Napoli. Profondo cordoglio al Vomero per la morte del vignettista Paolo del Vaglio

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Profondo cordoglio ha suscitato al Vomero la diffusione in mattinata della notizia della morte di Paolo del Vaglio, personaggio noto a tanti napoletani, e non solo, per le sue vignette e segnatamente per Pigy, uno dei tanti angioletti partoriti dalla sua fervida fantasia, principale protagonista anche dei tanti libri scritti dal noto disegnatore. Portavoce di tale cordoglio è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che conosceva Del Vaglio da molti lustri. «La mia prima collaborazione con Paolo – ricorda Capodanno – risale ai tempi del mitico TTC Club, il locale dei fratelli Russo che sorgeva al Vomero, in via Paisiello, dove agli inizi degli anni ’80, in uno a tante altre manifestazioni, organizzammo la “Mostra internazionale del Fumetto e del Cinema d’animazione”. Inutile dire che Paolo fu tra i principali e più assidui animatori della rassegna, curando in particolare la sezione Lapis dedicata ai nuovi talenti che si affacciavano nel mondo della vignettistica e del fumetto. Tanti i giovani che uscirono da quella scuola, alcuni dei quali oggi firmano le loro strip anche sui giornali nazionali». «Ma con Paolo condividemmo anche l’esperienza scolastica – continua Capodanno – Entrambi docenti in un noto istituto scolastico partenopeo, lui insegnava con grande passione e competenza le materie di Italiano e Storia, io la Fisica. Ricordo i suoi interventi pacati anche nel corso delle riunioni del collegio dei docenti, oltre che la sua grande umanità nello svolgere un compito non facile, qual è quello appunto d’insegnante. Sovente c’incontravamo per strada, abitando a pochi passi l’uno dall’altro. Lui sempre in compagnia della moglie Bruna. Quando non ci vedevamo per diverse settimane, non mancava mai di farmi tenere un attestato della sua amicizia, anche con un semplice saluto inviato tramite amici comuni». «Di Paolo – afferma Capodanno – mi mancheranno anche i suoi biglietti augurali che ogni vigilia delle festività natalizie mi faceva pervenire nella cassetta postale e che vedevano come protagonista l’angioletto Pigy. Mi è rimasta impressa quella nella quale dinanzi ad un Gesù Bambino ancora nella culla, nel fumetto di Pigy si legge “ Fino a 30 anni resterà a casa con mamma e papà” e il diavoletto risponde “… il solito bamboccione”. Ciao Paolo, resterai sempre con noi con i tuoi personaggi e con il tuo grande cuore».

Profondo cordoglio ha suscitato al Vomero la diffusione in mattinata della notizia della morte di Paolo del Vaglio, personaggio noto a tanti napoletani, e non solo, per le sue vignette e segnatamente per Pigy, uno dei tanti angioletti partoriti dalla sua fervida fantasia, principale protagonista anche dei tanti libri scritti dal noto disegnatore. Portavoce di tale cordoglio è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che conosceva Del Vaglio da molti lustri. «La mia prima collaborazione con Paolo – ricorda Capodanno – risale ai tempi del mitico TTC Club, il locale dei fratelli Russo che sorgeva al Vomero, in via Paisiello, dove agli inizi degli anni ’80, in uno a tante altre manifestazioni, organizzammo la “Mostra internazionale del Fumetto e del Cinema d’animazione”. Inutile dire che Paolo fu tra i principali e più assidui animatori della rassegna, curando in particolare la sezione Lapis dedicata ai nuovi talenti che si affacciavano nel mondo della vignettistica e del fumetto. Tanti i giovani che uscirono da quella scuola, alcuni dei quali oggi firmano le loro strip anche sui giornali nazionali». «Ma con Paolo condividemmo anche l’esperienza scolastica – continua Capodanno – Entrambi docenti in un noto istituto scolastico partenopeo, lui insegnava con grande passione e competenza le materie di Italiano e Storia, io la Fisica. Ricordo i suoi interventi pacati anche nel corso delle riunioni del collegio dei docenti, oltre che la sua grande umanità nello svolgere un compito non facile, qual è quello appunto d’insegnante. Sovente c’incontravamo per strada, abitando a pochi passi l’uno dall’altro. Lui sempre in compagnia della moglie Bruna. Quando non ci vedevamo per diverse settimane, non mancava mai di farmi tenere un attestato della sua amicizia, anche con un semplice saluto inviato tramite amici comuni». «Di Paolo – afferma Capodanno – mi mancheranno anche i suoi biglietti augurali che ogni vigilia delle festività natalizie mi faceva pervenire nella cassetta postale e che vedevano come protagonista l’angioletto Pigy. Mi è rimasta impressa quella nella quale dinanzi ad un Gesù Bambino ancora nella culla, nel fumetto di Pigy si legge “ Fino a 30 anni resterà a casa con mamma e papà” e il diavoletto risponde “… il solito bamboccione”. Ciao Paolo, resterai sempre con noi con i tuoi personaggi e con il tuo grande cuore».