La denuncia dell’assessore Vetrella: «Circum, sulla sicurezza lasciati soli dallo Stato»

0

Riportiamo di seguito un’interessante intervista del quotidiano “Il Mattino” all’assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella riguardo lo stato della Circumvesuviana. 

Circum anno zero: lo è certamente, a parte la qualità del servizio, dal punto di vista della sicurezza. «La mia spina nel fianco – ammette Sergio Vetrella, assessore regionale ai trasporti – vandali e portoghesi sono ”padroni” dei treni. E non c’è che una soluzione: garantire una costante presenza a bordo delle forze dell’ordine. I controllori possono fare poco. Serve gente in divisa, gente che abbia il potere di fermare teppisti e malviventi». Soluzione semplice ma solo a parole. «Infatti. Due ministri dell’Interno, alla mia richiesta di utilizzare poliziotti e carabinieri, hanno risposto che non era possibile per questioni normative. E dire che mi ero offerto di pagare le spese a fronte di un servizio pari a circa 300 ore l’anno». La Polfer? «La Polfer, sempre per questioni normative, può essere impiegata nel controllo dei collegamenti nazionali ma non di quelli regionali». E la polizia provinciale, allora? «Crede che non ci abbia pensato? Anche a questa richiesta, rivolta alle Province, ho ricevuto risposta negativa». Avrà comunque elaborato un piano alternativo. «È in via di definizione. Concederemo sconti sugli abbonamenti annui a poliziotti, carabinieri e finanzieri in cambio della loro piena disponibilità a bordo in caso di necessità. Il costo viene ridotto del 70 per cento, offerta interessante direi. Abbiamo 550 persone interessate». Si comincia subito? «Serve ancora un po’ di tempo. Vanno definiti i protocolli attuativi, le “istruzioni per l’uso”. Non è pensabile che l’uomo in divisa vada a presentarsi autonomamente al macchinista, disturbandolo mentre sta manovrando il treno». Tempi lunghi? «No, grazie all’interessamento del prefetto Musolino. Convocherà sul tema una riunione del comitato ordine pubblico, credo già nella prossima settimana, per completare il piano. Gli abbiamo consegnato una mappa delle linee a rischio, con le statistiche di mesi, giorni e orari da “bollino rosso”». Nel frattempo la situazione a bordo della Circum è a dir poco critica. «Lo so bene, sono stato spesso in incognito al fianco dei controllori». E qual è la cosa peggiore che ha visto? «Un signore distinto, sui trent’anni, fu invitato a mostrare il biglietto. Rispose che non ce l’aveva. Allora il controllore gli chiese di scendere alla prossima stazione. L’uomo scese, ma prima di andar via sferrò un calcio contro lo sportello, tanto forte da mandare il vetro in frantumi». A bordo il caos. E nelle stazioni, che in gran parte non sono presidiate? «Le stazioni, in maggioranza, sono all’aperto. Questo rende semplicissimo salire a bordo senza pagare. Molti dicono: servono i tornelli. E invece io dico che i tornelli non servono, perché al portoghese basta fare il giro del terminal per raggiungere il treno. Meglio toglierli, dove ci sono, e lasciare soltanto le obliteratrici. Così risparmieremmo un sacco di soldi, da utilizzare per altri servizi». A proposito di servizi. Non ha mai pensato che la Circum è storicamente tanto bersagliata perché offre una qualità del trasporto non ineccepibile? Come dire: tratto il treno come lui tratta me? «L’ho pensato. Ma sono più propenso a credere che si tratti di una questione sociale legata al territorio. MetroCampania e Sepsa, che attraversano altre aree, non hanno problemi». Ma la Circum non è sempre “gentile” con l’utenza. Ricorda la storia dei turisti giapponesi finiti a Poggiomarino invece che a Sorrento per mancanza di informazioni? «Un vero schifo». Come si rimedia? «Con le penali. Previste, e salatissime, per le aziende di trasporto che creano disagi o non garantiscono i servizi concordati». Quale azienda viene multata più spesso? «La Circum è nettamente in testa. Ha sanzioni per milioni di euro». Cosa si sente di dire ai passeggeri che lamentano un trasporto da terzo mondo? «Dico che stiamo facendo del nostro meglio, che stiamo erogando fondi per ripianare i debiti e rinnovare il parco treni. Ma se qualcuno vuole segnalare disservizi sarò felice di ascoltarlo: può usare il mio indirizzo mail, ass.vetrella@regione.campania.it». Non teme di ritrovarsi la posta elettronica piena di critiche o peggio? «No. Anzi, le dirò di più: nel 2015, quando sarà introdotta la card digitale per l’abbonamento, il passeggero avrà un codice personale da utilizzare per esprimere un giudizio sulle società di trasporto. E il suo parere sarà importantissimo nel sistema delle penali». (Paola Perez – Il Mattino)

