Vico Equense festa a Santa Maria del Toro dove torna il carro e Santa Maria del Castello

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Questa sera due feste a Vico Equense, la classica processione a Santa Maria del Castello di Moiano e a Santa Maria del Toro. Dopo 53 anni la processione di Santa Maria del Toro, in programma oggi alle ore 19, riproporrà la statua della Vergine sfilare per le strade cittadine sull’antico carro recentemente restaurato. La struttura mobile costruita alla fine dell’ottocento aveva portato la Madonna in processione fino al 1961. Dopo la festa di quell’anno, ultima della quale in cui era stato un toro bianco a trainare il pesante carro dove è rappresentata la scenografia del miracolo che originò a metà del XVI secolo la costruzione del santuario di Santa Maria del Toro, la processione venne interrotta a causa di lavori di ristrutturazione della chiesa. Quest’anno il comitato di quartiere di Santa Maria del Toro ha restaurato l’antico carro, mettendolo a disposizione dei padri Carmelitani e del comitato per i festeggiamenti presieduto da Tommaso Guidone. Esistono due leggende sull’origine del santuario di Santa Maria del Toro: la prima vuole che nel 1458 un ricco signore fece dipingere su di una roccia la Vergine con il Bambino e alla sua destra San Bernardino da Siena; l’immagine fu per molti anni dimenticata e si ricoprì di rovi, fino al 1530 quando un’anziana donna, che portava a pascolo il suo toro, richiamata da una luce soprannaturale, scoprì la sacra icona. La seconda leggenda riguarda un toro che ogni volta che passava dinanzi alla rupe si inginocchiava; il fatto si ripeté fino a quando una notte, la Madonna apparve in sogno ad una ragazza storpia, Caterina Bozzaotra, chiedendole di andare alla grotta per ottenere la guarigione, evento che poi si verificò. A seguito di queste due leggende fu eretta, tra il 1542 ed il 1549, in segno di devozione, una piccola cappella, gestita dai padri Teatini; tra il XVI e il XVII secolo, la cappella subì notevoli lavori di ristrutturazione e ampliamento e venne costruito il campanile. Nel 1807 l’intera struttura fu venduta a Saverio Parascandalo, che la trasformò in una stalla: solo alla fine del XIX secolo venne nuovamente restaurata e riaperta al culto per volere della Congregazione di carità di Vico Equense.

Questa sera due feste a Vico Equense, la classica processione a Santa Maria del Castello di Moiano e a Santa Maria del Toro. Dopo 53 anni la processione di Santa Maria del Toro, in programma oggi alle ore 19, riproporrà la statua della Vergine sfilare per le strade cittadine sull’antico carro recentemente restaurato. La struttura mobile costruita alla fine dell’ottocento aveva portato la Madonna in processione fino al 1961. Dopo la festa di quell’anno, ultima della quale in cui era stato un toro bianco a trainare il pesante carro dove è rappresentata la scenografia del miracolo che originò a metà del XVI secolo la costruzione del santuario di Santa Maria del Toro, la processione venne interrotta a causa di lavori di ristrutturazione della chiesa. Quest’anno il comitato di quartiere di Santa Maria del Toro ha restaurato l’antico carro, mettendolo a disposizione dei padri Carmelitani e del comitato per i festeggiamenti presieduto da Tommaso Guidone. Esistono due leggende sull'origine del santuario di Santa Maria del Toro: la prima vuole che nel 1458 un ricco signore fece dipingere su di una roccia la Vergine con il Bambino e alla sua destra San Bernardino da Siena; l'immagine fu per molti anni dimenticata e si ricoprì di rovi, fino al 1530 quando un'anziana donna, che portava a pascolo il suo toro, richiamata da una luce soprannaturale, scoprì la sacra icona. La seconda leggenda riguarda un toro che ogni volta che passava dinanzi alla rupe si inginocchiava; il fatto si ripeté fino a quando una notte, la Madonna apparve in sogno ad una ragazza storpia, Caterina Bozzaotra, chiedendole di andare alla grotta per ottenere la guarigione, evento che poi si verificò. A seguito di queste due leggende fu eretta, tra il 1542 ed il 1549, in segno di devozione, una piccola cappella, gestita dai padri Teatini; tra il XVI e il XVII secolo, la cappella subì notevoli lavori di ristrutturazione e ampliamento e venne costruito il campanile. Nel 1807 l'intera struttura fu venduta a Saverio Parascandalo, che la trasformò in una stalla: solo alla fine del XIX secolo venne nuovamente restaurata e riaperta al culto per volere della Congregazione di carità di Vico Equense.