Francesco Schettino: “Trattato peggio di Gheddafi, ma la gente e’ con me”

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“E’ stato un incidente, un maledetto incidente. Per tanto tempo non ci ho dormito e ancora oggi è una ferita difficile da rimarginare. Ma non possono addossare tutte le colpe a me. La verità verrà a galla. Sono molto fiducioso”. E ancora: “La gente mi accoglie senza pregiudizi, mi vuole bene e deve sapere come sono andate realmente le cose e io non farò il capro espiatorio per difendere un sistema economico.” E’ un fiume in piena Francesco Schettino, che al quotidiano locale di Ischia, Capri e Procida, Il Golfo, concede una lunga intervista-confessione in cui tenta di redimersi dalla tragedia consumatasi il 13 gennaio 2012 all’isola del Giglio. “Addirittura persone che non conoscevo mi hanno invitato a casa loro per un caffè e addirittura a cena”. Insomma Schettino rivendica l’affetto, che a suo dire le persone gli riconoscono, anche oltre oceano: “Mi vorrebbero anche in America. Io non mi sottraggo. Se vedono in me un riferimento ed una persona perbene ci sarà un motivo. Io appaio e sono diverso da quello che alcuni hanno tentato di descrivere”. Sulla polemica scatenatasi qualche tempo fa per l’invito alla Sapienza come esperto in grado di spiegare cosa fosse accaduto nella notte del naufragio, Schettino risponde: “Vorrei sottolineare il pulpito da dove proviene la predica. Il magnifico Rettore risulterebbe pluri-indagato. Questo Rettore si indigna per la mia presenza, ma per ora io non ho ancora nessuna condanna mentre lui ha ospitato il leader libico Muammar Gheddafi noto dittatore spietato e assassino. Che doppia morale” (Il Rettore Luigi Frati aveva deferito il docente promotore dell’iniziativa definendo la scelta di chiamare Schettino “indegna” ed “inopportuno invitare un rinviato a giudizio per reati così gravi, all’università che è una comunità educante”). Sul disastro, in ogni caso, l’ex capitano continua a non avere dubbi: “Una cosa è sicura: una volta che è stato fatto il danno io con la mia manovra ho salvato migliaia di persone. Io so di aver fatto il mio dovere, so di non essere un codardo altrimenti non potrei girare e stare in mezzo alla gente a testa alta. Ho sofferto molto ma sono in pace con me stesso”

"E’ stato un incidente, un maledetto incidente. Per tanto tempo non ci ho dormito e ancora oggi è una ferita difficile da rimarginare. Ma non possono addossare tutte le colpe a me. La verità verrà a galla. Sono molto fiducioso". E ancora: "La gente mi accoglie senza pregiudizi, mi vuole bene e deve sapere come sono andate realmente le cose e io non farò il capro espiatorio per difendere un sistema economico." E' un fiume in piena Francesco Schettino, che al quotidiano locale di Ischia, Capri e Procida, Il Golfo, concede una lunga intervista-confessione in cui tenta di redimersi dalla tragedia consumatasi il 13 gennaio 2012 all'isola del Giglio. "Addirittura persone che non conoscevo mi hanno invitato a casa loro per un caffè e addirittura a cena". Insomma Schettino rivendica l'affetto, che a suo dire le persone gli riconoscono, anche oltre oceano: "Mi vorrebbero anche in America. Io non mi sottraggo. Se vedono in me un riferimento ed una persona perbene ci sarà un motivo. Io appaio e sono diverso da quello che alcuni hanno tentato di descrivere". Sulla polemica scatenatasi qualche tempo fa per l'invito alla Sapienza come esperto in grado di spiegare cosa fosse accaduto nella notte del naufragio, Schettino risponde: "Vorrei sottolineare il pulpito da dove proviene la predica. Il magnifico Rettore risulterebbe pluri-indagato. Questo Rettore si indigna per la mia presenza, ma per ora io non ho ancora nessuna condanna mentre lui ha ospitato il leader libico Muammar Gheddafi noto dittatore spietato e assassino. Che doppia morale" (Il Rettore Luigi Frati aveva deferito il docente promotore dell’iniziativa definendo la scelta di chiamare Schettino "indegna" ed "inopportuno invitare un rinviato a giudizio per reati così gravi, all'università che è una comunità educante"). Sul disastro, in ogni caso, l'ex capitano continua a non avere dubbi: "Una cosa è sicura: una volta che è stato fatto il danno io con la mia manovra ho salvato migliaia di persone. Io so di aver fatto il mio dovere, so di non essere un codardo altrimenti non potrei girare e stare in mezzo alla gente a testa alta. Ho sofferto molto ma sono in pace con me stesso"