea) e infine Albiol a Valencia per Spagna-Macedonia (ore 20,45). Da domani saranno nuovamente agli ordini di Benitez. Pardon, di Fabio Pecchia. Perché, come ormai è noto a tutti, Rafone ha tirato il fiato per sette giorni ed è a Liverpool, da dove rientrerà mercoledì (giorno in cui il Napoli, peraltro, non si allena). La diaspora azzurra di questi giorni vede Maggio con l’Italia a Oslo, il portiere Rafael che torna con il Brasile e che domani gioca in New Jersey contro l'Ecuador (avrà il viaggio di rientro più faticoso) e Mertens, invece, impegnato domani in Israele con il Belgio. (Pino Taormina – Il Mattino)

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