Riportiamo di seguito un'interessante intervista del quotidiano "Il Mattino" all'assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella riguardo lo stato della Circumvesuviana

Circum anno zero: lo è certamente, a parte la qualità del servizio, dal punto di vista della sicurezza. «La mia spina nel fianco – ammette Sergio Vetrella, assessore regionale ai trasporti – vandali e portoghesi sono ”padroni” dei treni. E non c’è che una soluzione: garantire una costante presenza a bordo delle forze dell’ordine. I controllori possono fare poco. Serve gente in divisa, gente che abbia il potere di fermare teppisti e malviventi». Soluzione semplice ma solo a parole. «Infatti. Due ministri dell’Interno, alla mia richiesta di utilizzare poliziotti e carabinieri, hanno risposto che non era possibile per questioni normative. E dire che mi ero offerto di pagare le spese a fronte di un servizio pari a circa 300 ore l’anno». La Polfer? «La Polfer, sempre per questioni normative, può essere impiegata nel controllo dei collegamenti nazionali ma non di quelli regionali». E la polizia provinciale, allora? «Crede che non ci abbia pensato? Anche a questa richiesta, rivolta alle Province, ho ricevuto risposta negativa». Avrà comunque elaborato un piano alternativo. «È in via di definizione. Concederemo sconti sugli abbonamenti annui a poliziotti, carabinieri e finanzieri in cambio della loro piena disponibilità a bordo in caso di necessità. Il costo viene ridotto del 70 per cento, offerta interessante direi. Abbiamo 550 persone interessate». Si comincia subito? «Serve ancora un po’ di tempo. Vanno definiti i protocolli attuativi, le “istruzioni per l’uso”. Non è pensabile che l’uomo in divisa vada a presentarsi autonomamente al macchinista, disturbandolo mentre sta manovrando il treno». Tempi lunghi? «No, grazie all’interessamento del prefetto Musolino. Convocherà sul tema una riunione del comitato ordine pubblico, credo già nella prossima settimana, per completare il piano. Gli abbiamo consegnato una mappa delle linee a rischio, con le statistiche di mesi, giorni e orari da “bollino rosso”». Nel frattempo la situazione a bordo della Circum è a dir poco critica. «Lo so bene, sono stato spesso in incognito al fianco dei controllori». E qual è la cosa peggiore che ha visto? «Un signore distinto, sui trent’anni, fu invitato a mostrare il biglietto. Rispose che non ce l’aveva. Allora il controllore gli chiese di scendere alla prossima stazione. L’uomo scese, ma prima di andar via sferrò un calcio contro lo sportello, tanto forte da mandare il vetro in frantumi». A bordo il caos. E nelle stazioni, che in gran parte non sono presidiate? «Le stazioni, in maggioranza, sono all’aperto. Questo rende semplicissimo salire a bordo senza pagare. Molti dicono: servono i tornelli. E invece io dico che i tornelli non servono, perché al portoghese basta fare il giro del terminal per raggiungere il treno. Meglio toglierli, dove ci sono, e lasciare soltanto le obliteratrici. Così risparmieremmo un sacco di soldi, da utilizzare per altri servizi». A proposito di servizi. Non ha mai pensato che la Circum è storicamente tanto bersagliata perché offre una qualità del trasporto non ineccepibile? Come dire: tratto il treno come lui tratta me? «L’ho pensato. Ma sono più propenso a credere che si tratti di una questione sociale legata al territorio. MetroCampania e Sepsa, che attraversano altre aree, non hanno problemi». Ma la Circum non è sempre “gentile” con l’utenza. Ricorda la storia dei turisti giapponesi finiti a Poggiomarino invece che a Sorrento per mancanza di informazioni? «Un vero schifo». Come si rimedia? «Con le penali. Previste, e salatissime, per le aziende di trasporto che creano disagi o non garantiscono i servizi concordati». Quale azienda viene multata più spesso? «La Circum è nettamente in testa. Ha sanzioni per milioni di euro». Cosa si sente di dire ai passeggeri che lamentano un trasporto da terzo mondo? «Dico che stiamo facendo del nostro meglio, che stiamo erogando fondi per ripianare i debiti e rinnovare il parco treni. Ma se qualcuno vuole segnalare disservizi sarò felice di ascoltarlo: può usare il mio indirizzo mail, ass.vetrella@regione.campania.it». Non teme di ritrovarsi la posta elettronica piena di critiche o peggio? «No. Anzi, le dirò di più: nel 2015, quando sarà introdotta la card digitale per l’abbonamento, il passeggero avrà un codice personale da utilizzare per esprimere un giudizio sulle società di trasporto. E il suo parere sarà importantissimo nel sistema delle penali». (Paola Perez – Il Mattino)

Lascia una risposta